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  1. teodora

    teodora Nuovo Iscritto

    salve, se un acquirente decide di ritirarsi dall'acquisto dopo che ha sottoscritto la proposta ed è stata a sua volta accettata dalla parte venditrice, chi paga le spese di mediazione? l'agenzia quanto deve chiedere? paga tutto una parte oppure ognuno la sua?
    premetto la proposta viene scritta in presenza di un avvocato nominato dalla parte acquirente, alla proposta non viene allegato nessun assegno di caparra perchè all'accettazione della stessa si procede con il preliminare perfezionato e completato di fideiussione per l'importo che sarà versato alla parte venditrice.
    l'acquirente, dopo che è stata accettata ed è stata fissata la data del successivo passaggio, decide di ritirarsi, può farlo?
    l'agenzia che diritti ha? e in che misura?
    grazie e saluti attendo quanto prima una risposta in merito.
     
  2. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    bella domanda.
     
  3. torre50

    torre50 Nuovo Iscritto

    Buongiorno! Se un acquirente recede dall'acquisto dopo che la proposta è stata accettata dal venditore, in questo caso la commissione all'agenzia è dovuta sia dal venditore che dal compratore in parti eguali, in quanto in questo caso il compito dell'agenzia è stato portato a termine ed il suo lavoro deve essere retribuito.
    :soldi:
     
    A Mannari Maria piace questo elemento.
  4. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Il venditore ha inoltre il diritto di far eseguire l'accordo sottoscritto e potrebbe attivare la fidejussione prestata per l'acquisto.
    In alternativa, potrebbe comunque agire per i danni.
    Le provvigioni all'agenzia, in questo caso, sono comunque dovute. Magari, visto che l'acquisto non si è, per ora, perfezionato, trattando un po' si riesce a limare qualcosa...
     
  5. tamara

    tamara Membro Attivo

    Concordo con Torre50. L'affare è stato concluso: provvigioni da entrambi.
     
  6. teodora

    teodora Nuovo Iscritto

    grazie per le risposte, in effetti non avevamo dubbi su questo, ma era solo per scrupolo nei confronti di questi clienti della nostra agenzia, in effetti non è mai bello per noi chiedere soldi in questo modo, ma ci sono motivi a volte anche molto seri dove noi chiudiamo un occhio e non stiamo li con codice civile alla mano, ma in questo caso è solo un capriccio della parte acquirente, oltretutto facendoci fare anche una brutta figura nei confronti della parte venditrice, in effetti anche questo è un danno, per la nostra credibilità e l'immagine dell'agenzia, inoltre vi informiamo che ultimamente sta diventando un abitudine il ripensamento e noi siamo stanchi.
     
  7. diegopadova

    diegopadova Nuovo Iscritto

    Se ho ben capito è stata accettata dalle parti una proposta. La stessa rimandava poi al preliminare. Se è così, tutto verte sulla tipologia della proposta ovvero se era già impostata come un "preliminare di compravendita" con inseriti obblighi ben precisi tipo modalità pagamento, data rogito, data consegna immobile, ecc. oppure se invece era un impegno futuro a sottoscrivere il compromesso. Nel secondo caso l'affare non è, purtroppo per l'agenzia, concluso. Temo che la parte acquirente (forse... in malafede) abbia effettuato una proposta lasciandosi un'ampia via di fuga... Spero non sia così. Saluti.
     
  8. gcaval

    gcaval Nuovo Iscritto

    Non solo non è concluso, ma quel contratto è nullo. C'è una sentenza della Corte di Cassazione a tal riguardo. Il contratto di compravendita, che erroneamente viene spessissimo distinto in una fase di proposta e in una seconda fase di "firma del preliminare", è uno ed unico. Lo dice il codice civile, art. 1326. Il contratto si perfeziona quando il venditore controfirma e la parte proponente ne viene a conoscenza. Per essere valido, deve avere carattere di obbligazione nei confronti dell'altra parte. Altrimenti è una presa per... i fondelli.

    Evitate di fare queste cose, voi agenti, anche perché ne venite fuori malissimo, sia come immagine, sia dal punto di vista dell'incasso mancato della provvigione. Il codice civile non è un orpello!
     
