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wmar

Membro Attivo
#1
Nel giorno A un locatore, relativamente ad un immobile locato con canone concordato ed opzione della cedolare secca, ha ottenuto convalida di sfratto per morosità (con contestuale emanazione di decreto ingiuntivo per il pagamento dei canoni non corrisposti) con fissazione della data di esecuzione del rilascio al giorno B. Dunque il contratto è stato risolto dal giudice.
E' pacifico che il locatore, per i canoni non percepiti sui quali ha pagato l'imposta, ha diritto ad un credito da utilizzare nella prima dichiarazione dei redditi utile. Ho però bisogno di alcuni chiarimenti riguardanti la condotta che il locatore deve tenere dopo la convalida di sfratto:

1. E' necessario che il locatore informi l'Agenzia delle Entrate dell'avvenuta risoluzione del contratto da parte del giudice? E se sì, è corretto che il locatore si consideri esentato dal versamento dell'imposta di registro, tenuto conto dell'adesione all'opzione della cedolare secca?

2. Per il periodo A-B il conduttore è obbligato a corrispondere una indennità di occupazione pari all'importo dell'ultimo canone di locazione. Poiché questa indennità ha natura sostitutiva del canone di locazione, essa ne eredita la natura e va dunque considerata come reddito fondiario. Due dubbi:
- Poniamo che il conduttore paghi. Si applica l'IRPEF e non più la cedolare secca?
- Poniamo invece che il conduttore non corrisponda alcunché relativamente al periodo di occupazione dell'immobile successivo alla data di convalida di sfratto. E' corretto che in questo caso il locatore - in forza del fatto che a partire dalla data di convalida dello sfratto per morosità i canoni non percepiti non contribuiscono alla formazione del reddito - non dichiari l'indennità sostitutiva? (al contrario di ciò che è tenuto a fare per i canoni veri e propri non percepiti qualora la data di convalida dello sfratto sia posteriore al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi)?

3. L'ultimo dubbio riguarda il regime relativo all'IMU. Fino al giorno (A) della convalida il contratto di locazione a canone concordato è in essere, per cui, relativamente a tale periodo, l'importo dell'IMU sarà quello previsto nel caso di locazione con canone concordato (dunque il locatore beneficerà della riduzione del 25% prevista dalla legge di stabilità 2016). Ma relativamente al periodo A-B (data di convalida-data di esecuzione fissata dal giudice)?
 
B

Bluechewanna

Ospite
#3
1. Le Entrate sono divise nonostante la copiosa documentazione di prassi prodotta in questi anni. Anche se la sentenza di sfratto viene registrata (caso raro), alcuni uffici delle Entrate chiedono, nel caso in cui il contratto sia assoggettato ad IRPEF, il versamento dell'imposta di registro per l'avvenuta risoluzione, da versare entro 30 giorni dalla data di convalida di sfratto e la sanzione per eventuale tardiva registrazione della risoluzione deve essere calcolata con riferimento alla data suddetta. Altri uffici delle Entrate, invece, richiedono copia della convalida di sfratto e modello Rli. In ipotesi di contratto in cedolare l'imposta non è dovuta, ma deve comunque essere presentato il suddetto modello.

2. Riguardo i corrispettivi percepiti a titolo di indennità di occupazione, anche qui si confrontano due diverse posizioni nella prassi degli uffici. Alcuni uffici ritengono che l'obbligazione, seppure di uguale ammontare dei canoni, abbia natura meramente risarcitoria, e quindi, che quanto percepito non sia tassabile ai fini reddituali, pur scontando l'imposta di registro nella misura fissadel 3% presentando copia del modello F23 e codice tributo 109T.

