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  1. Galata

    Galata Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buona sera a tutti.
    Vi scrivo perché sono in ansia.
    Mio padre è morto circa un mese fa, senza testamento, e già si parla di divisione dei beni. Eredi siamo io e mia sorella, che vive da 20 anni in un' altra città. Entrambe siamo già proprietarie di una piccola quota ereditata da nostra madre. Dell'eredità fa parte l'appartamento dove vivo da moltissimi anni (mio padre viveva in un' altra casa). Nel tempo ho ristrutturato l'appartamento con grosse somme di denaro per mantenerlo in ordine (rifatti tutti gli impianti e gli infissi).
    Oggi sono venuta a sapere che mia sorella vuole la sua parte di eredità dell'appartamento. Cosa posso fare? Tutto quello che ho guadagnato è stato speso nei lavori di ristrutturazione e devo ancora finire di pagare il mutuo.
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    A che titolo occupavi quell'immobile?
    Donazione, comodato?
    In ogni caso tutte le migliorie effettuate all'appartamento, hanno fatto lievitare il valore dello stesso. Senza dubbio avrai il riscontro delle spese.
    A mio parere, la divisione non andrà fatta al 50%, bensì tenendo conto del valore iniziale del bene.
     
  3. Elisabetta48

    Elisabetta48 Membro Assiduo

    C'è però anche un altro aspetto da considerare. Per anni Galata ha occupato un appartamento dei genitori e non ha dovuto pagare un affitto (o almeno lei non ne parla), avendone un vantaggio che la sorella non ha avuto. In analoga situazione mi padre aveva preteso che mia sorella mi pagasse un affitto (anche se molto simbolico e che comunque avevo rifiutato) perchè gli pareva che ci fosse difformità di "vantaggi" tra le figlie. Quindi oltre a valutare i lavori fatti, si deve valutare il vantaggio avuto rispetto alla sorella.
    Poi, i lavori fatti credo influiscano poco. Probabilmente la successione seguirà questo iter: se gli appartamenti sono due, quello dove stava tuo padre e il "tuo", andate a un Caf e vi ritroverete proprietarie di tutti gli immobili al 50%. Poi da un notaio potrete fare la pemuta del 50% dei due appartamenti attribuendo loro lo stesso valore (per questo dico che i lavori fatti non incidono). Ciascuna delle due sarà proprietaria di un appartamento al 100%, soprattutto tu sarai piena proprietaria del tuo.
    Tutto questo in base agli elementi che ci hai dato. Se ci sono altre cose non dette... i ragionamenti possono cambiare. La necessità di sintesi fa sì che difficilmente si metta sul tavolo proprio tutto
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No, evidentemente.
     
  5. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    è necessario che vi mettiate d'accordo, hai speso soldi ma hai occupato gratuitamente, tua sorella non ha goduto di nulla ed ha i suoi diritti, la soluzione è parlarne con calma, le liti costano care e non giovano a nessuno
     
    A Luigi Criscuolo piace questo elemento.
  6. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    questa frase o è ininfluente ai fini della domanda oppure la casa che occupi faceva anche parte della precedente eredità visto che continui scrivendo
     
  7. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    I lavori eseguiti erano stati autorizzati da tuo padre? Poi sarebbe importante capire di che lavori si è trattato. Perché se sei intervenuta per rifare il bagno per vetustà è un conto, evidentemente sarebbe stato a carico del proprietario. Mentre, se hai voluto mettere la vasca ad idro massaggio o dotare l'immobile di un pavimento o di infissi di pregio, è stato un tuo sfizio e ne hai goduto tu. E' evidente che i lavori hanno aumentato il valore dell'immobile ma non dovrebbero essere conteggiati in aumento sul suo valore.
     
  8. pippopeppe

    pippopeppe Membro Attivo

    Impresa
    sedersi intorno ad un tavolo, sommare i valori degli immobili in oggetto di contesa, dividere al 50% il valore del totale.
    a questo punto con un gioco di donazioni incrociate ognuno entra nel possesso legale della propria quota di legittima.
    infine sarebbe opportuno che chi gode del bene di maggiore valore, riconosca la differenza a chi in questo caso sia più svantaggiato.
    credo che sia la soluzione più ragionevole e soprattutto ad impatto zero dal punto di vista legale (niente avvocati).
     
