1. propit.it è il primo e unico forum italiano interamente dedicato ai Proprietari di Casa e agli Inquilini conduttori di proprietà immobiliari.

    Su propit.it puoi approfondire nuove leggi, leggere opinioni, recensioni e consigli, scoprire nuovi strumenti, confrontarti e trovare modulistica fiscale, legale e contabile per gestire la proprietà immobiliare.

    Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità

Tag (etichette):
  1. stefano29465

    stefano29465 Nuovo Iscritto

    Ciao a tutti, vi espongo il mio quesito.
    Io ho un appartamento, affittato con regolare contratto 4+4 a canone libero e in regime di cedolare secca, dove io ho la mia residenza fiscale.
    Oggi l'inquilino mi ha chiesto di poter mettere la residenza nello stesso immobile.
    Lui dice di essersi già interessato (e non ho dubbi che lo abbia fatto, essendo per fortuna una persona molto scrupolosa) e che gli abbiano detto che non ci sono problemi a conservare entrambi la residenza sotto lo stesso tetto.
    Io vorrei essere solo sicuro che all'Agenzia delle Entrate non venga il dubbio (ancorchè lecito) che io stia cercando di prendermi delle agevolazioni che non mi competono.
    Mi fate capire se ci potrebbero essere problemi?
    Grazie 1000, Stefano
     
  2. Franca68

    Franca68 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Cosa vuol dire residenza fiscale? La dichiari come sede di attivita' lavorativa?
     
  3. cyborg36061

    cyborg36061 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    tenendo entrambi la residenza nello stesso immobile costituireste anche nucleo famigliare immagino.
    non comprendo come si possa giustificare una posizione del genere gestendo un regolare contratto di affitto. solitamente si vedono queste cose abbinate a contratti di comodato o similari.
    domicilio fiscale vorrebbe dire comunque che in quell'appartamento tieni documentazione della tua attività lavorativa e/o comunque vi è destinazione di tot mq alla attività lavorativa.
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritte. E l'iscrizione anagrafica deve corrispondere al luogo di residenza, cioè al luogo di dimora abituale. Ora, avere la residenza nell'abitazione che hai concesso in locazione, implica necessariamente che la tua famiglia coabiti con quella dell'inquilino. Se così è, la situazione è regolare. Se invece la tua dimora abituale è altrove (quindi, non nell'abitazione in cui dimora l'inquilino) stai infrangendo la legge anagrafica, perché hai l'obbligo di dichiarare la tua effettiva situazione di fatto.
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    A parte che la famiglia anagrafica è cosa diversa dal nucleo familiare, esistono le famiglie coabitanti (condividenti la stessa abitazione). Se non esistono tra i componenti delle famiglie del locatore e del locatario i vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, o semplici vincoli affettivi, le rispettive famiglie costituiranno distinte, separate famiglie anagrafiche (cioè, avranno due fogli di famiglia e dunque due stati di famiglia). Resta da stabilire se questo è quanto effettivamente succede nella situazione in discussione.
     
  6. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il domicilio fiscale non c'entra nulla con quanto da te descritto.
     
  7. cyborg36061

    cyborg36061 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    c'entra invece.
    il domicilio fiscale o corrisponde alla propria residenza oppure è il luogo dove viene prodotto la maggior parte del reddito imponibile.
    Le spese di gestione del luogo ( appartamento o altro che sia) nel qual caso corrispondano residenza anagrafica e fiscale, in caso di libera professione per esempio, vanno distinte in base a quale spazio occupi per l'attività e quale per la vita privata se intendi fare uso promiscuo dell'abitazione. Per cui non potrai detrarti l'intero ammontare delle spese di riscaldame nto , acqua ecc...
    per cui prima andrebbe chiarito cosa intende stefano per residenza fiscale, a quale scopo lo stia facendo. se dovesse aver impostato l'uso promiscuo dell'abitazione la questione sollevata da me c'entra , eccome.
     
    A Franca68 piace questo elemento.
  8. cyborg36061

    cyborg36061 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    per approfondire:


