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Liederman

Membro Attivo
Proprietario Casa
#1
Ho avuto purtroppo una rettifica alla rendita catastale su locale commerciale che avevo proposto 11 mesi fa.
Comprensibile in un tempo in cui si vuole batter cassa, ma mi lascia qualche perplessità e vorrei capire come fare a sistemarla (ricorso?). Premetto che non sono un tecnico.
2013: rendita 10000 E circa, classe 15, 110 m2
2014: presentato DOCFA con rendita 8000 E, classe 15, 80 m2 (diversa attribuzione degli spazi interni)
2015: rettifica da Agenzia delle Entrate con rendita 10000 E, classe 17, 80m2

In pratica hanno accettato i m2, ma - per non diminuire la rendita - hanno aumentato la classe. Mi sembra quantomento una decisione arbitraria.
Inoltre non ho ricevuto nessun avviso da Agenzia delle Entrate, ma me ne sono accorto per caso facendo una visura. Se non lo avessi fatto avrei pagato ancora l'IMU con la rendita più bassa...

Cosa ne pensate? che soluzioni ci possono essere?
 

griz

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Professionista
#2
avrebbero dovuto avvisarti, tutt ele volte che hanno collaudato modificando i DOCFA ch eho presentato, hanno notificato
per quanto riguarda il ricorso probabilmente non lo vinceresti, andrebbe infatti supportato da documentazione inoppugnabile sulle attribuzioni delle classi in zona e dimostrare che la tua è ingiustificatamente alta, difficile
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#3
L'Agenzia delle Entrate ha un anno di tempo per rettificare le docfa proposte. In caso di variazione d'ufficio te la devono notificare dandoti tempo, se non ricordo male 60 gg per fare ricorso alla commissione tributaria per opporti alle loro deduzioni. Il tuo tecnico potrà e dovrà assisterti se riterrà che la proposta dell'Ufficio non dovesse essere congrua. Tale scelta dovrà essere fatta in funzione degli immobili con simile destinazione presenti nella zona. E' certamente strano che da un accatastamento del 2013 con una superficie errata di mq 110, si passi ad una del 2014 la cui superficie viene rettificata in mq 80 con conseguente riduzione della rendita, restando invariata la categoria e classe, che poi viene rettificata d'ufficio con la variazione della classe. Cosa dice il tuo tecnico?
 

Liederman

Membro Attivo
Proprietario Casa
#5
L'Agenzia delle Entrate ha un anno di tempo per rettificare le docfa proposte. In caso di variazione d'ufficio te la devono notificare dandoti tempo, se non ricordo male 60 gg per fare ricorso alla commissione tributaria per opporti alle loro deduzioni. Il tuo tecnico potrà e dovrà assisterti se riterrà che la proposta dell'Ufficio non dovesse essere congrua. Tale scelta dovrà essere fatta in funzione degli immobili con simile destinazione presenti nella zona. E' certamente strano che da un accatastamento del 2013 con una superficie errata di mq 110, si passi ad una del 2014 la cui superficie viene rettificata in mq 80 con conseguente riduzione della rendita, restando invariata la categoria e classe, che poi viene rettificata d'ufficio con la variazione della classe. Cosa dice il tuo tecnico?
Non avendo ricevuto (ancora) notifica potrei fare ricorso in questo senso? La notifica deve arrivare a tutti i comproprietari (non so se all'altro proprietario è arrivata e purtroppo non ho possibilità di saperlo) ?

Il mio tecnico suggerisce di fare prima istanza in autotutela e sconsiglia il ricorso.
Mi piacerebbe tra l'altro capire cosa potrebbe costare il ricorso.
 

griz

Membro Storico
Professionista
#6
La notifica dovrebbe arrivare a tutti i proprietari, il ricorso in autotutela è facile ma dubito possa avere qualche effetto, il ricorso in Commissione Tributaria va presntato tramite un commercialista e come già scritto va istruito inmodo molto esaustivo e atto a dimostrare che la tua rendita è più alta delle altre attribuite a fabbricati simili nella zona, non credo riuscirai a fartelo accogliere e sicuramente ti costerà in preizie tecniche e istruzione e presentazione domanda, non poco
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#7
Il ricorso l'ho fatto io da geometra, ho redatto le mie contestazioni ed ho vinto a mani basse. Addirittura il dirigente del catasto, già mio amico da antica data, mi ha contattato per trovare un accordo che non fosse troppo sfavorevole al suo ufficio. Sentito il parere del cliente è stato trovato un accordo quasi totalmente favorevole a lui. E l'Ufficio si è salvato in corner.
 

Liederman

Membro Attivo
Proprietario Casa
#8
Grazie delle risposte. Ora valuto la cosa.

