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  1. Monza13

    Monza13 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buongiorno a tutti.
    Vorrei porvi il seguente quesito nella speranza che l'argomento non sia stato già in precedenza discusso (in tal caso mi scuso anticipatamente).
    Due coniugi sono proprietari di un immobile sostanzialmente costituito da un unico appartamento (unico ingresso, ecc) ma che (non so per quale arcano motivo) in catasto risulta diviso in 2 unità immobiliari distinte (gli immobili sono contigui sullo stesso piano). In effetti, esaminando l'atto di provenienza (rogito di acquisto), risulta che ai tempi (peraltro prima della riforma del diritto di famiglia) i 2 coniugi avessero acquistato dal costruttore queste 2 unità abitative formalmente distinte, anche se sostanzialmente da sempre perfettamente unite, di cui una al 100% di proprietà al marito e una al 100% di proprietà della moglie. Da sempre entrambi i coniugi hanno utilizzato l'intero immobile come abitazione principale. Negli anni non è mai stata presentata ne una pratica di fusione catastale delle due unità, ne una pratica di fusione fiscale (almeno per poter fruire su entrambe delle agevolazioni IMU prima casa). Ora il marito è deceduto lasciando al coniuge superstite, ed ai 3 figli, il 100% dell'immobile che era di sua proprietà. Dato che la moglie continuerà ad utilizzare l'intero appartamento come propria abitazione principale, mi chiedevo se era possibile usufruire delle agevolazioni prima casa sull'immobile ereditato, pagando le imposte in misura fissa e non a percentuale. All'ufficio tecnico/tributi del Comune ed al catasto mi hanno detto che per loro non è un problema e nel caso si poteva procedere con una pratica di fusione fiscale delle 2 unità (mentre la fusione catastale non risulta possibile in quanto, sia prima sia dopo il decesso, le due unità risultano intestate a soggetti diversi). Il problema è quindi dell'Agenzia delle Entrate. Secondo loro invece non è possibile usufruirne perché la beneficiaria dall'agevolazione (presumibilmente la moglie) all'atto dell'apertura della successione (data decesso) risultava già proprietaria in via esclusiva di un'abitazione come prima casa (il suo 100% di proprietà), peraltro ubicato nel medesimo Comune dell'immobile caduto in successione (l'appartamento affianco del marito). Pertanto 2 requisiti su 3 per fruire dell'agevolazione non erano soddisfatti (il terzo, cioè il trasferimento della residenza nel medesimo Comune entro 18 mesi, è ovviamente soddisfatto). Qualsiasi pratica di fusione fiscale o catastale dei 2 immobili fatta ora non avrebbe effetto in quanto non avrebbe valore retroattivo alla data del decesso. Gli altri 3 figli, avendo già una loro abitazione principale di proprietà, non potrebbero richiedere a proprio nome l'agevolazione prima casa per l'appartamento che era del padre.
    Cosa ne pensate? Siete d'accordo con questa interpretazione dell'Ade. Ci può essere una qualche alternativa?
    Grazie a tutti.
    M.
     
  2. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista

    Su tal presupposto ritengo corretta la risposta data da Ade.
     
  3. Monza13

    Monza13 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Grazie Ollj,
    anch'io suppongo corretta tale interpretazione.
    Ciao.
    M
     

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