    La disciplina del domicilio fiscale

    Per la localizzazione dei soggetti coinvolti nel prelievo il legislatore tributario talvolta mutua gli istituti all’uopo coniati dal diritto civile, quali la residenza, il domicilio, la dimora, la sede dell’ente; altre volte enuclea propri moduli di collegamento spaziale.
    È quest’ultimo il caso del domicilio fiscale.
    I punti salienti della disciplina sono i seguenti:
    a. ogni soggetto si intende domiciliato in un Comune dello Stato; quindi hanno domicilio fiscale in Italia anche i non residenti;
    b. con riferimento alle persone fisiche:
    i. quelle residenti in Italia hanno il domicilio fiscale nel Comune nella cui anagrafe sono iscritte;
    ii. quelle non residenti hanno il domicilio fiscale nel Comune in cui hanno prodotto il reddito tassabile in Italia oppure, se il reddito è prodotto in più Comuni, in quello in cui si è prodotto il reddito più elevato;
    iii. i cittadini italiani che risiedono all’estero in forza di un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione hanno il domicilio fiscale nel Comune di ultima residenza dello Stato;
    c. i soggetti diversi dalle persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel Comune in cui si trova la loro sede legale o in mancanza la sede amministrativa; se anche questa manchi, hanno il domicilio fiscale nel Comune ove è stabilita una sede o una stabile organizzazione o, in mancanza, nel Comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività;
    d. in deroga alle disposizioni precedenti, l’amministrazione finanziaria può stabilire il domicilio fiscale del soggetto nel Comune dove questo svolge in modo continuativo la principale attività;
    e. il domicilio fiscale deve essere indicato in tutti gli atti, contratti, denunzie e dichiarazioni che vengano presentati agli uffici finanziari;
    f. le cause di variazione del domicilio fiscale hanno effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si sono verificate.
    L’importanza del domicilio fiscale è notevole, in quanto è esso che determina il luogo dove deve essere presentata la dichiarazione di imposta, nonché l’ufficio legittimato a gestire il rapporto impositivo; e, di riflesso, serve a individuare la commissione tributaria territorialmente competente a conoscere delle controversie.

    uso promiscuo abitazione:

    Al professionista il legislatore ha dato la possibilità di dedurre in parte i costi relativi all'abitazione che sia ulteriormente destinata a sede della propria attività lavorativa.
    L'agevolazione è prevista sia ai fini delle imposte dirette che dell'IVA.

    Per quanto riguarda le imposte sul reddito la previsione normativa è contenuta nel comma 3 dell'art. 54 del TUIR. Infatti, al professionista che sia anche proprietario dell'immobile è concesso di dedurre il 50% della rendita catastale, mentre per il soggetto che sia in locazione la deduzione riguara il 50% del canone.
    Si ricorda che tali deduzioni, trattandosi di professionisti, vanno imputate per cassa, ovvero in base alla data degli effettivi pagamenti dei canoni.
    Inoltre, ad ulteriore tutela della deduzione spettante, sarebbe opportuno che il contratto facesse riferimento alla facoltà da parte del conduttore di adibire l'abitazione in parte a sede della propria attività professionale.
    Peraltro la deduzione spetta solo qualora il contribuente non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all'esercizio dell'arte o della professione.

    Sono deducibili anche le spese condominiali? E le utenze dell'abitazione? Ed eventuali spese per migliorie sull'immobile?
    La risposta a tutte queste domande è positiva, infatti il medesimo comma 3 dell'articolo sopra citato disciplina che "nella stessa misura - ovvero sempre al 50% - sono deducibili le spese per i servizi relativi a tali immobili nonchè quelle relative all'ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione".
    Sulla deducibilità dei costi relativi a beni promiscui, da sempre si pone il dubbio (rilevante anche per le imprese individuali) se la deduzione fissata al 50% sia condizionata a un uso effettivo di uguale percentuale del bene, o se si tratti di una forfettizzazione che fissa una deduzione standardizzata, a prescindere dalla percentuale di effettivo utilizzo. La risposta data all'incontro Map conferma che il Tuir standardizza la deduzione, a prescindere dalla reale intensità dell'utilizzo del bene promiscuo. Da questo chiarimento deriva che in un appartamento di 300 metri quadrati, il professionista potrebbe usare anche solo una stanza per esercitare la propria attività e questa circostanza comunque legittimerebbe la deduzione del costo dei servizi relativi all'immobile nella misura del 50 per cento.


    Per cui effettivamente il calcolo preciso dei mq non occorre più come fino a 10 anni fa, sempre ovviamente per chi avesse voluto essere estremamente preciso nella propria dichiarazione e non correre rischi di errate detrazioni.
     
    A Franca68 piace questo elemento.
  9. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Visto che si discute di persona fisica, come era stato già detto, e ciò appare anche dal tuo successivo post, "le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritte" (art. 58, comma 2, primo periodo D.P.R. n. 600/1973). E salve le ipotesi eccezionali ex art. 59 di quel D.P.R. Il luogo dove viene prodotto il reddito imponibile a nulla rileva.
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  10. cyborg36061

    cyborg36061 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    a dire il vero si parla di residenza fiscale, null'altro è specificato.
     
  11. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    E' altamente probabile che l'OP abbia indicato "residenza fiscale" intendendo, invece, "domicilio fiscale".
    Di "residenza fiscale" potrebbe parlarsi se si discutesse di quanto indicato nell'art. 2 del TUIR (D.P.R. n. 917/1986).
     
  12. stefano29465

    stefano29465 Nuovo Iscritto

    Giusto per chiarire, io sono lavoratore subordinato, non libero professionista e per residenza fiscale intendevo quella che dichiaro sul modello 730, quindi probabilmente il mio domicilio fiscale.
    A me interessa molto il discorso di famiglia anagrafica, se e come questa strada possa essere perseguita. Grazie in ogni caso per tutto il vostro aiuto, Stefano
     
  13. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Quale "strada" intendi? Ancora non hai chiarito se la situazione di "coabitazione" che risulterebbe dalle registrazioni anagrafiche (locatore e locatario residenti nella stessa abitazione) corrisponda all'effettiva situazione di fatto oppure sia solo fittizia.
     