Altri uffici non condividono questa interpretazione, in quanto ritengono che quanto percepito a tiutolo di indennità vada comunque dichiarato nel quadro RM, sezione II (indennità, plusvalenze e redditi di cui alle lettere da g) a n), articolo 17 del Tuir) del modello Unico, indicando in colonna 1 il codice E (risarcimento redditi pluriennali) e barrando la casella in colonna 5, nell'ipotesi in cui si scelga la tassazione ordinaria: in questo modo il reddito indicato in colonna 3 confluirà nel rigo RN1 dell'IRPEF (reddito complessivo).

3. Ai fini IMU e Tasi non sono previste aliquote agevolate per il fatto che l'immobile torni nella disponibilità del locatore a seguito di sfratto e, poichè si applica l'aliquota ordinaria dal momento della risoluzione, salvo contestuale nuova locazione agevolata, se era in essere un 4+4, che già sconta l'aliquota ordinaria, si continua a versare la medesima aliquota, senza che sia necessaria alcuna comunicazione al Comune.

Se il contratto sconta invece l'aliquota agevolata (ad es. un 3+2), dal momento della risoluzione occorre versare, salvo contestuale nuova locazione agevolata, l'aliquota ordinaria e quindi occorre presentare la dichiarazione comunale per la cessazione dell'aliquota agevolata IMU/Tasi.
 

wmar

Membro Attivo
#5
1. Le Entrate sono divise nonostante la copiosa documentazione di prassi prodotta in questi anni. Anche se la sentenza di sfratto viene registrata (caso raro), alcuni uffici delle Entrate chiedono, nel caso in cui il contratto sia assoggettato ad IRPEF, il versamento dell'imposta di registro per l'avvenuta risoluzione, da versare entro 30 giorni dalla data di convalida di sfratto e la sanzione per eventuale tardiva registrazione della risoluzione deve essere calcolata con riferimento alla data suddetta. Altri uffici delle Entrate, invece, richiedono copia della convalida di sfratto e modello Rli. In ipotesi di contratto in cedolare l'imposta non è dovuta, ma deve comunque essere presentato il suddetto modello.

2. Riguardo i corrispettivi percepiti a titolo di indennità di occupazione, anche qui si confrontano due diverse posizioni nella prassi degli uffici. Alcuni uffici ritengono che l'obbligazione, seppure di uguale ammontare dei canoni, abbia natura meramente risarcitoria, e quindi, che quanto percepito non sia tassabile ai fini reddituali, pur scontando l'imposta di registro nella misura fissadel 3% presentando copia del modello F23 e codice tributo 109T.

Altri uffici non condividono questa interpretazione, in quanto ritengono che quanto percepito a tiutolo di indennità vada comunque dichiarato nel quadro RM, sezione II (indennità, plusvalenze e redditi di cui alle lettere da g) a n), articolo 17 del Tuir) del modello Unico, indicando in colonna 1 il codice E (risarcimento redditi pluriennali) e barrando la casella in colonna 5, nell'ipotesi in cui si scelga la tassazione ordinaria: in questo modo il reddito indicato in colonna 3 confluirà nel rigo RN1 dell'IRPEF (reddito complessivo).

3. Ai fini IMU e Tasi non sono previste aliquote agevolate per il fatto che l'immobile torni nella disponibilità del locatore a seguito di sfratto e, poichè si applica l'aliquota ordinaria dal momento della risoluzione, salvo contestuale nuova locazione agevolata, se era in essere un 4+4, che già sconta l'aliquota ordinaria, si continua a versare la medesima aliquota, senza che sia necessaria alcuna comunicazione al Comune.

Se il contratto sconta invece l'aliquota agevolata (ad es. un 3+2), dal momento della risoluzione occorre versare, salvo contestuale nuova locazione agevolata, l'aliquota ordinaria e quindi occorre presentare la dichiarazione comunale per la cessazione dell'aliquota agevolata IMU/Tasi.

Circa gli effetti della convalida sull'IMU, ho potuto appurare che il Ministero delle Finanze, nel question time alla Camera n. 5-01865 del 14.01.2014, ha precisato che agli immobili oggetto di procedure esecutive di sfratto si applica di norma l'aliquota IMU prevista per gli immobili non locati, a meno che i comuni, in forza della propria potestà regolamentare, non abbiano previsto altrimenti.

