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  1. rosa50

    rosa50 Nuovo Iscritto

    Mio padre ha lasciato a un figlio il legato del 50% della casa a Roma (valore del legato circa € 180.000), agli altri due il legato della metà di una casa in un paese (valore dell'intero legato € 54.000 circa) e au uno dei due figli il legato di un terreno il cui valore è di circa € 2.000. Alla moglie soltanto l'usufrutto degli appartamenti. E' valido il testamento?
     
  2. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    Se siete tre figli ed una moglie a succedere ai beni del defunto questi può disporre solo del 25% del suo patrimonio. Il restante 75% si deve, per legge, dividere così: il 33% ed il diritto all'abitazione, la moglie. il 22% cadauno, i figli. Sono quote che non si possono toccare in nessun modo.
     
  3. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Se le cose stanno come scrive, va effettuata una valutazione dell'intera massa ereditaria detraendo la quota disponibile che il de cuius può lasciare a chiunque compresi figli e coniuge, per la sua quota dovrà agire in riduzione nei confronti degli altri eredi che sono stati beneficiati in maniera superiore a quanto prevede la legge per i legittimari e questo anche se il testamento è formalmente valido.
    Avv. Luigi De Valeri:daccordo:
     
    A giustlex piace questo elemento.
  4. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    il testamento sarà valido ma le disposizioni no. il perchè lìha chiaramente espresso l'avvocato De Valeri.
     
  5. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    sarebbe il caso di spiegarsi meglio perchè dietro queste domande si celano davvero drammi familiari e la leggerezza con cui si risponde non denota certo sensibilità. testamento valido...disposizioni no...chiaramente espresso...io quel che so è che con una moglie e tre figli il de cuius può disporre del 25% del suo patrimonio a suo piacimento. poi che non si possono toccare le legittime che in questo caso sono il 33% del rimanente patrimonio per la moglie e i 22% per i tre figli. Stop. Volendo nella massa ereditaria si può far rientrare eventualmente lasciti in vita, regalie e doni di un certo valore etc. tutto quello che ha illecitamente arricchito qualcuno a danno dei restanti coeredi. Le risposte date sono contrarie a ciò che dico? vogliono specificare meglio? Mi interessa saperlo. grazie
     
  6. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    il testamento secondo me è "valido" in quanto redatto secondo la forma prevista. le disposzioni che, a quantyo scrive l'interessato, sembrano ledere i diritti alla legittima no. dunque fermo restando che il figlio prediletto avrà il 25% in più come quota disponibile il resto va diviso rispettando le quote di legittima previste dalla legge. Non so se sono stata chiara. ma ci ho provato.
     
  7. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    che poi se è valido potrebbe anche darsi di no. Sicuramente non lo ha fatto in presenza di un notaio perchè le disposizioni sono sbagliate. potrebbe anche darsi che non lo ha redatto completamente a mano e sottoscritto. Insomma, prima di dire che è formalmente valido perchè redatto secondo la forma prevista io ci penserei sopra. potrebbe anche darsi che sia facilmente impugnabile. Non solo perchè sono sbagliate le disposizioni. Sono 59.000 euro che uno dei figli prenderebbe in più su un capitale totale di 236.000. la madre 58500, e ciascuno dei figli 52000. dovrebbe essere il giudice a comprendere le volontà del de cuius e stabilire motu proprio le quote? io la vedo un pò contorta la faccenda.
     
  8. rosa50

    rosa50 Nuovo Iscritto

    Il testamento è un testamento pubblico, redatto da un notaio. Il de cuius ha lasciato soltanto legatari e non eredi. Alla moglie ha lasciato soltanto l'usufrutto dei due appartamenti, uno a Roma ed uno in un paese del viterbese.
    E' palese che il valore del 50% dell'appartamento a Roma lasciato in legato ad uno dei figli è notevolmente superiore al valore dell'intero appartamento di un paesino diviso al cinquanta per cento tra gli altri due figli.
     
