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possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Ciao,

Ho 47 anni e la durata legale del mio corso di laurea va dal 1990 al 1995.
I primi contributi INPS da me versati risalgono a Maggio 1998.
Mi sa tanto che mi conviene riscattare la laurea anche se non posso fruire del riscatto agevolato.
E' mia intenzione riscattare la laurea quinquennale in 59 rate, calcolando tale riscatto col metodo di calcolo contributivo.
Posso in questo caso fruire della detrazione del 50% dell'onere da me sostenuto, per 5 anni? Notare che non a caso ho scelto di rateizzare in 59 rate (una rata in meno rispetto a 60 rate che sono 5 anni secchi).
Nel mio caso viene circa 50.000 Euro di riscatto, ma col recupero del 50% di fatto ne spenderei 25.000, e a questo punto mi conviene.
@Nemesis, ti prego, aiutami a capire.
Grazie.
 
Ultima modifica:

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
In sintesi, @Nemesis, vorrei farmi forte di questo:

====
Detrazione del 50% del costo sostenuto per il riscatto laurea
Per chi non è in possesso di contribuzione prima del 1 gennaio 1996 è possibile fruire della detrazione del 50% dell’onere sostenuto per il riscatto laurea con “l’onere determinato in base ai criteri fissati dal comma 5 dell’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997 n.184.” (riscatto tradizionale, quindi, e non agevolato).
(fonte: Riscatto laurea agevolato e detrazione al 50%: no alla doppia agevolazione )
====
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Qui però leggo che pare non posso fare neanche il riscatto tradizionale:

===
Detrazione al 50%, come funziona?
Per tutti coloro, indipendentemente dall’età, che non hanno contributi versati prima del 1 gennaio 1996 e riscattano periodi di studi successivi al 31 dicembre 1995 con riscatto tradizionale vi è l’ulteriore agevolazione di portare in detrazione al 50% l’intero onere sostenuto per il riscatto laurea.
fonte: Riscatto laurea: come funziona sconto e detrazione al 50%
===

Il mio periodo di studio da riscattare va dal 1990 al 1995.

Io non ci sto capendo più niente @Nemesis, secondo me lo fanno apposta.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Altro sito ancora:

La detrazione del 50% sull’onere da pagare
Il riscatto in modalità agevolata, non prevede la detrazione del 50% dell’onere da pagare. Cosa significa questo? Il riscatto della laurea in modalità agevolata è valido solamente per, gli anni universitari successivi il 1 gennaio 1996, anni soggetti al calcolo contributivo. Con questa procedura, il contribuente non può godere della detrazione del 50% relativa all’onere da pagare per il riscatto degli anni di studio universitari, in quanto questo è già stato calcolato con nuovi e più vantaggiosi parametri per il contribuente stesso. La detrazione spetta invece a chi fa richiesta di riscatto attraverso la procedura ordinaria.

fonte: Riscatto della laurea agevolato: è boom delle domande - Bianco Lavoro Magazine
===

Qui pare che posso fruire della detrazione del 50% se uso la modalità NON agevolata...
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Infine, qui leggo:

Premettendo che è possibile riscattare soltanto i periodi non coperti da contribuzione obbligatoria, non avendo contributi versati prima del 1 gennaio 1996 può certamente fruire della detrazione al 50% dell’onere sostenuto per il riscatto del corso di laurea solo per la durata legale dello stesso e a patto che il riscatto venga pagato in maniera tradizionale e non agevolata.

Il riscatto agevolato della laurea, infatti, esclude la possibilità della detrazione al 50%.

Per quanto riguarda, poi, la domanda da presentare basta presentarne una, i periodi già coperti da contribuzione verranno automaticamente esclusi dal riscatto del corso di laurea.