Circa la registrazione della risoluzione, lo farò tramite modello RLI web. Ho però un dubbio se sia o meno necessario inviare (per esempio tramite posta certificata) all'ufficio competente copia semplice dell'ordinanza di convalida.
 

wmar

Membro Attivo
#6
1. Le Entrate sono divise nonostante la copiosa documentazione di prassi prodotta in questi anni. Anche se la sentenza di sfratto viene registrata (caso raro), alcuni uffici delle Entrate chiedono, nel caso in cui il contratto sia assoggettato ad IRPEF, il versamento dell'imposta di registro per l'avvenuta risoluzione, da versare entro 30 giorni dalla data di convalida di sfratto e la sanzione per eventuale tardiva registrazione della risoluzione deve essere calcolata con riferimento alla data suddetta. Altri uffici delle Entrate, invece, richiedono copia della convalida di sfratto e modello Rli. In ipotesi di contratto in cedolare l'imposta non è dovuta, ma deve comunque essere presentato il suddetto modello.

2. Riguardo i corrispettivi percepiti a titolo di indennità di occupazione, anche qui si confrontano due diverse posizioni nella prassi degli uffici. Alcuni uffici ritengono che l'obbligazione, seppure di uguale ammontare dei canoni, abbia natura meramente risarcitoria, e quindi, che quanto percepito non sia tassabile ai fini reddituali, pur scontando l'imposta di registro nella misura fissadel 3% presentando copia del modello F23 e codice tributo 109T.

Altri uffici non condividono questa interpretazione, in quanto ritengono che quanto percepito a tiutolo di indennità vada comunque dichiarato nel quadro RM, sezione II (indennità, plusvalenze e redditi di cui alle lettere da g) a n), articolo 17 del Tuir) del modello Unico, indicando in colonna 1 il codice E (risarcimento redditi pluriennali) e barrando la casella in colonna 5, nell'ipotesi in cui si scelga la tassazione ordinaria: in questo modo il reddito indicato in colonna 3 confluirà nel rigo RN1 dell'IRPEF (reddito complessivo).

3. Ai fini IMU e Tasi non sono previste aliquote agevolate per il fatto che l'immobile torni nella disponibilità del locatore a seguito di sfratto e, poichè si applica l'aliquota ordinaria dal momento della risoluzione, salvo contestuale nuova locazione agevolata, se era in essere un 4+4, che già sconta l'aliquota ordinaria, si continua a versare la medesima aliquota, senza che sia necessaria alcuna comunicazione al Comune.

Se il contratto sconta invece l'aliquota agevolata (ad es. un 3+2), dal momento della risoluzione occorre versare, salvo contestuale nuova locazione agevolata, l'aliquota ordinaria e quindi occorre presentare la dichiarazione comunale per la cessazione dell'aliquota agevolata IMU/Tasi.

Circa gli effetti della convalida sull'IMU, ho potuto appurare che il Ministero delle Finanze, nel question time alla Camera n. 5-01865 del 14.01.2014, ha precisato che agli immobili oggetto di procedure esecutive di sfratto si applica di norma l'aliquota IMU prevista per gli immobili non locati, a meno che i comuni, in forza della propria potestà regolamentare, non abbiano previsto altrimenti.

Circa la registrazione della risoluzione, lo farò tramite modello RLI web. Ho però un dubbio se sia o meno necessario inviare (per esempio tramite posta certificata) all'ufficio competente copia semplice dell'ordinanza di convalida.
 

wmar

Membro Attivo
#7
1. Le Entrate sono divise nonostante la copiosa documentazione di prassi prodotta in questi anni. Anche se la sentenza di sfratto viene registrata (caso raro), alcuni uffici delle Entrate chiedono, nel caso in cui il contratto sia assoggettato ad IRPEF, il versamento dell'imposta di registro per l'avvenuta risoluzione, da versare entro 30 giorni dalla data di convalida di sfratto e la sanzione per eventuale tardiva registrazione della risoluzione deve essere calcolata con riferimento alla data suddetta. Altri uffici delle Entrate, invece, richiedono copia della convalida di sfratto e modello Rli. In ipotesi di contratto in cedolare l'imposta non è dovuta, ma deve comunque essere presentato il suddetto modello.