  9. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Immagino che tuo padre avesse intorno ai 65-70 anni. Possibile che non si fosse mai espresso in merito alla sua successione e conseguente ripartizione??? E' vero che se anche l'avesse fatto, senza testamento, non
    avrebbe nessun valore...ma perlomeno aiuterebbe la maggior parte dei propisti
    a capire il grado di conoscenza del codice civile
    e di come lo stesso, con o senza testamento, determina puntualmente la lite fra gli eredi.
    E' questo che voleva il legislatore??? SI' rispondo io...Camuffato da un ardore di protezione per la cosiddetta "PARTE LESA",
    in realtà voleva assicurare un notevole serbatoio di lavoro per i professionisti, non solo gli avvocati. Il fatto certo è che la lite potrebbe iniziare anche se la suddivisione in vita fosse stata fatta paritaticamente al centesimo. Perchè, e non mi dilungo con particolari, a parità di due alloggi inizialmente
    comprati con la stessa somma "ELARGITA"
    o "DONATA", dopo 30-40 anni,uno dei due potrebbe, solo per ragioni di zona censuaria,
    avere un valore maggiore dell'altro...ebbene
    la legge (o sentenze superiori) ha stabilito che anche quel surplus deve essere riportato nell'asse ereditario. E, come si può vedere dai post di risposta precedenti alla mia, l'eventuale lite si arriccherà anche con particolari valutativi di varia natura. LITE doveva essere, LITE è, LITE sarà. Chiudo per sottolineare che
    la legge vista con gli occhi degli eredi (figli) è bellissima per la futura parte lesa (non sempre...)e meno bella o cattiva vista con quelli del PADRE che, dalla tomba, si vedrà calpestato il suo operato. QUIPROQUO.
     
  10. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    quiproquo, la polemica pura non porta da nessuna parte, non può esistere una legge su misura per ogni situazione, il problema non è la legge che stabilisce i diritti ma è il comportamento delle persone che al momento di una divisione si sente sempre defraudata a prescindere dalla ragione efettiva, i professionisti intervengono quando le persone non riescono ad accordarsi da loro e quasi sempre poi in seguito alle liti finiscono a stipulare lo stesso accordo che con un poco di buonsenso avrebbero potuto stipulare da soli (esperienze vissute)
    nel caso del post siamo in una situazione nella quale un erede ha occupato ed ha fruito di un bene comune, vi ha fatto degli investimenti perchè l'uso gli confacesse, il tutto in buona fede e senza pensare a quello che sarebbe successo e sta succedendo, sarebbe bastato fare tutto alla luce del sole, rendendo edotti tutti quanti delle spese sostenute e del diritto del quale si è friuto
    può essere che, come è stato già accennato, il canone non pagato per l'occupazione dell'appartamento pareggi gli investimenti fatti. Basta chiarire il tutto mettendosi a trattare in modo civile e la situazione si risolve
     
  11. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se tu avessi letto i post precedenti sulla Collazione e Donazione intercorsi con Arciera, Jerri48, Marj 56 non mi attribuiresti una "polemica" a se stante. Io non ho chiesto
    una legge ad hoc...io le due leggi le contesto quasi per intero. "Il canone non pagato..." La maggior parte dei genitori, fra cui il sottoscritto,
    la casa la dà in com.gratuito...se non
    comprata per intero, come ho fatto io con le due mie figlie per cui loro hanno la casa di proprietà (risulta comprata...!!!) ed io sono in affitto. Se in altre grandi nazioni occidentali
    queste due leggi non esistono (???) o molte diverse...può essere segno che non sia poi un diritto fondamentale (naturale) legiferare con l'impostazione data. Dal punto del Padre, esse risulteranno oppressive della sua capacità di discernimento e della sua libertà di valutare i bisogni e i livelli di necessità che spesso sono difformi da un figlio all'altro. Non voglio convincere nessuno...spero solo di insinuare un ragionevole dubbio. Galata nel frattempo potrebbe anche rispondere sulla prima domanda che le ho posto. Quiproquo.
     
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  12. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    E perchè no?
    Potrebbe essere una richiesta da parte della sorella, perchè l'appartamento dove viveva il padre era di minor valore, quindi un tentativo di collazione.
     
  13. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Se tu avessi letto i post precedenti sulla Collazione e Donazione intercorsi con Arciera, Jerri48, Marj 56 non mi attribuiresti una "polemica" a se stante. Io non ho chiesto
    una legge ad hoc...io le due leggi le contesto quasi per intero. "Il canone non pagato..." La maggior parte dei genitori, fra cui il sottoscritto,
    la casa la dà in com.gratuito...se non
    comprata per intero, come ho fatto io con le due mie figlie per cui loro hanno la casa di proprietà (risulta comprata...!!!) ed io sono in affitto. Se in altre grandi nazioni occidentali
    queste due leggi non esistono (???) o molte diverse...può essere segno che non sia poi un diritto fondamentale (naturale) legiferare con l'impostazione data. Dal punto del Padre, esse risulteranno oppressive della sua capacità di discernimento e della sua libertà di valutare i bisogni e i livelli di necessità che spesso sono difformi da un figlio all'altro. Non voglio convincere nessuno...spero solo di insinuare un ragionevole dubbio. Quiproquo.
     