  9. massimoca

    massimoca Nuovo Iscritto

    temo che sia gcaval che diegopadova abbiano ragione ....
    ma il motivo del ripensamento della parte acquirente è noto o no?
     
  10. tamara

    tamara Membro Attivo

    se l'atto che contiene la proposta e l'accettazione (che deve essere giunta a conoscenza dell'altra parte - art. 1326 giustamente citato da gcaval) ha tutti i requisiti di un preliminare e quindi è in grado di far sorgere reciproche obbligazioni tra le parti (l'una a vendere l'altra ad acquistare "...mi obbligo a vendere...mi obbligo ad acquistare") l'affare può dirsi concluso e ciò basta e avanza a far sorgere il diritto alla provvigione. Normalmente i moduli delle agenzie sono strutturati in tal modo...non ho visto quello di teodora. ritengo anche che nel modulo sottoscritto venga anche evidenziato il diritto alla provvigione ed il suo ammontare (per lo meno in percentuale)...a questo punto teodora vedi se questo corrisponde al tuo caso. L'art. del codice civile cui fare riferimento è l'art. 1755.
     
  11. carwood

    carwood Nuovo Iscritto

    Purtroppo la proposta accettata dal venditore senza assegno di deposito non ha alcun valore o quanto meno lo ha ma per vie legali forse in una decina di anni potete cavarvela. Non solo si fanno pessime figure con il venditore ma c'e' la beffa di lavorare gratis. Perche' per rispondere ad alcuni l'agenzia immobiliare fornisce un servizio quindi forse e' un lavoro che non si fa per la gloria.
     
  12. avettor

    avettor Nuovo Iscritto

    Due considerazioni:
    - il venditore non doveva accettare una proposta senza la caparra; l'agenzia, se seria, pure non doveva accettare una proposta senza caparra; il compratore...è poco serio per come si è comportato.
    - la compravendita non è stata conclusa, non è stato neppure firmato il preliminare. Ritengo che nulla sia dovuto all'agenzia: non ha trovato un compratore seriamente intenzionato, non ha ottenuto l'assegno di cauzione da consegnare al venditore.
     
    A arianna26 piace questo elemento.
  13. gcaval

    gcaval Nuovo Iscritto

    Non esistono proposte senza effetti obbligatori. Motivo per cui, se la proposta rimanda ad altro contratto in cui ci saranno tali effetti (preliminare), è nulla.

    In generale non è l'assegno a rendere una proposta efficace, anche perché, non essendoci un limite minimo alla caparra, uno potrebbe anche dare caparra zero alla proposta. Qui poi è diverso perché per iscritto c'è l'impegno a dare l'assegno, di fatto l'assegno non c'è.
     
  14. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Confermo in toto quanto detto da gcaval:
    - la giurisprudenza ritiene nullo il cosiddetto «preliminare di preliminare». Pertanto ogni proposta che rimanda ad un preliminare è nulla;
    - la caparra non è un elemento essenziale del contratto, per cui può benissimo non essere versata.
     
  15. carwood

    carwood Nuovo Iscritto

    Daccordo con tutti ma se il proponente acquirente non ha nulla da perdere e' ovvio che puo' rinunciare in qualsiasi momento anche nello studio notarile come e' successo a me.
     
  16. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Puoi sempre agire per gli eventuali danni arrecati, ad es: la mancata vendita ad altri acquirenti, perdita di valore dell'immobile (di questi tempi, poi!!!), ecc..
     
  17. massimoca

    massimoca Nuovo Iscritto

    la caparra è comunque dovuta anche se non ancora versata.
    e, d'altronde, si spera sempre nella correttezza e nella buona educazione del prossimo.:ok:
     
  18. tamara

    tamara Membro Attivo

    la questione non è così semplice e lineare. La giurisprudenza non è uniforme sul punto e quindi bisogna per forza rifarsi al testo contrattuale. Quindi all'utente che ha posto la domanda (e che poi pare essersi dileguato per lasciare noi a discutere ... il confronto è comunque sempre positivo) suggerisco di leggersi questo interessante articoloLa mediazione e la provvigione del mediatore
     

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