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  1. filippoFE

    filippoFE Nuovo Iscritto

    Buon giorno, volevo una delucidazione in quanto possibile. Dovendo fare la successione per la morte di mio padre; il problema è la casa, in cui vive ancora mia madre: premetto ho una sorella con una figlia minorenne:
    per poter usufruire dei benefici di prima casa in futuro mi conviene rinunciare all'eredità o procedere alla successione e un domani vendere la mia quota di abitazione?
    se rinuncia anche mia sorella, mia nipote minorenne diviene erede?
    cosa mi costa la rinuncia dal notaio?(considerato che sono decorsi i tre mesi per poterla fare in tribunale)
     
  2. Jrogin

    Jrogin Fondatore Membro dello Staff

    Professionista
    Non vedo il motivo per cui dovresti rinunciare all'eredità.
    Anche se accetti l'eredità e ti spetta una "quota" dell'appartamento in oggetto, e successivamente desideri acquistare una civile abitazione, anche nello stesso comune, avrai ugualmente diritto ad usufruire delle agevolazioni prima casa.
    I REQUISITI PER FRUIRE DEI BENEFICI
    Il primo requisito indispensabile per fruire delle agevolazioni è che l’acquisto riguardi una casa di
    abitazione non “di lusso”. Per verificare se un immobile è considerato di lusso, occorre far riferimento
    ai criteri individuati dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969 (pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969).
    Accertato che si acquisti un’abitazione considerata non “di lusso”, i benefici spetteranno, a prescindere
    dalla categoria catastale dell’immobile, solo in presenza di determinate condizioni:
    a) l’immobile deve essere ubicato nel Comune in cui l’acquirente ha la residenza o in cui intende stabilirla
    entro 18 mesi dalla stipula, o nel Comune dove l’acquirente svolge la propria attività principale.
    Per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia non è richiesta la condizione della residenza
    nel Comune di ubicazione dell’immobile acquistato con le agevolazioni prima casa.
    Per i cittadini italiani residenti all’estero (iscritti all’AIRE) deve trattarsi di prima casa posseduta
    sul territorio italiano.
    b) l’acquirente non deve essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà,
    usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune dove si trova l’immobile
    da acquistare;
    c) non bisogna essere titolari, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale,
    di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione,
    acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

    Per cui se i punti che ti ho evidenziato non sussistono continueresti ada avere i requisiti.
     
    A filippoFE, Marido e fausto manca piace questo elemento.

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