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  1. Frankino48

    Frankino48 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Mia figlia, che abita una casa di mia proprietà, ha avuto la separazione e il Giudice gli ha affidato il suo bambino. L'ex marito deve lasciare l’abitazione entro due mesi. Se si rifiuta di lasciarla nei tempi prescritti può essere querelato per violazione di domicilio? La querela la può fare solo la sua ex moglie o posso farla anch'io in quanto proprietario dell’immobile? considerato che non esiste più il vincolo matrimoniale e che il soggetto mi ha più volte offeso e minacciato.
     
  2. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Il vincolo matrimoniale sussiste ancora; verrà sciolto solo con la sentenza di divorzio, se ci sarà.
     
  3. Avvocato Luigi Polidoro

    Avvocato Luigi Polidoro Membro Attivo

    Professionista
    Se non lascia l'abitazione dovrete iniziare una azione civile di rilascio.
    Non è configurabile alcuna fattispecie penalmente rilevante, meno che mai la violazione di domicilio.
    Potrà invece querelare il genero per le offese e le minacce ricevute, quello sì che è reato.
     
  4. casanostra

    casanostra Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    :stretta_di_mano:
     
  5. Frankino48

    Frankino48 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Riporto qui la sentenza del Tribunale di Milano dell'11.10.2013 su una fattispecie simile al caso di cui trattiamo.
    Il rilascio è coessenziale per la configurazione del diritto all’attribuzione: significa che il genitore non assegnatario va qualificato come occupante l’immobile “sine titulo”
    Se il coniuge che deve lasciare la casa familiare non si allontana, l’assegnatario ha diritto al ricorso alla tutela esecutiva. Il rilascio è coessenziale per la configurazione del diritto all’attribuzione, ciò significa che il genitore non assegnatario va qualificato come occupante dell’immobile “sine titulo”, elemento che da diritto alla parte assegnataria di ottenere il rilascio o comunque l’allontanamento. Lo ha sancito il Tribunale di Milano con l’ordinanza dell’11 ottobre 2013.
    Il fatto
    Il presidente del Tribunale ha assegnato alla ex moglie, genitore presso cui è collocato il figlio, la casa familiare. Con l’ordinanza si ordinava al marito di lasciare entro due mesi l’abitazione attribuita in godimento esclusivo alla ex, la quale ne era l’esclusiva proprietaria. Ordine mai eseguito dall’ex coniuge.
    Il giudice milanese ha osservato che «l’assegnazione si sostanzia nel diritto di continuare a vivere nell’abitazione familiare (al godimento della stessa, secondo l’art. 155-quater, Cc introdotto dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54) senza l’altro coniuge. La caratteristica essenziale, connaturale alla funzione, è di costituire un limite rispetto a un diritto dominicale di altri (l’altro coniuge o un terzo) sullo stesso bene; costituisce, insomma, un limite, di carattere eccezionale, posto all’ordinario assetto dei rapporti reali e obbligatori sull’immobile. Il provvedimento di assegnazione della casa familiare (pronunciato ex art. 155-quater Cc), pertanto, concentra in capo al genitore collocatario il godimento dell’abitazione coniugale e, per l’effetto, l’altro partner è tenuto ad allontanarsi dal contesto domestico entro il termine concesso dal giudice. Rispetto al momento dell’attribuzione, infatti, il diritto non può venire ad esistenza se non si accompagna all’allontanamento dalla casa familiare dell’altro coniuge. Se non c’è l’allontanamento (il rilascio) da parte dell’altro coniuge, non manca solo la possibilità di esercitare un diritto (in astratto esistente sulla carta); manca il diritto stesso, essendo il godimento esclusivo l’unico contenuto della assegnazione. Sul piano dell’esecuzione, ciò comporta che il provvedimento, o sentenza, con cui il diritto è attribuito, contiene in sé, implicitamente, la condanna al rilascio nei confronti dell’altro coniuge; attribuzione e rilascio non si pongono su due piani distinti: il rilascio non si pone come consequenziale all’attribuzione, ma come coessenziale per la nascita stessa del diritto. Ciò vuol dire che, alla scadenza del termine stabilito dal magistrato, il genitore non assegnatario va qualificato come occupante l’immobile sine titulo e, pertanto, verso lo stesso, la parte assegnataria ha titolo (esecutivo: l’ordinanza ex art. 708 Cpc) per ottenere il rilascio o comunque l’allontanamento. Giova, infatti, ricordare che, giusta gli artt. 708 Cpc e 189 disp. att. Cpc, il provvedimento anticipatorio e provvisorio, ex art. 708 Cpc costituisce titolo esecutivo, anche e soprattutto relativamente alla assegnazione della casa familiare».

