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  1. Laika

    Laika Nuovo Iscritto

    La mia famiglia si trasferisce all'estero per lavoro lasciando libero un alloggio di proprietà in condominio. non intendendo affittarlo , posso chiedere la riduzione delle spese di riscaldamento magari bloccando l'erogazione del calore che contempla le spese piu' pesanti? Non ci sono le valvole perchè l'assemblea non le ha approvate. Posso installarle io nel mio alloggio adducendo la motivazione di cui sopra? Quando diventeranno obbligatorie?
     
  2. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se il regolamento di condominio non prevede la possibilità di distacco di un condomino dall'impianto centralizzato regolamentando il tutto, potrai effettuarlo anche contro il parere sfavorevole dell'assemblea (con installazione a tue spese delle valvole) qualora ciò non crei problemi all'impianto.
    Dovrai comunque corrispondere il tuo contributo alle spese di esercizio dell'impianto (consumi esclusi), quindi per la manutenzione ordinaria e straordinaria.

    Dal "Sole 24 Ore":

    Il contributo alle spese di esercizio nonostante il distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato ha costituito e continua a costituire materia controversa. Di recente la Corte di Cassazione con sentenza 3 aprile 2012, n.5331 ha statuito che il condomino dell’unità immobiliare distaccata dall’impianto centralizzato, fermo il suo obbligo di pagamento delle spese per la conservazione dell’impianto, è tenuto a partecipare a quelle di gestione, se e nei limiti in cui il suo distacco non si risolve in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini. Dalla sentenza si evince anche il principio secondo cui il condomino può legittimamente rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune senza necessità di autorizzazione od approvazione degli altri condomini.

    L’impianto di riscaldamento centralizzato è una delle parti comuni condominiali previste dall’art. 1117 cod. civ. e benché il condomino non usufruisca del servizio prodotto dall’impianto di riscaldamento centrale è pur sempre comproprietario dell’impianto stesso.
    Il distacco unilaterale, che non deve essere espressamente vietato dall’eventuale regolamento di tipo contrattuale, è stato giudicato legittimo quando coloro che chiedono il distacco riescono a provare che questa operazione non determina alcun aumento di costi per chi continua a usufruire dell’impianto centralizzato e non comporta uno squilibrio in pregiudizio del regolare funzionamento dell’impianto centrale stesso. In tale ipotesi il condomino distaccato è obbligato a pagare soltanto le spese di conservazione dell’impianto di riscaldamento centrale, mentre è esonerato dall’obbligo del pagamento delle spese del suo uso (Cass. n. 5974/2004).
    Secondo la recente sentenza 3 aprile 2012 n.5331 della Suprema Corte il distacco dall’impianto centralizzato rappresenta un vero e proprio diritto del singolo nei casi in cui esso non determini inconvenienti o squilibri tecnici nel suo funzionamento e non comporti un aggravio di spesa di gestione, con la conseguenza che la delibera assembleare che, pur in presenza di tali condizioni, respinga la richiesta di autorizzazione al distacco è nulla per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune.
    I giudici di legittimità hanno anche puntualizzato che la condizione ostativa dell’aggravio delle spese condominiali va collegata, quale conseguenza diretta, al fatto del distacco puro e semplice, non già alla circostanza che, per effetto di esso, la quota dei consumi gravante sul condomino distaccatosi potrebbe andare a carico degli altri, trattandosi questa di una evenienza non necessaria né obbligata e che, comunque, si pone in contrasto con il principio che il condomino distaccatosi è tenuto a partecipare alle spese di gestione dell’impianto se e nei limiti in cui il suo distacco non si risolva in una diminuzione degli oneri di servizio.

