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  1. Pascale

    Pascale Membro Junior

    Impresa
    Buongiorno alla comunità.
    Una mia conoscente detiene l' usufrutto pari a 1/3 su due appartamenti e un locale commerciale di proprietà del figlio. Uno dei due appartamenti è abitato dal figlio; l'altro appartamento è sfitto e il locale commerciale è locato.
    DOMANDA: Per quanto riguarda il locale commerciale locato la signora riceve l' importo pari a 1/3 della locazione. Ma come si calcola il terzo di usufrutto spettante alla madre per quanto riguarda l' appartamento sfitto e per quello occupato ad abitazione dal figlio?
    Grazie a chi di competenza volesse dare delle risposte.
     
  2. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Nella dichiarazione dei redditi della signora basta inserire la rendita come da visura catastale dei fabbricati con percentuale di proprietà 33.33%.
    Si indicherà il codice di utilizzo 2 per quello sfitto e codice di utilizzo 10 per quello abitato dal figlio. Saluti.
     
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  3. Pascale

    Pascale Membro Junior

    Impresa
    Capisco, ma si intendeva chiarimento su tutt'altro.
    La questione da risolvere è tra madre e figlio e cioè: per il locale commerciale la signora riceve 1/3 del fitto. Ma per l'appartamento occupato ad abitazione dal figlio quest' ultimo cosa deve corrispondere all'usufruttuaria? Come si misura? ( anche perché la signora versa il 33,33% dell'IMU su tutto).
    Spero di essere stato più chiaro.
     
  4. essezeta67

    essezeta67 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Perchè?? La madre vuole una specie di canone di affitto per il terzo di suo usufrutto?? O il rimborso dell'IMU che la madre paga sull'appartamento abitato dal figlio??? Non riesco ad interpretare il tuo quesito.....
     
  5. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Così come percepisce il terzo del locale commerciale, dovrebbe ricevere un terzo del fitto che dovrebbe produrre l'abitazione occupata dal figlio. Se il secondo appartamento è sfitto, non dà reddito, quindi nessuna quota le spetta.
     
  6. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    La questione da risolvere la possono risolvere solo MADRE e FIGLIO.
    Cosa vuole la madre ? Vuole un affitto proporzionale alla quota di usufrutto ? Allora deve fare esplicita richiesta al figlio previa stesura di un contratto di locazione.
    Vuole concedere a titolo gratuito l'uso dell'abitazione (quota di 1/3) al figlio ? Allora non deve fare assolutamente niente, deve solo dichiarare la sua quota nella dichiarazione dei redditi come già indicato da Essezeta67. Per sentirsi più tranquilla,se vuole, può concedere per iscritto in comodato gratuito la sua quota.
     
  7. Pascale

    Pascale Membro Junior

    Impresa
    Bene Gianco, vedo che hai afferrato. Il punto è che questo figlio da 15 anni non corrisponde nulla alla madre per l'appartamento che occupa, però pretende che la madre gli paghi il 33,33% di IMU ed altri oneri. Come si determina il canone di locazione per l'appartamento occupato dal figlio? (Ci si rifà ad un particolare borsino immobiliare?)
    Una volta determinato il canone su cui calcolare la quota d'usufrutto spettante alla madre, può quest'ultima richiedere gli importi mai ricevuti per le annualità pregresse?
    Qual'è la procedura (forse legale), per garantire alla madre il recupero di queste somme?
    Ciao.
     
  8. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Può metterlo in vendita, può chiedere un affitto da quantificare a prezzo di mercato. Il recupero delle somme non può averle, anzi il rischio e' che se non c'è nulla di scritto, dopo venti anni, sono passati 15, legalmente diventa di proprietà interamente del figlio. Per usucapione. Per gli affitti vi sono molteplici modi. Con risparmio sulla dichiarazione con cedolare secca al 10%. Con equo canone, ci si rivolge alle associazioni competenti tipo uppi, SUNIA etc
     
