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  1. Fifo84

    Fifo84 Membro Attivo

    Se uno ha una quota di casa, può affittare solo la sua quota?

    Altra ipotesi. Due proprietari : uno affitta la sua quota con regolare contratto di affitto retribuito, l'altro, la sua quota, la da alla stessa persona ma con comodato gratuito.
    E' strano? farebbero storie?
     
  2. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Se le parti si possono dividere in modo autonomo (insomma due u.i differenti) credo sia possibile, altrimenti chi si affitterebbe un appartamento in comunità con altri, bagno, cucina, camera da letto, ecc ecc ?
     
  3. Fifo84

    Fifo84 Membro Attivo


    Salve,
    No, è un immobile unico di circa 120mq, con giardino esterno diciamo, al catasto come unica unità
     
  4. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Se trovi le persone disposte a convivere si può fare, ci sono numerosi appartamenti affittati a più studenti per esempio, basta che vadano d'accordo tra loro, ma famiglie intere credo sia un po difficile.
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Conviene rileggere il quesito posto dall'OP.
     
  6. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Parimenti a te.
    Tu comproprietario affitteresti una parte di una unità unica senza il consenso dell'altro comproprietario, pensi sia regolare il contratto? O quantomeno con un accodo di divisione della proprietà in due U.I. divise come avevo detto nel mio post nr. 2? O accordo tra i conviventi (affittuari o comodatari) nella medesima?
    Se sai tutto perchè non rispondi all'O.P.?
     
  7. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Mi chiedo, anche se gli altri comproprietari (esempio 5 fratelli) fossero d'accordo, come si fa a dare in affitto una quota di qualcosa di indivisibile, 1/5)di bagno, 1/5 di camera da letto, 1/5 di cucina etc ?
    L'unica soluzione potrebbe essere la locazione a tempo:
    ogni quota, in un mese, corrisponde a 6 giorni. Pertanto l'inquilino soggiorna per 6 giorni, lascia la casa, e ritorna dopo 25 giorni. Tutto è relativo come dice il Prof Jaco, ma diventa una cosa da manicomio.
    :risata::risata::risata::risata:
     
  8. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    personalmente ho avuto modo di sapere che si può affittare ( perchè si può anche vendere ) la propria quota ...senza il consenso preventivo dei comproprietari
    • perchè "i diritti" vengono trasmessi al nuovo "compratore o affittuario"
    • i diritti/doveri verso l'affittuario (naturalmente) li deve rispettare chi ha firmato il contratto
    • i diritti/doveri verso "la proprietà" (naturalmente) ...rimangono ai proprietari
    • è problema "tra proprietari" tutto il resto.
    è già capitato che "per mancanzo di liquidi...ed in disaccordo con altri eredi" :
    • un erede abbia venduto con regolare atto, una quota di proprietà ereditata
    • ....forte della "sua parte", il nuovo acquirente sta godendo (come residente) della nuova proprietà...in quanto gli altri eredi sono residenti altrove
    è vero che l'erede ha "perso" un pochino del valore della sua parte di proprietà....ma adesso "è libero" da diritti/doveri ....su questioni che non condivideva

    ....ed il "nuovo com-propretario" se la gode...
     
  9. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    ha rispettato il diritto di prelazione degli altri comproprietari?

    si ma gli altri comproprietari possono chiedergli un affitto.


    e se uno degli altri comproprietari affitta la sua parte come la mettiamo? oppure se tutti gli altri insieme convergono su un altro affittuario cosa succede? Rispolveriamo la coabitazione di bolscevica memoria?
    Non è che stai confondendo la possibilità di affittare quote di una attività produttiva, magari ereditata, con l'affitto di una proprietà immobiliare indivisa?
     
  10. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Fifo84 nel suo intervento iniziale ha proposto due ipotesi: la prima non è perseguibile, mentre la seconda lo è, essendo un inquilino con due diversi contratti di locazione. Evidentemente le scadenze ed i rinnovi devono corrispondere.
     