(fonte: Riscatto laurea con detrazione al 50%: come procedere )
==
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Da lunedì 17 giugno a oggi, giovedì 20 giugno, nessuno ha osato darmi una risposta :)


Ho fatto la domanda alla Signora Patrizia che mi ha risposto così:

DOMANDA

Gentile Patrizia,

Ho avuto il Suo indirizzo email leggendo il Suo articolo su www.investireoggi.it ( fonte: Pensione quota 100 o anticipata: quando decorrenza? - InvestireOggi.it )
Ho 47 anni (a fine novembre 48 anni, insomma sono nato nel 1971), e la durata legale del mio corso di laurea specialistica (Ingegneria Elettronica) va dal 1990 al 1995 (cinque anni).
I primi contributi INPS da me versati risalgono a Maggio 1998 (prima di tale data, nessun contributo versato: ho solo studiato a scuola e all’università).

Vorrei riscattare la laurea, anche se credo proprio di NON poter fruire del riscatto agevolato perché non ne soddisfo le condizioni.
E’ mia intenzione riscattare la laurea quinquennale in 59 rate, calcolando tale riscatto col metodo di calcolo contributivo classico.
Secondo Lei, posso in questo caso fruire della detrazione IRPEF del 50% dell’onere da me sostenuto, per 5 anni?

Nel mio caso il totale da pagare viene circa 50.000 Euro di riscatto, ma col recupero del 50% di fatto ne spenderei 25.000 (salvo incapienza IRPEF), e a questo punto in ogni caso mi converrebbe.

Potrebbe, per favore, dirmi se secondo Lei questi ragionamenti sono corretti?

La somma da anticipare è elevata e non vorrei commettere passi falsi, La prego pertanto – se può – di darmi una mano a capire.

La ringrazio in ogni caso per aver preso in considerazione la mia email.



RISPOSTA

Riscatto laurea: agevolato o tradizionale?
Il riscatto della laurea agevolato è possibile solo per periodi di studio che si collocano dopo il 31 dicembre 1995 e che ricadono, quindi, interamente nel sistema contributivo. I suoi periodi di studio, invece, si collocano precedentemente a tale e data escludendola, di fatto, dalla possibilità dell’agevolazione.

Per procedere al riscatto tradizionale, sempre perchè i suoi periodi di studio non si collocano nel sistema contributivo ma in quello retributivo, per il calcolo dell’onere deve essere impiegata la cosiddetta riserva matematica che tiene conto oltre che delle retribuzioni, delle contribuzioni, anche degli anni di servizio, dell’età e del sesso del richiedente.

Può, quindi, riscattare la laurea con riscatto classico ma non con metodo di calcolo contributivo, bensì’ con il retributivo (il metodo contributivo si applica solo dopo il 31 dicembre 1995 e i suoi studi ricadono prima).



Riscatto laurea e detrazione al 50%
La detrazione al 50%, di cui possono fruire coloro che non aderiscono al riscatto laurea agevolato, si può applicare solo per coloro che non hanno contributi accreditati prima del 1 gennaio 1996. Nel suo caso, quindi, avendo i primi contributi versati nel 1998 avrebbe potuto rientrarci ma, purtroppo, riscattando il periodo di studi dal 1990 al 1995 va a collocare contributi prima del 1 gennaio 1996, rendendo impossibile la fruizione della detrazione al 50%.

Nel DL 4/2019, infatti, è specificato all’articolo 20, comma 2, che “L’eventuale successiva acquisizione di anzianità assicurativa antecedente al 1 gennaio 1996 determina l’annullamento d’ufficio del riscatto già effettuato ai sensi del presente articolo, con conseguente restituzione dei contributi.”.

In conclusione
Il calcolo da lei fatto per l’onere da pagare non so se sia corretto (lei lo ha elaborato con il sistema contributivo ma va applicata la riserva matematica) e non potendo applicare la detrazione del 50% il ragionamento crolla del tutto.

Potrà, però, in ogni caso applicare all’onere sostenuto la deduzione totale di quanto pagato (ricordando che fa fede il principio di cassa che rende deducibile quanto pagato ogni anno con le rate versate).

