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  1. mikyy

    mikyy Nuovo Iscritto

    In un condominio sin dalla sua costituzione c'è stata la ripartizione delle spese in parti uguali anche se ci sono delle tabelle millesimali che risalgono a molti anni fa e non corrispondono alla situazione aggiornata del fabbricato. Tutti i condomini vogliono ripartire le spese in parti uguali. Alla luce delle nuove leggi sul condominio che entreranno in vigore a giugno dovrò fare verbalizzare per iscritto con un'apposita assemblea la volontà di tutti i condomini di volere optare per la ripartizione in parti uguali delle spese derogando al criterio delle tabelle millesimali? Grazie.
     
  2. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Nulla vieta una diversa convenzione per la ripartizione diversa da quanto previsto dall'art. 1123 cc e nulla lo vieterà con la prossima modifica delle norme del Codice Civile riguardanti il Condominio, infatti l'art. 1123 cc non viene per nulla modificato.
    Però per renderlo valido per tutti è meglio sottoscriverlo, ovvero firmare questa convenzione, così che da stabilire tutti assieme la ripartizione in parti uguali.
    Attenzione però, questo vale solamente per chi lo sottoscrive, ma non per i prossimi acquirenti, a meno che anche loro non lo accettino, oppure sia stabilito da un Regolamento Condominiale Contrattuale, così che il nuovo acquirente lo accetterà all'atto del Rogito, oppure potrà rinunciare all'acquisto.

    E' affetta da nullità la delibera dell'assemblea condominiale con la quale, senza il consenso di tutti i condòmini, si modifichino i criteri legali (art. 1123 cod. civ.) o di regolamento contrattuale di riparto delle spese necessarie per la prestazione di servizi nell'interesse comune.
    Ciò, perché eventuali deroghe venendo a incidere sui diritti individuali del singolo condomino attraverso un mutamento del valore della parte di edificio di sua esclusiva proprietà, possono conseguire soltanto da una convenzione cui egli aderisca.
    Corte di Cassazione, n. 17101/2006
     
  3. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ma non sarebbe più giusto redigere delle tabelle millesimali aggiornate e adottare i criteri previsti dal C.C. per ripartire le spese ?
    Magari redigere anche un regolamento di condominio da far approvare all'assemblea.
    Una convenzione del genere (ripartizione in parti uguali) funziona fino a quando non si verificano seri problemi al condominio, dopodiché, quando si tratta di tirar fuori un sacco di quattrini, si va a litigare.
     
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  4. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Mi trovi perfettamente d'accordo :daccordo:
     
  5. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Incredibile! un condominio in cui tutti sono d'accordo su qualcosa. non credevo esistesse.
     
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  6. Panti

    Panti Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    La mia opinione sarebbe che l'amministratre accetti pacificamente quello che c'è oggi, ma impegnarsi a far redigere nuove tabelle, un nuovo proprietario potrebbe non essre d'accordo e il problema si ripresenta. Saluti
     
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  7. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Infatti mi trovi perfettamente d'accordo, l'amministratore non può modificare lo stato di fatto delle tabelle di partizione delle spese fin quì attuate di sua iniziativa, comunque potrebbe eventualmente eccepire che ci sono delle anormalità proponendo delle modifiche all'esame dell'assemblea la quale potrà eventualmente porre rimedio, poichè vale sempre le regola delle tabelle accettate per facta concludentia;

    La disciplina della ripartizione delle spese condominiali contenuta in un regolamento di natura contrattuale, può essere innovata, in base al principio dell’autonomia contrattuale enunciato dall’art, 1322 c.c., da una nuova convenzione, la quale, non incidendo su diritti reali, non richiede la forma scritta ai sensi dell’art. 1350 c.c., ma richiede il consenso di tutti i condomini, che può essere espresso anche per facta concludentia dovendo, però, in ogni caso la manifestazione tacita di volontà rapportarsi ad un comportamento univoco e concludente, dal quale possa desumersi, per il comune modo di intendere, un determinato volere con un preciso contenuto sostanziale. (Nella specie la C.S. in base all’enunciato principio ha confermato la decisione dei giudici del merito che aveva escluso la formazione di un nuovo accordo negoziale per facta concludentia con riguardo ad un applicazione di diversi criteri di ripartizione delle spese condominiali, ancorché avutasi per diversi anni, ma senza la consapevolezza della diversità di quei criteri e delle tabelle millesimali relative). * Cass. civ., sez. II, 16 luglio 1991, n. 7884
     

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