  14. Franca68

    Franca68 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ma nel 730 non si deve dichiarare la residenza? che poi ci vivi o meno questo è un altro discorso, ma la residenza è una sola, cioè quella che dichiari al Comune, poi il domicilio è diverso, infatti in Italia se hai la residenza (quella che risulta in Comune) puoi avere le tariffe acqua e Enel ridotte e invece se non ci risiedi, non le puoi avere. il domicilio in Italia è una cosa quasi inesistente, secondo me può essere assimilato ad una sorta di "cassetta postale", ma la residenza si deve avere nel luogo dove si dimora abitualmente ed è di conseguenza la residenza fiscale, come la chiami tu.
    poi, se ci vivi o meno, questo non importa.

    la famiglia anagrafica non esiste, nel senso che esiste la convivenza ma non ha effetto sulla legge, infatti vedi le battaglie degli omosessuali che vogliono farla diventare legale, perchè chi è convivente non è niente per la legge, è un estraneo della famiglia.
     
  15. Franca68

    Franca68 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Quando concorrono particolari circostanze l’amministrazione finanziaria può consentire al contribuente, che ne faccia motivata istanza,
    che il suo domicilio fiscale sia stabilito in un comune diverso da quello di residenza.


    queste sono le istruzioni del 730
    Hai fatto istanza per avere domicilio fiscale diverso dalla residenza?
     
  16. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Si indica il comune di domicilio fiscale. La residenza anagrafica va indicata solo se variata nel periodo dal 1° gennaio dell'anno di competenza alla data in cui presenta la dichiarazione oppure se si presenta la dichiarazione per la prima volta.
    Come non importa? Ci deve vivere, "dimorare abitualmente".
    Invece esiste ed è definita dall'art. 4 del Regolamento anagrafico.
    La convivenza anagrafica è cosa del tutto diversa ed è definita dal successivo art. 5.
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  17. stefano29465

    stefano29465 Nuovo Iscritto

    Vorrei solo sapere se il fatto che mio inquilino richieda la residenza nell'appartamento che gli ho locato, senza entrare nel mio stato di famiglia, può farmi perdere i privilegi di prima casa.
     
  18. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Le possibilità di decadere dalle agevolazioni non dipendono certamente dall'inquilino che ha ottenuto l'iscrizione anagrafica nell'appartamento che ha preso in locazione.
     
  19. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La tua pare una discussione accademica che non serve a risolvere il quesito, ergo è inutile.
    Nessuno ha parlato di attività, anche professionale, svolta nello stesso appartamento dove il proprietario ha ancora la residenza anagrafica.
    Ritengo più corretta la risposta di Nemesis.
     
  20. cyborg36061

    cyborg36061 Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Non comprendo questo intervento 4 mesi dopo la discussione. Oltre che anacronistico , certamente ancora più inutile della mia risposta.
    Portare un commento inutile nel dire che una risposta era inutile 4 mesi fa....!!!
    proprio niente da fare stamattina !

    Oltra a questo ripeto il concetto fondamentale della domanda di Stefano riguardava il "domicilio fiscale", per cui mi pare più che lecito esaminare il concetto di "fiscale" oltre che di domicilio, visto che poi Stefano parlava esplicitamente di paura per le reazioni dell'Agenzia delle Entrate.

    Copia della iniziale domanda di Stefano:

    Ciao a tutti, vi espongo il mio quesito.
    Io ho un appartamento, affittato con regolare contratto 4+4 a canone libero e in regime di cedolare secca, dove io ho la mia residenza fiscale.
    Oggi l'inquilino mi ha chiesto di poter mettere la residenza nello stesso immobile.
    Lui dice di essersi già interessato (e non ho dubbi che lo abbia fatto, essendo per fortuna una persona molto scrupolosa) e che gli abbiano detto che non ci sono problemi a conservare entrambi la residenza sotto lo stesso tetto.
    Io vorrei essere solo sicuro che all'Agenzia delle Entrate non venga il dubbio (ancorchè lecito) che io stia cercando di prendermi delle agevolazioni che non mi competono.
    Mi fate capire se ci potrebbero essere problemi?
    Grazie 1000, Stefano



    e comunque mi sembra che in seguito l'argomento sia stato sviscerato a dovere.
    Grazie comunque di questo "simpatico e cordiale "messaggio.
    Buona giornata
     

Per rispondere Entra o Registrati è Gratis…

Perchè dovresti Registrarti?

  • Partecipare e Creare Discussioni
  • Trovare Consigli e Suggerimenti
  • Condividere i tuoi Interessi
  • Informarti sulle Novità

Condividi questa Pagina