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  1. gioco51

    gioco51 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Buon giorno,
    Espongo il mio caso: Io, mio fratello e mia sorella siamo proprietari di un appartamento ereditato parecchi anni fa e abitato fino a qualche mesefa da nostra madre in comodato d'uso
    Alla morte di mia madre io e mia sorella abbiamo deciso di vendere l'appartamento e abbiamo deciso di vendere ma abbiamo scoperto che la parte di mio fratello è gravata da ipoteca di Equitalia per suoi vecchi debiti. L'ipoteca di Equitalia è di molto superiore al valore della parte spettante a mio fratello.
    Abbiamo interpellato Equitalia e loro sono d'accordo di cancellare l'ipoteca incassando al rogito la quota spettantea mio fratello
    Mio fratello però, forse per ripicca, si rifiuta di autorizzare la vendita.
    Può farlo? Che cosa possiamo noi per obbligarlo?
    Prego qualcuno competente di darmi un consiglio
    Grazie mille
     
  2. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Sì.
    Procedere alla divisione giudiziale ex art. 713 e segg. c.c.
     
  3. gioco51

    gioco51 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Grazie per la risposta, però nel nostro caso non si tratta di una eredita. Le quote di proprietà sono gia state definite da tempo.
    La soluzione della "divisione giudiziale" vale lo stesso?
    Grazie
     
  4. Nemesis

    Nemesis Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Come non si tratta di un'eredità?
    Avevi scritto: "Io, mio fratello e mia sorella siamo proprietari di un appartamento ereditato...".
    Pertanto quell'appartamento è in comunione ereditaria. Che occorre sciogliere, con una divisione. Se non troverete un accordo, tale divisione avverrà solamente con un procedimento giudiziario.
     
  5. gioco51

    gioco51 Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Ok adesso ho capito.
    Ti ringrazio molto per la chiarezza della tua risposta
     
  6. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Posso inserirmi con un'altra domanda??? Come mai Equitalia subito dopo la morte non si è affrettata lei per la vendita coatta??? Ne aveva
    il diritto??? Il tipo di ipoteca glielo poteva consentire??? Grazie per le
    risposte. qpq.
     
  7. 1giggi1

    1giggi1 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Tu avresti comprato 1/3 di un appartamento?
     
  8. Soluzionealdebito

    Soluzionealdebito Membro Junior

    Tuo fratello potrebbe verificare dagli estratti di ruolo se l'iscrizione ipotecaria di Equitalia è corretta. Negli estratti di ruolo si può verificare se esistono dei vizi di notifica e considerare le cartelle decadute; si ottiene in questo caso uno sgravio sugli importi e la possibilità di richiedere la cancellazione dell'ipoteca. E' possibile inoltre cancellare l'ipoteca se questa è stata iscritta prima del 2011 senza alcun preavviso. Tutto ciò se tuo fratello è collaborativo altrimenti non ti rimane altra strada della divisione giudiziale come dice corretamente Nemesis
     
  9. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Credo che la vendita coatta si riferisse a tutto l'alloggio...ammesso che si potesse fare ( faceva parte della mia domanda..)...Una volta venduto,
    Equitalia avrebbe trattenuto il suo credito e il resto-saldo sarebbe andato agli altri due fratelli...Credo ancora che per ottenere la vendita coatta ci voglia comunque una sentenza del tribunale e non sempre
    Equitalia o altri creditori vi fanno ricorso...Intanto a madre viva era ostativa a tale manovra il diritto di abitazione che spesso fa pendere la bilancia per una sospensione del ricorso giudiziario...Qpq.
     
  10. 1giggi1

    1giggi1 Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    equitalia ha una ipoteca sulla porzione del fratello e non sulle altre, quindi, se può, può vendere solo quella e non tutto.


    Il diritto di abitazione c'è se il de cuius è il marito della madre (oltre al diritto avrebbe avuto anche la legittima), se l'eredità arriva da altre parti non c'è tale diritto.
     
