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  1. iogle

    iogle Nuovo Iscritto

    Buongiorno a tutti,
    vorrei chiederVi un parere, probabilmente già noto ad altre persone, per sapere come comportarmi.
    Sono proprietario di un appartemento in un piccolo condominio e ho il problema che il cane, presente nell'appartamento sopra il mio, saltuariamente fà la "pipì" sul balcone sovrastante e immancabilmente gocciola sul mio.
    Ho fatto già presente alla proprietaria questa problematica, la quale immancabilmente si è sempre negata il tutto.
    Gli ho anche fatto notare che ci sono persone che abitano nel palazzo di fronte al nostro che hanno visto il cane fare la pipì sul balcone e che sono disposte ad un "faccia a faccia", ma lei continua a negare.
    A questo punto, visto che con l'educazione non ho ottenuto nulla, pur avendo avvisato l'amministratore, vorrei sapere come poter agire legalmente; anche perchè ciò limita notevolmente l'utilizzo del nostro balcone, sia pure in inverno e siamo costretti immancabilmente a pulire/disinfettare il balcone/bucato ogni volta.
    Fra l'altro, abbiamo un figlio con problemi seri al sistema immunitario il quale non facciamo più uscire sul balcone per la paura che questo possa ammalarsi di nuovo.
    Distinti Saluti
    Iogle
     
  2. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    manda una raccomandata all'amministratore spiegando il fatto, il quale a sua volta informera' la proprietaria del cane che esiste questo problema.
    i rapporti potranno incrinarsi un poco, forse, ma probabilmente la signora di sopra stara' piu' attenta e mettera' degli stracci intorno al balcone per evitare il gocciolamento.
     
  3. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    in caso di infruttuosità Le consiglio tentare una mediazione ( mezzo) tramite la camera di commercio-servizio conciliazione ( che è il fine) , che le darà i moduli necessari. La procedura costa poche decine di euro ; in genere il conciliatore in casi simili riesce a ricondurre alla ragione, senza che le parti debbano spendere soldi in procedure legali: fra l' altro dal 20 marzo 2011 non si potrà andare in giudizio se prima non si è esperito il tentativo conciliativo
     
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  4. iogle

    iogle Nuovo Iscritto

    L'amministratore ne è a conoscenza in quanto più volte contattato/avvisato della problematica; ha anche contattato telefonicamente la sig.ra la quale si è sempre negata il tutto. La soluzione degli stracci la farò presente all'amministratore, anche se non credo che verrà adottata. Fra l'altro i rapporti si sono già incrinati l'ultima volta che gli abbiamo fatto notare il problema (sempre con educazione ovviamente); ed infatti siamo stati definiti noi bugiardi e altro. Ma nn mi interessa il rapporto col vicinato, vorrei solo poter stare in casa mia senza questo problema. Io credo che nessuno sia perfetto e ogni tanto prendersi le proprie responsabilità, ammettendo le proprie colpe, risolva tanti problemi; se invece ognuno si arrocca sulle proprie posizioni, allora si arriva a dover chiedere consigli come nel mio caso.
     
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  5. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    La situazione è purtroppo comune tanto che le controversie del genere sono la prima causa di ingolfo dei Tribunali
    L'amministratore stà agendo bene e secondo le norme del "buon padre di famiglia" ma ritengo non abbia il dovere perchè privo di legittimazione ad agire in quanto il suo ruolo afferisce alla gestione delle parti comuni e nel caso vertiamo su controversie "private " che giuridicamente non lo riguarderebbero. Le consiglio di procedere come le ho detto
     
  6. iogle

    iogle Nuovo Iscritto

    Sinceramente, non essendo un giurista o a conoscenze delle leggi attuali, mi riesce difficile capire la "conciliazione"; in quanto personalmente non vorrei chiedere rimborsi o altro, ma semplicemente che la signora del piano di sopra risolvi il problema. Cosa dovrei conciliare? Più che una conciliazione è una richiesta. Chiedo venia per la mia "ignoranza" in materia, ma come dovre impostare la richiesta di tale conciliazione?
     
