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Gio48

Membro Ordinario
Proprietario Casa
Una mia cara amica in seguito la morte del marito aveva a disposizione un piccolo capitale e un appartamento da dividere con i suoi DUE figli. Uno ha deciso di prendere i contanti e ha rinunciato al terzo di appartamento, mentre la madre ha ceduto all'altro figlio la sua parte con rogito. Il rogito prevedeva un compenso di €9000, per i quali in sede di rogito ha ricevuto un assegno di conto corrente mai incassato.
Nell'atto il notaio ha anche stilato un documento sottoscritto da questo secondo figlio in cui lui afferma che la madre avrà diritto di abitare nella casa finché lo vorrà.
Ora la situazione è pessima in quanto la compagna del figlio sta facendo pressioni per entrare in possesso della casa, mentre la mamma da un punto di vista economico non è assolutamente autosufficiente.
Dopo tutto questo tempo può lei invalidare l'atto di vendita in quanto non ha ricevuto nessuna cifra è per tutti questi anni ha pagato a metà del mutuo di una casa intestata a suo figlio e altri debiti nei confronti di imprese edili che hanno fatto dei lavori su questa casa?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Se l'abitazione era quella nella quale viveva prima del decesso del marito, magari comproprietario al 50%, gli altri non possono pretendere che lei lo abbandoni ed oltre al diritto d'abitazione lei può godere di tutto l'arredamento presente.
Comunque se ha ancora l'assegno può tentare di incassarlo anche se non potrà essere protestato perché presentato fuori termini.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Nell'atto il notaio ha anche stilato un documento sottoscritto da questo secondo figlio in cui lui afferma che la madre avrà diritto di abitare nella casa finché lo vorrà.
ma la casa era la casa coniugale, cioè era la residenza della coppia? Se la morte del marito è avvenuta dopo entrata in vigore del nuovo diritto di famiglia (20 settembre 1975) al coniuge superstite spetta, oltre alla quota indicata dal c.c. a secondo che sia stata fatta la successione testamentaria o legittima, il diritto di abitazione della casa coniugale con l'uso del mobilio in essa contenuto. Tale diritto di abitazione è stato confermato nel rogito forse perché la signora, nel vendere la sua parte di proprietà ha rinunciato anche al suo diritto di abitazione? Bisogna vedere cosa c'è scritto sul rogito.
In ogni caso se la casa di cui parli era la casa coniugale e la morte è avvenuta dopo il 1975 è la madre che acconsente di condividere la casa con figlio e nuora. Anche se il figlio, a seguito dell'acquisto, è pieno proprietario di tutto l'appartamento: è la nuora che deve spingere il proprio marito a trovare una casa tutta per loro.
 

chiacchia

Membro Senior
Proprietario Casa
ha pagato a metà del mutuo di una casa intestata a suo figlio
Anche se non ci fosse il diritto di abitazione il figlio ha un'altra casa e anche questo gioca a sfavore del figlio, ma perché non se ne va nell'altra casa, il figlio, non la tua amica che sarebbe buttata fuori sicuramente dopo poco visto la guerra che si è accesa con la nuora.
 

Franci63

Membro Assiduo
Proprietario Casa
Ora la situazione è pessima in quanto la compagna del figlio sta facendo pressioni per entrare in possesso della casa
La nuora può fare tutte le pressioni che crede, ma la madre , avendo il diritto di abitazione, non può essere mandata via e non deve sottostare alle pressioni indebite.
per tutti questi anni ha pagato a metà del mutuo di una casa intestata a suo figlio e altri debiti nei confronti di imprese edili che hanno fatto dei lavori su questa casa?
Visto che non può essere considerata donazione, non essendo stati dati con apposito atto pubblico , la madre può chiedere la restituzione di quanto “prestato”.
O perlomeno può dire : non mi scoccciate per entrare in possesso di casa mia, altrimenti mi faccio restituire tutti i soldi che vi ho dato, visto che erano un prestito.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Comunque se ha ancora l'assegno può tentare di incassarlo anche se non potrà essere protestato perché presentato fuori termini.
Tentare di incassare un assegno dopo 9 anni? Di sicuro non reca la dicitura NON TRASFERIBILE, oggi obbligatoria per legge, e la semplice presentazione all'incasso esporrebbe l'emittente e l'incassante a due grosse sanzioni, una a testa. Sbaglio?

Stiamo parlando di 6.000 Euro di multa a testa:

Assegno senza dicitura "non trasferibile": "Devo pagare 12mila euro di multa"
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Visto che non può essere considerata donazione, non essendo stati dati con apposito atto pubblico , la madre può chiedere la restituzione di quanto “prestato”.
francamente è stata una liberalità della madre non incassare l'assegno previsto nel rogito.
Ora come ora la cosa più importante è la frase
la madre avrà diritto di abitare nella casa finché lo vorrà.
che è superflua perché tale diritto è il c.c. che lo stabilisce e non un privato cittadino. Bisogna vedere come è stata scritta dal notaio, forse solo per rimarcare il diritto della madre venditrice della propria quota a continuare ad abitare nella casa coniugale ed occuparla per intero, secondo le proprie necessità.
 

Franci63

Membro Assiduo
Proprietario Casa
francamente è stata una liberalità della madre non incassare l'assegno previsto nel rogito.
Non parlavo di quei soldi , ma di quelli dati dalla madre per il mutuo del figlio su altro immobile,e per la ristrutturazione, come scritto da @Gio48 .
Non credo si possa parlare di donazioni di Modica entità, possibili senza atto pubblico, visto che la madre non pare navigare nell’oro.
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
ma di quelli dati dalla madre per il mutuo
se il mutuo era intestato solo al figlio e ci sono le prove del contributo materno queste andranno senz'altro a collazione quando la madre ci lascerà. Che lei i soldi abbia dati come prestito infruttifero bisogna che ci sia nella causa del versamento, con gli assegni, anche se versati con periodicità costanti ci fai poco.
Diverso è il discorso se il mutuo è stato intestato ad entrambi: madre e figlio.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Dovrebbe scriverlo l'emittente, non certo il ricevente.
Dove sta scritto? E poi chi può certificare che la grafia è del beneficiario? Ricordo che quando è stato vietato fare le girate, gli assegni emessi senza la scritta "Non Trasferibile" poteva essere aggiunta dal titolare del conto al momento dell'emissione dell'assegno.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
E' una questione di logica. L'assegno deve essere interamente scritto dall'emittente. Sennò passami un assegno in bianco, ci penso io a compilarlo. L'aggiunta NON TRASFERIBILE non verrà mai contestata dal ricevente perché la supersanzione la pagano emittente e ricevente, ma comunque un assegno non può essere modificato aggiungendo qualcosa, tanto più che dovresti usare una penna dello stesso colore.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Un conto è che l'assegno sia scritto a macchina e la firma sia dell'emittente.

Altro conto è che l'assegno presenti scritture di almeno due persone diverse, magari con due inchiostri diversi.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
La scritta "Non Trasferibile" è un vincolo che poteva porre il titolare del conto o il beneficiario che volesse garantirsi dalla sottrazione fraudolenta del suo titolo di credito.
 

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