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  1. robbids

    robbids Nuovo Iscritto

    Gentilissimi,

    nel pagare l'IMU mi sono accorta di quella che credo essere una svista da parte del notaio fatta al momento del rogito (lo scorso gennaio) - e certo anche da parte mia e dei venditori visto che nessuno si è accorto di nulla al momento della lettura dell'atto!
    In pratica si tratta di un piccolo sgabuzzino in comproprietà con altri due condomini (uno ne ha 500/1000, l'altro 250/1000). Dalla visura consegnatami dai venditori risultava che essi, in comunione dei beni, ne avevano i restanti 250/1000: 125/1000 a testa.
    Bene, da rogito risulta invece che mi sono stati ceduti solo 125/1000, quindi l'altro ottavo è rimasto a loro.
    Non credo proprio che fosse intenzione dei venditori e in verità la cosa non mi crea nessun problema perché lo sgabuzzino è praticamente inutilizzato e molto piccolo.
    Tuttavia credo che la cosa vada chiarita per evitare problemi burocratici in futuro?
    Vorrei sapere da voi come si risolve in questi casi, se ci sono dei costi, e se se ne fa carico il notaio visto che mi sembra un suo errore.
    Grazie.
     
  2. antonacci

    antonacci Membro Junior

    Proprietario di Casa
    io verificherei sull'atto di provenienza l'effettiva proprietà della quota mancante dei venditori e se c'è stata una relazione tecnica, se è stato correttamente comunicato al notaio. Se così fosse, allora penso che puoi pretendere un atto di rettifica dal notaio a sue spese.
     
  3. robbids

    robbids Nuovo Iscritto

    Grazie della rispsota... sì, nell'atto di provenienza risulta la comproprietà dello sgabuzzino; al notaio era stato dato, insieme alla visura catastale che mostrava come ognuno dei due venditori ne possedesse 125/1000. Si tratta quindi di una rettifica da allegare al rogito, non di un atto separato?
    Grazie mille ancora.
     
  4. antonacci

    antonacci Membro Junior

    Proprietario di Casa
    Se sei sicuro che è stato il notaio a tralasciare fuori dal rogito la quota restante, faglielo presente e vedi lui come reagisce e se intende correggere a sue spese l'errore (se è onesto lo fa, altrimenti tenterà di incolpare qualcun'altro). Credo che sia comunque un atto separato, anche se di rettifica, oppure può decidere di fare un atto di migliore identificazione dei beni. Bisogna vedere quello che costa meno a lui tra imposte e bolli vari. L'importante e che alla fine sia chiaro che le quote totali sono quelle giuste.
     

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