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  1. Rovald

    Rovald Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Il mio quesito è il seguente: mia cognata appena sposata nel 1980 è andata ad abitare in un appartamento di proprietà di mio suocero al 100 %. Mio suocero muore nel 1985 e l'immobile passa in successione tra la moglie e i due figli (mio marito e sua sorella che lo abitava) proprietà 1/3 ciascuno. Mia cognata non ha mai versato affitto ma ha pagato le spese d'amministrazione. Gli altri eredi dichiarano la proprietà e pagano IMU e tasse varie. Ora mi chiedo: questo immobile può essere usucapito da mia cognata e quindi non rientrare nella successione che si aprirà alla morte di mia suocera proprietaria di 1/3 dell'alloggio. Tra l'altro mia cognata andrà presto ad abitare in un altro immobile di sua esclusiva proprietà nello stesso palazzo ma ha lasciato la residenza a una figlia e tutto nel più assoluto silenzio. Grazie a tutti
     
  2. Dimaraz

    Dimaraz Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Può usucapire...ma mancano alcune "condizioni" in quanto hai descritto.

    Un po' "sprovveduti" (in buona fede) gli altri prprietari...magari un contrattino di comodato d'uso eliminava tanti potenziali problemi.

    Visot il beneficio gratuito poteva quantoeno saldare le varie imposte.
     
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  3. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Il possesso di tua cognata potrebbe essere considerato comodato tacito. Certamente, il subentro della figlia, è chiaramente la manifestazione della volontà di possedere in qualità di proprietaria. Se così fosse preparatevi ad affrontare il problema con l'ausilio degli avvocati. A questo punto potreste spuntarla se nell'arco di questo periodo avrete, tu e tua madre, la possibilità di dimostrare di essere intervenute nelle spese per le manutenzioni periodiche, ordinarie o straordinarie.
     
  4. Rovald

    Rovald Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Alla morte di mia suocera è già stato deciso che mia cognata ereditera completamente la casa (con cessione della quota da parte di mio marito che è interessato a un altro immobile ). Il fatto è che alla luce di molte cose non sappiamo se mia cognata sarà disponibile alle decisioni di mia suocera ( che prevede divisione di immobili di diverso valore). Noi non abbiamo mai partecipato a spese straordinarie (non mi risulta siano state fatte) né pagato le ordinarie, di certo dichiariamo la quote con la denuncia dei redditi e paghiamo l'IMU come seconda casa perché nella mia città se i redditi del comodatario sup erano i 15 mila euro non abbiamo diritto ad alcun beneficio. Il fatto che abbia lasciato alla figlia la residenza mi ha lasciato perplessa e mia suocera tace...
     
  5. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Gli accordi di cui parli sono stati raggiunti davanti ad altre persone, che dico: geometra, consulenti, parenti? In tal caso non può vantare usucapione.
    Ti consiglierei di mettere per iscritto gli accordi che tutti dovreste sottoscrivere e che eventualmente tua suocera dovrebbe convertire in testamento.
     
  6. Rovald

    Rovald Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Purtroppo al momento ci sono solo le volontà di mia suocera che ha intenzione di fare il testamento e specificare tutto. Certo è che se mia cognata volesse far valere l'usocapione il bene non entrerebbe credo più nel cumulo ereditario e quindi non vorrei che si rivalesse anche su cose che inizialmente era previsto andassero ad altri...
     
  7. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    Infatti.
    Riuscendo in tal intento, la suocera perderà la proprietà e nulla di ciò verrà lasciato agli eredi.
     
  8. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Scusate ma 1985 più 20 anni fa 2005 secondo me le condizioni per chiedere l'usucapione ci sono già.
     
  9. Rovald

    Rovald Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Anche se paghiamo tasse e se viene dichiarata nella denuncia dei redditi di mio marito come quota di possesso?
     
  10. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    L'unica possibilità è che nei vari incontri fra parenti ed amici tua cognata, nelle varie discussioni abbia dichiarato che la sua casa è anche vostra Ovviamente ci deve essere il testimone che possa dichiararlo posto che la dichiarazione non sia antecedente al 1996, con data certa.
     
  11. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    La dichiarazione dei redditi non interrompe il possesso esercitato da altri sul'immobile. Se ai è privi del possesso c'è poco da fare. Vero anche che non basta abitare in una casa per dimostrare di possederla; ad esempio il conduttore e il comodatario non possiedono
     
  12. Ollj

    Ollj Membro Assiduo

    Professionista
    In teoria. Ma non basta il mero ventenni. Dipende da quando effettivamente è iniziato il possesso (vedi supra)
     
  13. Rovald

    Rovald Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    In un'altra discussione era stato risposto
    Non è possibile usucapire dato che si pressume che sia stato lasciato in uso per commodato e non avendo mai B dimostrato di opportsi a tale situazione e pagando l'ICI .

