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  1. Maria Angela Fiori

    Maria Angela Fiori Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buongiorno, vorrei porre il seguente quesito:
    ho ricevuto nel testamento da mio marito una casa che gli è stata donata dalla madre come anticipo di eredità. Mio marito è morto prima della madre e premetto che non abbiamo avuto figli. In sede di successione, alla morte della madre gli altri eredi hanno diviso i beni escludendo una casa di abitazione della madre deceduta, in quanto è difficile trovare acquirenti. Il valore dei beni escludendo la casa citata, è stato diviso in parte uguali fra tutti i fratelli e si è stabilito di dividere il valore della casa dopo la vendita. In questa fase io ho liquidato a tutti i fratelli di mio marito la parte ricevuta in più come anticipo di eredità del valore della casa che gli era stata donata in vita, anche se c'è stata qualche contestazione. E' corretto ora dividere in parti uguali il valore della casa anche se mio marito è deceduto prima della madre anche se la donazione era stata perfezionata anni prima?
    Grazie
    Maria Angela Fiori
     
  2. Rina Scita

    Rina Scita Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Non si capisce se è la casa di abitazione quella donata e che vuol dire gli altri eredi in sede di successione hanno diviso in parti uguali fra tutti i fratelli. Anche Tu ne fai parte .
     
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    La nuora non è tra i chiamati in una successione legittima.
     
  4. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Vedova del figlio premorto.
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Che non succede per rappresentazione del marito.
     
  6. Franz

    Franz Membro Attivo

    Impresa
    le donazioni si possono contestare solo dopo la morte del donante, la madre in questo caso, che invece è ancora in vita
     
  7. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    "In sede di successione, alla morte della madre..."
     
  8. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Era insito nel mio intervento.
     
  9. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Secondo me, @Maria Angela Fiori, avete fatto un bel pasticcio. Non potevi rivolgerti ad un notaio per capire come comportarti?
    Stando che tuo marito era premorto alla madre, e non aveva avuto figli, se tua suocera era vedova e non aveva fatto testamento, i suoi averi andavano divisi solo tra i suoi figli (tuoi cognati) viventi.
    La casa che tua suocera aveva donato (spero con atto scritto e registrato) a tuo marito, in virtù del testamento fatto da lui a tuo favore, era tua e non avevi alcun obbligo nei confronti dei tuoi cognati.
    Certo che se la casa era stata donata "oralmente" essendo ancora registrata a nome di tua suocera, questa andava messa nella successione e divisa solo tra i tuoi cognati viventi.
    Come ha già evidenziato @Nemesis, tu non sei tra gli eredi legittimi di tua suocera (mentre i figli di tuo marito si) quindi non entri nella successione, l'unico mezzo per avere un pezzo di eredità sarebbe stato quello di essere stata nominata tra gli eredi da tua suocera in un testamento, usando la quota disponibile.
     
    A Gianco piace questo elemento.
  10. Maria Angela Fiori

    Maria Angela Fiori Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buongiorno, forse non mi sono spiegata bene. Mio marito, nel testamento mi ha lasciato la casa ricevuta dalla madre in donazione. Mia suocera è deceduta un anno dopo la morte di mio marito.
    Il valore della casa ricevuta da mio marito è superiore alle quote restanti per gli altri figli. I fratelli hanno preteso la differenza data dal valore dei beni lasciati dalla madre, rispetto alla donazione, meno un immobile il cui valore verrà suddiviso solo dopo la vendita. Ai fratelli di mio marito ho trasferito, con bonifici bancari, la differenza del valore ricevuto in più da mio marito. Premetto che ho l'atto di donazione della madre e il testamento di mio marito regolarmente registrati. Ho sbagliato? Se mio marito fosse stato vivo avrebbe dovuto regolarizzare la donazione, conferendo, in sede di successione, la differenza con le quote ricevute dai fratelli. Ora che cosa posso fare?
    Grazie
     
  11. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    e questo non è stata una bella mossa visto la disparità che avrebbe generato in segno ai figli quando lei sarebbe morta. Certo ci sarebbe stata la collazione a pianificare la disparità: ma questa, vista la presenza della donazione, non avrebbe comportato la divisione in parti uguali di tutta la massa di eredità.
    Diciamo che con la premorte del donatario (cioè tuo marito), senza figli e legittimario del donante (sua madre) rispetto al donante medesimo si configura questa situazione: il legittimario esce dalla successione, il coniuge superstite non può accampare alcun diritto ereditario e il patrimonio della madre (donante) quando morirà verrà diviso, in assenza di testamento, solo tra i figli viventi o tra i figli dei figli premorti.
    Quindi a te del patrimonio di tua suocera non ti aspetta nulla; in compenso la donazione che tuo marito ebbe da sua madre è passata interamente a te per successione legittima: non era più nel patrimonio di tua suocera; i suoi figli non avrebbero dovuto accampare nessuna pretesa sulla casa donata.
    Tu ora gli hai già dato dei soldi e non so quanti soldi ti ritorneranno se i tuoi cognati dividessero l'eredità come se il loro fratello fosse ancora viva. Ammesso che lo facciano e non si nascondano dietro il dettame della legge.
     
  12. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    La donazione fatta da tua suocera a tuo marito era soggetta a collazione o faceva parte della quota disponibile, almeno parzialmente?
    Poi non capisco perché nella determinazione della quota spettante agli eredi non sia stato preso in considerazione anche il valore della casa da vendere. Ma, prima di devolvere gli assegni ai cognati, non potevi documentarti meglio, avvalendoti della consulenza di un professionista?
     
