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  1. Alesandra 70

    Alesandra 70 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buongiorno,ieri sera ennesima riunione condominiale finita con fegato lesionato :) nel palazzo ci sono condomini che hanno ampliato la metratura chiudendo terrazzi o balconi e che votano contro al rifacimento delle tabelle millesimali..sono anche i proprietari più anziani che avendo molte deleghe fanno il brutto è bello nelle decisioni del condominio...noi che vogliamo rifare le tabelle possiamo opporci? È giusto che chi ha ampliato possa opporsi? Grazie
     
  2. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Per le variazioni da lei indicate non vi è modo per imporre alcuna revisione. O accettano volontariamente la rettifica o nulla si potrà fare.
     
  3. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    Gentile Signora,
    La riforma del condominio è intervenuta con il nuovo articolo 69 disp. att. c.c. stabilendo che:
    «I valori proporzionali delle singole unità immobiliari espressi nella tabella millesimale di cui all'articolo 68 possono essere rettificati o modificati all'unanimità. Tali valori possono essere rettificati o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista dall'articolo 1136, secondo comma, c.c., nei seguenti casi:
    1) quando risulta che sono conseguenza di un errore;
    2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
    Ai soli fini della revisione dei valori proporzionali espressi nella tabella millesimale allegata al regolamento di condominio ai sensi dell'articolo 68, può essere convenuto in giudizio unicamente il condominio in persona dell'amministratore. Questi è tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini. L'amministratore che non adempie a quest'obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento degli eventuali danni.
     
  4. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Ergo, quanto al quesito posto, qual nuova soluzione si trae dalla sua citazione?
     
  5. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    La Sig.ra ben può richiedere all'amministratore di Condominio, qualora ricorra una delle due specifiche ipotesi previste dall'art 69 disp. att. c.c. , di procedere alla revisione delle tabelle millesimali. La norma prevede addirittura, che nell'ipotesi in cui quest'ultimo non provvedesse alla richiesta, la facoltà del condomino istante di chiederne la revoca
     
  6. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    Subiecta materia, inoltre, la Suprema Corte, di recente, si è espressa con la pronuncia 26 febbraio 2014, n. 4569 con la quale ha confermato la decisione delle Sezioni Unite del 2010 n. 18477, con la quale era stato dato corso ad un nuovo indirizzo in tema di maggioranze necessarie per l'approvazione, o la modificazione, delle tabelle millesimali.
    Secondo la Corte, il tema dell'eventuale adesione di tutti i condomini (o di alcuni soltanto di essi) alle nuove tabelle risulta del tutto ininfluente ai fini del decidere, in quanto per il sopravvenuto indirizzo interpretativo di cui alla pronuncia n. 18477/10 delle Sezioni Unite l'atto di approvazione delle tabelle millesimali, al pari di quello di revisione delle stesse, non ha natura negoziale, con la conseguenza che non deve essere approvato con il consenso unanime dei condomini, essendo a tal fine sufficiente la maggioranza qualificata di cui all'art. 1136, secondo comma, c.c.
    In sostanza, secondo la tesi fatta propria dalle Sezioni Unite nel citato arresto, e ripresa nella pronuncia che si annota, la deliberazione che approva le tabelle millesimali non si pone come fonte diretta dell'obbligo contributivo del condomino - fonte che è invece costituita dalla legge stessa - ma solo come parametro di quantificazione dell'obbligo, determinato in base ad un valutazione tecnica, per cui ne discende la conseguenza della sufficienza di una approvazione a maggioranza della stessa.
     
  7. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Credo sia ben difficile procedere; infatti:
    Ergo necessaria un'alterazione per più di un quinto del valore proporzionale dell'unità immobiliare; mancato ciò discussione chiusa!
    Quindi prima di recarsi dall'amministratore e sprecare denaro con un tecnico, preferibile fare di conto...
     
    Ultima modifica: 22 Giugno 2016
  8. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    In ogni caso, vista la Giurisprudenza e sentiti gli altri condomini favorevoli, ben si potrebbe tentare la via dell'approvazione in assemblea con una maggioranza ex art 1136 c.c.
     
  9. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Impossibile dato che tal maggioranza non c'è:
     
  10. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    Fatti i dovuti conteggi in termini di costi, la Sig.ra, escluse le precedenti strade, potrebbe, infine, rivolgersi al Tribunale chiedendo l'accertamento dei presupposti e la modifica delle tabelle in questione.
     
  11. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Se non è superato il limite di 1/5,
    alcuna azione possibile (e dubito che per dei poggioli si sia aumentato oltre il 20%) nemmeno presso un giudice
     
  12. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    la circostanza che i valori inseriti nelle tabelle de quo, in forza dell'art. 69, n. 2 disp. att. c.c., possano essere riveduti o modificati, ad opera dell'assemblea condominiale, dei condomini per contratto ovvero dell'autorità giudiziaria, anche nell'interesse di un solo condomino, quando intervengano successive innovazioni e ristrutturazioni, tali da alterare notevolmente il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di esso, è pacifica........
     
