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  1. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Amici del Forum,
    il mio appartamento situato al piano ammezzato di una palazzina di 8 piani costruita nel '64, sta per essere adeguato alle norme sul riparto delle spese di riscaldamento.

    Vista la collocazione verra penalizzato in fase di riparto della quota fissa.

    Domanda, la detta percentuale puo variare da appartamento ad appartamento dipendentemente dalle sue caratteristiche di dispersione oppure è la sommatoria di tutti quelli in posizioni più sfortunate (piano terra, ultimo piano etc.) ?

    E se fosse la prima ipotesi, sostituire gli infissi di legno con infissi doppio vetro a parita delle altre condizioni, potrebbe modificare questo calcolo in maniera significativa rispetto alla spesa affrontata ?

    Grazie a chi vorra rispondere competentemente :)
     
  2. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Domanda incomprensibile nella formulazione e nella descrizione.

    Che significa "penalizzato in fase di riparto della quota fissa"...la quota fissa va a mllesimi quindi come criterio precedente=nessuna "penalizzazione".
     
  3. Angelosky

    Angelosky Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ciao, ti dico come abbiamo fatto noi: premesso che abbiamo termovalvole e contatori, la parte fissa è del 30% per tutti uguale (spese fisse di manutenzione, ammortamenti e dispersioni termiche nella distribuzione), quindi per ogni appartamento vi è un coefficente che tiene conto della sua posizione, anzi per la precisione questo vale per ogni stanza. In questo modo si è cercato di essere più giusti possibile. Spero di essere stato d'aiuto, è stato un criterio che so essere in uso in Svizzera e fin'ora è andato benissimo, speriamo vada bene anche a voi. Ovviamente chi ha sostituito le finestre consumerà di meno e pagherà di meno, mentre della sua posizione ne verrà tenuto conto nei diversi coefficenti di posizione, ciao:)
     
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  4. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Sarebbe illecita una ripartizione delal parte fissa in parti uguali fra tutti i proprietari...salvo abbiate tutti gli stessi millesimi o abbiate approvato all'unanimità.
     
  5. Angelosky

    Angelosky Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Chiarisco: è il 30% che rimane fisso, ovviamente poi questa parte viene ripartita secondo i millesimi di proprietà, certamente, mi sono espresso male :)
     
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  6. moralista

    moralista Membro Attivo

    Professionista
    dovrebbe essere un riparto normale, se così come descritto da Angelosky
     
  7. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Con la contabilizzazione si suddivide la spesa tra consumi "involontari"=quota fissa a m/m e consumi "volontari"=quota variabile a contatore: la dizione non è molto felice, perchè include nei consumi volontari anche quelli dovuti alle dispersioni dell'alloggio.

    La quota fissa spesso è stata stabilita in passato come percentuale (attorno al 30%) della spesa totale: la legge però prevederebbe un calcolo che comprende i costi fissi di conduzione e manutenzione, le perdite di rendimento caldaia, e le dispersioni d'impianto, calcolate da un termotecnico.

    Una esposizione svantaggiata provoca un fabbisogno superiore alla media: la Lombardia prevedeva con LR che la contabilizzazione fosse introdotta previa una equilibrature dei fabbisogni, in sostanza previo intervento di coibentazione dove possibile, a carico condominiale, per uniformare il più possibile i consumi.

    A parità di spesa un isolamento delle solette o delle pareti da più benefici della sostituzione dei serramenti: purtroppo questi ultimi in genere sono sempre sostituibili. Non sempre è agevole applicare un cappotto alle pareti.

    Se l'appartamento dell'ammezzato ha sottostanti cantine non riscaldate, potrebbe essere presa in considerazione l'isolamento della volta delle cantine. Idem se c'è un piano piloti.
    Se sottostanti sono le cantine, di solito la dispersione non è eccessiva: più penalizzato è l'ultimo piano sotto il solaio freddo.
     
