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  1. gioggione

    gioggione Ospite

    Mia figlia è proprietaria al 50% con il fratello di un appartamento.Per ambedue prima casa perchè ivi residenti.Mia figlia alcuni mesi fa ha dovuto cambiare residenza in altro Comune per lavoro,affittando un monolocale.Può continuare a pagare la TASI prima casa oppure dovrà pagare l'IMU come seconda casa?
     
  2. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Premesso che avrai risposte più cogenti della mia, attingo dal mio vissuto. Se tua figlia non sposta la residenza nel nuovo comune, tutto resta fermo e l'IMU sarà ancora prima casa...mentre le utenze,
    principalmente gas e luce, a lei intestate nel nuovo comune saranno più care. Si tratta di valutare fra il maggior importo IMU seconda casa e quello delle utenze come residente nel nuovo comune e viceversa. Il calcolo è più agevole dopo un anno di "bollettamento" .
    Sto vivendo questa cosa come comodante di un piccolo alloggio dove la comodataria per altri motivi non poteva almeno in un primo tempo prendere la residenza nel comune da dove sto scrivendo.
    Spero di esserti stato di qualche utilità. Saluti. Quiproquo.
     
  3. gioggione

    gioggione Ospite

    Quiproquo,sei stato utile.Grazie.
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Non essendo più la sua abitazione principale, pagherà l'IMU.
     
  5. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    L'ha già spostata.
    Solo l'energia elettrica.
     
  6. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Anche con la nuova residenza??? Nella modulistica della società IREN qui a Torino viene riportato:

    "Utenza residente" ...."non residente". E non ricordo se per entrambe le utenze unico modulo oppure due...oppure solo per
    l'energia elettrica...Si naviga a vista...dei moduli...Quiproquo.
     
  7. ing. Fachinat

    ing. Fachinat Membro Junior

    Professionista
    Innanzitutto do per scontato che sua figlia abbia effettivamente spostato la residenza anagrafica nell’appartamento preso in affitto…però mi chiedo il perché….solo per risparmiare sulle bollette delle utenze? Sarebbe valsa la pena di calcolare prima l’effettivo risparmio confrontandolo con il conseguente aggravio di IMU e TASI, che di seguito esporrò.

    In secondo luogo le ricordo che IMU e TASI sono due tributi la cui base di calcolo è stabilita a livello nazionale, ma la aliquote (che potrebbero anche essere azzerate nel caso della TASI…) ed il relativo regolamento di applicazione sono disciplinate da ciascun singolo comune. Ipotizzo perciò che nel comune in cui si trova l’appartamento di proprietà di sua figlia sia dovuta la TASI anche per le abitazioni principali e che nel comune dove si trova il monolocale preso in affitto anche gli affittuari debbano pagare la TASI; ricordo invece che per le abitazioni principali (salvo le categorie catastali A1, A/8 e A/9) l’IMU non è dovuta ex DL 201/2011.

    Se le cose stanno come sopra premesso, preciso che:

    • fino al giorno in cui sua figlia ha spostato la residenza anagrafica in un immobile diverso da quello posseduto, ovvero per la relativa quota parte dell’anno (in mesi), dovrà pagare solo la TASI sull’immobile posseduto come abitazione principale (se effettivamente prevista dal comune);

    • dal giorno successivo, dovrà invece pagare per l’immobile posseduto sia IMU che TASI previste dal comune per gli immobili residenziali diversi dall’abitazione principale; + la quota parte di TASI eventualmente prevista dal comune in cui si trova l’immobile locato.
    Questo nel 2015…per il 2016 vedremo cosa decideranno infine i nostri governanti nella finanziaria di Natale (hanno già cambiato idea più volte da giugno ad oggi…)
     
    A quiproquo piace questo elemento.
  8. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Perché se quell'appartamento è la sua nuova dimora abituale ha adempiuto a un preciso obbligo di legge.
    Solamente se la sua detenzione è superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare.
     
  9. ing. Fachinat

    ing. Fachinat Membro Junior

    Professionista
    hai ragione ma se la figlia si è presa in affitto un appartamento per soli motivi di lavoro (e magari venerdì sera torna sempre a casa sua di proprietà) non è scontato che questa sia la sua dimora abituale...o sbaglio?
     
  10. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Il punto è: Chi "attesta" l'abituabilità della dimora effettiva???
    Mentre la presenza del "dichiarato" ma fasullo cambio di residenza
    può essere soggetta (la presenza) al controllo dell'ufficiale anagrafico (ho constatato di persona una efficienza sbalorditiva...),
    è molto difficile se non impossibile il contrario: Vivo abitualmente
    in un alloggio senza dichiararlo all'anagrafe e nessuno mi può
    obbligare a farlo, restando ufficialmente anagrafato nella precedente (reale) dimora...E ringraziamo ancora il buon Dio misericordioso che ci ha lasciato questo minuscolo briciolino di
    libertà...Sempre meglio di avere un FradJACOno attaccato nel
    retro...Nonostante il vade retro più volte espresso da quiproquo.
     
    A ing. Fachinat piace questo elemento.
  11. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Invece l'art. 2 della legge n. 1228/1954 ti obbliga a farlo. L'Ufficiale di anagrafe può anche iscriverti d'ufficio, ex art. 5 stessa legge, dopo aver accertato che quell'alloggio è la tua dimora abituale e dopo averti inutilmente invitato a rendere la prescritta dichiarazione.
    Con l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 11 stessa legge.
     
  12. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    D'accordo. Volevo solo sottolineare che è più facile controllare la "fasulla" residenza che non il contrario, perchè nel primo caso vi è la spontanea dichiarazione del falso residente e su tale documento
    il controllo si può avviare e di norma lo si fà. Nel secondo caso
    chi informa o da dove parte l'ufficiale anagrafico per iniziare e portare a termine il controllo??? Se manca l'indizio... la cosa passa
    liscia ( fa quasi rima...)...Ora sottopongo il mio caso. Il mio inquilino
    lascia l'alloggio al 30 giugno. Il 5 ottobre mi reco al comune ( su tua segnalazione e ti ringrazio ancora) per il passaggio a mio nome
    della raccolta rifiuti...viene fuori davanti allo sportello che il decaduto inquilino risulta non aver comunicato il trasferimento...
    Immediatamente mi fanno transitare in un altro sportello dove
    mi si raccomanda di togliere subito il nome dalla targhetta sulla
    strada (portone)...rientro a casa e appena chiusa la porta squilla il
    telefono: era un impiegato del comune che verificava il tutto e
    sollecitava la cancellazione del nome sulla targhetta. Si può notare
    l'efficienza e la rapidità del controllo sulla base della mia "dichiarazione". Ora il mio inquilino si è sicuramente trasferito
    altrove e probabilmente si "dichiarerà"...ma se non avesse disdettato
    il contratto con me e fosse rimasto in regola nel mio alloggio, e nel
    contempo avesse dimorato (vissuto) da un'altra parte senza dirlo a nessuno...quanto tempo ci avrebbe impiegato l'anagrafe per scoprirlo??? Sicuramente non da un un giorno all'altro e neppure da un mese all'altro...Qualche anno o mai??? Tutto qua da quiproquo.
     

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