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  1. Adriatico22

    Adriatico22 Nuovo Iscritto

    Buongiorno,
    un paio di anni fa ho acquistato un appartamento presso uno stabile in fase di ristrutturazione, ma per diversi motivi non mi ci sono mai trasferito. Circa un anno fa ho trovato un acquirente per l'alloggio, il quale si impegnava ad accollarsi il mio mutuo e riconoscermi le rate già versate.
    Detto questo, ci si incontra davanti ad un notaio e si firma un compromesso che metteva per iscritto quanto convenuto - ovvero che egli accettava di acquistare l'appartamento nello stato di fatto e di diritto in cui questo si trovava e a sottoscrivere l'atto di compravendita entro 6 mesi dalla data della stipula del compromesso. Durante tale periodo si impegnava a rimborsarmi le rate del mutuo e a trasferirsi all'interno dell'appartamento e così infatti è stato. Per ben due volte poi la data per la stipula dell'atto è stata poi rimandata su richiesta dell'acquirente.
    A pochi giorni dall'ennessima data fissata per l'atto, mi trovo a inviare un telegramma dicendo che qualora dovessero non presentarsi presso il notaio, avrei provveduto al recupero dell'immmobile.
    Oggi mi scrivono minacciando di ritenermi responsabile (in solido con l'amministratore di condominio) di inadempienza contrattuale con ipotesi di truffa poichè ascensore, riscaldamento e antenna TV non sono ancora stati installati all'interno dello stabile (che è ancora in fase in ristrutturazione) e dunque si ritengono svincolati dallo stipulare l'atto sino a quando questi non verranno installati.
    Come dovrei comportarmi? L'aver specificato che l'acquisto avveniva nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava il bene non dovrebbe liberarmi da eventuali responsabilità? Tra l'altro l'acquirente abita già all'interno del condominio da circa un anno - non avrebbero dovuto lamentarsene comunque prima di eventuali mie inadempienze?

    Ringrazio anticipatamente per le vostre risposte
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Anche la tua esperienza è di quelle classiche in cui non si dovrebbe cadere, ovvero immettere all'uso l'unita promessa in vendita. Ma per venire alla tua specifica domanda, direi che hai la ragione dalla tua parte ma.... bisogna fare una disamina esatta del preliminare, o di qualunque documento che possa far pensare che in qualche maniera hai la responsabilità di ultimare le opere. Inoltre anche se come sembra tu abbia piena ragione, hai l'onere di dimostrarlo e di far uscire dalla occupazione del tuo immobile, augurandomi che tu lo abbia immesso all'uso con un documento certo.
    Comincia a contattare un avvocato molto bravo, forse una raccomandata fatta bene con i termini giusti intimati, faranno sbloccare la trattativa e l'atto definitivo.
     
    A Adriatico22 e arianna26 piace questo messaggio.
  3. Adriatico22

    Adriatico22 Nuovo Iscritto

    Ti ringrazio per la risposta. Purtroppo la mia disavventura è frutto di inesperienza e della mia giovane età, ma come si suol dire sbagliando si impara.

    Il compromesso non parla in alcun punto di ultimazione dei lavori di ristrutturazione, e specifica anzi che l'appartamento veniva "venduto e accettato a corpo con ogni diritto, ragione, azione, accessione, pertinenza, servitù attive e passive inerenti nello stato di fatto e di diritto in cui si trova(va), così come goduti dalla parte promittente venditrice".

    La cosa ironica è che all'interno del telegramma ricevuto in data odierna, su presunto suggerimento del loro legale, non ci si limitava a tirare in ballo l'inadempienza contrattuale ma anche ad aggiungere ad essa l'ipotesi di truffa.

    Gli occupanti hanno già le chiavi da circa un anno (non essendo stato scritto da nessuna parte che queste gli venivano consegnate, sono semmai io che mi troverei ad essere parte lesa poichè qualsiasi cosa avvenga all'interno dell'immobile ne risulterei io responsabile) e hanno anche operato dei lavori all'interno dell'appartamento per cui non penso abbiano particolare voglia di lasciarlo. Suppongo queste minacce siano dunque parte di un progetto per tentare di prolungare ulteriormente i tempi della stipula del rogito.
     

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