  13. Maria Angela Fiori

    Maria Angela Fiori Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Grazie per risposte.
    La donazione fatta da mia suocera era come anticipo dell' eredità, in sede di ripartizione dei beni, dopo la morte della madre avrebbe dovuto dare la differenza. Purtroppo è premorto alla madre e i fratelli avendo ricevuto beni di valore di gran lunga inferiore, hanno fatto rivalutare tutti i singoli beni dell'intero patrimonio e hanno diviso per il numero dei fratelli, compreso mio marito.Come ho già detto, è rimasta fuori una casa, che si venderà in seguito. Se non avessi dato loro la differenza del valore ricevuto da mio marito rispetto a quello dato dai beni restanti, avrebbero fatto ricorso. Non ho ancora trasferito una quota a un fratello per indisponibilita momentanea di denaro.
    Mia suocera, in sede di donazione ha specificato che tutto il patrimonio doveva essere diviso in parti uguali. Gli altri figli, dopo la morte di mia suocera, inizialmente, non essendo a conoscenza del testamento lasciato da mio marito a mio favore, era intenzionati a contestare la donazione, in quanto secondo loro non avrebbe potuto dare un bene indiviso e non poteva essere nella sua disponibilità. In realtà era in regime di comunione di beni con il marito, deceduto anni prima, quindi aveva la disponibilità di questo immobile, diviso in due appartamenti. Uno è stato donato a mio marito. L'altro è stato venduto e l'importo è stato diviso, quando mia suocera era ancora in vita, fra i fratelli che non avevano ancora ricevuto niente. La situazione è ingarbugliata.
     
  14. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    @Gianco leggi qua
     
  15. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Continuo a non capire perché nel conteggio l'immobile che dovrà essere venduto e sul quale tu non hai alcun titolo, non è stato incluso. Probabilmente non avresti dovuto sborsare niente.
     
  16. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    ecco hai detto una cosa giusta. Poi tu ci metti del tuo raccontando a spizzichi e bocconi la situazione,
    Tua suocera rimasta vedova essendo stata sposata in regime di comunione dei beni era già proprietaria del 50% dei beni famigliari a meno che l'immobile fosse arrivato al marito per eredità e di conseguenza, essendo un bene personale fosse soltanto suo. Questa esclusività era operante anche nei confronti di tua suocera qualora l'immobile le fosse arrivato per eredità.
    Poniamo il caso che l'immobile fosse stato acquisito dai coniugi in costanza di matrimonio; con la morte di tuo suocero, avvenuta dopo il 19 maggio 1975 (avvento del nuovo diritto di famiglia) e che non aveva fato testamento, la proprietà di quell'immobile avrebbe dovuto essere questa:
    - tua suocera 1/2 già suo + 1/3 di 1/2 (del marito) = 4/6
    - ai figli 2/3 di 1/2 (del padre) = 2/6 da dividere in parti uguali secondo il numero di figli (non hai specificato quanti fossero i figli di tua suocera compreso tuo marito)
    La successione di tuo suocero è stata fatta così?
    Se tuo suocero aveva fatto testamento le sue disposizioni testamentarie avrebbero dovuto rispettare le seguenti quote previste dalla legge:
    - a tua suocera 1/2 già suo + 1/4 di 1/2 (del marito) = 5/8
    - ai figli 1/2 di 1/2 (del padre) = 1/4 = 2/8 da dividere in parti uguali secondo il numero di figli (non hai specificato quanti fossero i figli di tua suocera compreso tuo marito)
    - quota disponibile da lasciare a chiunque 1/4 di 1/2 = 1/8
    La successione di tuo suocero è stata fatta così?
    Incomincia a rispondere poi proseguiamo.
    Se la morte è avvenuta prima della operatività del nuovo diritto di famiglia la suddivisione è molto diversa.
     
  17. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Leggasi 20 settembre 1975.
     
  18. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Grazie per la precisazione. La legge del Nuovo Diritto di Famiglia è la Legge n.°151 diventata operativa il 20 settembre 1975.
     
  19. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    @Maria Angela Fiori Se tuo suocero è morto dopo il 20 settembre 1975 senza fare testamento, e l'immobile non era un suo bene personale la successione avrebbe dovuto portare ad una composizione della proprietà, come ho già spiegato precedentemente, di 4/6 a tua suocera e di 2/6 da parte di tutti i figli viventi.
    Questa suddivisione, se non sono intervenuti degli accordi di spartizione della proprietà, non assegna alcun appartamento, o parte di esso, a nessuno: si chiama comunione ereditaria; ed è caratterizzata dal fatto che ogni erede ha una porzione di proprietà, definita, ma indistinta.
    Quindi, se, ripeto, non sono intervenuti degli accordi di spartizione della proprietà, tua suocera era proprietaria di 4/6 dell'appartamento A) e di 4/6 dell'appartamento B).
    Se questa è la situazione che risultava alla Conservatoria dei Registri Immobiliari della tua provincia, in seguito alla successione del marito, tua suocera non poteva donare l'intera proprietà di uno dei due appartamenti che componevano l'edificio.
    Mi sembra strano che il notaio abbia accettato una donazione di questo tipo.
    Ora, poniamo che l'appartamento A) avesse un valore di 150.000 € e che l'appartamento B) ne valesse solo 100.000 di €, ne consegue che l'edificio valendo complessivamente 250.000 € a tua suocera ne sarebbero spettati 166.667 € ( 4/6 di 250.000 =) , questi sarebbero equivalsi al valore della intera proprietà (6/6) dell' appartamento A) (che valeva 150.000 €) più 16.667 € (pari ad 1/6) sul valore della proprietà dell'appartamento B).
    Se questa suddivisione ereditaria è stata registrata presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari per accordo tra gli eredi, allora in questo caso tua suocera poteva donare la proprietà dell'appartamento A) a suo figlio tuo marito.
     
    Ultima modifica: 17 Agosto 2017 alle 15:49

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