2. Riguardo i corrispettivi percepiti a titolo di indennità di occupazione, anche qui si confrontano due diverse posizioni nella prassi degli uffici. Alcuni uffici ritengono che l'obbligazione, seppure di uguale ammontare dei canoni, abbia natura meramente risarcitoria, e quindi, che quanto percepito non sia tassabile ai fini reddituali, pur scontando l'imposta di registro nella misura fissadel 3% presentando copia del modello F23 e codice tributo 109T.

Altri uffici non condividono questa interpretazione, in quanto ritengono che quanto percepito a tiutolo di indennità vada comunque dichiarato nel quadro RM, sezione II (indennità, plusvalenze e redditi di cui alle lettere da g) a n), articolo 17 del Tuir) del modello Unico, indicando in colonna 1 il codice E (risarcimento redditi pluriennali) e barrando la casella in colonna 5, nell'ipotesi in cui si scelga la tassazione ordinaria: in questo modo il reddito indicato in colonna 3 confluirà nel rigo RN1 dell'IRPEF (reddito complessivo).

3. Ai fini IMU e Tasi non sono previste aliquote agevolate per il fatto che l'immobile torni nella disponibilità del locatore a seguito di sfratto e, poichè si applica l'aliquota ordinaria dal momento della risoluzione, salvo contestuale nuova locazione agevolata, se era in essere un 4+4, che già sconta l'aliquota ordinaria, si continua a versare la medesima aliquota, senza che sia necessaria alcuna comunicazione al Comune.

Se il contratto sconta invece l'aliquota agevolata (ad es. un 3+2), dal momento della risoluzione occorre versare, salvo contestuale nuova locazione agevolata, l'aliquota ordinaria e quindi occorre presentare la dichiarazione comunale per la cessazione dell'aliquota agevolata IMU/Tasi.

Circa gli effetti della convalida sull'IMU, ho potuto appurare che il Ministero delle Finanze, nel question time alla Camera n. 5-01865 del 14.01.2014, ha precisato che agli immobili oggetto di procedure esecutive di sfratto si applica di norma l'aliquota IMU prevista per gli immobili non locati, a meno che i comuni, in forza della propria potestà regolamentare, non abbiano previsto altrimenti.

Circa la registrazione della risoluzione, lo farò tramite modello RLI web. Ho però un dubbio se sia o meno necessario inviare (per esempio tramite posta certificata) all'ufficio competente copia semplice dell'ordinanza di convalida.
 

Sterenz

Membro Attivo
#8
Ho letto e riletto i vari interventi ed ho cercato di approfondire la questione.
Mi sono infine imbattuto nella Circolare n.11/E del 21 maggio2014 dell'Agenzia delle Entrate che, tra l'altro, al punto "1.3 Canoni di locazione non riscossi" afferma che "indipendentemente dalla percezione"
il reddito da locazione concorre a formare il reddito complessivo e quindi "ancorchè non percepito, va comunque dichiarato nella misura in cui risulta dal contratto di locazione"; si sottolinea infine, nella Circolare stessa,che con sentenza n.362 del 2000 la Corte Costituzionale ha ritenuto 'non fondata' la questione di legittimità di quanto sopra -relativamente alle locazioni non abitative-.
Mi chiedo e Vi chiedo:
1. come può ritenersi giusto e 'costituzionalmente corretto' la tassazione di un 'presunto' reddito non percepito (acclarato e accertato da un giudice in fase di convalida di sfratto per morosità)?
2. può ritenersi 'costituzionalmente corretto' la disparità di trattamento tra cittadini titolari di immobili dati in locazione per uso abitativo -non soggetti alla normativa di cui sopra (derogata dalla Circ.n.150 del 1999 del Ministero delle Finanze)- e cittadini titolari di immobili dati in locazione per uso 'non abitativo'?
3. le associazioni dei proprietari -Confedilizia, UPPI, ....- sono mai intervenuti in merito?
Un cordiale saluto a tutti.
Sterenz
 