    Il principio di diritto stabilito nella sentenza n. 5331/2012 secondo cui il condomino può rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione od approvazione degli altri condomini, e, fermo il suo obbligo al pagamento delle spese per la conservazione dell’impianto, è tenuto a partecipare a quelle di gestione dell’impianto, se, e nei limiti in cui, il suo distacco non si risolva in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini conferma l’orientamento già espresso dalla Suprema Corte in precedenti pronunce (Cass. n.16365/2007 e Cass. n. n.7518/2006).
    Quindi, fermo il principio secondo cui il condomino non può rinunziare al diritto di comproprietà, sulla possibilità di rinunziare al servizio in modo da essere esonerato dalla relativa spesa di esercizio e di contribuire solo a quelle di conservazione e manutenzione dell’impianto la giurisprudenza in questi anni si è espressa in maniera non sempre univoca.
    Un orientamento, piuttosto risalente, esclude la validità della rinuncia, rilevando che non è giusto far gravare sugli altri condomini una maggiore spesa e che, anche con la chiusura dei radiatori giunge ugualmente una parte di calore ( Cass. n.1990/4653).
    Una diversa posizione è riscontrabile in altre sentenze ove i giudici hanno ritenuto che è legittima la rinuncia di un condomino all’uso dell’impianto centralizzato di riscaldamento con il conseguente esonero dall’obbligo di sostenere le spese per uso del servizio centralizzato, salvo, comunque, l’obbligo di sostenere le spese dell’eventuale aggravio derivato alle spese di gestione di tale servizio, compensato dal maggior calore di cui beneficia il suo appartamento (Cass. n. 8924/2001).

    Senonchè proprio in relazione alle numerose pronunce intervenute in materia è possibile evincere alcuni punti fermi:
    a) il distacco unilaterale è consentito quando il condomino interessato provi che da esso consegue una proporzionale riduzione delle spese di esercizio e non si verifica uno squilibrio pregiudizievole per il regolare funzionamento dell’impianto;
    b) il condomino distaccato non può sottrarsi al contributo per le spese di conservazione dell’impianto ma non è tenuto a sostenere le spese di esercizio salva l’ipotesi in cui, a seguito del distacco, gli altri condomini non siano costretti a fare fronte ad una spesa maggiore rispetto al passato.
     
  3. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Sono d'accordo con Mapeit che si possa staccare l'impianto di riscaldamento dimostrando che non ci sarà nessun aggravio sulla spesa ne sul calore erogato per gli altri condomini, e comunque contribuendo alle spese di gestione e manutenzione dell'impianto.
    Però non basta installarere le valvole e chiuderle, ma il distacco (così dice la Sentenza 5331/2012 - distacco) deve avvenire materialmente, cioè tagliare le tubazioni per non avere la possibilità di aperture occasionali.
     
  4. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Tutto vero, legislazione e sentenze ma c'e' qualche utente del foro che in ottemperanza della legislazione abbia ottenuto dal Condominio la possibilita' di distaccarsi ? Se si puo' documentare a beneficio di tutti i lettori la sua esperienza dettagliando anche la documentazione prodotta al fine della valida certificazione che il distacco non abbia apportato anomalie al funzionamento dell'impianto condominiale?
     
    A piace questo elemento.
  5. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Per far questo credo che a tue spese tu debba produrre una relazione redatta da un perito termotecnico o da un ingegnere che attesti quanto sopra. E' il minimo dello scotto da pagare.
    Giusta anche la precisazione di condobip, il "distacco" deve essere tale anche fisicamente senza possibilità di riallaccio occasionale.
    Comunque ogni esperienza in tal senso è un caso a sé poiché ogni assemblea condominiale reagisce in modo diverso a fronte di questa richiesta.
     
  6. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Grazie Mapei quello che c'e' da fare e pagare lo so ma sto chiedendo agli utenti se qualcuno lo abbia fatto e con successo. Relativamente la mia esperienza di condomini (tre) in nessuna occasione ho avuto risposta positiva dai condomini soltanto a seguito della richiesta e non si e' mai andato avanti con la richiesta di perizie da presentare.
     
  7. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    In effetti, se pensi bene, a nessun condomino può convenire pagare di più perché uno dei condomini si è distaccato dall'impianto.
    Il risparmio sui consumi dat da un distacco, infatti, non equivale certo al maggior esborso che ognuno dei condomini dovrà sostenere per sopperire alla quota di consumi del "distaccato".
    Quindi credo che se non forzerai la situazione non potrai mai distaccarti con il beneplacito della assemblea.
    La giuriprudenza comunque ti è favorevole, purché tu attui la procedura con tutti i crismi.
     
    A condobip piace questo elemento.
  8. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    "Il risparmio sui consumi dat da un distacco, infatti, non equivale certo al maggior esborso che ognuno dei condomini dovrà sostenere per sopperire alla quota di consumi del "distaccato". "

    Se ci si distacca o tagliando le tubazioni o chiudendo le valvole dei termosifoni non vedo perche' gli altri dovrebbero sopperire alla quota di consumi del "distaccato". Al limite ci sara' un piccolo consumo dovuto alla dispersione per il riscaldamento delle pareti dell'appartamento distaccato. Per quanto riguarda la manutenzione e le altre spese di impianto il "distaccato" continua a sostenerle.

