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  1. gabriella35

    gabriella35 Ospite

    Buonasera.
    Sto vendendo il mio bilocale, Milano/c.so Italia, con una cantina che ho preso per uso capione.
    ll condominio mi ha aumentato i millesimi per tale uso ma non è indicata in catasto.
    L'acquirente chiede che vengano divisi i millesimi dell'appartamento da quelli della cantina e che la cantina venga registrata in catasto.
    Mi date cortesemente il vostro parere su come concludere la vendita?
    Grazie infinite, è abbastanza urgente.
    Gabriella Beretta, Milano
    3403650256
     
  2. Franci63

    Franci63 Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Per i millesimi sono state rifatte le tabelle di tutto il condominio ?
    Di chi era prima la cantina ?
    La cantina non è accatastata, o lo è a nome di altri ?

    Ci sono diversi aspetti da considerare, sulla base della situazione complessiva.
    Inoltrere dipende anche da cosa avete firmato.
     
  3. Dimaraz

    Dimaraz Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Bella forza..."forse" avrai anche "usucapito" tale cantina ma non hai fatto nulla per "regolarizzare" tale acquisto...anzi...sembre persino "seccato" che il Condominio ti abbia aumentato i millesimi.

    Non ci sono "formule magiche" perché le cose si facciano da sole: chiama un "tecnico" (geometra, architetto, avvocato) per registrare presso gli uffici preposti l'acquisto.
    Dovrai ovviamente pagare anche tutte le imposte previste.
    Per i "millesimi" il tuo acquirente non può pretendere ricalcoli.
    Se non acquista la cantina il valore millesimale della stessa si ottiene per differenza...altrimenti sarà l'ultimo assegnato (complessivo).
     
  4. gabriella35

    gabriella35 Ospite

    Lei sarà un membro storico ma come spirito è a livello di una capra.
    Si astenga da battute pseudospiritose, fannno solo pena, lei compreso.
     
  5. gabriella35

    gabriella35 Ospite

    Grazie, infatti ho incaricato un architetto a sistemare tutto con il catasto.
     
  6. gabriella35

    gabriella35 Ospite

    Grazie, infatti ho incaricato un architetto a sistemare tutto con il catasto.
     
  7. Dimaraz

    Dimaraz Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Beh...il mio "spirito" è adeguato al livello dell'interlocutore.
    Alla fin fine hai fatto quanto "suggerivo" ...la conclusioni traibili sono univoche.

    Ps.
    Suggerisco attenta lettura dei Regolamenti di un Forum...hai esordito commettendo subito infrazioni specificatamente vietate.
    Si che dicono l'età renda saggi e prudenti...sei un eccezzione!!!
     
  8. tovrm

    tovrm Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ulteriori infrazioni rilevate (alla povera lingua italiana :disappunto: ):
    - Usucapione (parola unica e con 2 «u»)
    - Eccezione (una sola «z»)
    Buon inizio di settimana
     
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  9. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Da dove salta fuori questa cantina? Era presente prima che acquistassi la tua abitazione ed è stata omessa? E' stata realizzata dopo l'acquisto? Da quanti anni esiste e come ne sei venuta in possesso e da quando?
    Attendo risposti e poi ti darò le dritte necessarie.
     
  10. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    non capisco il problema tu, parte venditrice, porterai la documentazione che attesta come sei venuta in possesso dell'appartamento; per la cantina fai una dichiarazione di aver usucapito tale immobile, al limite porti come prova del possesso il pagamento di 20 anni di spese condominiali ricalcolate con i millesimi di proprietà della cantina. Altrimenti devi rivolgerti ad un tecnico che istruirà la causa di riconoscimento della avvenuta usucapione (il sostantivo è pure femminile) presso il tribunale.
     
  11. Dimaraz

    Dimaraz Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il "problema" e che chi vende deve risultare quantomeno proprietario anche nei pubblici registri...aver "maturato" l'usucapione non è sufficente e ne il compratore ne il notaio accetterebbero una semplice dichiarazione (io pretenderei pure una "sentenza" di convalida)
    Aver "usucapito" impone la "trascrizione" ed il pagamento di imposta di registro e quant'altro.

    Ps.
    La "gentile" postante dopo averci tediato con un finto problema ha deciso di cancellarsi dal forum.
    Evidentemente si aspettava qualche "abracadabra" ...che nessuno era in grado di formulare.
     
  12. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il notaio avverte l’acquirente dei rischi (l’intestatario originario potrebbe contestare l’affermazione dell’alienante di aver usucapito il bene e riottenerne così a suo favore l’intestazione).
    Il notaio potrebbe sottrarsi alla stipula solamente nell'ipotesi che l’atto che gli viene richiesto sia contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume. Che non è questo caso.
     
    A Gianco piace questo elemento.
  13. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Il notaio non può rifiutare di stipulare l'atto se il venditore dichiara di possedere l'immobile da oltre vent'anni nel rispetto delle condizioni previste e l'acquirente sia consenziente.
     
  14. Dimaraz

    Dimaraz Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Ho la "vaga" impressione che si perda di vista la contestualizzazione.

    Questione di "sfumature"...ho messo la "combinata" (
    perchè:

    1-nella realtà dei fatti il Notaio lo sceglie la parte acquirente e, seppur pubblico ufficale super partes ..."stai sereno" che istruirà il cliente su cosa non deve accettare.
    Quantomeno se è un Notaio "intelligente" e che vuole tenere la "piazza".


    2-vero se "tutte le carte" sono in regola...ma trovate un Notaio (degno di tal nome) che redige un rogito dove la parte acquirente non risulta proprietaria al Catasto.

    Infatti la postante è stata costretta a dare incarico a qualcuno di sistemare le pezze...prima di poter rogitare.