  7. Marco Costa

    Marco Costa Membro dello Staff

    Salve,
    piccolo spunto,
    a volte nel regolamento condominiale e' chiaramente dichiarato il divieto di tenere animali domestici negli alloggi.
    Io proverei a sfogliare il regolamento condominiale ed eventualmente a farlo rispettare da parte dell'Amministratore
    Sempre che qualche associazione animalista non abbia gia' reso a livello nazionale illegale tale regolamentazione condominiale
    cordiali saluti Marco ;) ;) alias pallinoalba
     
  8. iogle

    iogle Nuovo Iscritto

    Ahimè, purtroppo nel regolamento condominilale, già spulciato, non è presente tale clausola e anche se lo fosse sarebbe nulla (già controllato sent. Corte Cassazione). La detenzione di animali all’interno delle singole unità immobiliari di proprietà esclusiva può essere vietata solo se una simile clausola è inserita in un regolamento contrattuale, di norma quello predisposto dal costruttore e allegato agli atti d’acquisto. Il divieto stabilito in un regolamento non contrattuale non ha alcun rilievo (Tribunale di Piacenza 10/4/2001)
     
  9. Marco Costa

    Marco Costa Membro dello Staff

    Salve,
    nel caso non si arrivi ad una conciliazione faccio questa mia considerazione

    tra queste righe ci si imbatte sovente in questioni tra Condomini per "disturbi" che scendono (stillicidi di acqua fiori/bucato o urina di cani/bambini) e "disturbi" che salgono (vapori ed odori di bagno/cucina/barbecue e lettiere animali sul balcone), o "disturbi" che si espandono (volume eccessivamente alto di apparecchi radio TV ecc)

    Forse perche' in un caso o nell'altro il soccombente e' piu' attento al quieto vivere civile dell'attore (specialmente nella situazione di stretto contatto che si ha in un Condominio)

    Capisco che per alcune persone la mia idea non sara' una soluzione accettabile o degna di essere definita un'atteggiamento civile, ma il mio parere (pur essendo a detta di molti una persona molto conciliante) di fronte ad un'atteggiamento irremovibile e' che se anche l'attore comincia a subire "disturbi" forse viene indotto a capire la qualita' del quieto vivere civile e a fare piu' attenzione riducendo i "disturbi" che sta cagionando ai vicini

    Saluti Marco ;) ;)
     
  10. iogle

    iogle Nuovo Iscritto

    Beh effettivamente non credo che sia una soluzione praticabile :triste:
     
  11. Marco Costa

    Marco Costa Membro dello Staff

    Salve,
    certo e' l'ultima spiaggia dopo aver provato tutte le strade praticabili ....
    anche quella di una denuncia all'ASL competente magari documentata da foto a stillicidio in corso (meglio se di color paglierino)
    ed a eventuali macchie paglierine che penso rimangano sulla tinta del sottobalcone

    Saluti Marco
     
  12. geomarchini

    geomarchini Nuovo Iscritto

    COSA DOVREBBE FARE IOGLE COMPRARE UN'AQUILA ADDESTRATA CHE VADA A FARE ESCREMENTI ALLA INQUILINA DEL PIANO DI SOPRA?? SCHERZI A PARTE L'UNICA SOLUZIONE è LA SEGNALAZIONE ALL'ASL. OPPURE L'AQUILA!:^^:
     
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  13. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Nel ns. sistema costituzionale o le parti mediano le loro reciproche esigenze o devono rivolgersi all' AG; la legge sottocitata in materia di controversie condominiali (anche fra condomini e fra condomini e condominio o fra condominio e terzi) IMPONE che prima di passare al Giudice si debba transitare alla mediazione; l'obbiettivo del mediatore è conciliare le parti . Puo' fare una sua proposta Lui se le parti non si conciliano . Se poi ancora la conciliazione non viene accettata la parte insoddisfatta potrà invocare il Giudice ; se pero' il giudice confermerà quanto stabilito dal mediatore , quella parte che non avesse accettato dovrà pagare tutte le spese giudiziarie anche imputabili all'altra parte. Sono previsti anche crediti di imposta ed esenzioni
    Dal 20 marzo 2011 LA mediazione civile è obbligatoria per le controversie in materia di condominio e diritto di proprietà e altri affini ; rimane facoltativa per materie diverse

    IN SINTESI
    Il D.Lgs. n. 28 del 4/3/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.53 del 5 marzo 2010, ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano il nuovo istituto della mediazione civile e commerciale come metodo di risoluzione delle controversie alternativo al tribunale.In base alle disposizioni del provvedimento chiunque può rivolgersi dinanzi a un mediatore professionista "con requisiti di terzietà" al fine di addivenire in tempi ragionevoli o ad un accordo amichevole o alla formulazione di una proposta per la risoluzione di una controversia civile e commerciale.
    In alcune materie, ritenute particolarmente conflittuali (quali condominio, locazione, diritti di proprietà usufrutto, contratti bancari, finanziari e assicurativi, risarcimento danno per circolazione dei veicoli) il ricorso alla mediazione sarà obbligatorio (a partire dal 20 marzo 2011) prima di poter intraprendere una azione ordinaria davanti ai giudici.
     