    Pertanto, l’ordinanza attributiva del diritto a uno dei coniugi di abitare la casa familiare è soggetta a esecuzione coattiva (in via breve, tramite l’ufficiale giudiziario, o mediante normale procedura di esecuzione forzata). Insomma, l’assegnatario può ottenere rituale provvedimento di rilascio della casa familiare e, in caso di urgenza e necessità, può anche rivolgere le proprie istanze alle autorità di polizia o giudiziarie penali nell’ipotesi in cui la condotta dell’occupante l’immobile sine titulo si sostanzi in una condotta penalmente rilevante. Ma non solo: lo strumento rimediale della protezione immediata, in caso di violenza di genere, è, peraltro, oggi rafforzato dalle norme di nuovo conio introdotte dal decreto legge 14 agosto 2013 n. 93 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere), in cui spicca la previsione di cui all’art. 3, deputata a fornire supporto protettivo alle persone vittime di violenze domestiche. Il Tribunale ha dichiarato il non luogo a provvedere sull’istanza della ricorrente.
     
    A arciera piace questo elemento.
  6. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ottimo! Si può anche incorrere facilmente nel reato di stalking: "Stalking (IPA: ['stɔːkɪŋ]) è un termine della lingua inglese, in italiano utilizzato per indicare una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. [DOUBLEPOST=1403691447,1403691389][/DOUBLEPOST]Rischia in questo caso di non potersi neanche avvicinare più alla casa per centinaia di metri
     
  7. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Non sono d'accordo: garantiamo ai separati almeno la libertà di circolazione sulle strade.
     
  8. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    separati, ma molto separati. Altrimenti si finisce sparati. (era un ammonimento perchè il vivere in casa con una persona che è indesiderata può far nascere chissà cosa)
     
  9. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    No, Caterina, non mi lasciare!
     
  10. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    un pò troppa...bella
     
  11. Frankino48

    Frankino48 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Nessuno vorrebbe allontanare nessuno, anzi vedere che rimane un rapporto civile, anche per il bene e la tranquillità del bambino sarebbe un sollievo per tutti. Quando invece servono le forze dell'ordine per riportare alla calma l'energumeno allo scatta la necessità di tutelare la salute fisica e psichica di tutti coloro che sono oggetto di offese e minacce.
     
    A arciera piace questo elemento.
  12. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    La di lui invocazione, quindi, è appropriata.
     
  13. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    :applauso::applauso::applauso:
    come volevasi dimostrare.
     
  14. Frankino48

    Frankino48 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Non capisco questa affermazione, potrebbe essere più preciso? Grazie.
     
  15. Avvocato Luigi Polidoro

    Avvocato Luigi Polidoro Membro Attivo

    Professionista
    La sentenza allegata riguarda un'azione di rilascio (quindi è una sentenza del giudice civile, pertanto non configura alcun reato).
    Non capisco poi come si possa parlare di stalking....
     
  16. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    immagini, caro avvocato, di essere una donna che non vuole più stare con un uomo ed è costretta a viverci insieme nonostante una sentenza. Le possibilità di stalking credo possano essere notevoli. Certo è una supposizione, supposizione dettata da esperienze di cui noi tutti siamo a conoscenza. In più il padre ha ricevuto minacce e offese....faccia lei...
     
  17. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    "Caterina, non mi lasciare!"
     
  18. Avvocato Luigi Polidoro

    Avvocato Luigi Polidoro Membro Attivo

    Professionista
    In astratto sì, va bene.... ma non mi sembra che la questione possa interessare Frankino48, che ci descrive una situazione del tutto diversa, "agevolmente" (si fa per dire, in Italia) affrontabile con gli strumenti processuali del diritto civile (l'azione di rilascio).[DOUBLEPOST=1403774299,1403774228][/DOUBLEPOST]fatta salva, naturalmente, la possibilità di denunciare il genero per le minacce e le offese (ma se solo di minacce ed offese si tratta, non vedo come si possa parlare di stalking. il problema è che lo stalking va un pò troppo di moda).
     
  19. Frankino48

    Frankino48 Membro Junior

    Proprietario di Casa
    vede Avvocato, in punta di diritto Lei ha perfettamente ragione. Il problema purtroppo è tutto delle famiglie quando queste si trovano ad affrontare situazioni in cui ci sono minacce gravi (ma non l'aggressione fisica. Solo (?) verbale anche se molto accentuata. Dove il bambino si è gravemente impaurito e più volte. Dove c'è stato bisogno anche di lasciare la casa per alcune notti pur in presenza passiva delle forze dell'ordine. Dove le autorità si muovono solo se vedono il sangue, a fatti avvenuti.
    Anche se uno ha lavorato una vita per guadagnarsi due mura in cui godersi (?) la meritata pensione e poi non può disporre della sua proprietà e anzi deve andare a dormire tenendo un occhio aperto. Per guadagnarsi un diritto che è sacrosanto occorrono denaro e tempi lunghi che logorano la vita, per quel poco che è rimasta. E qui chiedo scusa a coloro che leggono per questo sfogo.
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  20. jac1.0

    jac1.0 Ospite

    Sbaglio, avvocato, o la stragrande maggioranza dei reati, così come la maggior parte degli incidenti, accadono a casa?
     

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