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  1. guylaroche

    guylaroche Nuovo Iscritto

    Buongiorno,

    abito in un condominio di 9 appartamenti.
    Il mio appartamento ha ingresso indipendente ed è al piano terreno.
    Il mio piano seminterrato confina con lo scannafosso ed è diviso da questa da una parete di mattoncini che si buttano giù con una picconata ben assestata.
    Nello stesso scannafosso è alloggiato un condotto che porta luce al mio locale seminterrato, dove è stata ricavata una cucina.
    Questo condotto in alluminio si chiama Solartube ed è costato circa 10.000 Euro, quindi ha un valore piuttosto elevato.
    Non è protetto e può essere danneggiato da malintenzionati che dovessero accedere allo scannafosso.
    Per questo motivo, in sede di assemblea condominiale fu stabilito a maggioranza che le chiavi le avrei tenute io, dando la completa disponibilità in qualunque momento ed a tutti gli altri condomini, di verificare le condizioni del locale scannafosso.
    QUesto serviva semplicemente per tutelare la mia proprietà e la decisione era basata sul buon senso, quindi non fu ritenuto necessario ratificarla nel verbale dall'amministratore in carica in quel momento.
    A distanza di 4 anni, due condomini hanno cambiato idea ed a questo punto hanno indetto una assemblea straordinaria per richiedere le chiavi dello scannafosso, essendo locale ad uso condominiale.
    Io non ho nessun problema a dare le chiavi a tutti, ma vorrei chiedere che chi prende le chiavi si faccia carico di rispondere in solido di eventuali danni intenzionali a questa struttura di mia proprietà.
    Posso chiedere questo?
    E soprattutto, si può tornare su una decisione già presa, seppure non ratificata in un verbale di assemblea?
    In effetti ci sono condonini disposti a testimoniare anche in giudizio che la decisione è stata effettivamente presa a maggioranza.
    Spero che qualcuno mi possa aiutare, l'assemblea straordinaria è fissata per il 15 Ottobre.
     
  2. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Dunque, non arrivo a capire cosa sia uno scannafosso, dal vocabolario "pozzo raccolta acque" e quindi un sito assai poco interessante per i vari condomini. Detto ciò, le tue ragioni, seppur ragionevoli, eccedono l'uso di una parte condominiale. Soluzioni:
    A) dare le chiavi al solo amministratore
    b) dare le chiavi a tutti con relativo verbale di consegna, e diffida dal duplicarle, e quindi avere una situazione esatta delle persone in possesso al fine di rintracciare eventuali responsabilità, in caso di utilizzo erroneo.
     
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  3. Marco Costa

    Marco Costa Membro dello Staff

    Se intendi lo scannafosso come un'intercapedine o come detto nel post precedente un pozzo raccolta acque non vedo come possa interessare ai condomini il libero accesso dato che pur essendo parte comune non lo si puo' usufruire come deposito o come passaggio , stenditoio o per altre attivita' collettive, quindi (al pari del locale caldaia) consegnerei un mazzo di chiavi al solo Amministratore come prima ipotesi prospettata da Giacomelli
    saluti Marco
     
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  4. guylaroche

    guylaroche Nuovo Iscritto

    Grazie Adriano e Marco,
    avete ragione, non ho spiegato bene cosa sia lo scannafosso...
    Si tratta di un'intercapedine larga circa un metro, che serve solo a non far prendere umidità al perimetro della costruzione.
    Questo scannafosso non è pavimentato, non è rivestito, non è illuminato ed è pieno di ragnatele, topi e altro, quindi nessuno ha interesse ad avventurarsi al suo interno per ispezionarlo e verificarne le condizioni.
    Si tratta di una semplice ripicca di due condomini, a seguito di vecchie storie che non sto qui a riportare per non annoiarvi.
    Ho proposto all'amministratore di tenere lui stesso le chiavi, ma si è opposto, dicendo che non si assume la responsabilità.
    Le alternative che vorrei proporre sono le seguenti:
    1) Dare una chiave ad ogni condomino che la richieda, facendo firmare una dichiarazione in cui tutti i possessori della chiave sono responsabili in parte uguale per eventuali danni intenzionali causati alla mia proprietà o alla mia automobile parcheggiata sul mio posto auto di fronte all'ingresso dello scannafosso (per questo esiste una servitù di passaggio sul mio posto auto).
    2) Dare le chiavi al condominio, ma mettere anche un lucchetto alla porta dello scannafosso, in modo che per accedervi occorra anche la mia presenza , per verificare chi entra e cosa fa.
    3) Resistere e chiedere che la questione venga portata di fronte al Giudice di Pace o altra autorità competente in materia, dato che ritengo più che valide le mie motivazioni.
    In nessun modo intendo accettare che una copia della chiave venga messa nella bacheca condominiale, senza nessun controllo su chi acceda allo scannafosso.
    Grazie per i vostri consigli, l'assemblea si avvicina e spero mi possiate fornire la vostra opinione.
    Buona giornata.
    Luigi
     
  5. Marco Costa

    Marco Costa Membro dello Staff

    Salve,
    un appunto ....

    Il dovere dell'amministratore, ai sensi dell'art. 1130 n. 2 c.c., di controllare e disciplinare il godimento di locali comuni implica, in mancanza di diverse disposizioni della assemblea, il diritto/dovere di detenere le chiavi dei suddetti locali, per assicurare l'uso da parte dei singoli condomini in condizioni di parità. Tuttavia, la detenzione delle chiavi da parte del solo amministratore non è legittima ove essa riveli un contenuto fortemente limitativo del diritto d'uso spettante ad ogni singolo condomino sulle cose comuni, al punto di comprometterne totalmente l'esercizio.

    Conseguentemente scriverei all'Amministratore Raccomandata AR allegando una copia della chiave, investendolo dei suoi doveri di detenzione chiave parti comuni con relativa responsabilita' di rilascio alle sole persone che ne abbiano diritto e necessita' in quanto trattasi di cunicolo con pura funzione di isolamento dal terrapieno e quindi locale comune il cui accesso limitato non lede il diritto d'uso di ogni singolo condomino sulle parti comuni
    Saluti Marco ;)
     
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