    Ora la casa è in comodato o uso , gli altri eredi la dichiarano fiscalmente e paghiamo l'ICI. Mi pare di capire che secondo le risposte attuali mia cognata potrebbe avvalersi dell'usocapione o sbaglio ? Si può applicare l'usucapione se il proprietario paga l'ICI?.
     
  14. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Pagare l'ICI o IMU non è manifestazione di possesso.
    L'usucapione prevede che chi possiede lo debba fare in modo continuato per vent'anni consecutivi, incontestati e pubblicamente, nel senso che tutti sanno che l'immobile è di sua proprietà. Perché se i vicini sapessero che l'immobile fosse in comproprietà con gli altri eredi non può usucapirlo.
     
  15. Rovald

    Rovald Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Credo che allora la cosa non si ponga. Tutti sanno che mia cognata abita in una casa non di sua proprietà. Vedremo cosa succederà. Grazie
     
  16. Rovald

    Rovald Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ho trovato in rete un caso analogo


    Affinché si realizzi l’usucapione del bene immobile, occorre il possesso continuato ed ininterrotto dello stesso, per un determinato periodo di tempo, stabilito dalla legge (nella fattispecie “de quo”, 20 anni, ex articolo 1158 del codice civile).
    Una caratteristica fondamentale del possesso dell'immobile consiste nel comportamento "da proprietario", specialmente se contro la volontà dell’altro comproprietario originario. Diversamente, se si opera con il permesso del comproprietario, si riconosce implicitamente di non avere diritti.

    Comportarsi da proprietario dell’immobile, significa, prima di tutto, assolvere al pagamento delle imposte sulla proprietà (che proprietario saresti se non pagassi le imposte dovute ??!!).

    Tua cognata pertanto, non ha alcuna possibilità di usucapire la tua quota del 50% dell’immobile.
    Ogni qual volta in cui compili il modello F24, per il pagamento dell’imposta comunale sugli immobili o dell’IRPEF, e provvedi al versamento dell’imposta dovuta, interrompi il possesso di tua cognata, impedendo l’usucapione della tua quota.

    E’ possibile riscontrare tale principio. nella sentenza della Corte di Cassazione n. 5226 del 12 aprile 2002. La sentenza riguarda una caso piuttosto simile alla fattispecie “de quo”: l’usucapione della quota degli altri coeredi, da parte del singolo coerede.

    “In caso di successione per morte, il coerede può usucapire la quota degli altri coeredi, se dopo la morte del “de cuius” è rimasto nel possesso del bene ereditario. Non è però sufficiente la semplice circostanza per cui gli altri partecipanti alla comunione ereditaria si siano astenuti dall’uso comune del bene ereditato. E’ necessario, secondo la Corte, perché possa maturare l’usucapione che il singolo coerede abbia goduto del bene, in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziale una inequivoca volontà di possedere uti dominus e non più uti condominus.
    Tale volontà non può essere desunta dal semplice fatto che il coerede abbia amministrato il bene ed abbia provveduto alla sua manutenzione e al pagamento delle imposte giacché si deve presumere che tali attività siano state compiute nella qualità di coerede. Ne discende che per invocare l’usucapione del bene ereditario occorre dimostrare che il rapporto materiale con il bene stesso si è verificato in modo tale da escludere, con palese manifestazione del volere, gli altri coeredi dalla possibilità di instaurare analogo rapporto con il medesimo bene”.

    Esaminiamo il contenuto sostanziale della sentenza: secondo la suprema corte, tua cognata per usucapire l’immobile, dovrebbe provvedere al pagamento delle imposte sulla proprietà.
    Tale adempimento non sarebbe nemmeno sufficiente, in quanto ella dovrebbe evidenziarti l'inequivoca volontà di possedere uti dominus, ossia in qualità di proprietario esclusivo e non di comproprietario (ad esempio con una lettera inviata all’altro comproprietario, con cui afferma che, in virtù di una particolare motivazione giuridica, giusta o sbagliata che sia, ritiene di essere proprietaria esclusiva dell’immobile).
     
  17. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    E' una contraddizione in termini, in quanto se esiste la volontà contraria al possesso del fruitore, posto che sia manifesta, è una limitazione al possesso incontrastato e pacifico.
    Chi possiede nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge non è obbligato a comunicare all'intestatario la sua volontà di arrivare ad usucapire per prescrizione dei termini legali. Evidentemente se l'intestatario di sua iniziativa e/o di quella dei suoi aventi diritto, portato a conoscenza del rischio che sta correndo, si opporrebbe a perdere il suo diritto.
     
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