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  14. geomarchini

    geomarchini Nuovo Iscritto

    Per diventare conciliatori bisogna iscriversi su qualche albo?
     
  15. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Bisogna fare un corso di 50 ore e sostenere un esame du durata non inferiore a 4 ore. il collegio dei geometri sta organizzando i corsi ; altre info presso la camera di commercio
     
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  16. geomarchini

    geomarchini Nuovo Iscritto

    Grazie mille
     
  17. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Io con un testimone le riporterei la pipì dicendole "Tenga, signora, le è caduto questo!".
     
  18. Alessia Buschi

    Alessia Buschi Membro dello Staff Membro dello Staff

    Professionista
    Ciao,
    Il condominio può agire in giudizio al fine di ottenere la cessazione delle molestie o delle immissioni causate dagli animali. Riguardo in particolare alle immissioni, queste «devono ritenersi illecite quando per la loro intensità e frequenza siano tali da cagionare l’insofferenza e provocare disturbi alla quiete o malessere anche a persone di normale sopportazione, costituendo ciò uso anormale del diritto di proprietà ed apportando una illecita immissio in alienum che deve essere eliminata» (TERZAGO). Il giudice in tal caso potrà, con un provvedimento di urgenza ex art. 700 c.p.c., disporre l’allontanamento degli animali, affidandone la custodia ad enti specializzati (Trib. Napoli 8-3-1994). Per quanto attiene ai danni cagionati dall’animale, l’art. 2052 c.c. stabilisce una presunzione di colpa a carico del proprietario. Per vincere tale presunzione non è sufficiente la prova di avere usato la comune diligenza nella custodia dell’animale, ma occorre la prova del caso fortuito (Cass. 23-2-1983, n. 1400).

    E' una procedura che non condivido, in quanto anche io posseggo una cagnolina, ma è SOLO ed unicamente allo scopo di mettere un pò di paura alla tua vicina di casa, prima della conciliazione (che è una soluzione ottimale), anche perchè sicuramente, durante la conciliazione sarà la prima cosa che verrà detto alla tua vicina se non prende provvedimenti.
     
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  19. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Considerato che la procedura a mezzo amministratore non ha prodotto alcun risultato, a prescinedere dalle procedure burocratiche consigliate e utilizzabili come estrema ratio, le consiglio di raccogliere alcune testimoniamze dei vicini frontisti, e di recarsi presso il comando della polizia municipale territorialmente competente affinchè esponga le sue ragioni comprovate dalle testimonianze. Conseguentemente sarà dovere della polizia municipale recarsi dal condomino a lei sovrastante ad intimarli di fare cambiare abitudine al loro cane. Vedrà che ciò sortirà l'effetto sperato.
     
  20. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    un po' di giurisprudenza ( il caso è diverso ma il principio è lo stesso )

    Si è sempre responsabili dei danni cagionati dal proprio cane a meno che non si dimostri l'intervento di un fattore esterno nella causazione del danno, che presenti i caratteri dell'imprevedibilità, dell'inevitabilità e dell'eccezionalità(07/07/2010)Cass. civ., sez. III, 15 aprile 2010, n. 9037 La responsabilità di cui all'art. 2052 cod. civ., prevista a carico del proprietario o di chi si serve dell'animale per il periodo in cui lo ha in uso, in relazione ai danni cagionati dallo stesso, trova un limite solo nel caso fortuito, ossia nell'intervento di un fattore esterno nella causazione del danno, che presenti i caratteri della imprevedibilità, della inevitabilità e della assoluta eccezionalità: con la conseguenza che all'attore compete solo di provare l'esistenza del rapporto eziologico tra il comportamento dell'animale e l'evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi, deve provare l'esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere detto nesso causale, non essendo sufficiente la prova di aver usato la comune diligenza nella custodia dell'animale.

    Potrebbe iniziare ad intimargli (non al cane ) di smettere richiamando quanto riportato
     

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