  9. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Per conoscere o perlomeno avere un punto di riferimento vedi il sito "Osservatorio Immobiliare". In alternativa consulta un'agenzia immobiliare chiedendo se nella zona hanno un immobile in affitto, chiedi la consistenza ed il canone richiesto. Altrimenti chiedi direttamente come si può affittare un immobile simile a quello in esame, facendo vedere che te ne interesserebbe uno simile.
    Se è vero come scrive Arciera che trascorsi vent'anni il figlio potrebbe usucapire, il fatto che lei abbia pagato l'ICI o IMU di sua competenza dovrebbe rendere molto difficile la pretesa del figlio. Comunque, la quota spettante all'usufruttuaria è 1/3 del canone d'affitto presunto. Infine la vedova ha diritto di pretendere gli importi relativi agli ultimi cinque anni. Il pregresso è caduto in prescrizione. Per poterne venire in possesso dovrebbe mandargli una raccomandata A.R. con il conteggio chiedendogli il dovuto e dandogli dieci giorni per risolvere. Dopo di che occorre far intervenire un legale, che provvederà all'ingiunzione e se dipendente, il pignoramento del quinto. Purtroppo sono situazioni incresciose quando avvengono fra parenti in linea retta. E non conoscendo i retroscena occorre limitarsi a dare i consigli secondo legge, lasciando alle parti la gestione dei loro sentimenti.
     
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  10. Pascale

    Pascale Membro Junior

    Impresa
    Grazie Gianco. Tutto molto chiaro.
    Saluti cordiali.
    Pascale.
     
  11. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Complimenti @Gianco . Davvero! saggio, davvero. Un particolare: se la madre mai ha chiesto un affitto e quindi si presume che il figlio Legalmente era in comodato d'uso gratuito, in linea retta non c'è bisogno di contratto scritto, non capisco come potrebbe richiedere gli affitti degli ultimi 5 anni (anche se per come stanno le cose, giustizia lo vorrebbe)
     
  12. Pascale

    Pascale Membro Junior

    Impresa
    Arciera, rispondo personalmente alle tue osservazioni indirizzate a gianco in quanto sono io l'origine di questa discussione.
    Da quanto sostieni si capisce che non hai compreso l'oggetto della questione o, cosa più probabile, non hai competenza in ambito di titolarità; nuda proprietà; usufrutto e/o divisioni di assi ereditari.

    Vedi, come gianco ha immediatamente compreso, la questione non la sbrighi semplicemente parlando di un contratto che, in termini di diritto acquisito con atto pubblico (l'usufrutto uxorio pari a 1/3), non ha motivo di esistere.
    Qui si tratta semplicemente di un corrispettivo consolidato da circa 15 anni e che non viene percepito dall'avente diritto ( perché in giurisprudenza, anche i meno esperti sanno, che l'usufrutto è un diritto e non una questione di fatto).
    Anche per quanto riporti circa il comodato d'uso da parte del figlio, si capisce che non hai proprio compreso la questione (e sei l'unica) o che non conosci cosa si intenda con il termine: proprietà.

    Scusa arciera ma, proprio non ci siamo...

    Colgo l'occasione per salutare gianco e rilevo che la saggezza denota soprattutto una grande esperienza.

    Alla prox.

    Hà, dimenticavo: mi sono iscritto a questo blog perché sono un'expertise e molte cose le conosco ma, semplicemente, desidero confrontarmi. Con chi è esperto però!
     
  13. arciera

    arciera Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Vedi @Pascale non solo sono un po' esperta di queste cose, e' che più volte nella mia vita sono stata coinvolta personalmente. Non ho capito a quale mia ignoranza su questi problemi che hai posto, ti riferisci. La saggezza a cui mi riferivo (da parte di Gianco) nulla aveva a che vedere con ciò che ti avevo risposto: era solo un modo, il più saggio appunto per procedere. Io ti ribadisco che, a meno che Gianco mi delucidi, non è possibile richiedere da parte della madre arretrati mai richiesti. È vero si che lei in termini di legge ha un terzo di usufrutto, però, a parer mio, e' vero che non li ha mai richiesti. Di nuovo, in linea retta dato che la legge non richiede un contratto scritto di comodato d'uso gratuito, con annessi e connessi di sfruttamento della cosa, il figlio potrebbe, in sede di giudizio, affermare che era stata una regalia da parte della madre. Questo proprio perché sono passati ben 15 anni e non 15 giorni da quando lui ha sfruttato i beni. Mi pare che su questo verteva la tua contraddizione nei miei confronti, o c'era dell'altro?[DOUBLEPOST=1405068981,1405068794][/DOUBLEPOST]Non solo, ti ripeto che se la madre non ferma in qualche modo la possibilità d'usucapione, fra cinque anni perde tutto quanto
     
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