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  1. ada1

    ada1 Nuovo Iscritto

    Ecco il nostro Benigni nazionale in piena azione in un film ora un po' dimenticato :

    YouTube - Il Mostro (El Monstruo) - Roberto Benigni

    Ci ricorda qualcosa ?
     
  2. maxbiag

    maxbiag Membro Attivo

    Professionista
    Bell'esempio di democrazia! Stupendo!
     
  3. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Benigni è sempre il N° 1.
     
  4. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
  5. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Si! Tra i due non c'è alcun elemento comparativo. Sono generi di comicità molto, ma molto diverse.
    Di Villaggio basta e avanza vedere un Fantozzi, poi buio più completo.
    Benigni spazia dalla lettura e commento di Dante al film, Berlinguer ti voglio bene, che ho rivisto di recente, e ne consiglio la visione. Per non parlare delle comparsate in TV le ultime delle quali a Sanremo sui 150 anni e a Vini via con me.
    C'è un abisso tra i due.
     
  6. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Però anche lui illustra bene il proverbio "Homo condomino lupus": "L'uomo è un lupo per il (suo) condòmino"
     
  7. maidealista

    maidealista Fondatore Membro dello Staff

    Proprietario di Casa
    Sempre su Benigni, per stimolare la discussione, un parere non positivo :

    Il vecchio trucco d’avanspettacolo

    Caro Direttore Blondet,
    La prego di non dirmi che non ha visto la puntata di Sanremo in cui Roberto Benigni ha fatto la parte del leone. La prego di non dirmi che non l’ha vista perchè ho bisogno dell’aiuto di qualcuno, come Lei, che mi ispira fiducia. Ho bisogno di essere confortato, sostenuto nei miei dubbi e perplessità perchè mi sento solo, navigo al buio. Benigni ha fatto l’esegesi dell’Inno nazionale ed ha detto un sacco di cose che la stampa, il giorno dopo, ha magnificato in maniera incredibile e spudorata. Tutti i commentatori, dal più infimo al più grasso, hanno tessuto le lodi del Benigni che nel corso di una sola serata ci ha aperto gli occhi, ci ha spiegato l’Unità d’Italia, ci ha fatto sentire fieri di essere italiani, ci ha fatto commuovere per i caduti del Risorgimento, i vari Manara, Pisacane, Mameli; ci ha illustrato la grandezza di Garibaldi, di Vittorio Emanuele II, di Cavour; di Mazzini e via dicendo; ci ha insegnato che i Borboni erano dei criminali; che, infine, e chiudo qui perchè l'elenco delle demenzialità dette dal pratese sarebbe infinito, il Risorgimento è stato un movimento di popolo e non di elite. A me che ho studiato un po’ di storia risulta il contrario, ossia che i movimenti carbonari erano di ispirazione massonica, come la Giovane Italia, che i Savoia non erano granchè, forse peggio dei Borboni, che Garibaldi era un massone anticattolico e anticlericale incredibile, che era un pasticcione in politica, che Cavour era un cinico calcolatore che si è trovato in mano le carte giuste grazie all’appoggio di inglesi e franzosi che volevano bastonare l’Austria, che nell’Inno di mameli c’è un chiaro, e ormai anacronistico, anatema contro gli Austriaci, come se questi fossero stati la causa e non la conseguenza dei nostri atavici mali italiani. Mi fermo qui, Lei ha capito. E spero che abbia visto la puntata sanremese e possa dirmi qualcosa.
    Con stima.
    Luciano

    Forse lei è troppo giovane per sapere che cos’era l’avanspettacolo, quella forma di intrattenimento popolare e scollacciato tutto italiano che precedeva la proiezione dei film in certi cinematografi molto frequentati da soldatini di leva. Accadeva anche troppo spesso, ahimè, che la compagnia di giro fosse di bassa qualità, le ballerine troppo grasse, i lustrini troppo appannati, le battute del capocomico stantie e ammuffite, e la diva che scendeva la scalinata cantando e ancheggiando, spennacchiata come il suo fastigio di piume di struzzo. Il pubblico cominciava a rumoreggiare, poi a lanciare battutacce orribili, poi spesso anche torsoli e pomodori. Ma c’era un vecchio trucco, noto ai capocomici, per salvare dal naufragio totale lo spettacolino: far entrare la prima ballerina (la più alta o formosa) con le forme procaci avvolte nel tricolore, la testa turrita a rappresentare l’Italia, ad intonare Fratelli d’Italia, o Giarabub o anche O’ surdato ‘nnammurato. Inevitabilmente, i fischi e i cachinnni si tramutavano in applausi, il pubblico si alzava in piedi (anche perchè i carabinieri presenti controllavano chi non lo facesse). Vedo che Benigni e i suoi impresari conoscono questo vecchio trucco e lo applicano ancora. E che il pubblico, ancora oggi, ci casca.
    Maurizio Blondet

    EFFEDIEFFE.com 21 Febbraio 2011
    +
    post 31 di : http://www.propit.it/f63/17-marzo-2011-celebra-lavorando-oppure-no-8792/index3.html
    :daccordo:
     
  8. raflomb

    raflomb Membro Assiduo

    Ridurre Benigni ad avanspettacolista mi sembra eccessivo, e comunque anche lavanspettacolo bisogna saperlo fare, e a lui gli riesce alla perfezione. Nel panorama italiano non vedo altri grandi comici, e non dimentichiamo che quando si è cimentato nel dirigere, oltre che interpretare, films è riuscito anche a prendersi l'Oscar.
    Chi sono gli aktri comici italiani: Boldi?
     
  9. ada1

    ada1 Nuovo Iscritto

    Benigni non ha aspettato Sanremo per cantare l'Italia in tutte le sue forme e la sua prestazione a Sanremo è una delle tante in cui ha esaltato la nostra patria, come si puo' vedere anche in questo video :
    YouTube - Benigni su italia,donne,pena d morte 29/11/07 inferno quinto

    E sicuramente Benigni e i suoi impresari non hanno bisogno di sotterfugi da avanspettacolo per mettersi in risalto : la sua carriera e i suoi meriti fanno ormai parte del nostro patrimonio culturale comune e coloro che non lo gradiscono dovrebbero trovare altri argomenti per denigrarlo, come dovrebbero trovarne altri per denigrare dei personaggi storici se veramente la loro intenzione è non di ridurre la portata politica del loro impegno nel movimento di unificazione del paese ma di provare a riflettere su un periodo storico complesso, molto differente dall'attuale non solo per i problemi da affrontare ma anche per le realtà storiche, politiche e culturali del momento.
    Comunque sia, queste critiche di parte non tolgono nulla allla grandiosità propria di questi personaggi e di questo attore
     

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