Mi chiedo ora anche, per i mesi che sono passati tra la proposta e la rettifica, qual'è la rendita applicabile ai fini IMU e delle altre imposte ? quella proposta o quella rettificata? In altre parole la rendita rettificata ha valore retroattivo alla data di presentazione della proposta, o ha valore semplicemente dalla data in cui viene fatta la rettifica?
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
#10
@alberto bianchi però il problema nel nostro caso è legato alla classe dell'immobile e la cosa più assurda è che mentre sulla categoria ci sono delle norme univoche sulla classe catastale dipende tanto dalla Provincia.
Non hai idea di quanto sia difficile trovare un regolamento sulle classi, (che non sono le categorie catastali).
 

alberto bianchi

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Proprietario Casa
#11
@Daniele 78 , purtroppo è la struttura dell'ordinamento statale basato su tanti gradini creati solo per dare da mangiare ai soliti noti.
Chissà se cambierà qualcosa, visto che le Province, a parole, le hanno abolite. Pia illusione ? Ho proprio paura di sì.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
#12
@Daniele 78 , purtroppo è la struttura dell'ordinamento statale basato su tanti gradini creati solo per dare da mangiare ai soliti noti.
Chissà se cambierà qualcosa, visto che le Province, a parole, le hanno abolite. Pia illusione ? Ho proprio paura di sì.
In realtà a livello catastale (Docfa) selezioni proprio le province ed ognuna ha una sua tariffa d'estimo incorporata. Questo almeno finché non approveranno il nuovo catasto, funziona ancora così. Tieni conto che non tutti i territori hanno le medesime caratteristiche reddituali, quindi non tutte le Province sono messe nello stesso modo (come redditualità) di terreni e fabbricati. Ecco il motivo di tale divisione.
Mettere tutto insieme svantaggerebbe i territori più poveri.
 

griz

Membro Storico
Professionista
#13
Il ricorso l'ho fatto io da geometra, ho redatto le mie contestazioni ed ho vinto a mani basse. Addirittura il dirigente del catasto, già mio amico da antica data, mi ha contattato per trovare un accordo che non fosse troppo sfavorevole al suo ufficio. Sentito il parere del cliente è stato trovato un accordo quasi totalmente favorevole a lui. E l'Ufficio si è salvato in corner.
a me risultava anni fa, forse oggi è cambiato ritornando a quanto era in passato, che il ricorso doveva essere presentato dal contribuent ema non poteva essere assistito da un geometra ma doveva essere un avvocato o commercialista
 

Liederman

Membro Attivo
Proprietario Casa
#14
L'articol0 dice:
[...] le variazioni delle risultanze catastali (ai fini dell'ICI, nella fattispecie esaminata) sono soggette alla regola generale che ne prevede l'efficacia a decorrere dall'anno d'imposta successivo a quello nel corso del quale le modifiche sono state annotate negli atti catastali.
[...]
Fa peraltro eccezione alla regola sopra enunciata il caso in cui la modificazione della rendita catastale sia derivata dalla rilevazione di errori di fatto compiuti dall'Ufficio,[...]

La rettifica del classamento proposto in quale caso rientra? non è chiaro
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#15
Certamente, se l'errore è imputabile ad un evidente proposta improbabile del tecnico redattore dell'accatastamento la rettifica è retroattiva. Ma se la variazione è ininfluente non lo può essere.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
#16
Certamente, se l'errore è imputabile ad un evidente proposta improbabile del tecnico redattore dell'accatastamento la rettifica è retroattiva. Ma se la variazione è ininfluente non lo può essere.
Qui però una variazione di classe ha comportato una differenza di rendita catastale di ben 2.000€ (partendo dai 10.000 in cat E classe 17, arrivando agli 8.000 in cat E classe 15).
@Gianco chiedo anch'io a te: per attribuire la classe corretta, qual'è il regolamento che le disciplina??? Perchè chiedendo anche in giro a colleghi non ho avuto grandi risposte...e sul sito delle Entrate non c'è NULLA peggio che andar di notte.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#17
Non c'è un regolamento. Come spesso capita in Italia, è a sentimento, facendo riferimento a quelle che sono quelle assegnate a quelle del circondario. Il mio collaboratore mi ricorda: Occorre il buon senso!???
 

griz

Membro Storico
Professionista
#18
per quanto so ( a Varese funzionava così) si stabilisce per ogni comune una classe "ordinaria" per ogni categoria, tutti gli immobili che vengono proposti in categoria differente vengono valutati ed eventualmente collaudati allineandoli, sta al tecnico operare col criterio giusto e proporre categorie e classi accettabili o relazionare le ragioni per attribuzioni fuori dall'ordinario. Le classi definite "ordinarie" erano note ai tecnici del catasto e si poteva chiedere
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
#19
In linea di massima quello che descrivi dovrebbe essere la normalità, però le variazioni dovrebbero intervenire anche nella scelta della classe. Comunque tutto sta nella discrezionalità. E' opportuno ricordare che la variazione della classe è richiesta dai comuni perché con l'aumento della rendita hanno il loro tornaconto.
 

Daniele 78

Membro Storico
Professionista
#20
In linea di massima quello che descrivi dovrebbe essere la normalità, però le variazioni dovrebbero intervenire anche nella scelta della classe. Comunque tutto sta nella discrezionalità. E' opportuno ricordare che la variazione della classe è richiesta dai comuni perché con l'aumento della rendita hanno il loro tornaconto.
Sarebbe bello però avere un regolamento unificato che disciplina le classi...perchè il buon senso è molto soggettivo in ognuno di noi.
Avessimo un regolamento potremmo almeno motivare al cliente e all'Amministrazione pubblica la scelta di una classe piuttosto che l'altra, evitando anche costosi contenziosi tra pubblico e privato.
 

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