  13. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    La pensi come vuole. Non usi però a suo piacimento la giurisprudenza. Nel caso di specie non vi è ipotesi di errore, ma solo di variazione e questa, per legge è rilevante solo oltre 1/5
    Ha realmente compreso il tenore della massima ed il dispositivo del Cc su con tanto zelo ha indicati?
     
    Ultima modifica: 22 Giugno 2016
  14. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Non più valido. Riformato!
     
  15. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    COMUNIONE E CONDOMINIO - Regolamento - in genere - Revisione delle tabelle millesimali - Obiettiva divergenza fra il valore effettivo delle unità immobiliari e quello tabellarmente previsto - Onere probatorio della parte - Compito del giudice.

    L'errore determinante la revisione delle tabelle millesimali, a norma dell'art. 69 disp. att. cod. civ., è costituito dalla obiettiva divergenza fra il valore effettivo delle unità immobiliari e quello tabellarmente previsto. La parte che chiede la revisione delle tabelle millesimali non ha, tuttavia, l'onere di provare la reale divergenza tra i valori effettivi e quelli accertati in tabella, potendo limitarsi a fornire la prova anche implicita di siffatta divergenza, dimostrando in giudizio l'esistenza di errori, obiettivamente verificabili, che comportano necessariamente una diversa valutazione dei propri immobili rispetto al resto del condominio. Il giudice, a sua volta, sia per revisionare o modificare le tabelle millesimali di alcune unità immobiliari, sia per la prima caratura delle stesse, deve verificare i valori di tutte le porzioni, tenendo conto di tutti gli elementi oggettivi - quali la superficie, l'altezza di piano, la luminosità, l'esposizione - incidenti sul valore effettivo di esse e, quindi, adeguarvi le tabelle, eliminando gli errori riscontrati.
    Estremi: Cassazione civile, sez. II, 25/09/2013, n. 21950
    Parti: P.  C.  F. e altro  
    Fonti: Giustizia Civile Massimario 2013
     
  16. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    Come potrà verificare, il limite di 1/5 da lei citato come imprescindibile, non sempre è ritenuto tale dalla Giurisprudenza.
     
  17. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    Per cultura, evidenzio che la giurisprudenza non e' elencata tra le fonti autoritative dall'art. 1 delle disp. prel., ma e' esperienza costante nelle aule di giustizia che la giurisprudenza viene invocata dalle parti e dai giudici stessi come autorita' per legittimare le proprie conclusioni. Cio' vuol dire che possono convivere due modelli : uno sacralizzato nel testo della legge e che vede la legge stessa come centro delle fonti dell'ordinamento; ed un altro modello che si e' diffuso nel diritto vivente e che considera in pratica anche la giurisprudenza come fonte. L'invocazione di una sentenza come autorita' soffre pero' di una anfibologia quasi ineliminabile. Essa infatti puo' significare contemporaneamente che si invoca la sentenza come autorita' che ha creato quel dato principio di diritto, o come decisione che ha scoperto e stabilito un determinato significato da attribuirsi ad altre fonti autoritative : la Costituzione, la legge, la consuetudine, ecc.
     
  18. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Ed insiste pure... Non stiamo trattando di erroneità
    Ci rinuncio!
    Faccia almeno la cortesia di non dare consigli erronei a chi ne ha di bisogno.

    Lei cita massime relative a casi disciplinati dalla normativa pre riforma
    Cassazione in tal sentenza non applica il novellato 69 disp.att.
    Tempus regit actum
     
  19. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    Ma stiamo scherzando.......??? La invito a rileggere la norma, (art 69 disp. att.) la quale, testualmente recita "La riforma del condominio è intervenuta con il nuovo articolo 69 disp. att. c.c. stabilendo che:
    «I valori proporzionali delle singole unità immobiliari espressi nella tabella millesimale di cui all'articolo 68 possono essere rettificati o modificati all'unanimità. Tali valori possono essere rettificati o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista dall'articolo 1136, secondo comma, c.c., nei seguenti casi:
    1) quando risulta che sono conseguenza di un errore;
    2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
     
  20. AugustaDM

    AugustaDM Membro Junior

    Professionista
    Dunque:
    1) la norma nulla dice in merito ai presupposti per ricorrere in giudizio
    2) La stessa semplicemente enuncia che:
    - nell'ipotesi di modifica/revisione delle tabelle millesimali l'assemblea deve decidere all'unanimità;
    - fa eccezione a tale ultimo principio il ricorrere di due ipotesi:
    a)quando risulta che sono conseguenza di un errore;
    b)quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino.
     

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