Spero di averle chiarito un pò la sua situazione.
 

alberto bianchi

Membro Storico
Proprietario Casa
Beh, insomma la signora Patrizia ti ha dato una risposta in parte positiva. Avrai comunque un risparmio fiscale in percentuale elevato in quanto l'onere dedotto inciderà per l'aliquota marginale sul reddito, più è alto il reddito più risparmi con il limite del 43%).
La notizia negativa può essere data dall'ammontare delle rate calcolate con la riserva matematica....e dulcis in fundo avrai un effetto positivo sull'ammontare della pensione.
 

Madame R

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Ciao, anche il mio periodo di studi è precedente al 1995 quindi mi interesserebbe... ma chi è l'interlocutore, l'INPS direttamente?
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Caro @possessore io sono riuscito a ricevere la pensione da due mesi, ma sono in contestazione con la nostra Cassa Nazionale Geometri. Circa un mesa fa ho trovato su internet una sentenza della Cassazione che condanna la nostra cassa a riconoscere tutti i contributi versati, anche se irregolari nell'entità, in modo tale debbano contribuire alla determinazione dell'entità della pensione. E' stata una scoperta eccezionale che ho girato immediatamente a tutti i colleghi da me raggiungibili nella mia Provincia. Contemporaneamente l'ho inviata al Presidente ed alla Segreteria dell'Ordine ed al nostro Delegato Cassa, tutti perfettamente all'oscuro di questa pronuncia. Sono tutti convinti che il rapporto fra noi e la Cassa dovrà cambiare ed io sono in attesa della risposta. Chi ha vinto la causa, da me interpellato, mi ha confermato che ha avuto immediatamente il relativo ristoro. Mi ha anche detto che sarebbe opportuno richiedere l'adeguamento in virtù di detta sentenza. Comunque te la invio, leggila e tanti auguri.
 

Allegati

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Io non sono iscritto all'Inarcassa perché sono lavoratore dipendente di azienda privata, e non ho altre fonti di reddito professionale.

Quindi credo che nel mio caso la tua sentenza non si assolutamente applicabile.

Paradossalmente, se avessi iniziato a studiare nel 1999 anziché nel 1990, mi avrebbero riconosciuto l'agevolazione: hanno premiato i tardoni.

Mah.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Ciao, anche il mio periodo di studi è precedente al 1995 quindi mi interesserebbe... ma chi è l'interlocutore, l'INPS direttamente?
La data spartiacque è il 1° Gennaio 1999, data in cui è entrato a regime il SISTEMA CONTRIBUTIVO per il calcolo della pensione.

Avendo tu - come me! - iniziato e terminato gli studi prima del 1999 (come immagino senza presunzione di esattezza), puoi solo pagare il riscatto col vecchio sistema e portare in deduzione il totale annuo pagato.

Se hai iniziato prima del 1999 gli studi, e hai terminato dopo il 1999 gli studi stessi, puoi riscattare con agevolazione la parte dal 1° Gennaio 1999 in poi, e senza agevolazione la parte prima del 1° Gennaio 1999.

Per domande o dubbi particolari, ti consiglio di scrivere privatamente una email a Patrizia, all'indirizzo email indicato alla fine di questo articolo:


Appena sarà possibile ti risponderà pubblicamente, se il tuo caso è d'interesse generale.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Beh, insomma la signora Patrizia ti ha dato una risposta in parte positiva. Avrai comunque un risparmio fiscale in percentuale elevato in quanto l'onere dedotto inciderà per l'aliquota marginale sul reddito, più è alto il reddito più risparmi con il limite del 43%).
La notizia negativa può essere data dall'ammontare delle rate calcolate con la riserva matematica....e dulcis in fundo avrai un effetto positivo sull'ammontare della pensione.
Ho fatto bene i calcoli, nel mio caso il valore del riscatto è 66.000 Euro e non 50.000, bene diceva la Signora Patrizia che scriveva che non ci metteva la mano sul fuoco, il valore 66.000 e' invece corretto nel mio caso, ed esce dal SIMULATORE ufficiale sull'area riservata di www.inps.it al quale consiglio a tutti di fare riferimento per avere un riscontro concreto.