  9. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    "Il legato è soggetto all’azione di riduzione se il testatore non ha rispettato le quote di riserva ( o di legittima), disponendo oltre la quota di legittima." :-o Non si scappa da questa disposizione. ;) Mi meraviglio assai che questo è un testamento pubblico. Ovvero è stato redatto di fronte ad un notaio e alla presenza di due testimoni. ma che si credeva che legare un bene ad una persona potesse aggirare l'ostacolo della legittima? sai cosa diceva Kissinger, il famoso statista americano? gli italiani sono il popolo più intelligente della terra, peccato che vuole fare il furbo! :sorrisone:
     
  10. giuseppina fogli

    giuseppina fogli Nuovo Iscritto

    Domanda: in vita il padre cede il 45% del 50% che detiene di quote di una società semplice al figlio dietro corrispettivo di Lire 9.000.000. Queste quote rappresentano 3 appartementi in Sardegna di cui 2 di proprietà della società al 50% e uno al 100%. Due appartamenti sono stati ceduti quando era ancora in vita il padre, circa di 10 anni fa e uno è ancora intestato alla società. Avendo il padre mantenuto solo il 5% ed essendo morto 3 anni fa (2008) gli altri eredi (figli e moglie di secondo letto) dicono che queste quote sono state regolarmente acquistate e che quindi gli immobili transitati in questa società sono di proprietà del padre solo per il 5% affermando per l'appunto che l'acquisto delle quote è regolare. Ma è mai possibile che la legge Li tuteli? come si può pretendere di convincere qualcuno che con 9.000.000 delle vecchie lire si possono acquistare l'equivalente del 45% di 2 appartamenti al 50% ed il 45% di uno al 100%. Grazie
     
  11. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    questa situazione pur sgradevole è semplice da dipanare perchè vi sono le tracce che non si possono cancellare. Vi sono contratti e passaggi di danaro. La vendita quindi è facilmente dimostrabile come fittizia. Va ricostruita la somma appartenente al de cuius, il padre, antecedentemente alla vendita e ristabilire le quote legittime. la legge non li tutela affatto.
     
  12. giuseppina fogli

    giuseppina fogli Nuovo Iscritto

    Anche sulle vendite effettuate quando il padre era ancora in vita? e precisamente il 45% di due appartamenti di proprietà al 50%? sugli estratti conto chiesti alla banca degli ultimi 10 anni non vi è traccia di quanto ricavato. Chiaramente al figlia di primo letto non ha avuto accesso ai conti correnti degli altri due figli e del coniuge ma solo su quello del padre.
     
  13. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    sì, certamente! questo lo so con certezza perchè una mia carissima amica si è trovata nelle stesse condizioni, ma il suo caso era diverso perchè tracce non ve ne erano proprio. qui mi sembra a quel che dici che la vendita c'è stata e il padre non poteva distogliere la legittima della figlia vendendo agli altri figli. sarà il giudice ad avere accesso ai conti. Ma essendo oltretutto una società, tracce devono essere rimaste. e se non ci fossero si andrebbe anche sul penale. Si possono benissimo minacciare pesantemente e portarli ad essere più mansueti una volta che si sono bene informati.
     
  14. giuseppina fogli

    giuseppina fogli Nuovo Iscritto

    Speriamo, al momento sembrano ignorare ogni richiesta di conciliazione tantè che a giorni dovrò iniziare la mediazione obbligatoria prima di dover, se fallisse, inevitabilmente andare in giudizio. Così come a distanza di 3 anni continuano ad avere la piena disponibilità del patrimonio, ad oggi ancora indiviso e quindi di fatto universalmente anche di mia proprietà, senza riconoscermi nessun tipo di "affitto/risarcimento". Io purtroppo sono la parte più debole ma non per questo meno tenace: si sono costruiti una protezione su tutti i campi ma un varco ci deve essere, hanno l'abitazione coniugale dove avevano la residenza da oltre 30 anni intestata ad un'altra società, una casa grande di fatto divisa in due alloggi diventata 3 mesi prima della morte di mio padre luogo di residenza fittizia (e quindi intoccabile) e altre 2 società (dove io non subentro per statuto come socia ma solo come erede del socio). Il tutto a quasi 400 km. di distanza dal mio luogo di residenza.
     
