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  1. Partenopeo

    Partenopeo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Buongiorno a tutti. Sono divorziato con due figli maschi entrambi maggiorenni. Vivo con una donna e vorrei regolarizzare il nostro rapporto. La questione è questa. La casa dove viviamo è di mia esclusiva proprietà. L'ho acquistata dopo la separazione legale.Vorrei che la casa andasse interamente ai miei figli alla mia dipartita. Ma se cedo la nuda proprietà ai miei figli per tenermi l'usufrutto , vista la loro precaria condizione economica, poi loro non potranno mai accedere alle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi popolari o ai fondi integrazione affitto che la mia regione elargisce a chi ne ha diritto.
    Come posso fare per conciliare entrambe le cose ? Cioè farli succedere a pieno titolo nella casa senza per questo danneggiarli ( vedi ISEE ).
    E' sufficiente sposarsi in regime patrimoniale di separazione dei beni per evitare la successione dell'immobile al coniuge superstite e ai suoi affini?
    Alla mia donna, che ha già un suo immobile, lascerei il premio di un assicurazione e contanti.
    Vi ringrazio per la disponibilità.
     
  2. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    No ! Il regime patrimoniale è ininfluente, alla tua seconda moglie andrebbe comunque 1/3 dell'eredità. IL resto ai due figli.
     
  3. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    No. Non è sufficiente.
    Premesso che il regime patrimoniale (comunione legale o separazione dei beni) è irrilevante, dato che quell'immobile è un tuo bene personale (e quindi non farebbe parte della comunione), ex art. 179, comma 1, lett. a) del codice civile.
    Ciò in ossequio alla ratio della norma: tutto ciò che il coniuge già possedeva o abbia acquistato senza richiedere il sacrificio comune, poiché in epoca antecedente al matrimonio, non sarà oggetto di comunione.

    Se ti sposerai, alla tua morte anche tua moglie sarà chiamata alla tua eredità.
    Se non avrai fatto testamento, si aprirà la successione legittima.
    A tua moglie, ex art. 581 c.c., spetterà 1/3 di tutto il tuo patrimonio. A ciascuno dei tuoi due figli spetterà 1/3 del tuo patrimonio.
    Se avrai fatto testamento, si aprirà la successione testamentaria.
    Tua moglie avrà diritto, ex art. 542 c.c., alla quota di riserva pari a 1/4.
    La quota complessivamente riservata ai figli è pari a 1/2 (pertanto ciascuno dei tuoi due figli avrà diritto alla quota di 1/4).
    La quota disponibile, pari a 1/4, la potrai destinare a chiunque (quindi, anche ai tuoi figli, che in tal modo vedranno accrescere la loro quota).
    Per quanto sopra, potrai destinare la casa in questione interamente ai tuoi figli. Basta che tua moglie abbia la quota di riserva di 1/4 del tuo patrimonio (composta da altri tuoi beni).
    Tuttavia, in entrambe le ipotesi (successione legittima o testamentaria), ex art. 540, comma 2 c.c., saranno riservati a tua moglie i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano (se di tua proprietà o comuni). Le spetterebbero anche se dovesse rinunciare alla tua eredità.
    Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli.
    Nel caso di successione senza testamento, il valore capitale di tali diritti deve essere stralciato dall'asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest'ultimo tra tutti i coeredi secondo le norme della successione legittima, non tenendo conto dell'attribuzione dei suddetti diritti, secondo un meccanismo assimilabile al prelegato.
    I suoi affini sono i tuoi parenti. I soli tuoi parenti che hanno diritti sulla tua eredità sono i tuoi due figli. Tali diritti spettano anche a tua moglie, che però non è tua parente: i coniugi non sono né parenti, né affini.
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  4. Partenopeo

    Partenopeo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Capito. Quindi l'unica soluzione che soddisfa entrambe le condizioni ( immobile interamente ai figli alla dipartita / diritto all'inserimento bandi di assegnazione alloggio popolare per i figli) è non sposarsi. Giusto? Non esiste nessuna altra scappatoia.
     
  5. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Perché dici così? non hai capito la spiegazione di @Nemesis. Pensi di lasciarci in tempi brevissimi? Perché dal momento del tuo secondo matrimonio fino alla tua dipartita i tuoi figli continueranno a godere degli aiuti e dei benefici previsti dalla regione in cui abitate. Pensi che questo loro stato di indigenza duri per tutta lo loro vita? Poi, come ha spiegato @Nemesis, facendo testamento puoi fare in modo che la casa rimanga per intero nella proprietà dei tuoi figli rispettando comunque la quota legittima che spetterebbe alla tua seconda moglie. Certo il diritto di abitazione e dell'uso dei mobilio di questa casa rimane alla tua seconda moglie la quale, se abbondantemente ricompensata (utilizzando parte della tua quota disponibile), potrà lasciare la casa coniugale per andare ad abitare nella casa di sua proprietà.
     
  6. Partenopeo

    Partenopeo Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Credo di aver capito. Il problema è che non ci sono altri beni materiali, se non depositi bancari. Ma anche questi fanno parte dell'asse ereditario, per cui aumenta anche la sua quota di legittima. Quindi i figli dovranno integrare di tasca loro per raggiungere, in presenza di un testamento, il suo 25% . Esempio :valore immobile € 200.000, depositi € 100.000 . Totale asse € 300.000 .
    moglie 1° figlio 2° figlio quota liberale
    €75.000 € 75.000 € 75.000 € 75.000 La quota liberale la cedo ai figli per cui essi avranno : € 150.000 + € 75.000= 225.000.
    Avranno così l'immobile ( € 200.000) + € 25.000 contanti
    Dovranno poi in qualche modo "liquidare" la mia 2° moglie di € 50.000, ovvero darle gli € 25.000 che hanno avuto + aggiungere altri € 25.000.
    E' corretta la mia ricostruzione ?
     

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