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  1. Joe

    Joe Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Salve,

    In relazione all’ipotesi allo studio del governo di abolizione dell’IMU-TASI su seconde case se date in comodato ai figli, chiedo gentilmente se nella mia fattispecie qualora la seconda casa data in comodato gratuito al figlio (con trasferimento della residenza) non venga da questi utilizzata perché costretto a lunghe trasferte per lavoro, possa essere da lui data in affitto.
     
  2. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Il figlio risulterebbe coabitare con gli inquilini???
    In questo caso potrebbe godere dell'esonero.
    Se però si trasferisce per lavoro in altro posto, non è più la sua abitazione principale e quindi decadrebbero le agevolazioni....
     
  3. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Se il figlio affitta significa che non mantiene più la residenza nei locali?
    Allora si perderanno i benefici come spiegato.
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Una sola cosa è (attualmente) certa: se il figlio comodatario cedesse in locazione l'immobile, sarebbe sempre il titolare del diritto reale sull'immobile stesso a dover dichiarare il relativo reddito.
     
  5. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Se si loca non sussiste più il presupposto che giustifica il beneficio fiscale: comodato gratuito a figlio.
    Come sottolineato da Nemesis:
    in capo al comodante reddito da locazione e IMU 2° casa.
     
  6. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    A corollario del topic...se veramente venisse approvato la "variante"
    sarebbe la fine di una sofferenza per decine di migliaia (si parla dell'8%...) di genitori usufruttuari o proprietari al cento% come il
    sottoscritto...e si riporrebbe nella "tomba" la discussione sulla Rinuncia all'usufrutto che era la vera ragione del contendere o
    della sofferenza stessa. Il punto è che lo Stato perderebbe degli introiti rilevanti che pur nauseabondi sono pur sempre "schei"...
    che pur inodori alla fine si trasformerebbero in puzzolenti e...omissis... Non ci resta che sperare. Ma quanti saranno i lobbisti
    dei professionisti che remeranno contro??? A voi il calcolo. qpq.
     
  7. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Dalle mie parti qualche comune ha ritoccato le aliquote IMU-tasi modificandole al ribasso per i proprietari-utilizzatori di negozi, laboratori, capannoni....è stata aperta ampia discussione dai genitori-comodanti gratuiti di abitazioni ai figli perchè nel loro caso le aliquote sono rimaste invariate (per lo più si parla di aliquote ordinarie)....
    Risposta delle pubbliche amministrazioni: coloro che utilizzano i fabbricati per lavoro sono spesso oberati da mutui per l'ammodernamento dei locali o per acquisto di macchinari e in ogni caso danno lavoro a tanta gente.
    Nella seconda ipotesi i figli comodatari sono proprio "comodi": non pagano nè affitto nè mutuo...possono benissimo aiutare i genitori a pagare IMU-tasi sulle abitazioni che stanno utilizzando..
    E' uno dei pochissimi casi in cui anch'io sono d'accordo con le amministrazioni comunali!!!!
     
    A Dimaraz piace questo elemento.
  8. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Sarei d'accordo con te se nel "cerchio" familiare vi fossero più case...
    Nella maggioranza dei casi che producono sofferenza vi è al massimo due case una per i genitori e un'altra per il figlio dove
    per ignoranza ( e complicità interessata del notaio...) i genitori si riservarono l'usufrutto...per cui il figlio nudo proprietario... che è la casa quasi sempre di sua scelta (ubicazione...tipologia...) dove vive spesso sin dall'inizio dell'acquisto si trova ad usarla come "prima" casa ma senza il riconoscimento pubblico nell'ambito IMU. Il confronto devi completarlo con il Figlio che proprietario al cento%
    gode del riconoscimento sempre in tale ambito. E i conti torneranno
    ad essere "splendido, splendente" come cantava nel secolo scorso una certa..omissis...Spero nella tua migliore predisposizione ad
    una umana,pardon, familiare comprensione. E grazie per l'attenzione. qpq.
     
  9. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Il figlio ha contribuito ampiamente all'acquisto o alla costruzione di questa casa dove vive, di cui si ritrova nudo proprietario??? Se la risposta è sì ti do pienamente ragione... se la risposta è no concordo con le amministrazioni comunali....
     
  10. casanostra

    casanostra Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    In questo caso non è più comodante se percepisce un reddito da locazione.
     
  11. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Indipendentemente da chi percepisce il canone della locazione stipulata dal comodatario, il proprietario rimane sempre comodante (locatore è il comodatario), e il reddito fondiario sarà a lui imputato.
     
  12. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Comodante sarà sempre e ciò stante un legittimo e regolare contratto di comodato che non viene meno causa sublocazione. È il reddito, percepito dal conduttore, che gli sarà imputato.
     
  13. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Come non detto.
    Già aveva risposto Nemesis.
     
  14. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Nel mio vissuto allargato diretto e indiretto i due casi confrontabili
    sono due: Il genitore o per meglio dire la famiglia acquista l'alloggio
    per il figlio intestandogli la completa proprietà...nel secondo caso
    i genitori o solo uno di essi intestano la sola nuda proprietà al figlio
    riservandosi l'usufrutto. Io con due figlie ho fatto come nel secondo
    caso e, col senno del poi, me ne sono pentito col risultato che pago
    due IMU seconda casa ( una cadauna..) più una terza IMU che è la vera seconda casa (montagna). Come me ci saranno centinaia di migliaia genitori in sofferenza tanto che forse in prossimità delle elezioni vorranno porci una mano in simbiosi con l'elevazione del contante da 1000 a 3.000 euro. Un'altra delle tante porc....e del
    Vampiro. Grazie e tanti saluti. qpq.
     