    La realta' e' un'altra nei condomini si fanno gli interessi propri e non quelli della comunita', se un condomino non consuma perche' e' costretto da problematiche diverse a non risiedere nell'appartamento non gli si viene incontro in nessun modo. Lasciami il paragone il condominio e' una piccola Europa ognuno cerca di prendere benefici a discapito dell'altro e quando uno e' in difficolta' non gli si viene incontro. Esistono anche casi felici ma sono molto rari e circoscritti fuori dalle grandi citta' e in condomini di pochi appartamenti.

    La legislazione cerca di mediare ma poi difficilmente si riesce ad applicare quanto legiferato.
    Da parte mia ritengo che sarebbe utile nel forum scambiare informazioni anche su casi vissuti e risolti, da qui la mia precedente richiesta, ma questo e' il mio pensiero.
     
  9. condobip

    condobip Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Io non conosco nessuno che abbia avuto un caso del genere, comunque il Topic non viene chiuso se non per casi particolari, per cui se qualcuno sa come ha risolto questo problema, potrà intervenire
    Per quanto mi riguarda sono perfettamente in linea con Mapeit.
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Coraggio; Resisti: sembra che la Regione Lazio, allineandosi alla Regione Lombardia, nel 2013 emanerà una legge per obbligare il montaggio dei contabilizzatori di calore in tutta la regione.
    Volevo solo farti notare che quando tu dici che il condominio è un concentrato di persone che fa il proprio interesse stai parlando di te stesso; tu hai il problema che non abitando in un appartamento non vuoi pagare le spese di riscaldamento; e tutti gli gli altri, secondo te, dovrebbero dirti " si, si, faccia pure; le spese condominiali di riscaldamento li dividiamo n-1 fino a quando lei non ritorna". Non ti sembra di pretendere un pò troppo?
    Per quanto riguarda il distacco permanente hai fatto bene i conti? Il gioco ne vale la candela? Distaccarsi in modo permanente costa. Se vendi la casa senza l'allaccio all'impianto di riscaldamento centralizzato ricaverai di meno del prezzo che potresti ottenere con il riscaldamento funzionante. Non so se l' ultima legge sul risparmio energetico ( quella che obbliga al montaggio dei contabilizzatori di calore) ti consente di mettere un impianto autonomo. Se decidi di ritornare ad abitarci il costo per il riallaccio si mangerà quasi tutta la cifra risparmiata. Poi non è detto che il riallaccio non comporti problemi al circuito di riscaldamento ed alla pompa di circolazione se la casa e l'impianto di riscaldfamento sono vecchi. Se poi per distaccarti hai dovuto metterci l' avvocato.... valuta tu.
     
  11. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Luigi,

    guarda che e' Anita Zaio che ha iniziato il post che si trasferisce momentanemente all'estero. Da li sono nate tutte le considerazioni.
    Per quanto riguarda la mia esperienza :
    - nella casa che abito : all'acquisto era presente il riscaldamento centralizzato, ho richiesto ai condomini se potevo distaccarmi per metterlo autonomo, visto che io e mia moglie usciamo all'alba e torniamo molto oltre il tramonto (risposta negativa), ho ristrutturato e dopo tre anni hanno deliberato di passare all'autonomo ed ho dovuto rifare i lavori
    - nella casa di mia madre : una persona in 120 mq, e' rimasta sola e vive praticamente in una sola stanza, ho chiesto di mettere i contabilizzatori di calore per ripartire equamente i consumi, risposta negativa
    - nella casa di mio zio : come sopra visto che gli zii escono alle 7.00 e ritornano alle 20.00, ne contabilizzatori, ne distacco.

    L'impianto centralizzato e' sicuramente conveniente e meno inquinante (se opportunamente manutenuto e gestito) ma senza contabilizzatori non e' sicuramente equo, quello singolo piu' inquinante e' meno conveniente solo se lo si mantiene acceso per un periodo di tempo uguale a quello centralizzato altrimenti si puo' gestire secondo le proprie necessita'.