  14. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Scusate, noi cerchiamo in ogni modo di dare dei consigli sulla base delle informazioni che ci vengono fornite. Se esse non sono veritiere, le nostre enunciazioni sono conseguenti.
     
  15. Galata

    Galata Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Grazie a tutti per le vostre informazioni e consigli. Scusatemi se non ho potuto partecipare alla discussione ma dal lavoro non mi è possibile accedere alla rete.
    Essendo neofita del forum e non sapendo quali informazioni potevano essere importanti sono risultata troppo vaga. Cerco di riassumere i punti che mi è sembrato capire possano essere importanti per farsi un quadro della situazione.
    - Mio padre non ha lasciato scritto nulla in merito alla spartizione delle proprietà ma ci ha sempre detto che l'appartamento dove vivo doveva restare a me mentre a mia sorella sarebbe rimasto la villetta di uno zio (di cui esiste testamento in merito depositato dal notaio), a cui lei era molto interessata, ovviamente oggi dice di non volerlo più.
    - L'appartamento dove viveva mia padre non può essere diviso o venduto in quanto una quota di proprietà è anche di un'altra persona che vive nell'abitazione con usufrutto.
    - La proprietà del "mio" appartamento è di 4/6 di mio padre, 1/6 a ciascuna delle figlie (quote ereditate da bambine a seguito della morte di nostra madre).
    - Non ho pagato mai l'affitto a mio padre in quanto riteneva che le spese sostenute per i lavori (e sono state tante) pagassero ampiamente l'affitto per anni e lo ricompensavano dei sacrifici fatti per acquistarlo, e mia sorella non ha mai chiesto o preteso nulla in tutti questi anni.
    - Prima di effettuare i lavori di ristrutturazione ho chiesto ad entrambi se erano d'accordo e se erano interessati a ritornare nell'abitazione perché i lavori comprendevano anche l'abitabilità del solaio che si trova sopra l'appartamento e che ora ne fa parte. Ovviamente la risposta è stata no, non ci interessa.
    - Entrambi erano inoltre presenti dal notaio all'atto della sottoscrizione del mutuo con ipoteca in quanto comproprietari.
    - I lavori di ristrutturazione hanno riguardato il rifacimento di tutti gli impianti acqua/luce/gas (il palazzo è stato costruito negli anni 70) e la loro messa a norma, caldaia nuova e termosifoni in ghisa, le finestre sono state cambiate perché entrava l'aria ovunque, il bagno rifatto, tinteggi e pavimenti nuovi. Le spese condominiali e quelle di ristrutturazione dell'esterno del palazzo (ritinteggio, pavimentazione eccetera) le ho sostenute io.
    Il discorso che mio padre a sempre fatto e credo ogni padre faccia era: non ho i soldi per aiutarti a comprare casa, non li ho per la ristrutturazione, non li ho per sposarti, posso solo lasciarti quattro mura. Come per me non ce n'era nemmeno per mia sorella che si è trasferita, sposata e vive nella casa del marito.
    Come è stato detto dovrò sedermi a tavolino e discuterne serenamente con lei. L'unica soluzione che si prospetta, non ho soldi per riscattare la sua quota, è di vendere cercando di poter recuperare il valore investito (con quanto ho speso in questi anni avrei potuto comprarmi un appartamento e non trovarmi in questa situazione ma le recriminazioni a posteriori servono poco).
    Buona serata
     
  16. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Premessa:
    L'appartamento dove viveva il padre : pr0prietà per 4/6 al padre, 1/6 a F1 e 1/6 F2 .
    (F1 ha vissuto con il padre: nessun affitto devesi)
    F1 ha sostenuto rilevanti lavori di ristrutturazione della casa e delle parti condominiali, documentati per es. per 20.

    Quantificazione possibile e negoziabile :
    Valore dell'immobile 140,00-20 = 120 (valore senza manutenzioni ) : valore di 4/6 in successione : pari a 80,00
    A F2 spetterà in fatto 40

    Conteggi da valere in sede di mediazione - conciliazione , obbligatoria
     
  17. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Perché se fosse pervenuto all'OP per donazione, l'OP stesso non avrebbe scritto "Dell'eredità fa parte l'appartamento dove vivo da moltissimi anni".
     