  11. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Mi spieghi come fai ad affittare una quota ?
    A che prezzo affitti un appartamento indivisibile, che ha un solo bagno, una sola camera da letto ed una sola cucina ed i proprietari sono 5, di cui 4 contrari ?
    Posso capire la vendita della quota che è ammissibile, basta che il condomino che intende vendere, proponga agli 4, che hanno il diritto di prelazione, lo stesso prezzo e le stesse condizioni proposte al terzo ed il giro è completato. Se qualcuno dei 4 accetta, sarà lui a concludere l'acquisto, in caso contrario, se nessuno ha interesse, si può tranquillamente vendere la quota al terzo.[DOUBLEPOST=1392281499,1392281392][/DOUBLEPOST]
    Certo, la seconda ipotesi è fattibile.
     
    A condobip piace questo elemento.
  12. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    cerco di rispondere a tutto :

    @alberto_bianchi

    si può affittare (contratto) tutto quel che è tuo (quindi anche 1/100 di....perchè tu vendi/cedi "la tua parte") ...e anche se "non fosse tuo" (tipo...sei in affitto) deve NON ESSERE PREVISTA la SUB-locazione...altrimenti puoi farlo...
    • vogliamo aspettare UFFICIALE risposta da NOTAIO ? ...così chiariamo (se quanto fatto anche in passato "è regolare")

    il problema è "chi te la prende...o te la compra" (ma in caso di appartamento....comprare 1/4 ...al prezzo di 1/8.....conviene di più....IN QUESTO PERIODO)

    @Luigi_criscuolo
    1. diritto di prelazione "rispettato" : traccomandata A/R (con importo dettaglio) ... dopo 18 mesi : nessuna risposta....se vogliono "impugnano" (con causa)
    2. chiedere...possono chiedere...comunque debbono attivare "causa" (e non si parla di OCCUPAZIONE ABUSIVA...perchè proprietario)
    3. non può farlo....perchè per resiedere un altro, deve prima chiedere l'autorizzazione a quello che già resiede : quindi...o sono in-accordo...altrimenti NISBA ( funziona così anche "normalmente")
      1. se invece affitta senza-residenza...può farlo : come "normali" studenti conviventi ...di cui uno con residenza....
     
  13. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    se il diritto di prelazione è stato rispettato OK è tutto regolare. Quello che non capisco è questo tuo atteggiamento, che trovo ripetutamente nei tuoi interventi, di "intanto per avere quello che ti spetta devi fare causa": tanto per conferma rileggi il punto due della tua odiena risposta. Mi sarò fatto una opinione sbagliata ma a me sembri uno che ha come stile di vita "io faccio quello che mi garba e più mi conviene se poi ho calpestato i diritti di qualcuno mi faccia causa". a conferma di quanto scrivo porto il
    non capisco cosa intendi per "normalmente" per caso vuoi significare quelli che approfittando di un appartamento ATER/ALER temporaneamente libero lo occupano e quando arriva il legittimo affittuario non può entrare in casa?
     
  14. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    chiedo scusa per il mio atteggiamento altezzoso/pretestuoso/ecc...ho imparato (anche a mie spese) che ci sono regole ...e priorità : le seconde POSSONO essere "delle eccezioni" alle prima ( se utilizzate correttamente e con onestà ....ma purtroppo, troppo spesso, sono "utilzzate" non onestamente...e c'è poco da fare....)

    io non ho mai fatto causa...nè (finora) me ne hanno addebitato alcuna....ma se ne vedono/sentono tante...e cerco di essere (nelle risposte) obiettivo e coscenzioso (ma , purtroppo, devo fare i conti con "la realtà" che non condivido...che è quella da te ipotizzata) .

    stop...fine della prima risposta



    per "normalmente" intendo : tu puoi anche locare (per tua necessità) una tua stanza che comunica direttamente con il tuo ingresso di casa.
    • se il tizio "cercasse" (già dal primo giorno) di portare la residenza a casa tua (per qualche OSCURO motivo) l'impiegato del comune "dovrebbe" prima vedere che in quell'appartamento GIA' resiede qualcuno...e chiedere il tuo consenso...
     
    A Luigi Criscuolo piace questo elemento.
  15. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ecco che riappare la "bufala" del consenso che qualcuno dovrebbe fornire per ottenere l'iscrizione anagrafica corrispondente alla residenza. L'iscrizione anagrafica è una semplice registrazione amministrativa, che deve prendere atto della reale situazione di fatto (il fatto di dimorare abitualmente in una data abitazione). Pertanto non è subordinata a nessun consenso da parte di terzi.
     
