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  1. phmirlo

    phmirlo Nuovo Iscritto

    Ho un problema per quanto riguarda l'immobile che sto per vendere.
    Successivamente alla proposta irrevocabile d'acquisto e contestualmente al contratto preliminare l'acquirente ha preteso, come suo diritto e mio dovere, la produzione della visura storica e catastale dell'immobile e di tutti quei documenti che credo vengano considerati "standard". Oltre questi, però, qualche giorno dopo, mi sono visto richiedere anche una copia della licenza edilizia dell'immobile (per fugare le paure che sono venute all'acquirente su eventuali variazioni planimetriche delle antecedenti proprietà), che è stato costruito negli anni '50/'60. La data del rogito è stata fissata ma difatti la ricerca della licenza richiede tra i 30 e i 90 giorni, che vanno ben oltre la data del rogito così come è stabilita.
    Fino a che punto si può spingere l'acquirente nella pretesa di questo documento?
    Spiego: se alla data del rogito (che per me non è prorogabile e per inciso è già stata prorogata di gg 15) la licenza non fosse ancora stata prodotta a causa della lentezza burocratica etc. ho diritto di considerare l'acquirente come rinunciatario e da lì tutte le conseguenze del caso? (i.e. trattenere la caparra confirmatoria, rimettere in vendita l'immobile etc)
    Considero, IMHO, che l'acquirente abbia potuto e dovuto richiedere qualsiasi documento aggiuntivo prima di stabilire la data del rogito e a maggior ragione prima, per quanto possibile, di procedere con la proposta di acquisto o con il preliminare...non riesco a capire fino a che punto il contratto preliminare mi tuteli e fino a che punto l'acquirente possa andare avanti con le ricerche prima di prendere una decisione che, a onore del contratto stesso, è già stata presa...
    Se qualcuno potesse essermi d'aiuto, grazie
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Domanda strana, nel senso che se la licenza edilizia è conosciuta, nel senso che si conosce la data e il suo n° di identificazione, si conosce anche una situazione di aggiornamento catastale conseguente che sino a prova contraria è l'ultimo avvenuto. Quindi, come dire che se lo stato di fatto è quello che risulta anche sugli elaborati planimetrici catastali, si evince la regolarità dell'immobile, ovvero, il Notaio non dovrebbe avere dubbi. Comunque sia, tu lo devi sapere che sei chiamato a dichiarare la conformità e la rispondenza dello stato di fatto alla rispondenza catastale e dei prospetti autorizzativi (licenza edile) e quindi ti assumeresti una grave e costosa responsabilità se così non fosse.
    Sulla base di questa mia lunga precisazione, c'è lo spazio di trovare la disponibilità di tutti a rogitare.
     
  3. phmirlo

    phmirlo Nuovo Iscritto

    Il dubbio dell'acquirente, se non ho capito male, è nella corrispondenza tra la planimetria catastale attuale e l'eventuale planimetria contenuta nella licenza edilizia che aspettiamo venga prodotta.
    Se non ho capito male si tratta di una ipotetica mancata corrispondenza tra numero di locali attuali al piano e quello che ci dovrebbe essere nella licenza, da cui si evincerebbe, nel caso, che qualcuno, anche prima del 1-09-67' abbia variato l'uso, immagino, di una parte dei solai per adibirla un locale in più per l'abitazione in cui ora mi trovo, e che ho acquistato nello stato in cui si trova, e che a fronte delle planimetrie e delle visure risulta così in essere...
     
  4. raffaelemaria

    raffaelemaria Membro Assiduo

    Professionista
    ritengo che la richiesta di accertamento della conformità tra lo stato di fatto e quanto autorizzato dal Comune sia più che legittima da parte dell'acquirente. Le planimetrie catastali non provano nulla ai fini della regolarità dell'immobile. Certo che l'acquirente doveva svegliarsi prima con le richieste,ma anche il venditore ha l'obbligo di garantire che quanto vende è tutto regolare ed era suo dovere acquisire le autorizzazioni comunali prima di mettere in vendita l'immobile; tanto più che come sembra anche tu non hai alcuna certezza in merito. Non capisco perchè quando uno vende un'auto ( poche migliaia di euro) debba avere il libretto di circolazione,mentre quando vende un immobile ( anche centinaia di migliaia di euro) debba farlo sulla parola. Te la sentiresti di vendere garantendo che tutto è regolare?
     
    A Adriano Giacomelli piace questo elemento.
  5. titty68

    titty68 Nuovo Iscritto

    non capisco il xche non si può prorogare ancora , visto che la lentezza burocratica la conosciamo tutti, cercate di venirvi incontro , e non mi sembra che lo stiate facendo!!
    e poi xche dovresti considerare il fatto l'acquirente come rinuncitario con tutte le coneguenze del caso???(in base a cosa)

    ho come l'impressione che l'acquirente non voglia aspettare e come pretesto pretendere il doppio della caparra da te

    e tu pretendere il doppio della caparra xche rinuncitario( di cosa non ho capito ):sorrisone:

    dipende da ciò ci avete scritto
    :daccordo:
     

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