Sterenz

Membro Attivo
#9
Proprio nessuno qualcosa di dire in proposito?
Aggiornamento: presso l'Agenzia delle Entrate di Pescara sono stato invitato a dichiarare la rescissione anticipata del contratto a far data dal giorno della convalida dello sfratto, pagando l'imposta di 67 Euro.
Per quanto riguarda la tassazione dei canoni non percepiti, mi è stato confermato tutto quanto contenuto nella .... famigerata Circolare 11/E del 21 maggio 2014!
Un impiegato però mi ha suggerito di informarmi meglio in quanto ..."...gli sembra.." che esisterebbe una possibilità di non dichiarare i canoni non percepiti se dalla convalida di sfratto per morosità e/o dal successivo decreto ingiuntivo di rilascio dell'immobile, risulta la rinuncia al recupero del credito.
Più precise informazioni non ha saputo (voluto!) darmi.
Ho inoltrato richiesta di chiarimenti ad un commercialista, che però non avendo conoscenze specifiche al riguardo, si è quindi riservato di informarsi.
In attesa di una risposta da parte del commercialista interpellato, mi permetto di chiedere ai Propisti se qualcuno ha per caso avuto esperienze del genere.
Grazie a tutti.
 
#10
Io sono stato nella tua precisa situazione, canoni non percepiti ma dichiarati, sfratto esecurivo con risoluzione dei contratti, in fase di dichiarazione dei redditi ho portato in deduzione i crediti d'imposta nel modello unico, con risultato dopo circa 5 anni di una richiesta da parte dell'Agenzia delle Entrate di integrare la domanda con altra documentazione, con istanza ho presentato tutto allo sportello, dopo 6 mesi ho ricevuto una variazione d'imposta per il residenziale e non per il commerciale, ripresenta altra istanza, tutto da solo perchè il commercialiste se ne fregato di interessarsi ma solo dicendo che avevamo ragione e non potevano farci pagare,
dopo qualche mese ricevo da equitalia cartelle esattoriali con il bollettino allegato per pagamenti con una sanzione e interessi, mi sono presentato prima all'Agenzia delle Entrate chiedendo udienza e dopo un confronto con circolari che mi avevano riconosciuto si il credito sul residenziale e che per il commerciale non era prevista l'applicazione del credito d'imposta, e in totale mi è costata in tutto oltre allo stress anche 28.000,00 €. per quanto riguarda le associazione e i commercialisti pensano solo alla tessera da far pagare, e i commercialisti di non presentarsi per non saper fare il loro doveri che secondo l'Agenzia delle Entrate è bene acclarato nelle circolari.
accontantati di questo breve sunto anche se non riolve il tuo problema, ma non sei il solo, questo è il motivo che le aziende sane se ne vanno da questo paese
 

basty

Membro Storico
#11
Non ho letto con molta attenzione i vari interventi: ma secondo me la situazione è questa.

Locazioni abitative: si dichiara il reddito, anche non percepito, se la convalida non è pervenuta prima della dichiarazione IRPEF. Si matura però un credito d'imposta che verrà indicato nella successiva dichiarazione. Non è banale il calcolo perchè bisogna simulare l'importo di tasse versato in più.

Locazioni commerciali: non si può far valere il credito per canoni non percepiti; la ragione, secondo Agenzia delle Entrate, è che per le locazioni non abitative il locatore ha la possibilità di risolvere automaticamente il contratto mettendo in mora il conduttore.