    Sapendo della delibera della regione Lombardia che probabilmente verra' adottata anche dalla regione Lazio nell'ultima riunione di condominio ho chiesto di cominciare a prendere preventivi per i contabilizzatori in modo da non far tutto all'ultimo minuto con minore tempo e a costi piu' elevati , la risposta? : chissa' se tocchera' anche a noi, sicuramente ci vorra' del tempo, poi vediamo!

    Spero che abbiate avuto esperienze piu' positive delle mie .. da parte mia se avessi sicurezza di potermi distaccare lo farei subito!
     
  12. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    per happysmileone
    personalmente penso che nella città di Roma i contabilizzatori di calore saranno tutto tranne che una forma di risparmio. Prima di tutto i contabilizzatori di calore sono una spesa: sia per l'installazione che per la contabilizzazione. Spesa che verrà ammortizzata, MANTENENDO LA STESSA TEMPERATURA CHE ATTUALMENTE RISULTA NELLE STANZE RISCALDATE, in un periodo superiore ai 10 anni e non in 4/5 come dicono gli stallatori. Infatti:
    1) Se l'impianto di riscaldamento viene fatto funzionare con l'intervallo nella parte centrale della mattinata e le prime ore del pomeriggio ( come avviene tuttora), quindi non è tenuto acceso 24/24 , il risparmio sul costo del riscaldamento lo potrai avere solo chiudendo i termosifoni (avrai sempre da pagare il costo della lettura di ciascun termosifone). Ma allora non avrai la stessa temperatura che hai ora con l'impianto che funziona secondo il regolamento condominiale. Inoltre siccome è convincimento comune che la maggior parte del consumo di carburante avviene nelle ripartenze non ci sarebbe neanche l'ipotizzata riduzione di gas.
    2) Se l'impianto, disponendo dei contabilizzatori di calore, viene fatto funzionare ininterrottamente dalle prime ore del mattino (diciamo dalle 6:00) alla notte (diciamo 23:00) cosa fai? Fai il giro di tutte le stanze prima di uscire per spegnere i termosifoni e quando torni a casa ti rifai il giro per accenderli? Se abiti in un appartamento di piano terra/rialzato oppure all'ultimo piano troverai la casa fredda e quando questa si incomincia a scaldare l'impianto viene spento. Risparmio sul consumo assicurato ma casa fredda. Però se non hai la caldaia che può lavorare su due temperature (quella di esercizio di riscaldamento e quello di stand-by) devi spendere altri soldi per cambiarla o per modificarla.
    3) Se l'impianto, disponendo dei contabilizzatori, viene fatto funzionare 24/24 ti comporti come al punto 2)? Ma tu sei realmente convinto che il consumo di gas nelle ore di stand-by, per mantenere l'acqua di circolazione dell'impianto a 60° (mentre quella di esercizio è di 80°) non eroda il risparmio generato dal fatto di tenere spento i termosifoni. Ragioniamo per assurdo se tutti tengono chiusi i termosifoni, l'impianto non si spegne ma gira al minimo: tra lettura dei contabilizzatori e consumo di gas non pagherai mai zero. Come non pagherai mai zero se ti distacchi completamente dall' impianto di riscaldamento condominiale.
    Per quanto riguarda le esperienze di gente di Roma che conosco che hanno montato i contabilizzatori la situazione è questa: se hanno lasciato i contabilizzatori al massimo ed hanno mantenuto lo stesso confort ante contabilizzatori pagano 1,5 volte l'importo di prima; per pagare all'incirca la stessa cifra hanno dovuto mettere i contabilizzatori al minimo 8con meno caldo nelle stanze), l'unico che risparmia è un amico che tiene acceso il termosifone solo nella sala soggiorno (però nel bagno ha piazzato loscaldabagno delonghi non tiene conto del costo della corrente)
     
  13. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    - terzo piano su 6 piani, due stanze + cucina e bagno ovvero n.3 caloriferi

    Soluzione ottima : caldaia autonoma comandata via GSM - accenzione due ore prima dell'arrivo a casa

    ... se ottenessi il permesso.
     
  14. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    ... dimenticavo : caso terzo quello dello zio.
    caso primo mia abitazione brillantemente risolto come su scritto.
    caso secondo : mia madre - termosifone aperto solo in camera da letto e bagno (si muove solo li) ma non credo di pagare solo i miei consumi.

