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  1. ludov

    ludov Nuovo Iscritto

    Buonasera, vorrei un vostro parere: un edificio inizialmente di un unico proprietari a seguito di successione è passato a due fratelli che nell'atto di divisione hanno scritto, tra l'altro, che rimangono in comune di proprietà comune e indivisa, come per legge l'area su cui è l'edificio, le scale e le altre parti comuni per legge. Il problema è che la parzione di fabbricato spettante all'erede A è molto più grande di quella dell'erede B. Come si fa la ripartizione delle spese delle parti comuni? L'erede A ha una superficie sia di tetto che delle abitazioni quasi di 1/3 superiore all'erede B. Non credo che si debba pagare al 50%.
    Grazie dell'aiuto
    Ludovica
     
  2. cautandero

    cautandero Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Fai redigere una tabella millesimale. In pratica chiama un geometra o un ingegniere al quale dirai "facendo 1.000 il valore di tutto l'immobile, che valore ha la proprietà "A" e quanto la proprietà "B".
     
    A Jrogin e piace questo messaggio.
  3. Busolegna

    Busolegna Nuovo Iscritto

    si applica a mio giudizio una ripartizione di spesa in base ai singoli millesimi di proprietà, il tetto è parte comune e copre tutti coloto che ne stanno sotto, più è grande una proprietà, più è coperta e più costerà in termini di ripartizione in caso di spese ordinarie e straordinarie.
     
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  4. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Tra due fratelli, essendo lo stato di fatto delle quote di proprietà così evidente, e comunque accertabile non vedo la necessità di ricorrere alla formazione delle tabelle millesimali, ma al buon senso.
    Attraverso le misure oggettive di ciascuna delle due proprietà proponi a tuo fratello di partecipare alle spese comuni in misura proporzionale, anticipandogli che ove non si raggiunga un accordo ti vedrai costretta a chiamare un tecnico che dovrà essere pagato da entrambi, vedrai che capirà.
     
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  5. ludov

    ludov Nuovo Iscritto

    Grazie delle risposte ma il problema è che , come ho detto, l'atto notarile di provenienza c'è scritto che rimangono di proprietà comune ed indivisa le parti comuni per legge e quindi anche il tetto. Mio cugino, il proprietario della parte più grande si basa su questo e pur avendo superficie in più vuole che le spese dele parti comuni vengano divise al 50%.
    Non so come uscirne
    Ludovica

    Aggiunto dopo 3 minuti :

    Grazie puoi leggere la risposta che ho inviato a raflomb?
     
  6. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    E' normale che le parti comuni debbano rimanere indivise, basta pensare ad un condominio, ma ciò non toglie che i criteri per intervenire su di esse debbano rispettare un criterio di proporzionalità.
    Questo tuo cugino lo deve pur capire.
    Fagli l'esempio del Condominio, e ripeto, dille che ove insista dovrete affrontare delle spese tecniche ed eventualmente legali.
     
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  7. ludov

    ludov Nuovo Iscritto

    Mio cugino,laureato in legge insiste col dire che la che suddetta dicitura dell'atto notarile indica che a prescindere dalle superfici private tutto si divide al 50% e che non c'è bisogno di un tecnico nè di fare i millesimi. Come smonto questa sua idea?
     
  8. Busolegna

    Busolegna Nuovo Iscritto

    laureato in legge o meno non fa nulla, la proporzionalità va applicata, il suggerimento di raflomb è perfettamente applicabile ed in sintonmia con quanto ho espresso precedentemente, parlando di millesimi non intendevo tabelle ma proporzionalità. In caso contrario non ti resta che rivolgerti ad un tecnico ed accollarvi entrambi le spese, se non altro anche per eventuali eventi futuri la questione resta risolta. A volte ilbuon senso non sempre ha lameglio purtroppo. Auguri.
     
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  9. ludov

    ludov Nuovo Iscritto

    Grazie a tutti .Evidentemente il mio parente è alquanto presuntuoso; rileggendo una sua lettera cita l'art. 1118 del c.c. che recita"il diritto sulle cose comuni indicate nell'articolo precedente è proporzionale al valore del piano che gli appartiene SE IL TITOLO NON DISPONE ALTRIMENTI" e che secondo lui, IL TITOLO ALTRIMENTI DISPONE e precisa che"il che il 2° comma dell'art.1101 recita: "il concorso dei partecipanti tanto nei vantaggi quanto nei pesi, è in proporzione delle rispettive quote. E quindi al 50%. Penso che debba tornare all'università, voi che ne pensate?
     
  10. Busolegna

    Busolegna Nuovo Iscritto

    non buttare benzina sul fuoco, peggioreresti la situazione, sii calmo e sereno sperando nel buonsenso anche della controparte, in caso contrario agisci di conseguenza. Buon fine settimana.
     
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  11. ludov

    ludov Nuovo Iscritto

    Certamente non gli dirò di rifare l'università, volevo solo conforto per smontare le sue argomentazioni.
     
  12. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Fagli l'esempio del Condominio.
     
  13. mtr

    mtr Membro Attivo

    Non sono avvocato ma mi è saltato all'occhio il brano che sto citando: l'atto dice 'proprietà comune e indivisa' affermando -a mio parere- che -GENERICAMENTE- si tratta di caratteristiche che afferiscono al MODO DI UTILIZZO del bene, e non alla PROPORZIONALITA' del bene goduto, cosa che è intrinsecamente evidente dalla proprietà (1/3 -2/3).
    L'amico furbone, nel 'comune e indiviso' vuole far rientrare il proprio comodo..
    Secondo la mia lettura non è proprio scritto da nessuna parte -per quanto hai citato- che le spese debbano essere divise al 50%, ma solo -ripeto- che il bene è genericamente goduto da entrambi CONTESTUALMENTE, cioè è appunto indiviso, ma le quote di proprietà essendo diverse, le spese seguirannoil medesimo criterio.
    Aufff.. gli avvocat(ucoli..)
     
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  14. ludov

    ludov Nuovo Iscritto

    sono d'accordo
     

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