  8. Angelosky

    Angelosky Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Infatti devo completare, chiedo nuovamente scusa, in effetti contemporaneamente all'introduzione delle termovalvole e dei contatori abbiamo isolato il sottotetto e , per quanto possibile le cantine, nell'inserimento del coefficente delle stanze però ne è stato tenuto conto. Sembra molto complesso, però si fa una volta per sempre e ... per ora tutti contenti. Il risparmio sia sul miglioramento dell'isolamento che negli sprechi si aggira attorno al 25% 30% circa, i calcoli li ho fatti sui costi e non sui mc.
    Questa la mia esperienza, se può essere utile ne sarei contento, saluti a tutti ...:)
     
  9. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Non ho capito cosa sia questo coefficiente. Potresti spiegare meglio?

    E' evidente che avete riscontrato una riduzione dei costi: questa negli ultimi inverni è però imputabile almeno ad altri due fattori: il costo della materia prima (metano o gasolio) che nell'inverno 2014-2015 se non ricordo male era diminuita rispetto all'inverno precedente.

    E soprattutto occorrerebbe verificare l'andamento climatico, leggi i gradi-giorno: nel milanese e nel torinese si è riscontrata una diminuzione di almeno il 10% rispetto alla media storica, negli ultimi due inverni.
     
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  10. Angelosky

    Angelosky Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Sono circa 4 anni che abbiamo realizzato quest'intervento ed i livelli precedenti non sono più tornati, certamente sarebbe stato il caso di analizzare tutti gli andamenti che hai detto, ma sono solo un condomino e più di tanto non ho approfondito, anche perché tutti questi parametri variano continuamente e non sempre in coerenza tra di loro: ho preso un indicatore aggregato con tutti i suoi limiti.
    Si tratta di un coefficente di posizione, tipo i coefficenti di posizione che determinano il valore in millesimi del nostro appartamento, quindi minore di "1" , questo valore viene moltiplicato per il consumo di calore avvenuto in quella data stanza, per tener conto delle perdite di calore dovute alla posizione del vano, p.es: ultimo piano senza isolamento, lato nord, primo piano con sotto cantine non isolate etc.
    Complicato? Si, ma per sempre, comunque ho solo raccontato la mia esperienza, spero sia d'aiuto, bye bye
     
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  11. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ciao, ti sarebbe possibile postare un esempio di questo calcolo ?
     

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  12. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ciao,
    hai la possibilità di postare un esmpio reale di questo calcolo ?
     
  13. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Poni la medesima domanda a me e @Angelosky : non penso tu ti riferisca al calcolo della ripartizione: quello è relativamente banale nota la spesa complessiva; stabilita la percentuale di spesa da ripartire per millesimi il calcolo è analogo ad altre spese condominiali.

    La quota rimanente viene invece ripartita in base al consumo letto su ciascun radiatore o sul subcontatore di ogni appartamento.

    Io temo tu volessi invece un esempio di calcolo termotecnico per determinare la quota di energia fissa da dividere per millesimi, cioè dovuta a spese fisse di conduzione e manutenzione, più il costo dovuto alle perdite di rendimento della caldaia, le perdite di calore disperse involontariamente per scarso isolamento (verso pareti esterne, tetto ecc)

    Non faccio questo di mestiere: ci sono alcuni esempi in rete.
    ma sintetizzerei le mie perplessità nel modo seguente.

    Questo calcolo potrebbe essere solo teorico a tavolino: prendendo i dati di targa della caldaia (rendimento nominale), come quello dell'impianto realizzato. Altrettanto in teoria si potrebbero adottare stime circa le trasmittanze delle pareti e delle vetrate, sulla base di modelli tipici, stimare il percorso delle tubazioni d'impianto e loro grado di isolamento, ecc: tutto a tavolino

    Ma potrebbe (o dovrebbe) essere fatto sulla base di misurazioni oggettive del rendimento reale di caldaia, della trasmittanza delle pareti e solette misurata, compresa la stratigrafia, idem per le tubazioni, una per una....
    Chi farebbe mai un tal lavoro, e a che costo?

