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anna123

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Conduttore
Buon pomeriggio a tutti,
ancora una volta avrei bisogno di un vostro consiglio riguardo al da farsi. Dunque, da oltre vent'anni ho il possesso di un immobile attiguo al mio , costruito indicativamente intorno agli anni 50, lasciato allo stato grezzo, senza acqua nè luce ( in verità , per poterlo utilizzare come deposito e per comodità, ho allungato un filo della luce dal mio immobile ). In questi mesi sto valutando l'ipotesi se procedere con l'usucapione oppure con l'acquisto da parte dei proprietari, cosa che comporterebbe una lunga ricerca. Ho effettuato una visura da cui emerge che l'immobile è classificato come A/4 CAT.3, e pensando che il notaio chiaramente richiederà tutti i certificati di agibilità, come sarebbe possibile ottenerli su un immobile che non ha nè acqua nè luce? O meglio, ritenete che dovrebbe essere necessario cambiare la classe catastale , non essendo immobile abitabile allo stato dei fatti? Spero di non essere stata confusionaria nella descrizione della fattispecie e vi ringrazio anticipatamente per le risposte che puntualmente date.
Anna
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Lo possiedi in quanto è unito al tuo, adiacente? La soluzione più logica è quella di ricorrere all'usucapione, ben sapendo che se lo volessi vendere lo puoi fare dichiarando al notaio di averlo usucapito.
Non capisco cosa c'entri il notaio per intestartelo, a meno che una terza persona dichiari di averlo usucapito e te lo cede per usucapione.
Infine potresti accatastarlo come porzione di UIU di fatto unita all'altro immobile già tuo. Questa operazione non può cambiare l'intestazione, puoi solo unire le due unità.
 

anna123

Membro Attivo
Conduttore
Gianco l'immobile è a fianco al mio, tantissimi anni fa la proprietaria, dopo essersi traferita in un'altra città, me lo ha lasciato per utilizzarlo come deposito in cambio di una piccola cifra che provvedevo a spedirle . Alla sua morte ho cercato di contattare i figli , senza esito, e nessuno si è mai interessato dell'immobile. Allo stesso nel corso degli anni ho effettuato anche dei lavori , perchè recava danno al mio, per esempio ho rifatto anche il tetto.
Ora io dovendo fare degli importanti lavori di ristrutturazione al mio immobile, stavo pensando che sarebbe più agevole aprire una porta che possa collegare i due immobili , accorpandoli, e fare le stanze che mi servono lì. Però per fare ciò l'immobile di cui si tratta deve essere mio, intestato a me, e quindi le strade che si aprono sono: 1) L'USUCAPIONE, 2) UNA COMPRAVENDITA . La mia domanda principale, per cui ho chiesto consiglio a voi, era proprio riferita a questa seconda ipotesi: il notaio chiaramente richiederà i certificati di agibilità, e come potrebbero essere prodotti se l'immobile è un deposito? Dalla visura risulta essere un A4, quindi abitazione, allo stato dei fatti non lo è e quindi non ci sarebbero le condizioni per produrre nessuna certificazione. Ecco perchè chiedevo se la strada da percorrere non fosse quella di cambiare la categoria catastale per andare a rogito, facendolo risultare deposito.
Ancora grazie
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
L'alternativa è o stipulare un'atto con gli eredi, se esistono e che si sono manifestati o presentare una pratica edilizia al comune dichiarandoti proprietaria. Mentre al comune non dovresti avere difficoltà, al catasto non è possibile variare l'intestazione se non in presenza di atto o provvedimento del giudice. Puoi semplicemente seguire la proposta che ho indicato nel mio post precedente.
 

anna123

Membro Attivo
Conduttore
Grazie Griz: ma in tal caso sarebbe comunque possibile beneficiare delle agevolazioni prima casa?
 

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