Se a fronte di decreto ingiuntivo si ottiene un pignoramento ad es. con trattenuta sullo stipendio del debitore, ci sono due scuole di pensiero: sostanzialmene viene consigliato di scalare prima la parte di spese legali sostenute e adesso rimborsate; solo quando si percepiranno delle rate a copertura dei canoni arretrati, queste voci saranno dichiarate come altri redditi. Però se su queste trattenute operate dal datore di lavoro sono fatte delle ritenute d'acconto, alla Agenzia delle Entrate con CU risulterà un esborso verso il locatore. In questo caso si dovrebbero dichiarare l'introito da subito, ma non so come separare i rimborsi spese dai canoni.
Forse meglio non esporre crediti, e poi non dichiarare le quote incassate a seguito pignoramento?
 

wmar

Membro Attivo
#12
Non ho letto con molta attenzione i vari interventi: ma secondo me la situazione è questa.

Locazioni abitative: si dichiara il reddito, anche non percepito, se la convalida non è pervenuta prima della dichiarazione IRPEF. Si matura però un credito d'imposta che verrà indicato nella successiva dichiarazione. Non è banale il calcolo perchè bisogna simulare l'importo di tasse versato in più.
Circa questo punto. Nel corso del 2015 si è verificata la morosità del conduttore di un immobile locato ad uso abitativo (con cedolare secca con canone concordato). All'inizio del 2016 - dunque entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2015 - è stato emanato il provvedimento di convalida dello sfratto per morosità.
Da quel che ho capito nel 730/2015 devo compilare il quadro B indicando in colonna 7 il codice '4' ed in colonna 6 l'importo dei canoni effettivamente percepiti nel 2015; e non devo fare altro, cioè non devo compilare un rigo per il periodo in cui ho percepito i canoni ed un rigo per quello in cui non li ho percepiti, visto che l'immobile è stato locato per l'intero anno 2015; e non devo nemmeno compilare il rigo G2 relativo al credito d'imposta, perché nel mio caso il provvedimento di convalida è sopraggiunto entro il termine di scadenza per la dichiarazione dei redditi relativa al 2015 e dunque non c'è nessuna dichiarazione da riliquidare.
Infatti le istruzioni dicono:

<<Se il canone di locazione è stato percepito solo per una parte dell’anno, va compilato un unico rigo, riportando in colonna 6 la quota di canone effettivamente percepita e indicando in colonna 7 il codice 4>>.

Ho capito bene? E se è così, come mi verranno rimborsate le imposte che nel 2015 ho versato sui canoni non percepiti?
 

basty

Membro Storico
#13
Fortunatamente mi è capitata una sola volta e non sono andato a verificare....: mi bastano le mie rogne....
Ma se tra le << >> hai riportato il testo delle istruzioni, direi che hai capito bene.
E se è così, come mi verranno rimborsate le imposte che nel 2015 ho versato sui canoni non percepiti?
Nel 2015 non hai versato nulla relativo ai canoni 2015 non percepiti: o meglio hai versato degli acconti sulla base dello storico; ma con la dichiarazione 2016 (odierna) computerai il saldo che sarà calcolato sui canoni effettivamente percepiti, scalando gli acconti versati nel 2015. Se risultano acconti in eccesso rispetto al debito, il saldo porterà ad un credito che si riporta nel quadro RX: che sfrutterai (compenserai) con gli acconti 2016
 