  18. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Mi sembra che la situazione sia molto ingarbugliata, Galata afferma:
    - Mio padre non ha lasciato scritto nulla in merito alla spartizione delle proprietà ma ci ha sempre detto che l'appartamento dove vivo doveva restare a me, mentre a mia sorella sarebbe rimasta la villetta di uno zio (di cui esiste testamento in merito depositato dal notaio), a cui lei era molto interessata. Ovviamente oggi dice di non volerlo più. E' illogico che possa rifiutare un'eredità senza passività;
    - L'appartamento dove viveva mio padre non può essere diviso o venduto in quanto una quota di proprietà è anche di un'altra persona che vive nell'abitazione con usufrutto. Questa situazione andrebbe chiarita;
    - La proprietà del "mio" appartamento è di 4/6 di mio padre, 1/6 a ciascuna delle figlie (quote ereditate da bambine a seguito della morte di nostra madre). Tale affermazione è in contrasto con quanto dichiarato precedentemente;
    - Non ho pagato mai l'affitto a mio padre in quanto riteneva che le spese sostenute per i lavori (e sono state tante) pagassero ampiamente l'affitto per anni e lo ricompensavano dei sacrifici fatti per acquistarlo e mia sorella non ha mai chiesto o preteso nulla in tutti questi anni;
    - Prima di effettuare i lavori di ristrutturazione ho chiesto ad entrambi se erano d'accordo e se erano interessati a ritornare nell'abitazione perché i lavori comprendevano anche l'abitabilità del solaio che si trova sopra l'appartamento e che ora ne fa parte. Ovviamente la risposta è stata no, non ci interessa;
    - Entrambi erano inoltre presenti dal notaio all'atto della sottoscrizione del mutuo con ipoteca in quanto comproprietari;
    - I lavori di ristrutturazione hanno riguardato il rifacimento di tutti gli impianti acqua/luce/gas (il palazzo è stato costruito negli anni 70) e la loro messa a norma, caldaia nuova e termosifoni in ghisa, le finestre sono state cambiate perché entrava l'aria ovunque, il bagno rifatto, tinteggi e pavimenti nuovi. Le spese condominiali e quelle di ristrutturazione dell'esterno del palazzo (ritinteggio, pavimentazione eccetera) le ho sostenute io.
    Il discorso che mio padre ha sempre fatto e credo ogni padre faccia, era: non ho i soldi per aiutarti a comprare casa, non li ho per la ristrutturazione, non li ho per sposarti, posso solo lasciarti quattro mura. Come per me non ce n'era nemmeno per mia sorella che si è trasferita, sposata e vive nella casa del marito.
    Come è stato detto dovrò sedermi a tavolino e discuterne serenamente con lei. L'unica soluzione che si prospetta, non ho soldi per riscattare la sua quota, è di vendere cercando di poter recuperare il valore investito (con quanto ho speso in questi anni avrei potuto comprarmi un appartamento e non trovarmi in questa situazione ma le recriminazioni a posteriori servono poco).
    Per quanto su esposto occorrono chiarimenti.
     
  19. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Chiarimenti e meno pretese da parte della sorella, se non c'è stata donazione.
    A priori d'accordo, a posteriori zizzanie
    La sorella non può pretendere il 50% e se Galata non ha i soldi per acquisire la parte spettante alla sorella (beninteso non il 50%).
    Parlare...parlare e addivenire serenamente ad un accordo. Si è dello stesso sangue e si vive una sola volta. E' meglio un dolor di tasca che...di cuore.
     
  20. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Normalmente il locatario col permesso del locatore con o senza un eventuale contributo del secondo, può apportare delle modifiche
    importanti nell'alloggio. Alla fine della locazione le modifiche restano acquisite (salvo ripristino, improbabile...) senza per questo produrre delle compensazioni. Questo fra il proprietario e l'inquilino...Ma, perdinci, il padre non è il locatore e la figlia non è l'inquilina...e il rapporto in materia viene gestito e regolato non sulla base di una legge
    (per me liberticida...) bensì su un rapporto di amore ed affetto la cui valenza è incommensurabile e "DOVREBBE" sfuggire o sottrarsi a qualunque imposizione legislativa...la quale dovrebbe intervenire solo quando lo stesso da positivo diventa negativo,
    come del resto constatiamo. A me padre, tre volte padre, sentir parlare di affitto mi fa rivoltare le budella...Chiudo, limitandomi ad aggiungere, senza pretesa di tecnica giuridica,
    che, come ti hanno già consigliato negli altri post di accordarti con la sorella, che l'eventuale valore a lei spettante (come parte lesa nella analogia virtuale testamentaria...) lo proporrai di frazionarlo...Altrimenti, se fossi io al tuo posto, col consulto di un professionista, forte che di fatto era un comodato gratuito ( e non un canone contrattuale) prospetterei che un eventuale suo ricorso al giudice non la troverebbe vincente su tutti i fronti...a parte l'impoverimento (suo innanzitutto...essendo l'attrice...) conseguente.
    Per Jerri48, in seguito riproporrò questo caso come emblematico della mia tesi sulla COLLAZIONE-DONAZIONE. Auguri a Galata.Quiproquo.
     

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