  15. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Col permesso di tutti vorrei inserire un altro caso simile fresco di giornata.
    Un mio amico ha il "diritto di proprietà su un alloggio (Cuneo) dove vi risiede da moltissimi anni. La unica figlia a Roma ne detiene la
    nuda proprietà (con donazione da parte del padre) Ora lui deve
    trasferirsi qui a Torino e dovrà giocoforza affittare un alloggetto.
    Vedete cosa succede e ditemi per favore dove sbaglio.
    1) logica conseguenza l'alloggio
    deve essere dato in locazione.
    2) La legge fra le tante cose dice che al titolare del Diritto abitativo
    non è consentito la locazione e credo neanche il comodato...
    3) La legge dice che neanche alla
    figlia nuda proprietaria è consentita, subentrando al padre,
    di locarlo.
    4) Il risultato infelice è che l'alloggio di 100 mq a Cuneo resta
    vuoto con un danno di tutto rilievo.
    5) Il notaio di Cuneo ha detto che l'unica soluzione è quella di
    rinunziare al diritto abitativo da parte del padre a favore della
    figlia e in tal modo la stessa potrà locarlo e il tutto, naturalmente,
    con tanto di atto pubblico...Sic!

    A questo punto io ho pensato se sia il caso di ricorrere di nuovo
    all'art.1350 (già bocciato per il caso della mia compagna...tre gli attori...) dove con solo due attori, padre 77 anni e unica figlia si
    realizzerebbe una scrittura privata con tale rinunzia...Per cui
    un contratto di locazione potrebbe essere intestato alla figlia
    con x probabilità di passarla liscia...Con chi secondo voi? Col padre
    consenziente? Con l'inquilino??? Con L'ADE ??? Ecco per chisura
    la malvagità del legislatore: come l'usufrutto,la rinunzia al diritto
    abitativo viene paragonato alla Donazione...Malvagiamente il valore di tale
    diritto viene realizzato con i parametri "vitali" dell'usufrutto diritto
    molto più importante di quello abitativo...E allora non si capisce
    perchè da un lato lo si ugualizza in una direzione e dall'altro no, impedendo
    la locazione. Ora i giuristi presenti potranno illustrarmi la differenza che io comunque ben conosco...ma non troveranno parole per giustificare la carenza legislativa nel caso che il titolare di un
    diritto di Abitazione fosse costretto a trasferirsi, lasciando vuoto
    l'alloggio con tutte le conseguenze immaginabili. Quindi chiudo con
    la domanda: è così o mi sbaglio??? Grazie. qpq.
     
    Ultima modifica: 6 Novembre 2015
  16. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Non mi risulta che il "diritto di abitazione" sia equiparabile all'usufrutto...che dovrebbe essere unico contraltare alla nuda proprietà.
    Ps.
    Non posso imitare Muzio.
     
  17. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Eh?
     
  18. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Nella fretta, stavo partendo per la montagna, mi sono confuso: Era diritto di
    abitazione lui...la figlia la nuda proprietà. Ora, ripeto, lui si deve traferire a Torino e
    d'accordo con la figlia vorrebbe affittare l'alloggio di Cuneo. Per evitare l'onerosa
    rinuncia al diritto con un atto notarile, cosa si può fare??? A quanto sembra sia lui,sia la figlia
    non avrebbero titolo per farlo...e allora??? Nel caso si attivasse la scrittura privata come previsto dall'art.1350 e come conseguenza la figlia vestirebbe i panni del Locatore chi mai se ne accorgerebbe...?
    E anche fosse chi potrebbe impugnare per la nullità dell'atto, escludendo l'inquilino per vari motivi.???
    Solo il fisco. E il fisco quale motivo addurrebbe per postulare la nullità??? E con quali conseguenze??? Grazie mille. qpq.
     
  19. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Il diritto di abitazione non è equiparabile all'usufrutto ma ne rappresenta una forma più limitata (infatti in teoria non permette la cedibilità del diritto)
    Ma secondo giurisprudenza l'incedibilità dei relativi diritti (di abitazione) c non è di ordine pubblico e pertanto può essere derogata.
     
    Ultima modifica: 9 Novembre 2015
  20. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Grazie come sempre per la tua solerzia. Quindi, può essere
    derogata...Ma come??? Mi fai un esempio pratico di come uno dei due, per stare al caso postato, possa impostare dopo contratto la
    registrazione all'ADE senza incorrere nel "falso in atto pubblico"???
    Potrebbe per esempio essere questa: dopo la rinunzia del diritto con scrittura privata, la figlia nuda proprietaria da Roma delega il padre a stipulare un contratto e a presentarlo all'ADE...Nel contratto e nel modulo da sottoscrivere nella casella della Titolarità del locatore si apporrà semplicemente la parola "proprietario" omettendo Nudo o Nuda...Che ne dici??? Nel frattempo visto che hai letto da qualche parte la COSA puoi postarmi dove l'hai letta??? Mi, ci servirà per convincere la figlia riluttante (è laureata in legge...) ad accettare il
    "panegirico". Mille grazie. qpq.
     

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