    Manca la "fonte" ma si possono fare 2 congetture:
    -ha usucapito un bene ma non ha provveduto ad aggiornare il "registro".
    -ha usucapito una "cantina" abusiva...(qui diremmo: pexo tacon che sbrego).
    Poi se volete "pettinar le bambole"... ne parliamo:fico:
     
  15. moralista

    moralista Membro Senior

    Professionista
    ma questi mm della cantina, chi li pagava prima? se è stata usucapita avrai avuto il possesso per almeno oltre 20 anni
     
  16. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Il notaio non può rifiutarsi di stipulare l'atto pubblico se non riscontra irregolarità che siano contrarie alla legge. Potrebbe essere richiamato dall'Ordine e denunciato per omissioni.
     
  17. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    in questo forum si è più volte sostenuto che la parte venditrice può alienare un bene immobile sostenendo di averlo usucapito. Quindi se c'è bisogno della intestazione catastale della proprietà alla parte venditrice mi sembra, ma potrei sbagliarmi, che il Catasto registri il cambio di proprietà per usucapione solo se questa è sancita da un Giudice attraverso una procedura che accerti l'avvenuta usucapione, e non certo attraverso la dichiarazione di chi chiede di intestarsi la proprietà. Ma allora, a questo punto, la parte venditrice, oltre a portare i documenti che documentano come è arrivata a possedere la proprietà dell' appartamento, porterà anche la sentenza di avvenuta usucapione, di conseguenza non dovrà più sostenere di aver usucapito la cantina.
     
  18. Dimaraz

    Dimaraz Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Rileggi ... perché ho scritto e spiegato una cosa diversa.

    Io non mi curo di ciò che viene scritto in via "accademica"...non contesto quanto e "potenzialmente" fattibile ma quello che avviene nella realtà.
    Potrà anche esserci il compratore "babbeo" che seppur straconsigliato di evitare l'avventura di un acquisto incauto da chi si dichiara proprietario senza un benché minimo straccio di "documento" a supporto decida per l'acquisto ...e in tal caso il Notaio non potrà rifiutarsi ...ma pacifico che in atto specificherà di essere sollevato da qualsivoglia responsabilità.
    E se quanto sopra e possibile per un pezzetto di terreno di infimo valore perso tra i monti...si replica ben più difficilmente per un immobile o porzione...magari abusiva.

    Ma se siete così ben disposti ...vi presento i Totò di turno sempre pronti a vendere Fontane di Trevi.
     
  19. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Forse ti riferisci all'ipotesi che la parte acquirente non risulta proprietaria al Catasto? Ho ritenuto che si trattasse di un errore grossolano laddove "acquirente" sarebbe dovuto essere "proprietario-venditore", per cui non ho ritenuto necessario rimarcarlo.
     
  20. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Ho sottomano un caso particolare. I genitori di 6 fratelli sono deceduti, il padre circa 10 anni fa, la madre 5 anni, senza testamento e senza aver mai presentato una dichiarazione di successione. I fratelli, credo tutti privi di reddito, vorrebbero dividere l'eredità, costituita da un fabbricato, non definibile casa, estesa con il cortiletto circa 100 mq, estesa circa 50 mq al piano terra secondo le risultanze catastali, ma sviluppata su due piani, quindi abusiva. Detta pseudo abitazione è occupata da due fratelli, credo single. Poi esiste un vigneto abbandonato di 2500 mq in mezzo alla campagna distante dal paese 3, 4 km, oltre a due terreni di 1500 mq ciascuno vicini, ma non contigui, anch'essi abbandonati.
    L'abitazione dovrebbe essere regolarizzata perché da una è stata trasformata in due unità con un ampliamento probabilmente insanabile, Entrambe devono accedere dallo stesso ingresso ed utilizzare lo stesso cortiletto dal quale, sembra che una scala porti al primo piano.
    La richiesta è: vorremmo dividere destinando la casa a due fratelli ed il resto da dividere fra gli altri 4.
    Ho cercato di fargli capire che il problema relativo alla divisione sarebbe stato superato se i loro genitori avessero fatto ciascuno un testamento tramite i quali alla fine della storia ciascuno avrebbe dovuto avere la quota che gli spettava. Purtroppo il padre era analfabeta e quindi sarebbe stato impossibile sperare nel ritrovamento di un testamento olografo. Alla fine dei conti, considerato che i sei fratelli hanno difficoltà a vivere alla giornata, gli ho consigliato di lasciare perdere le dichiarazioni di successione, che sarebbero costate più del patrimonio in eredità, di trovare un accordo per la divisione bonaria il cui accordo dovrebbe essere sottoscritto da tutti gli eredi-fratelli e un domani in caso di vendita fra loro aggiornare la scrittura privata da sottoscrivere nuovamente e nel caso di vendita ad esterni dichiarare il possesso ultra ventennale.
    Così facendo non vengono presentate le dichiarazioni di successione previste per legge e si evita l'atto di divisione: stiamo parlando di terreni che valgono meno di 3000 €. Mi aspetto di essere ripreso per avere dato dei consigli per eludere i costi esagerati che impone lo stato a questa gente che, l'ho visto personalmente, abitano in mezzo alla campagna, lontano dalla città, in un gruppo consistente, composto da parenti con le loro famiglie, la maggior parte dei quali usufruisce di contributi sociali.
    Questa prospettiva li ha resi, non dico felici, ma meno depressi.
    Se avessero seguito l'iter previsto non gli sarebbe bastato il patrimonio relitto dalle due successioni.
    Tutto questo discorso l'ho fatto per fare capire che sebbene uno vorrebbe rispettare le regole, lo Stato ti obbliga a trovare scappatoie per non subire imposizioni assurde.
     
    A rita dedè piace questo elemento.

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