  16. Fifo84

    Fifo84 Membro Attivo

    Ok........escludiamo l'affitto.
    Invece questo :

    Mettiamo che tizia A, voglia acquistare un immobile. Il prezzo è relativamente basso, diciamo sui 50 mila euro come somma pattuita.

    Mettiamo che tizia A, dovendo affrontare anche svariati migliaia di euro di lavori di ristrutturazione, non abbia fondi a sufficienza a pagare al momento il venditore.

    E' possibile, ovviamente tramite non so, scrittura privata tra avvocati, o davanti al notaio, o che che sia, stipulare un accordo nel quale, tizia A, va intanto a vivere dentro tale casa, e paga una tot somma al mese al proprietario a "scalare" l'importo finale. Ovviamente il tutto, entro facciamo conto, un paio di anni.
    Tradotto. La tizia A che deve comprare, manda piccoli bonifici per 2 anni circa, poi, tra due anni massimo, versa tutta la somma finale dell'acquisto di questo immobile arrivando all'atto di vendita vera e proprio.

    E' una cosa fattibile? E a livello fiscale, il proprietario che riceve tali somme mensili, senza un atto di vendita vero e proprio, come si regola? come funziona?

    Sicuramente la cosa più semplice sarebbe che la tizia A prendesse un mutuo e pagasse al proprietario tutta la sua parte e la rateizzazione avenisse con banca o finanziaria...ma se questo, almeno per il momento non fosse possibile, e il proprietario volesse andarle incontro, avendo però garanzia di questi soldi, come si fa?
    Perchè accettare una piccola caparra, eppoi vedere tutti i soldi tra due anni è troppo......iniziare ad avere qualcosa mese per mese sarebbe meglio.......ma fiscalmente? tali bonifici come si giustificano?
     
  17. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    non si può fare qusta "ipotesi" in tutto questo tempo, potrebbero modicare una qualsiasi legge. ...e anche le sentenze della Cassazione ....

    se vuoi seriamente ipotizzare devi iniziare/terminare in pochissimi mesi (altrimenti "tutto potrebbe essere possibile"...anche affittare agli alieni)

    @Nemesis

    confermo : nella mia circoscrizione verificano che NON ci siano già ADULTI RESIDENTI (difatti gli abusivi nei negozi di viale Libia hanno ottenuto la residenza. ..nei negozi occupati) .

    ed una mia ANZIANA vicina, ha negato la residenza alla sua bafante ....perché non chiesta anticipatamente (è stata anche licenziata ...doveva lavorarci 3ore al giorno. ..)
     
  18. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Hanno ottenuto l'iscrizione anagrafica, non la residenza (che non si "ottiene", ma è un dato di fatto). Ciò dimostra quanto avevo scritto. Quello che conta è la sola situazione di fatto. Ai fini dell'iscrizione anagrafica, il consenso di terzi, il titolo con il quale si occupa una determinata abitazione, non hanno alcun rilievo.
     
  19. effemme8

    effemme8 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    non ho capito bene..hai usato termin troppo tecnici (al di fuori, credo, della mia portata) : ..... quindi ci si può avere RESIDENZA nei negozi (e quindi in qualunque ANTRO) .....perchè "è stato di fatto" ???

    ho capito male ?
     
  20. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Sì, si può avere la dimora abituale (cioè la "residenza") in qualunque luogo (un palazzo reale, una normale abitazione, una grotta, una stalla, ecc.). Quindi l'iscrizione anagrafica deve necessariamente corrispondere alla residenza, cioè alla situazione di fatto. Se "abitare" in un "posto" contravviene altre norme (igienico-sanitarie, urbanistiche, ecc.) il sindaco potrà emettere provvedimenti (ordinanze di sgombero, ecc.) per far rispettare le norme relative. Le norme anagrafiche prevedono soltanto l'accertamento della situazione dichiarata. L'adempimento di tali norme (anagrafiche) non è subordinato al rispetto di altre norme, compresi i diritti di terzi soggetti.
     

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