    Per me, ma solo per me, bisogna anche conteggiare la "liberta" di potersi gestire il calore da soli. Chiaramente vivendo in condominio bisogna rispettare la volonta' di tutti, diverso chi puo' permettersi una abitazione autonoma.
     
  15. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La problematica della convenienza del distacco è da valutare caso per caso, in rapporto al tipo di impianto, alla zona climatica ecc.
    In Italia ci sono condominii, costruiti negli anni '60, dotati di impianto centralizzato ove i caloriferi sono collegati "a colonna", ovvero ogni calorifero fa parte di un circuito che parte dalla sala termica e collega tutti i caloriferi dei vari piani posti uno sopra all'altro (quello della camera al 4° piano è collegato a quello del locale sottostante al 3° piano, a quello del locale sottostante al 2° e via dicendo.
    In questi casi come si fa ad operare un distacco o a montare i contabilizzatori ?
    In alcuni altri casi la caldaia serve anche a produrre acqua calda sanitaria centralizzata, quindi resta accesa 24h su 24 e il distacco di uno o due apprtamenti, ad es. su 20, non produce alcun effetto apparente. Anche qui operare un distacco non va a vantaggio dei consumi di combustibile e quindi sicuramente l'assemblea dei condomini non esprime parere favorevole.
    Ci sono, insomma, un'infinità di situazioni diverse ed ognuna fa caso a sé.
     
  16. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Scusami ma se in Italia esistono realta', e non metto in dubbio quello che affermi, di questo tipo come puo' essere applicata la legge della Regione Lombardia che obbliga l'installazione dei contabilizzatori? O la tecnologia permette di installare tali contabilizzatori anche nel caso di impianto da te illustrato o i condomini debbono rifare l'impianto termico. Se non erro la casa dello zio risale agli anni 60 e potrebbe trovarsi con l'impianto fatto come da te descritto e quindi mi interessa sapere come comportarsi nel caso, sembra, altamente probabile che la regione Lazio stia deliberando come quella lombarda. In questo modo alla prossima riunione condominiale sapro' cosa dire con competenza. Grazie in anticipo a chi mi fornira' una soluzione.
     
  17. mapeit

    mapeit Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ti rispondo illustrandoti le normative in vigore per la Regione Piemonte, dove è previsto che i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione possano essere applicati anche al "singolo radiatore" (per cui il problema del riscaldamento ad anello o a colonna viene superato).
    Interessante inoltre vedere come in tale Regione viga addirittura il divieto di distacco delle singole unità immobiliari dall'impianto di riscaldamento centralizzato.

    "La normativa energetica nella Regione Piemonte è in fase di ulteriore aggiornamento a seguito della pubblicazione, nell'Agosto 2009, di una serie di regolamenti attuativi della Legge Regionale n. 13 del 28 Maggio 2007.
    In particolare, la DGR, n. 46-11968 del 4 agosto 2009, entrata in vigore il 1° aprile 2010, integra e sostituisce la DCR n. 98-1247 dell'11 Gennaio 2007, conosciuta come "Stralcio di Piano".
    Una volta entrata in vigore la normativa regionale, nella sua completezza, su tutto il territorio regionale si applicherenno tali norme che prevarranno su quelle nazionali. Questi sono e saranno i requisiti normativi previsti da queste norme.

    Divieto di distacco delle singole unità immobiliari dall'impianto termico centralizzato.
    Tale divieto è vigente già dal 24 Febbraio 2007 (data di entrata in vigore della DCR n. 98-1247 dell'11 Gennaio 2007) e prevede il divieto, per i condomini con più di 4 unità immobiliari di trasformare l'impianto termico da impianti centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per le singole unità abitative (impianti autonomi). Le nuove norme ( DGR, n. 46-11968 del 4 agosto 2009), prevedono pochissimi casi di deroga a tale obbligo.

