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  1. robene

    robene Nuovo Iscritto

    Oltre all'attività mio marito ha lasciato anche la casa coniugale. Per quanto riguarda la casa so che mi spettano sia 2/3 della proprietà ed il diritto di abitazione. Non avendo figlio oltre a me ci sono i fratelli di mio marito come coeeredi. Loro chiedono o la liquidazione della loro parte o vogliono che i paghi l'affitto per la loro parte. Questa richiesta è legittima?
     
  2. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    Ciao robene
    Occorre dire che i fratelli di tuo marito rientrano nell'eredità di tutto ciò che ha lasciato sia per gli attivi che per i passivi.
    Per quanto riguarda il diritto di abitazione, lo stesso diritto si costituisce o per rogito o per testamento, per semplice successione legittima intesa per quella legale il diritto di abitazione non si costituisce, se invece c'è un testamento e quindi devi procedere a successione testamentaria allora si che si costituisce il diritto.
    In questo ultimo caso non possono chiederti l'affitto.
    Ciao salves
     
  3. robene

    robene Nuovo Iscritto

    Non esiste testamento. Quindi la successione legittima regola la divisione dell'eredità. Cosa vuol dire il diritto di abitazione non si costituisce? Pensavo che l'art. 540 del codice civile regola il diritto di abitazione.
     
  4. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    L'articolo che citi è' riferito alla quota che il de cuius non può disporre nel testamento a favore di chi lui vuole ma per come recita lo stesso.
    Come detto prima il diritto di abitazione si costituisce o per testamento o per rogito.
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    E' falso. Art. 540, secondo comma c.c.
    Nuovamente falso. Il fatto che il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare gravi sulla porzione disponibile non implica certamente che tale diritto (che spetta assieme al diritto di uso sui mobili che corredano la casa adibita a residenza familiare) non sussista e che si possa costituire soltanto per testamento o per rogito.
     
  6. Gugli

    Gugli Membro Attivo

    il diritto di abitazione spetta al coniuge superstite in quanto casa coniugale (ci mancherebbe altrimenti mezza Italia di vedovi e vedove sarebbero sotto i ponti?)
    poi, scusate l'ignoranza ma è una cosa che mi interessa, attività a parte ma,
    i fratelli che c'entrano nella casa coniugale? non va direttamente al coniuge anche se non ha figli?
    immagino poi si parli di una casa acquistata in costanza di matrimonio e in comunione dei beni...
    certo se era uan casa di famiglia allora si che intervengono i fratelli
    ma non è specificato
     
  7. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il diritto di abitazione è cosa diversa dal diritto di proprietà. E i fratelli sono eredi legittimi, come il coniuge. Pertanto sia il coniuge, sia i fratelli sono coeredi. Ma il diritto di abitazione (e di uso sui mobili) spetta solamente al coniuge.
     
  8. Gugli

    Gugli Membro Attivo

    ripeto cosa c'entrano i fratelli con la casa coniugale?
    scusate la durezza de capa tosta...
     
  9. romrub

    romrub Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    La richiesta è decisamente irrituale, il codice civile art. 1021, determina in maniera inconfutabile il tuo diritto ad abitare la casa coniugale, però valendo tale diritto anche nelle case in affitto, ...... a mio modo di vedere, si dovrebbe intendere, mantenendo il regime precedente la morte de cuius. Ciao.
     
  10. beppebre

    beppebre Membro Attivo

    Non essendoci figli, i fratelli sono eredi legittimi pertanto succedono per la parte che la legge in assenza di testamento gli riconosce. Erediteranno una parte della quota di proprietà del de cuius, al coniuge superstite spetta oltre che una quota di proprietà il diritto di abitazione.
     
  11. Gugli

    Gugli Membro Attivo

    .... effettivamente, non avevo considerato che non c'è testamento ...quindi senza figli...
    grazie per la risposta.
     
  12. robene

    robene Nuovo Iscritto

    Quindi i miei cognati non possono chiedere un "ricompenso" della loro quota di proprietà come stanno cercando di fare chiedendo o la liquidazione o un affitto?
     
  13. beppebre

    beppebre Membro Attivo

    Possono chiedere la divisione, anche giudiziale, ma non incide sul tuo diritto di abitazione. Non hanno diritto di percepire un canone di affitto.
     
  14. romrub

    romrub Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    A pensarci bene (da persona non dell'arte), il diritto di abitazione, non può prevalere sul diritto all'usufrutto: il diritto di abitazione dà al coniuge la certezza di abitare la casa coniugale, ma non incide sul fatto che i coeredi abbiano sulla loro quota, la proprietà completa di usufrutto; i cognati di fatto con la loro richiesta, chiedono di usufruire della loro quota di usufrutto, alla pari con la vedova del fratello, che abitando gratis, usufruirebbe invece della totalità dell'usufrutto, cosa che sarebbe dovuta essere certificata a mezzo testamento. Ciao.
     
  15. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Nella fattispecie in discussione non esistono usufruttuari. Esistono sono coeredi, ciascuno dei quali è titolare del diritto di proprietà, con quote diverse tra di loro. Tra questi coeredi comunisti esiste anche il coniuge del de cuius, a cui spettano, come titolare esclusivo, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la corredano.
     
  16. romrub

    romrub Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    Nemesis: forse non mi sono spiegato bene, l'intera proprietà di un bene immobile è data da due componenti, di solito unite, quella quella del bene stesso e quella del frutto economico di quel bene.
    Ereditare in comproprietà un bene significa ricevere una quota parte di quelle due componenti, altrimenti si eredita o la sola nuda proprietà, o il solo usufrutto, per la quota di spettanza.
    Il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare, è un istituto che si applica indipendentemente dalla proprietà o meno dell'immobile, e serve a tutelare le persone coabitanti con il decuis che deteneva la proprietà e/o era l'intestatario del contratto di affitto.
    Non vedo la ragione del fatto che se in affitto il diritto si estrinseca con la voltura del contratto ed invece se in proprietà si debba espropriare il diritto all'usufrutto degli altri comproprietari.
    In pratica se in affitto si traduce nella continuità nell'alloggio, se di proprietà invece secondo la tua tesi, oltre alla continuità nell'alloggio, si dovrebbe monetizzare nel risparmio delle altrui quote di affitto, che in presenza di altro conduttore sarebbero state spettanti.
    Ricordo che se l'intenzione del de cuius fosse stata questa, avrebbe fatto un testamento che avrebbe potuto dare alla moglie tutto l'usufrutto, e/od altre possibili forme di salvaguardia. Ciao.
     
  17. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Qui siamo in presenza di successione legittima. Quello che si potrebbe disporre con un testamento è altra "faccenda". La legge riserva al coniuge, e solo al coniuge i diritti di abitazione e di uso. I diritti in esame non si aggiungono ma devono essere compresi nella quota di eredità di pertinenza del coniuge: costituiscono una mera indicazione di beni che concorrono a formare la sua quota ex lege. Punto.
     
  18. romrub

    romrub Membro Ordinario

    Proprietario di Casa
    L'art. 540 del C.C., che regola le riserve a favore del coniuge, al proposito del diritto di abitazione e di uso, stabilisce che: Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli.

    A mio parere, tale articolo non prevede gravami di sorta, nel caso di eredi che non siano i figli. Ciao.
     

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