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  1. quotidianita

    quotidianita Membro Junior

    Inquilino/Conduttore
    Un inquilino ha cambiato i mobili in cucina spostando anche il lavandino su un altra parete (e relative tubature) senza avvisare
    il proprietario, risultato l'inquilino del piano sottostante ha una grossa macchia sul soffitto.
    chi paga le riparazioni? l'inquilino o deve intervenire l'assicurazione dello stabile?
    L'inquilino può sostenere che i tubi erano vecchi e pertanto si sono rotti per vetusta?
    grazie
     
  2. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Purtroppo deve intervenire l'assicurazione del proprietario o lui stesso per ripagare i danni sottostanti. Tuttavia non avendo autorizzato i lavori dell'inquilino può rivalersi dopo tranquillamente su questo. Quando si fanno opere murarie (anche per lo spostamento d'impianti) non è obbligatoria la dia però avere le certificazioni impiantistica (rilasciata da chi ha fatto il lavoro si) e comunque bisogna avere il benestare (possibilmente per scritto tipo raccomandata) del lavoro da eseguirsi. Pertanto alla fine il proprietario può a sua volta rivalersi sull'inquilino.
     
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  3. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Mi correggo su una cosa che potrebbe sembrare strana, per opere murarie intendevo la rottura, l'assistenza murarie per l'impianto elettrico, idraulico. Se l'opera muraria consistesse anche di rifacimento dei tramezzi, variando le posizioni originarie, cambia il discorso e serve una dia.
     
  4. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    lo spostamento del lavandino è senz'altro un opera per la quale è richiesta l'autorizzazione scritta da parte del proprietario dell'appartamento. E' una modica non autorizzata dello stato in cui si trovava l'appartamento al momento dell'inizio del contratto per cui il proprietario può richiedere il ripristino nello stato originario a spese dell'inquilino. Il proprietario può trattenere la cauzione a titolo di acconto delle maggiori spese sostenute per il ripristino della cucina nello stato originario.
    Per quanto riguarda i danni sottostanti bisogna vedere se la macchia si è originata nella nuova posizione del lavandino oppure se è nella vecchia posizione.
    Nel primo caso il proprietario può chiedere all'inquilino la refusione del danno pagato al proprietario sottostante (non all'inquilino sottostante).
    Nel secondo caso bisogna vedere se il danno è stato causato in prossimità degli innesti/derivazioni della nuova rete (refusione del danno a carico dell 'inquilino) oppure se la rottura riguarda un punto della rete originaria (danno a carico del proprietario).
     
  5. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    @Luigi Criscuolo quando c'è una perdita d'acqua (una macchia nel piano sotto) non è detto che la rottura sia esattamente sopra, può ANCHE essere spostata di alcuni metri. Non sempre è semplice scovarla al primo colpo. Per il resto concordo con te.
     
  6. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Concordo con quanto scritto da chi mi ha preceduto. Verrei aggiungere un altro problema: avendo spostato il lavandino in un'altra parete, tutti i tubi che sono stati traslati devono rispettare la distanza legale minima di un metro dal confine con il vicino. In questo caso non esiste il diritto per destinazione del padre di famiglia, ma il proprietario dovrebbe ottenere un'apposita autorizzazione dal proprietario confinante.
     
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  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    scusate ma io ho immaginato che il fatto si sia verificato in un caseggiato di più piani cosa c'entrano le distanze dal confine.

    Non lo metto in dubbio però si incomincia a rompere da dove è uscita la macchia.
    Quindi se la macchia è comparsa in corrispondenza del muro dove è stato spostato il lavandino si incomincia da li non certo da dove c'era il lavandino prima.
     
  8. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Assolutamente si
     
  9. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    La distanza legale prescinde dal piano, ma si riferisce esclusivamente al confine.
    Quando si trasferisce un lavandino deve trasferire gli allacci delle acque bianche che di quelle grigie. Pertanto, la perdita si potrebbe verificare, sia in corrispondenza del lavello, che della derivazione.
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    ma scusa se io decidessi di trasformare la stanza che uso come studio in cucina e mettessi il lavandino sul muro tramezzo che separa questa stanza dalla camera da letto dell'appartamento del vicino non potrei farlo?
    ma sai quanti casi assimilabili a questo ci sono a Roma? basta considerare i secondi bagni ciechi che sono stati costruiti.
     
  11. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Non lo puoi fare. Lo stabilisce il C.C. Art.889, 2° comma. Ed anche se la condotta esiste da oltre vent'anni, il diritto non si può usucapire, salvo che il confinante non ne fosse a conoscenza. Difatti, lo stesso può richiedere la sua eliminazione entro vent'anni dal momento in ne viene a conoscenza. Tale norma non si applica quando la condotta è imposta per "destinazione del padre di famiglia", ovvero l'ha realizzata lo stesso proprietario dei due fabbricati adiacenti, che poi ha ceduto a terzi.
     
  12. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    questo articolo è inserito nel Capo II del c.c. che tratta delle Proprietà Fondiarie . I muri di cui si parla nell' art. da te citato sono muri di confine tra proprietà fondiarie non immobiliari altrimenti sai a Roma che bomba scoppierebbe?
     
  13. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
  14. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Grazie questa non la conoscevo. Però leggendo bene dentro il link, quando si parla di scarichi per le acque luride o acque potabili il dover mettere (anche incassato) nel muro a non meno di 1 mt crea non pochi problemi nei vecchi condomini
    In caso di ristrutturazione
    1) le braghe e le colonne montanti non rispettano mai questi vincoli e noi dovendo poi collegarci li non potremmo fare a meno di non rispettarle
    2) nei vecchi condomini abbiamo dei massetti minimi (spesso sotto il 10 cm) e dovendo posare i tubi di scarico del gabinetto (generalmente 8cm) e dovendoci preoccupare della pendenza 1 mt può far la differenza tra riuscire a disporre correttamente il bagno oppure non riuscire a metterci niente, contando anche di fare un lavoro che esteticamente appaghi la vista di chi paga.

    sul nuovo vincoli e difficoltà particolari nel rispettarla non c'è ne sono ma nelle ristrutturazioni, aiutoooo!
    Ecco perché come dici tu è difficile che venga rispettata.
     
  15. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    OK ho capito. Grazie per avermi insegnato una cosa che non sapevo.
     

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