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  1. vulkano

    vulkano Nuovo Iscritto

    Salve...
    Faccio parte di una SRL, di 7 soci, la cui unica entrata è data dagli affitti.
    3 anni fa tutti e 7 i soci, tra cui io, richiesero un mutuo in cui avallavano il debito di questa società. Fu versata interamente la quota sociale, ci fu una ricapitalizzazione a cui parteciparano solo i 3 soci facenti parte del consiglio di amministrazione e quindi le quote dei soci sono cambiate.
    In questi 3 anni anni il debito si è ridotto del 30% anche se la somma rimane sempre consistente.

    Io ho deciso di uscire dalla società firmando dal notaio una carta che assevera la cessione gratuita del 4% delle quote in mio possesso (inizialmente era del 14,3%) e, in caso di fallimento, la mia parte di responsabilità sarà accollata ai soci di maggioranza (che ora rileveranno le mie quote). Non ho mai fatto parte del consiglio di amministrazione (CDA) ne ho mai ricevuto divedendi sugli utili.

    La domanda è:
    in caso di fallimento questa carta che firmerò dal notaio può servirmi come pezza d'appoggio in un eventuale controversia civile?
    Inoltre, cosa mi consigliate per potermi parare da eventuali fallimenti mediante i quali le banche potrebbero rivalersi su di me?

    Grazie
     

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