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  1. bludeep

    bludeep Nuovo Iscritto

    Salve,
    ho stipulato davanti a un notaio un compromesso di vendita di un appartamento ricevendo una certa cifra di anticipo dall'acquirente, con il patto che salderà l'intero importo all'atto di vendita che avverrà tra qualche mese.
    Oggi mi è stato chiesto da detto acquirente l'atto di acquisto dell'abitazione, ovvero l'atto di vendita dalla Società Edile a me, in quanto necessario, a suo dire, alla sua banca per erogargli il mutuo.
    Vi risulta che sia la procedura corretta e comunque io sia tenuto a fornirlo?
    Vi chiedo ciò in quanto sull'atto è riportato il prezzo che ho pagato all'impresa edile per acquistare l'immobile e vorrei il tizio non ne venisse a conoscenza in quanto, a mio avviso, è un dato riservato.

    Vi ringrazio in anticipo

    Saluti a tutto il forum
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Questo problema si presenta sempre e condivido le tue perplessità. Vediamo di mettere a fuoco i termini:
    A) se l'acquirente va dal suo Notaio di fiducia, in meno di 1 ora accede all'atto tuo di acquisto, sono infatti atti pubblici.
    B) se ha bisogno di questo atto da dare alla Banca, per istruire il mutuo, la richiesta è accettabile.
    Immagino, ora, i tuoi pensieri, se vede quanto l'ho pagato, mi chiede uno sconto ulteriore, perchè pensa ci guadagni sopra tanto. ( Intanto sull'atto di provenienza, non viene riportato quanto hai speso di agenzia, di tassa di registro, ecc.ecc.)
    Quindi, se il tuo cliente ha firmato un preliminare sicuro e ha dato un acconto di un certo spessore, non ti resta che fidarti e dargli il documento, diversamente, gli dici che non hai copia e che si rivolga al suo Noatio che è in grado di procurarselo.
     
  3. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Scusa Adriano ma, se il notaio dell'acquirente è in grado di procurarselo cosa ci guadagna a fare ostruzionismo? in fondo il tipo si è impegnato ad acquistare a quel prezzo che ha ritenuto confacente e non può tornare indietro salvo perdere la caparra. Se scopre che il venditore ci ha guadagnato oltre che pensare che è stato "disonesto" non può fare. senza contare che, come dici tu, dal contratto di acquisto non emergono molte spese, nel mio infatti, non ci sono allacciamenti, tende esterne, condizionatori, lavori di sistemazione del bagno, grate di protezione etc. che pure io considererei nello stabilire il prezzo di vendita.
     
    A Adriano Giacomelli piace questo elemento.
  4. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    che dire...............anch'io ho comperato in centro a milano, porta romana, nel 1990 a xxxx, oggi se dovessi vendere il prezzo sarebbe 10 volte piu' alto..........................
     
  5. mino1949

    mino1949 Nuovo Iscritto

    Senza tener conto che, almeno nei rogiti fino un decennio fa, generalmente-per non pagare + tasse- nell'atto viene indicato il prezzo uguale o leggemente superiore al valore catastale. Il prezzo reale veniva regolato in altro modo di comune accordo.
    Ripeto fino a qualche tempo fa. Oggi mi pare + corretto (anche per l'obbligo di registrare il compromesso) di fare il rogito per il prezzo pieno. Quindi BLUEDEP non avere remore a dargli copia dell'atto che hai, anche perchè come ti è stato sopra indicato, il rogito è pubblico.
     
    A Adriano Giacomelli piace questo elemento.
  6. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Quindi, se il tuo cliente ha firmato un preliminare sicuro e ha dato un acconto di un certo spessore, non ti resta che fidarti e dargli il documento, diversamente, gli dici che non hai copia e che si rivolga al suo Noatio che è in grado di procurarselo.[/QUOTE]

    Queste preoccupazioni intervengono quando si è ancora in fase di trattativa e l'atto di provenienza risale a pochi mesi, ecco che c'è sempre il dubbio che anche poche decine di migliaia di differenze di importo, suscitino contrasti, rivalse, contrattazioni. Del resto ribadisco il sopracitato.
     

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