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  1. viste67

    viste67 Nuovo Iscritto

    Buongiorno, sono una nuova iscritta ed ho un quesito che raggruppa vari argomenti di discussione da sottoporvi...
    Sono propietaria di un immobile che mi è pervenuto in successione eriditaria (2/3 io e 1/3 mia cognata), le pratiche di successione sono terminate.
    L'immobile è in vendita ed ho ricevuto una proposta di acquisto subordinata alla possibilità di frazionamento dell'immobile in più unità immobiliari.
    Il potenziale acquirente chiede che l'immobile sia consegnato alla data del preliminare,(versando un acconto pari al 5% del prezzo di vendita dell'immobile), per permettergli di poter effettuare i lavori di ristrutturazione. Noi ci dobbiamo impegnare a firmare le autorizzazioni necessarie alle opere di frazionamento, le cui spese saranno a carico della parte promittente l'acquisto che ci esonererà anche dalle responsabilità relative alla ristrutturazione.

    Il rogito dovrebbe avvenire dopo circa 8 mesi dal preliminare, e credo che l'intenzione sia cedere il preliminare a due acquirenti diversi che dovrebbero comprare gli appartamenti ristrutturati.

    Vorrei capire quali sono i rischi (o meglio le aree di "attenzione") legati a questo tipo di operazione, soprattutto in ambito di responsabilità civile legata ai lavori (fino al rogito siamo noi le proprietarie, e quindi le responsabili di tutto quanto succede, no?) e se ci sono eventuali "strascichi" post rogito che potrebbero avere delle ripercussioni su di noi (es. riaccatastamento immobile, nuove tabelle millesimali, ecc...).

    Che succede inoltre se l'acquirente non dovesse rispettare il piano di pagamenti proposto in fase di preliminare? Le eventuali spese di condominio deliberate fra il preliminare ed il rogito sono a nostro carico?

    Vi ringrazio anticipatamente per la vostra preziosa consulenza, ho visto da altre risposte del forum che le argomentazioni sono sempre precise e dettagliate!
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Intanto un acconto del 5 % è ridicolo, la prassi di una normale compravendita prevede un acconto che consista di un minimo del 10% ad un massimo del 30%. Consuetudine, vuole, che non si immetta, mai, a titolo gratuito, nell'uso di un immobile, prima dell'atto definitivo, compravendita notarile. Mai e poi mai si concede di fare delle opere edili, a terze persone, sino a quando l'immobile diviene suo. Il rischio cantiere e la rivalsa danni, cascano sempre e comunque, in ultima istanza sul proprietario e sull'immobile. Ecco, dunque, evidenziati i rischi. Il tuo potenziale acquirente, al quale vogliamo dare il beneficio dell'onestà e delle buone intenzioni, dovrebbe, a maggior ragione, prevedendo un cospicuo guadagno, dal frazionamento in due unità, offrirti un acconto del 50% e rilasciarti una serie di fidejussioni e garanzie scritte (interpella un legale) per essere credibile.
     
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  3. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Quoto in toto il buon Adriano Giacomelli. :daccordo:
     
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