  11. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    il quesito mi sembra sia cosi' riassumibile: Equitalia può mettere in vendita un intero immobile di proprietà comune e poi liquidare i comproprietari non debitori ?

    A mio parere:
    L’espropriazione dei beni in comunione tra più soggetti ,di cui uno solo è debitore verso equitalia non soddisfatta (come nel caso prospettato) è regolata dagli articoli 599 del cpc . Si tratta di un procedimento complesso (e lungo), tendente normalmente ad agevolare la divisione per accordo fra i vari comproprietari.
    Il giudice invocato dal creditore potrebbe anche autorizzare la vendita della quota del debitore, se ritenesse probabile di realizzare un prezzo «pari o superiore al valore della stessa», determinata in proporzione al valore di stima della cosa comune (articolo 600, comma 2) . Questa procedura potrebbe svolgersi solo davanti al giudice dell’esecuzione, e per questo Equitalia (per quanto ne sappia chi scrive ) la instaura molto raramente.
    Se si addivenisse a mettere all’asta la sola quota indivisa del comproprietario è agevole intuire che, se la stessa non è rilevante (e il 33 per cento-quella di tuo fratello- non lo è), pochissime persone saranno disposte ad acquistarla e se la vendita non andasse in porto, nemmeno dopo un eventuale quarto incanto il processo di espropriazione si estinguerebbe e la quota rimarrebbe al debitore.Forse tuo fratello (consigliato da qualcuno che se ne intende ) punta a questo

    appendice normativa :

    Capo V: DELL'ESPROPRIAZIONE DI BENI INDIVISI
    Art. 599. Pignoramento Possono essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari sono obbligati verso il creditore.
    In tal caso del pignoramento e' notificato avviso, a cura del creditore pignorante, anche agli altri comproprietari, ai quali e' fatto divieto di lasciare separare dal debitore la sua parte delle cose comuni senza ordine di giudice.

    Art. 600. Convocazione dei comproprietari Il giudice dell'esecuzione, su istanza del creditore pignorante o dei comproprietari e sentiti tutti gli interessati, provvede, quando e' possibile, alla separazione della quota in natura spettante al debitore.
    Se la separazione in natura non e' chiesta o non e' possibile, il giudice dispone che si proceda alla divisione a norma del codice civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota indivisa ad un prezzo pari o superiore al valore della stessa, determinato a norma dell'articolo 568.

    Art. 601. Divisione
    Se si deve procedere alla divisione, l'esecuzione e' sospesa finche' sulla divisione stessa non sia intervenuto un accordo fra le parti o pronunciata una sentenza avente i requisiti di cui all'articolo 627.
    Avvenuta la divisione, la vendita o l'assegnazione dei beni attribuiti al debitore ha luogo secondo le norme contenute nei capi precedenti.
     
    Ultima modifica: 20 Dicembre 2014
  12. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    Degno di nota , seppure di interesse "derivato " anche questo articolo del codice civile
    Articolo 2825
    Ipoteca su beni indivisi
    L'ipoteca costituita sulla propria quota da uno dei partecipanti alla comunione produce effetto rispetto a quei beni o a quella porzione di beni che a lui verranno assegnati nella divisione.
    Se nella divisione sono assegnati a un partecipante beni diversi da quello da lui ipotecato, l'ipoteca si trasferisce su questi altri beni, col grado derivante dall'originaria iscrizione e nei limiti del valore del bene in precedenza ipotecato, quale risulta dalla divisione, purché l'ipoteca sia nuovamente iscritta con l'indicazione di detto valore entro novanta giorni dalla trascrizione della divisione medesima.
    Il trasferimento però non pregiudica le ipoteche iscritte contro tutti i partecipanti, né l'ipoteca legale spettante ai condividenti per i conguagli.
    I creditori ipotecari e i cessionari di un partecipante, al quale siano stati assegnati beni diversi da quelli ipotecati o ceduti, possono far valere le loro ragioni anche sulle somme a lui dovute per conguagli o, qualora sia stata attribuita una somma di danaro in luogo di beni in natura, possono far valere le loro ragioni su tale somma, con prelazione determinata dalla data di iscrizione o di trascrizione dei titoli rispettivi, nel limite però del valore dei beni precedentemente ipotecati o ceduti.
    I debitori delle somme sono tuttavia liberati quando le abbiano pagate al condividente dopo trenta giorni da che la divisione é stata notificata ai creditori ipotecari o ai cessionari senza che da costoro sia stata fatta opposizione.
     