Anche rateizzando 66.000 in 5 anni (60 rate), porterei in deduzione circa 13.200 Euro l'anno. Ma già senza riscatto laurea ho i recuperi IRPEF per ristrutturazione edilizia e i recuperi spese sanitarie che quest'anno mi danno diritto a 5.000 Euro (non è un errore di battitura, diconsi cinquemila/00 euro), quindi se porto in deduzione di sicuro vado a cadere nell'incapienza IRPEF. Insomma, la coperta e' sempre lunga uguale, che la tiri verso destra o verso sinistra! :)

Mia madre mi sconsiglia vivamente di pagare 66.000 Euro.

Devo fare due conti perché comunque cadere nell'incapienza mi scoccia veramente (*)



(*) Cadere nell'incapienza IRPEF (parlo per i non esperti) significa che si tenta di recuperare un'IRPEF più elevata di quella effettivamente pagata. Ovviamente ciò non è possibile. Se pago 7500 Euro d'IRPEF l'anno, il massimo che posso recuperare è 7500 Euro, tutto il resto va perso, anche se mi spetterebbe di diritto, a causa - appunto - dell'incapienza IRPEF.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Nel mio caso essendo iscritto all'Albo ed alla Cassa professionali dal 1974, intervengo con i due metodi di conteggio. Ma il problema che ho dovuto affrontare è che per 6 anni per un errore di conteggio del mio commercialista sull'importo annuale dovuto ho versato dalle 50.000 alle 150.000 lire in meno e sebbene il sollecito ricevuto e poi girato allo stesso ragioniere è rimasto senza esito. Questo fatto non mi ha permesso di sanare nei tempi dovuti e quando recentemente ho fatto la richiesta di pensione mi è stato richiesto di integrare piccole differenze nel corso della mia storia contributiva. Per questi 6 anni non è stato possibile perché per loro qui contributi erano "riserva matematica", in altre parole non potevo pagare né interessi, né sanzioni e se avessi voluto conteggiare anche quegli anni avrei dovuto pagare 8.000 € per ogni anno ed i soldi precedentemente versati, "riserva matematica" se li intascava la Cassa Nazionale senza neanche ringraziarmi. Con la sentenza che ho postato questa anomalia è stata eliminata con grande soddisfazione di tutti gli iscritti.
 

algoritmogoloso

Nuovo Iscritto
Proprietario Casa
Ho fatto bene i calcoli, nel mio caso il valore del riscatto è 66.000 Euro e non 50.000, bene diceva la Signora Patrizia che scriveva che non ci metteva la mano sul fuoco, il valore 66.000 e' invece corretto nel mio caso, ed esce dal SIMULATORE ufficiale sull'area riservata di www.inps.it al quale consiglio a tutti di fare riferimento per avere un riscontro concreto.

Anche rateizzando 66.000 in 5 anni (60 rate), porterei in deduzione circa 13.200 Euro l'anno. Ma già senza riscatto laurea ho i recuperi IRPEF per ristrutturazione edilizia e i recuperi spese sanitarie che quest'anno mi danno diritto a 5.000 Euro (non è un errore di battitura, diconsi cinquemila/00 euro), quindi se porto in deduzione di sicuro vado a cadere nell'incapienza IRPEF. Insomma, la coperta e' sempre lunga uguale, che la tiri verso destra o verso sinistra!

Mia madre mi sconsiglia vivamente di pagare 66.000 Euro.

