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  1. oliveri tomaso

    oliveri tomaso Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Io e mia moglie non separati legalmente abbiamo residenza in due appartamenti ciascuno di proprietà propria in comuni diversi , il comune di mia moglie notifica a mia moglie che risulta la sua residenza fittizia dato che
    non risulta separata legalmente e che risultano bassi consumi di luce , falso le bollette della luce, del gas ,
    dell'acqua sono consistenti , in comune le dicono che lei o si toglie il domicilio ma le lasciano la residenza
    oppure con autocertificazione dichiara che io abito con lei .
    Non è ha suo tempo uscita una legge che non vi è obligo di convivenza tra i coniugi ?
    Può il comune arrogarsi tale diritto senza fare accertamenti dato che mia moglie risiede veramente in
    quell'appartamento , vi si è trasferita per assistere sua madre invalida nel 2003 e la madre deceduta nel
    2010 .
    Non è forse un trucco dei comuni che sparano sul mucchio obligandoti a fare un'atucertificazione.
    Come ci si può difendere ?
     
  2. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Mi sembra molto strano il comportamento del comune.
    Ma cosa le viene contestato esattamente ?
    - Il fatto che lei come residente in tale appartamento non paga l'ICI, imposta tipicamente comunale ?
    - In fondo lei, in qualità di residente è assoggettata alla Tarsu, altro tributo che va a favore del Comune, e versa, sempre a favore del Comune (nel in cui lei abbia dei redditi imponibili) l'addizionale comunale.
    - Se l'alloggio non è locato ad altra persona (ipotesi che renderebbe quasi certa la sua residenza fittizia ) può benissimo contestare le richieste del Comune.

    Si faccia spiegare esattamente qual'è la contestazione del Comune e quali sarebbero le eventuali imposte evase o i servizi da lei usufruiti illegittimamente.
    Buona giornata.
     
  3. oliveri tomaso

    oliveri tomaso Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il comune contesta il non pagamento dell'ICI che andrebbe retoattiva al 2005 e le leverebbero il domicilio lasciandole la residenza riferendosi a una sentenza della corte di cassezione n.2814 del 10/03/2000 che rtibadisce con l'articolo 43 del codice civile il legislatore ha inteso fere riferimento alle residenza effettiva
     
  4. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    se tua suocera era invalida penso che tua moglie possa agevolmente provare di aver prestato assistenza alla madre convivente. il che elimina già 4 dei 5 anni richiesti. potreste cominciare da lì. accludendo copia della non esigue bollette.
     
  5. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ho trovato un caso simile in un forum dei Comuni d'Italia.
    Leggete nel link:

    Comuni d'Italia :: Leggi argomento - RESIDENZA SEPARATA DEI CONIUGI : cosa fate ?

    Vi riporto anche la conclusione dell'esperto di Anagrafe

    ""Inviato: Ven 07 Mag 2010 - 5:58 pm Oggetto:

    --------------------------------------------------------------------------------

    Il senso è che se veramente sei "onesto" e "sincero", ossia - fuor di metafora - se effettivamente hai traslocato e mantieni la tua dimora abituale dove hai dichiarato, hai tutto il diritto di vederti riconosciuta lì la residenza, e il comune non ha nessuna autorità per negartela, poiché deve solo prendere atto dello stato delle cose. Quello che conta è la situazione di fatto. Non ha nemmeno rilevanza l'obblico di convivenza stabilito dal matrimonio.
    In sostanza, se le cose stanno come dici, tu hai ragione e il comune ha torto. Punto.


    MIA NOTA
    In materia di ICI, se il comune dovesse riconoscerti sia la residenza che il domicilio, dovresti comunque pagare la quota di ICI 2005, 2006, 2007, anni in cui esisteva una esenzione parziale. Mentre per gli anni dal 2008 godresti dell'esenzione totale, trattandosi di abitazione principale.

    Buona serata
    ""
     

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