  13. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Alla fine del giro...pardon della gincana...sono più confuso di prima...
    Allora provo a postare domanda e risposta...da cui mi aspetto un semplice no o sì.
    Equitalia, creditrice solo di una parte del valore di un immobile, può
    vendere coattivamente l'intero immobile e poi trattenere la parte che le spetta??? Questa era la domanda. La mia risposta è "SI' " (credo...).
    La tua qual è??? Non ci fare altri riferimenti, se no cadiamo a terra tramortiti...Fai una piccola crocetta sul SI' o sul NO.
    Cappitto mi hai??? qpq.
     
  14. Ennio Alessandro Rossi

    Ennio Alessandro Rossi Membro dello Staff

    Professionista
    La risposta non può provenire da un forum, ma dallo specialista che conosce bene il caso , i valori in campo, che ha stabilito una strategia condivisa tenuto conto di tutti i se ed i ma indicati da sottolineatura . Sarei un imbecille se dessi una risposta SI-NO senza conoscere i dettagli .. Però quanto postato ( se uno ha voglia di approfondire ) può contribuire ( si spera) a riflessioni . E poi il caso andrà risolto ed affrontato in altra sede .
    In fondo la lenzuolata è data dal fatto che sono andato a cercare e riportare gli articoli del codice civile tal che una persona interessata possa non tribulare nell'individuare i rinvii indispensabili per dare contezza della affidabilità della tesi sostenuta. un salutone
     
    Ultima modifica: 20 Dicembre 2014
  15. quiproquo

    quiproquo Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Hai ragione...Chi, forte di un'ipoteca di primo grado(???), deve decidere se procedere alla vendita coatta di un immobile per un credito di un terzo stimato in approssimazione, dovrà ben valutare tutti i valori in campo...La domanda che si può estendere per chicchessia e non solo per Equitalia è se ne abbia la facoltà di poterlo fare in base ad una precisa norma di legge oppure no...Io credo di sì...altrimenti qual è la forza dell'ipoteca oltre al valore in campo??? Come al solito devo ricorrere ad un esempio. Se la banca ha erogato un mutuo per 15 anni di 100mila euro per un immobile di 300mila e quindi ha acceso un ipoteca di pari importo, cioè 100mila, Se allo scadere del 12mo anno il debitore caduto in disgrazia con un residuo debitorio di solo capitale per circa o poco più di 20mila euro comincia a non pagare, la Banca ha titolo di procedere alla vendita coatta anche se il suo credito
    è, sulla carta, molto inferiore al valore dell'immobile. Altrimenti quale altro strumento avrebbe la banca per recuperare il credito ormai accertato in sofferenza??? Se oltre la banca vi sono successivi creditori
    fra cui la stessa Equitalia..oltre al condominio...tutti potranno accendere altre ipoteche che saranno poi classificate per gradi di privilegio...E ciascuno potrebbe avere titolo per la vendita coatta...
    anche se, se ne asterrà per le ingenti spese di procedura che potrebbero
    gravare sul primo che apre la pratica...Così credo che sia con buona approssimazione ma sempre all'insegna dell'incertezza. Qpq.
     
  16. braccella

    braccella Membro Junior

    Proprietario di Casa
    scusate se mi intrometto, ma se fosse già iniziata la pratica per la divisione giudiziale, equitalia avrebbe potuto bloccare tutto e metterci le manine sopra? e le spese legali affrontate sino a quel momento, si sarebbero potute addebitare ad equitalia stessa?:risata:
     

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