    Con tutto il rispetto per un rilievo/analisi a tavolino, sempre solo in base a modelli teorici si perverrebbe al risultato. E con un costo comunque non trascurabile. Per concludere che la quota fissa, (quella denominata involontaria) oscilla tra 24,32 ed 29,95% ? Se si sparava un 30% a priori, senza usare il bilancino, si spostava di molto il punto? No.

    Forse adottando a priori una percentuale ragionevole e condivisa, magari da affinare con i risultati, si sarebbero potuti attenuare i litigi fra chi vedrebbe amplificati i vantaggi, e chi vedrebbe amplificate le sue perdite.
     
  14. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ciao e grazie per le risposte,
    credo di non essermi spiegato bene.
    mi riferisco in realtà alla ripartizione della quota fisa (es. 30%) fra i diversi appartamenti in base alla loro posizione.
    Cioè come si calcola il coefficiente da applicare agli appartamenti che pagano in piu rispetto agli altri.
    Da cui po scaturiva la domanda originale e cioè se ad esempio a parità delle altre condizioni, la sostituzione di infissi in legno vetro singolo con pvc doppio vetro potesse spostare significativamente questo calcolo ...
     
  15. Angelosky

    Angelosky Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Cercherò di spiegarmi meglio: del costo totale si toglie il 30% da ripartire secondo i mm di proprietà. Dovuti agli ammortamenti caldaia costi fissi di manutenzione impianti e varie). I 70% rimanenti vengono ripartiti secondo lettura dei contatori (quindi riguardano i consumi reali di ogni condomino) posti su ogni termosifone, questi contatori vengono tarati secondo il tipo di termosifone (forma dimensione etc.), non solo, viene anche tenuto conto della posizione del vano, cioè se questo è all'ultimo piano o ad angolo etc. Queste correzione vengono fatte dalla stessa ditta (hanno una tabella precalcolata) che ha installato i contatori e che effettuerà poi le letture annuali e tutti i calcoli, che invierà all'amministratore e a ciascuno di noi. Questo è ciò che abbiamo fatto noi, ripeto: tutto è perfettibile, si sa che si cerca di fare il meglio possibile, ma un condominio non è proprio un laboratorio e qualche imprecisione ci sarà sempre, basta cercare di fare ciò che è possibile.Buon lavoro :)
     
  16. basty

    basty Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Voi secondo me avete fatto anche bene. Ma non è la prassi più frequente.

    Non sempre infatti viene tenuto conto delle situazioni svantaggiate: e frequentemente si tende ad addebitare i consumi per quel che risultano da ripartitore (cioè da quella specie di contatore messo sui termosifoni).

    In sostanza la sostituzione degli infissi con altri meno dispersivi, porterebbe ad un fabbisogno energetico minore, quindi consumi e letture dirette inferiori.

    In altri casi si tiene conto delle maggiori dispersioni, alzando empiricamente la percentuale da ripartire in modo fisso: cioè la parte di calore, disperso per scarso isolamento, viene ripartito su tutti i condomini.

    La legge al momento sembra invece più punitiva.
     
  17. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Grazie Angelosky, ora ho capito meglio.
    Non credo che il vostro metodo sia il più utilizzato.
    Nel nostro caso sarà la ripartizione del 30% fisso ad essere suddiviso in base ai millesi
    ed a questo famoso coefficiente che penalizza gli appartamenti con maggiore dispersione.
    Il rimanente 70% invece verrà contabilizzato in base ai consumi, immagino con una taratura fissa e uguale per tutti dei contabilizzatori, in modo che le unita di calore conteggiate abbiano lo stesso prezzo per tutti.
     
  18. w2fdr

    w2fdr Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Dopo il 2013, applicando la nuova UNI 10200
    La quota minore della spesa, che dipende dalle caratteristiche dell´edificio, non viene piú calcolata sulla base delle dimensioni degli appartamenti o sulla potenza impegnata, ma sulla base del fabbisogno energetico di ciascun appartamento calcolato applicando le norme UNI/TS 11300.
    Il calcolo della restante quota rimane invariato rispetto alla vecchia procedura perchè si basa sulla lettura dei ripatirtori.
     

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