#14
Salve volevo porre la mia situazione!a gennaio 2017 il giudice mi ha convalidato lo sfratto per morosità! Mi sono recato All' angezia con la copia della convalida per annullare il contratto!L impiegato si é presa la copia e mi ha annullato il contratto di locazione con opzione di cedolare secca a partire dal febbraio 2016 ,mese dell'ultimo pagamento del canone, e non ho pagato niente!
E giusto annullarlo alla data dell ultimo pagamento del canone?
E per IMU come seconda casa che ho versato nel 2016? Se é annullato a quella data adesso avrei diritto a credito a favore?
Grazie in anticipo
 

basty

Membro Storico
#16
mi ha annullato il contratto di locazione con opzione di cedolare secca a partire dal febbraio 2016 ,mese dell'ultimo pagamento del canone, e non ho pagato niente!
Logico, e ti è andata bene.
A me l'agenzia aveva risposto che la comunicazione di risoluzione doveva essere fatta solo dopo il rilascio effettivo dei locali, quindi dopo che l'ufficiale giudiziario, dopo qualche rinvio, non concede più proroghe.
Con questa modalità, indicando poi come data di cessazione del contratto quella della convalida giudiziaria, la Agenzia delle Entrate aveva la pretesa di addebitarmi la sanzione ed interessi per ritardata risoluzione......

Quanto alle imposte sul reddito puoi tranquillamente non conteggiare i mancati introiti da locazione da febbraio 2016 a dicembre 2016, poichè la sentenza di convalida è pervenuta prima della prossima presentazione della dichiarazione redditi 2016 (cioè Unico 2017 o 730/2017)
 
#17
Questi problemi verranno a galla tra 4 o 5 anni, quando Agenzia delle Entrate via comunicherà l'accertamento effettuato e vi chiederà di acclarare il tutto, e allora cominceranno i problemi da grattare
 
#19
forse sarà come dici (ma) sto rottamando 2 cartelle esattoriali con Equitalia proprio per essere stato troppo pessimista come dici, incassi non percepiti portati come crediti d'imposta dopo sfratto esecutivo ma riconosciuti solo parziali da Agenzia delle Entrate
 

basty

Membro Storico
#20
forse sarà come dici (ma) sto rottamando 2 cartelle esattoriali con Equitalia proprio per essere stato troppo pessimista come dici, incassi non percepiti portati come crediti d'imposta dopo sfratto esecutivo ma riconosciuti solo parziali da Agenzia delle Entrate
In questi casi l'ottimismo ed il pessimismo sono relativi: dipende dalla parte da cui guardi....
Da quel che mi dici, io direi che forse in quel caso sei stato troppo "ottimista", portando come credito d'imposta un importo eccessivo, forse l'intero incasso non percepito, invece di calcolarne il corrispondente eccesso di imposta a suo tempo versata sulla base della aliquota marginale dell'anno in questione.
 

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Salve,dal 20 settembre 2017 sono venuto ad abitare con una famiglia a cui ho prestato la mia opera di badante per un loro cugino gravemente ammalato, che è deceduto dopo un mese,la famiglia di sua spontanea volontà mi fece la proposta di rimanere a vivere con loro fin quando non avrei trovato un'altra lavoro ma non mi avrebbero pagato per dare una mano in casa,mi dovevo accontentare di vitto e alloggio
moralista ha scritto sul profilo di luciano155.
ma non c'è neanche il profilo di luciano155
tanti auguri a tutti buone feste e tante belle cose lella
anche x marinarita grazie della comprensione ...comunque c'e' legge nuova x tutelare proprietari case ….noi alla fine da 1 giugno 2013 a 7 luglio 2017 mai pagato affitto 4 anni piu' spese tribunale avvocati tasse ...ecc. se pagava onestamente l'affitto tutti i mesi non sarebbe in questa situazione le lasciano meta' stipendio….tanti anni ...non so se ne valeva la pena non pagare l'affitto ….giustizia e' fatta
x uva ---finalmente finita con sentenza tribunale milano dato che la nostra inquilina aveva fatto 2 finanziarie …???? il 29 novmbre tribunale milano ci ha messo primi creditori sul quinto dello stipendio ...tutto specificato debiti avvocato 4 anni affitto mai pagato ….la tipa si e' presentata urlando ...la giudice ci ha inserito primi creditori prenderemo tutto da subito con quinto dello stipendo .finita bene kiss
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