Devo fare due conti perché comunque cadere nell'incapienza mi scoccia veramente (*)



(*) Cadere nell'incapienza IRPEF (parlo per i non esperti) significa che si tenta di recuperare un'IRPEF più elevata di quella effettivamente pagata. Ovviamente ciò non è possibile. Se pago 7500 Euro d'IRPEF l'anno, il massimo che posso recuperare è 7500 Euro, tutto il resto va perso, anche se mi spetterebbe di diritto, a causa - appunto - dell'incapienza IRPEF.
visto che hai 47 anni e rientri nel riscatto di laurea classico e non agevolato, non ti conviene aspettare di concludere i 10 anni di recupero IRPEF per ristrutturazione e poi procedere con il riscatto di laurea? ovviamente dipende sempre dagli anni che ti rimangono per recuperare tutto. sarebbe un peccato perdere tutto per incapienza.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
visto che hai 47 anni e rientri nel riscatto di laurea classico e non agevolato, non ti conviene aspettare di concludere i 10 anni di recupero IRPEF per ristrutturazione e poi procedere con il riscatto di laurea? ovviamente dipende sempre dagli anni che ti rimangono per recuperare tutto. sarebbe un peccato perdere tutto per incapienza.
In realtà avendo parecchi immobili sul gruppone, è tutto un recupero IRPEF, quindi immagino che l'incapienza prima o poi la incontrerò.
Il calcolo esatto classico - visto che per quanto mi riguarda è l'unico possibile - dice che devo pagare 66.000 Euro.
Mi mancano vent'anni (attualmente, salvo modifica alla legge! Lavoro da vent'anni) per la pensione, mi conviene stare con le braccine ferme.
Avessi risparmiato il 50% ci avrei fatto un pensierino, ma visto che morirò il giorno dopo che sarò andato in pensione, mi conviene tenermi i soldi.
Dispiace sottolineare che questa legge è fatta male e che molta gente a mio avviso si troverà nella mia condizione: dover recuperare 5 anni di laurea quando non vigeva il sistema contributivo.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
La verità assoluta comunque è un'altra ancora: il riscatto della laurea va richiesto nei primissimi anni di lavoro, meglio ancora appena iniziate a lavorare. Più lo stipendio è basso e più l'età è bassa, minore sarà l'onere per il riconoscimento dei massimo 5 anni impiegati per laurearsi.
Dopo vent'anni di lavoro, come vedete, l'onere è davvero pesantuccio da sostenere, senza poter fruire delle ghiotte agevolazioni di recente istituzione.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Va considerato il fatto che prima paghi il riscatto, meno probabilità hai di poterne godere per le probabilità di vita.
 

possessore

Membro Senior
Proprietario Casa
Va considerato il fatto che prima paghi il riscatto, meno probabilità hai di poterne godere per le probabilità di vita.
Hai ragione, le tavole di sopravvivenza parlano chiaro. E' come se facessi una scommessa su me stesso, pagando, oggi, 66.000 Euro. Chi mi garantisce che tra vent'anni sarò ancora vivo?? Ne avrei quasi 68, ma comunque non me lo garantisce nessuno!!!!!
La probabilità di esistenza in vita è condizionata non solo dal sopravvenire di malattie, ma anche da eventi infausti, come gli incidenti. Non me la sento di scommettere per vent'anni.
Meglio allora aspettare che mi mancano 5 anni per la pensione, e casomai fra 15 anni faccio la mattata.
 

Gianco

Membro Storico
Professionista
Mi mancano vent'anni (attualmente, salvo modifica alla legge! Lavoro da vent'anni) per la pensione, mi conviene stare con le braccine ferme.
Avessi risparmiato il 50% ci avrei fatto un pensierino, ma visto che morirò il giorno dopo che sarò andato in pensione, mi conviene tenermi i soldi.
Riflettiamo sul fatto che tutto i nostri, di mariti e padri, contributi versati alla cassa pensione, sarà goduto generalmente dai superstiti: vedove, figli minori o invalidi.
 

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