    Obbligo di installare sistemi di contabilizzazione e termoregolazione individuale per le singole unità immobiliari.
    Le norme vigenti ( DCR n. 98-1247 dell'11 Gennaio 2007) e gli aggiornamenti ( DGR, n. 46-11968 del 4 agosto 2009) prevedono che, entro determinate scadenze temporali, i condomini dotati di impianti centralizzati debbano installare un sistema di termoregolazione (ad es. con valvole termostatiche installate sui singoli radiatori) e di contabilizzazione individuale (ad es. con ripartitori di calore installati sui singoli radiatori) per le singole unità abitative. Ciò significa che con tale sistema le spese per il riscaldamento non verranno più suddivise tra i condomini solo sulla base dei millesimi di proprietà, ma si dovrà, in sede di assemblea condominiale, definire un sistema di ripartizione delle spese di riscaldamento in una percentuale (40-50%) fissa suddivisa per millesimi ed una percentuale fissa suddivisa in base agli effettivi consumi per il riscaldamento dei singoli appartamenti. In più tale sistema consente di regolare stanza per stanza la temperatura degli ambienti secondo le proprie esigenze.
    Le scadenze temporali entro le quali tale obbligo deve essere assolto sono le seguenti:
    - per gli edifici esistenti la cui costruzione è stata autorizzata dopo il 18/07/1991 ed entro il 30.06.2000, tali sistemi dovevano essere installati entro il 01/09/2009;
    - per gli edifici esistenti la cui costruzione è stata autorizzata prima del 18/07/1991, tali sistemi dovranno essere installati entro il 01/09/2012.
    Tale obbligo scatta inoltre, anche prima di tali scadenze, se nel frattempo di sostituisce il generatore di calore e ci si allaccia alla rete di teleriscaldamento. Tali obblighi valgono anche per i condomini già allacciati alla rete di teleriscaldamento."
     
  18. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ti ringrazio, avevo capito che neppure i regolatori/misuratori sul singolo calorifero fossero utilizzabili nel caso da te illustrato.
    Di fatto nella assemblea avevo illustrato una tale possibilita' superando anche le osservazioni sulla lettura individuale sul singolo calorifero indicando che la lettura poteva essere remotizzata ed acquisita anche in modalita' periferica .... con la tecnologia di oggi e' solo questione di quanto si voglia spendere, una soluzione c'e' per quasi tutte le problematiche. Non ero a conoscenza invece della presenza di altre possibilita' di contabilizzazione se non di quella su singolo calorifero, forse perche' viene piu' frequentemente reclamizzata essendo d'uso piu' ricorrente.
     
  19. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    complimenti a Mapeit per la dettagliata disanima della legge emanata dalla Regione Piemonte.
    Se la Regione Lazio copia questa legge sono sempre più convinto che il costo della installazione delle valvole termostatiche e dei contabilizzatori di calore, SE VOGLIO MANTENERE LO STESSO CONFORT DI RISCALDAMENTO CHE HO ORA, NON VERRA' MAI AMMORTIZZATO.
    Vorrei far solo notare che la Regione Piemonte dice che il conteggio del costo del riscaldamento sarà fatto per il 50% considerando i millesimi di proprietà (quindi non viene utilizzata la tabella dei millesimi del riscaldamento che si basa sul numero e sulla qualità degli elementi radianti) e l' altro 50% sui dati risultanti dai contabilizzatori di calore.
    Quindi l'idea che si era fatto qualcuno di pagare solo per il consumo goduto (perchè è più equo pagare quello che si consuma, cioè si è goduto, e non pagare ciò che non si è goduto, anche se era disponibile) va a farsi benedire.
     
  20. happysmileone

    happysmileone Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Relativamente a quanto riportato da Mapeit e precisamente:

    "Ciò significa che con tale sistema le spese per il riscaldamento non verranno più suddivise tra i condomini solo sulla base dei millesimi di proprietà, ma si dovrà, in sede di assemblea condominiale, definire un sistema di ripartizione delle spese di riscaldamento in una percentuale (40-50%) fissa suddivisa per millesimi ed una percentuale fissa suddivisa in base agli effettivi consumi per il riscaldamento dei singoli appartamenti."

    Faccio notare che nel regolamento contrattuale, nel mio caso, sottoscritto e vincolante per tutti i condomini, e' scritto da quando sono stati venduti gli appartamenti ovvero dagli anni 60 che le spese per il riscaldamento vengono suddivise secondo la "tabella riscaldamento" diversa dalla "tabella proprieta' " entrambe allegate al regolamento contrattuale.
    Ora se la regione possa promulgare delibere che impongono la suddivisione dei consumi in modo diverso dal regolamento contrattuale di condominio, ben venga, al momento mi risulta che si possa derogare dal regolamento contrattuale solo con variazioni approvate al 100% da tutti i condomini.
     

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