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  1. Fifo84

    Fifo84 Membro Attivo

    Ho già chiesto precedentemente consiglio riguardo questa situazione, ed oggi, vorrei aggiornare e spiegare bene la cosa, visto che ho in mano nuovi documenti.
    Veniamo alla questione. Tecnicamente, sono proprietario di una quota di una casa in toscana.
    La mia quota è 25% e l'altro 25% è di mio fratello. Abbiamo ottenuto questo 50% totale, grazie alla successione fatta inseguito alla morte di mia madre. E l'altro 50% ??? Il bello viene qui.

    Punto 1 : ne io nè mio fratello viviamo li. Io fuori regione, lui da quelle parti ma non li.

    Punto 2: io pago quella mia piccola quota come SECONDA casa, e teoricamente ha un valore molto alto, circa 900 euro di rendita catastale.

    Punto3 : rendita esagerata, visto che casa è disabitata da 4 anni circa, necessita di tantissime ristrutturazioni, ha cancellato crollato, etc etc.

    Ora, tornando all'altra metà sul di chi è. Inizialmente di mio padre, morto lui, abbiamo rifiutato la sua eredità. Di conseguenza, abbiamo perso anche metà di questa casa.
    Contattando un avvocato, attualmente il problema è questo :
    Allo stato attuale, se non ho interpretato male i dati, mi risulterebbe l’esistenza di una procedura esecutiva sull’intero (n. 1868/1996) che fu sospesa per dare inizio ad un giudizio di divisione, ma che non è mai stata dichiarata estinta e quindi formalmente è ancora pendente con l’impossibilità di cancellare la trascrizione del pignoramento immobiliare, in oltre manca un dichiarazione di estinzione (per rinunzia o prescrizione) del credito da cui è originata l’iscrizione ipotecaria a favore della ecoproject, è inutile dire che in assenza di tali atti nessun istituto di credito prenderebbe in esame la possibilità do concedere un mutuo per l’acquisto.
    C’è poi il problema del rimanente 50%, in questo caso non risulta che sia stato nominato un curatore dell’eredità giacente e soprattutto la formale acquisizione della quota da parte dell’erario.

    Da questo si evince che quindi per me VENDERE la quota del 50% è in pratica IMPOSSIBILE.
    Tra l'altro, mi risulta che l'azienda che mise l'ipoteca, una SRL sia fallita nel 2000. Pertanto, la cosa si complica ancora.

    Ora chiedo, voi cosa fareste per sbolognarvi questo 50% che vi costa solo 500 euro l'anno di IMU, vi fa valere un qualcosa come seconda casa, ma che in realtà non produce nessun reddito, e anzi, per voi, è solo un grosso impiccio? Come si potrebbe fare???
     
  2. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    Hai provato a chiedere in tribunale a vedere e chiedere la situazione della procedura n. 1868/1996 e/o tramite un avvocato? hai verificato se tale immobile è stato assorbito per il fallimento della s.r.l.?
     
  3. Adriano Giacomelli

    Adriano Giacomelli Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Far dichiarare l'immobile "inabitabile" dal Comune e ridurre di conseguenza gli oneri IMU ecc...
     
  4. Fifo84

    Fifo84 Membro Attivo


    Questa cosa me l'ha detta un avv. Perchè volevo vendere quel 50% restante che pensavo fosse mio ad un tizio..ovviamente, una somma simbolica, eppure, nonostante questo, l'avv. gli ha sconsigliato l'acquisto, proprio per tale impiccio e impossibilità di conoscere i tempi.
     
  5. Fifo84

    Fifo84 Membro Attivo

    E' inabitabile perchè disabitato da anni..e in pessime situazione abitativa, ma strutturalmente è in piedi e in buono stato.
    Pertanto l'IMU te la riducono solo se lo dichiari inagibile, tipo le case terremotate e non è strutturalmente il nostro caso..
     
  6. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Anche se la casa non è terremotata ma ti mancano: serramenti, utenze, manca la dichiarazione di conformità degli impianti, certificazioni, agibilità già l'immobile è da considerarsi INAGIBILE.

    Mi pare di capire che il tuo caso sia quello tipico di un ex rustico o simile per cui non dovresti avere difficoltà ad ottenere l'INAGIBILITA richiedila tranquillamente
     
    A possessore piace questo elemento.

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