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  1. liberty85

    liberty85 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Salve vivo in un condominio di 24 unità abitative, con un impianto centralizzato di riscaldamento datato ma regolarmente funzionante, collaudato e gestito dalla una ditta di manutenzione molto attenta e scrupolosa.
    In seguito alla richiesta di distacco di un condomino vorrei sapere con la nuova normativa condominiale quali sono i termini per presentare la domanda e/o perizia termotecnica per il distacco, in quanto ho letto che bisogna presentarla prima dell'accensione dei riscaldamenti, oltretutto essendo un impianto vecchio la ditta dice che non è possibile staccarsi o comunque deve pagare anche parte dei consumi in quanto la caldaia e la sua relativa potenza e consumi non sono modulabili in base agli immobili ma funziona sempre al massimo.
    Infine, dove posso trovare tutta la nuova normativa riguardo il distacco dai riscaldamenti centralizzati?

    grazie
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Secondo la riforma del condominio, per distaccarsi, il condominio deve fornire, innanzitutto, prova di non procurare un aggravamento delle spese a coloro che proseguono ad utilizzare il riscaldamento centralizzato. In secondo luogo, bisogna dimostrare che la decisione non determina uno squilibrio termicodell’intero edificio, tale da pregiudicare la regolare erogazione del servizio di riscaldamento.

    La prova che attesti la situazione deve essere data con una perizia, non è invece necessario, come per la trasformazione dell’intero impianto termico, il deposito in Comune di un progetto insieme alla denuncia di inizio lavori. Non è richiesto nessun passaggio, con successiva deliberazione, in assemblea condominiale, per il distacco; secondo alcuni, si tratta di un diritto che si può esercitare anche in presenza di un divieto esplicito nel regolamento comune ( Cassazione sentenza 19893/2011).
     
  3. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Per non pagare il 100% della propria quota millesimale di riscaldamento occorre essersi effettivamente distaccato dalle condutture. Questa perazione è possibile solo con l'impianto spento: non è che per consentire il distacco ad un "solista" tutto il resto del condominio deve rstare al freddo per diversi giorni. Perché questo, per dirla usando le parole di Jerry48, sarebbe un esercizio di un diritto che lede i diritti degli altri condomini (restare al freddo). Il costo delle operazioni del distacco, come la ricalibrazione dell'impianto, sono tutte a carico del "solista". Non è concepibile che il resto dei condomini partecipi alle spese per far distaccare un "solista". A distacco avvenuto rimarranno sempre a carico del distaccato le seguenti spese: una quota parte percentuale relativa alle dispersioni causate all'impianto / al riscaldamento indiretto di cui giova (che, secondo me deve essere determinata o confermata ogni anno nel preventivo di gestione, sulla base del bilancio consuntivo, in modo da compensare gli eventuali aumenti del costo di riscaldamento per via del distacco); la quota di straordinaria manutenzione e di, eventuale, sostituzione dell'impianto.
    In linea di principio non sono molto favorevole al distacco perché è un diritto esercitabile solo dai primi "isolazionisti" (non c'é un numero fisso perché dipende dalla tipologia dell'impianto e dal numero degli utenti allacciati): non è un diritto che possono esercitare tutti; quindi, sempre secondo me, lede il principio della parità di esercizio di un diritto.
    Ho anche i miei dubbi sulla possibilità di distaccarsi dall'impianto di riscaldamento condominiale se il divieto è riportato sul regolamento di condominio contrattuale (regolamento redatto e registrato al momento della creazione del condominio).
     
  4. Luigi Sanna

    Luigi Sanna Membro Ordinario

    Professionista
    Salve; ricordo che l'installazione di una caldaia singola comporta comunque la realizzazione di una canna fumaria che sormonti il tetto dell'edificio...
     

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