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Vegni mariangela

Membro Junior
Proprietario Casa
Egr. Signori
io un anno fa ho affittato un appartamento con cedolare secca.
L'inquilino è entrato a gennaio 2017 e quest'anno mi chiede la sostituzione delle finestre , in quanto essendo un appartamento a tetto ed esposto a nord ovest , sostiene che raggiunge i 16° con il riscaldamento in funzione causa le finestre che sono a vetro semplice, ma potrebbe essere(questo secondo me)anche un giro di aria dentro ai cassettoni. La mia domanda è la seguente: DEVO SOTITUIRE A MIE SPESE tutte le finestre E RIEMPIRE I CASSETTONI con qualche materiale isolante?Se è tutto a mio carico, essendo il contratto con cedolare secca non posso richiedere nemmeno il 2,5% sull'importo da me sostenuto?
OSSIA IMPORTO X : 12 X 2,5% DA AGGIUNGERE AL CANONE ESISTENTE?
GRAZIE IN ANTICIPO
MARIANGELA
 

fasa78

Membro Attivo
Impresa
Cara Mariangela.... stesso problema mio....
ai signori inquilini in questi giorni , visto che trattasi di canone agevolato, dovrò dire di trovarsi un'altro appartamento da altre parti.
Per assurdo ci vorrebbero almeno 1 anno di affitti completi per poter pareggiare solo i costi delle nuove finestre.... e con la sicurezza che poi nemmeno stiano li .
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Genova e Mestre ...2018... direi che sia alquanto "anacronistico" che vi siano locali abitabili ancora con il vetro singolo (installazioni iniziate da oltre 40 anni).

O vi rassegnate a percepire affitti ridicoli... o investite usufruendo dei bonus.
 

vitt1

Membro Supporter
Proprietario Casa
se i telai sono in buono stato e con guarnizioni adeguate, l'inserimento dei soli vetrocamera non è oneroso. Ovviamente non si ha diritto ai bonus.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Mai visto infissi con vetri semplici ma dotati di guarnizioni... rare volte con vetrocamera ma senza guarnizioni.

I telai in legno per finestre a vetro singolo solitamente hanno spessore sotto i 50 mm. Considerata l'eta, la sezione ridotta, i sistemi di supporto/chiusura vetusti nonché la pressoché certa necessità di riverniciatura un "recupero" diventa antieconomico.
 

nnever66

Membro Attivo
Ciao Mariangela, la risposta alla tua domanda è che non puoi, in cedolare secca far pagare all'inquilino nessuna quota dei lavori. Bisogna vedere i 16 gradi come sono ottenuti e con quale spesa. Se sostituisci gli infissi devono essere anche coibentati i cassonetti delle tapparelle. Inoltre si deve capire se il tetto è isolato o no. In ordine di spesa puoi 1) Coibentare i cassonetti 2) Valutare la posa di isolanti sulla pavimentazione del sottotetto 3) Sostituire gli infissi (intervenire sulle finestre per aggiungere doppi vetri senza la posa di guarnizioni non è molto saggio) con le detrazioni puoi avere buoni risultati...sempre da capire quante finestre ci sono.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Bisogna vedere i 16 gradi come sono ottenuti e con quale spesa.
Dubito che l'abitazione non sia dotata di impianto adeguato (i 16 gradi si ottenevano anche un tempo... anzi).
Ma, fatti salvi gli eventuali adeguamenti di normativa sui "centralizzati", dove leggi che vi siano obblighi di dover coibentare o aggiornare gli impianti per contenere la spesa ?
 

nnever66

Membro Attivo
Dubito che l'abitazione non sia dotata di impianto adeguato (i 16 gradi si ottenevano anche un tempo... anzi).
Ma, fatti salvi gli eventuali adeguamenti di normativa sui "centralizzati", dove leggi che vi siano obblighi di dover coibentare o aggiornare gli impianti per contenere la spesa ?
Dove ho scritto che vi sono obblighi, l'unica cosa che mi salta all'occhio è che 16 gradi sono pochi.
 

Dimaraz

Membro Storico
Proprietario Casa
Dove ho scritto che vi sono obblighi, l'unica cosa che mi salta all'occhio è che 16 gradi sono pochi.
La parte finale della tua frase
...e con quale spesa.
lascia supporre che la spesa possa essere un pretesto valido per imporre un obbligo al locatore di isolare l'immobile.
E' nelle facoltà.... ma nessuno può imporre una coibentazione solo perchè la spesa di combustibile per ottenere i 18 gradi è rilevante.

Ps.
Negli appartamenti esposti alle "brezze" marine (Lido di Venezia) si superavano tranquillamente i 22° ben prima degli anni '70/80 (quindi senza alcun vetrocamera, guarnizione o coibentazione nei cassonetti).
 

griz

Membro Storico
Professionista
una domanda sorge spontanea: prima di questo inqulino ci abitavano degli esquimesi?
Non credo che chiunque ci fosse avrebeb accettato di vivere con temperature simili, a volte è solo una questione di spendere di più per riscaldare che magari collima perfettamente col canone che si paga che credo non possa essere elevato
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
, sostiene che raggiunge i 16° con il riscaldamento in funzione causa le finestre che sono a vetro semplice, ma potrebbe essere(questo secondo me)anche un giro di aria dentro ai cassettoni.
l'appartamento ha il riscaldamento centralizzato? Se sì, avete montato le caldaie a condensazione che funzionano facendo circolare l'acqua 60° quando l'impianto originario era stato progettato con caldaie che fanno circolare l'acqua a 80°? se nell'appartamento si raggiungono i 16° con la termovalvola settata sul valore massimo significa che c'è qualcosa che non va.
Diverso è il discorso se l'impianto e autonomo anche se poi in sostanza se non si raggiungono i 20° previsti per legge c'è qualcosa che non va.
Quale era la temperatura ambiente negli anni precedenti le lamentele?
 

Vegni mariangela

Membro Junior
Proprietario Casa
Intanto le finetre sono in acciaio inox installate da me nell'84 e non ricordo se sono a doppi o semplici vetri.La casa e sempre stata affittatta ma nessuno si è mai lamentato , certo non e una casa calda perche è a tetto e completamente esposta. Ma il problema l'ho capito adesso: lo scorso inverno la casa era chiusa mentre quest'anno sono in funzione le termovalvole ----per cui se uno lavora tutto il gg. lascia tutto spento e questo e il risultato,,,il gelo!!!!!
 

Luigi Criscuolo

Membro Storico
Proprietario Casa
Se uno tiene il riscaldamento spento per la maggior parte della giornata quando rientra a casa non può pretendere di trovarla calda se non la accende almeno 2/3 ore prima del suo rientro con i termosifoni che erogano la loro massima potenza. Se le termovalvole sono regolate su tacche intermedie l'ambiente fa fatica a scaldarsi sopratutto perché i muri di casa sono freddi. Se poi la temperatura esterna è attorno ai 10/12° e si accende il riscaldamento quando si rientra nell'appartamento prima di arrivare a 20°, che è la temperatura prevista per legge, arriva l'ora di andare a letto e quindi di spegnere il riscaldamento. Il confort si paga.
 

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