  15. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    per quanto riguarda l'abitazione coniugale purtroppo è anche giusto che ci continui ad abitare la moglie, ma questo non significa che se era anche di tuo padre o è riconducubile a lui tu non rientri per la tua quota di legittima: moglie e due figli per la quota di tuo padre 33% ognuno. affitto/risarcimamento: saranno prese dal giudice i provvedimenti anche in base alle tue richieste. Addirittura tutto quello che è stato fatto negli ultimi sei mesi prima del decesso non ha valore legale, mi sembra così di ricordare, ma in ogni caso starà ad un avvocato e te ricostruire tutto il patrimonio che ti ripeto non poteva distogliertelo. Puoi cercare di metterti d'accordo con un avvocato e pagarlo in percentuale di quanto riuscirete a riprendere. Molti oramai, essendo in tanti gli avvocati, si fanno pagare anche così. D'altronde a quanto pare mi sembra abbastanza semplice il caso.
     
  16. giuseppina fogli

    giuseppina fogli Nuovo Iscritto

    Cosa intendi sul penale? mi interessa.

    Aggiunto dopo 10 minuti ....

    Una casa coniugale si tre mi sembrano troppe. Loro vivono da 30 anni in un alloggio di 500 metri intestato alla società che attualmente gestiscono con annesso cappannone. L'altro immobile composta da villa in collina con due appartamenti indipendenti più un'altro ricavato nel piano mansardato è diventato tre mesi prima della morte di mio padre la loro residenza abituale. Questo fa sì che la mia quota debba tener conto, secondo loro, del deprezzamento che l'immobile ha in quanto casa coniugale. Il paradosso è che così facendo se io chiedessi la divisione giudiziale del patrimonio nel caso non si raggiungesse in accordo questo immobile sarebbe considerato invendibile ed indivisibile in quanto abitazione coniugale nonostante loro non vi abbiano mai vissuto. Ho segnalato la falsa residenza al comune di appartenza loro e mi è stato risposto che non esistono i presupposti per ritenerla tale quando consumi, telefono, bollette, luogo del decesso di mio padre ecc.. ecc... dimostrano che loro abitano abitualmente altrove. Sono avvilita da questa giustizia che non dà ragione a chi è nel giusto ma non demordo, sicuramente si tratta di trovare un buon avvocato, il mio problema è che io abito molto lontano da dove viveva mio padre e non ho grosse disponibilità economiche, sicuramente la soluzione di un avv.to che lavori percentualmente è la soluzione migliore, stò cercandolo.
     
  17. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    fai così come ti ho detto: cerca un avvocato che ti affianchi sapendo che una percentuale del ricavato sarà suo. per quanto riguarda il penale si presenterà nel momento in cui loro dovranno presentare tutte le pezze di appoggio che li svincolano dalla morsa dei doveri di vostro padre. Nel momento in cui questi fogli sono stati sottratti, trafugati, falsificati, erronei o inattendibili e quant' altro, là possono essere denunciati.
     
  18. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Bah! io avevo capito che Rosa50 non metteva in discussione la validità del testamento ( e sarebbe stata la prima cosa da fare), dunque mi sembrava più opportuno concentratrsi sulle disposizioni. per quanto riguarda il notaio forse, e dico forse, non deve fare un'indagine accurata sugli averi di chi si presenta da lui a fare testamento e si può limitare a raccogliere le sue volontà.
     
  19. arcierone

    arcierone Nuovo Iscritto

    converrai con me che la situazione è davvero strana: il notaio non deve fare indagini sugli averi, su questo non ci piove, ma uno si rivolge ad un notaio, come ad un idraulico, per avere una situazione regolare, come si dice? a regola d'arte! su tutti i contratti, ma anche nella legge, appare la dicitura "a regola d'arte". Questo testamento invece è stato redatto alla carlona, senza criterio, a roma si direbbe a .....
     
  20. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    sarei d'accordo con te ma un'amica che per anni ha fatto praticantato presso un notaio racconta spesso di persone che arrivano e, di fronte ai consigli del tipo ribattevano "lei deve fare quello che le dico. avrò i miei motivi!" io e te li avremmo seguiti quei consigli per avere un atto ben fatto che ci consentisse di avvinare quanto più possibile le nostre disposizioni ai nostri desideri ma... tanti ragionano in modo diverso e pensano che basti che il notaio ratifichi le loro volontà per renderle legge per tutti.
     

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