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  1. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    Buonasera, approfitto dell'account di mia moglie per porre un quesito.
    Insieme ad altri tre coeredi (quote 1/3, 1/6, 1/6 e mia 1/3) sono titolare di un appartamento a Roma in zona popolare periferica, dove viveva mio padre deceduto l'anno scorso.
    Abbiamo messo in vendita la casa, e dopo 3 mesi di infruttuosi tentativi l'agenzia immobiliare consiglia di abbassare sostanzialmente il prezzo, vista anche la piena recessione. Parliamo di una riduzione di un decimo rispetto al prezzo iniziale (da 300 a 270 mila), che sarebbe comunque più aderente alla realtà delle vendite del quartiere.
    I miei coeredi non vogliono saperne e fanno "melina"... facendo finta di niente e proponendo al massimo una riduzione di 10.000 euro (ridicola).
    Nel frattempo corrono ingenti (non so perché) spese di condominio, riscaldamento e utenze, che non possiamo per lo più eliminare. Ma non è questo che mi preme.
    L'appartamento è vecchio di una quarantina di anni, ci sono problemi idraulici (anche se abbiamo chiuso il rubinetto generale, potrebbero comunque manifestarsi a causa della pressione) e altri, la casa invecchia, non si può affittare perché nessuno ha i soldi per la ristrutturazione e siccome non andiamo assolutamente d'accordo sarebbe davvero complicatissimo dividersi i soldi dell'affitto e seguire tutta la faccenda.
    Insomma, vendere no, ristrutturare no, affittare no, spendere e aspettare sì.
    Secondo me è da pazzi, ma le mie insistenze sulla diminuzione di prezzo non servono a nulla...
    Ho letto gli altri post sulle enormi spese (e attese) in caso di divisione giudiziale (di accordo proprio non se ne parla!!!) e ora chiedo: ma io come posso cautelarmi nei confronti di spese, perdite di tempo e soprattutto RISCHI (anche economici) derivanti da questa situazione?!?
    Qui nessuno vuole cedere: è come avere un banco al mercato che vende arance a 3 euro, quando tutti intorno le vendono a 2,50... Risultato: gli altri vendono, tu no e alla fine dovrai svenderle a 50 centesimi se non vuoi proprio perdere tutto ciò che hai.
    Che fare?
    Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    E che vuoi che ti risponda.
    Non puoi farci niente, subire e basta.
    Chi troppo vuole nulla stringe è un proverbio che vuol suggerire di accontentarsi perché se si pretende troppo si finisce per restare a mani vuote. (riferito ai tuoi coeredi, beninteso).
    saluti
    jerry48
     
  3. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Assiduo

    Professionista
    Non è affatto vero che può solo subire e sostenere i costi in eterno causati anche dagli altri coeredi che vorrebbero la luna come spesso accade.
    Vista la situazione descritta può attivare la procedura di divisione giudiziale presso il Tribunale di Roma i cui costi saranno divisi tra tutti i coeredi quindi non sono affatto enormi come qualcuno le ha raccontato o dice di aver letto su questo forum dove girano tanti consigli ... da sconsigliare.:disappunto:
    Buona comunione.... e lei paga !
    Solo per sdrammatizzare....:^^:
     
  4. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    La situazione che mimmi55 ha evidenziato:


    Da ciò si deduce che la procedura di divisione giudiziale era sottolineata e conosciuta. :triste: :triste: :triste:
    saluti
    jerry48
     
  5. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    La ringrazio molto per la risposta, ma in pratica... ha un'idea di quanto verrebbe a costare, tra spese giudiziali e avvocati? E poi, ho sentito parlare di 5-7 anni, durante i quali comunque le spese di cui sopra... correrebbero a più non posso!
    Ringrazio molto per l'attenzione, ma continuo a non vedere vie d'uscita da questo "piccolo incubo", e non mi pare giusto fare una rinuncia all'eredità e cedere le armi completamente!
     
  6. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    se non vuoi ricorrere alla divisione giudiziale puoi fare due cose una è dire ai tuoi coeredi che i 30000 euro li scalerai dalla tua quota.... l'altra è aspettare che si stufino di aprire il portafoglio a capiscano di non avere la reggia di Caserta.
     
  7. erwan

    erwan Membro Attivo

    a proposito di costi mi pare banale rimarcare che nel conto debbano finire non solo le spese del procedimento e la parcella cui l'avvocato tiene, ma anche i tempi della procedura e la probabile aggiudicazione ad un prezzo inferiore rispetto a quello ipotizzabile vendendo privatamente.

    se il prezzi di partenza era 300 mila e state litigando per ridurlo a 270 mila è possibile che alla fine della fiera il prezzo da spartire sia anche di 250mila...

    PS
    tuttavia se chi non vuol vendere ritiene lo sconto proposto dagli altri eccessivo può acquistare le loro quote a prezzo stracciato e venderlo con più calma al prezzo più alto che ritiene di poter raggiungere.
    :fico:
     
  8. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    Quali 30.000 euro?!?
     
  9. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    se il prezzi di partenza era 300 mila e state litigando per ridurlo a 270 mila è possibile che alla fine della fiera il prezzo da spartire sia anche di 250mila...

    PS
    tuttavia se chi non vuol vendere ritiene lo sconto proposto dagli altri eccessivo può acquistare le loro quote a prezzo stracciato e venderlo con più calma al prezzo più alto che ritiene di poter raggiungere.
    :fico:[/QUOTE]

    Preciso che l'agente immobiliare ha detto chiaramente che abbassare il prezzo a 270 non vuol dire vendere a quel prezzo... in un momento come questo (parole sue), ci vorrebbe del fegato a rifiutare un'offerta, diciamo, di 250, quindi è già messo in conto.
    Quanto all'acquisto della mia quota, l'ho già proposto, ma nessuno ha i soldi, anche se io mi accontenterei di molto meno proprio per uscire da questa situazione...
     
  10. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    quelli che i coeredi non vogliono scalare.
     
  11. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    l'idea sarebbe anche buona ma ti pare che costoro accettino nell'attesa di pagare quote maggiorate senza avere la certezza di ricavarci più di quello che gli offrono oggi ed anticipando pure i soldi dell'acquisto della quota del nostro amico? a me sembra improbabile.
     
    A rita dedè piace questo elemento.
  12. erwan

    erwan Membro Attivo

    anche a me... ;)
     
  13. mimmi55

    mimmi55 Membro Junior

    Sarebbe cosa giuusta e santa... figuriamoci se accetteranno... Ma esiste un modo "legale" per avanzare una pretesa del genere (tipo lettera di avvocato o che so io?). Diciamo che non vorrei darmi la proverbiale zappa sui piedi... e che sto cercando un modo "inattaccabile" per indurli alla ragione.
     
  14. arianna26

    arianna26 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    temo di non esser stata chiara. se tu dici ai tuoi coeredi guardate siamo in 4 se vendiamo a 300 A e B con quote del 1/3 prendono 100 C e D con quote di 1/6 prendono 50. accettate di vendere a 270 ed io assegnamo 100 ad A e B e 50 a C a me D spettaranno i restanti 20. o i restanti 70 se ho la quota di 1/3. magari chiedendo prima al notaio se ciò è possibile o conguagliando tra voi dopo. non credo si opporrebbero..
     
  15. erwan

    erwan Membro Attivo

    sì, si può fare. :daccordo:
     
  16. rita dedè

    rita dedè Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Mimmi55 per il tuo caso la rinuncia è la unica strada che ti porta vantaggi,fatto la rinuncia per tutto il resto della tua vita e la vita dei tuoi figli nessuno mai potrà chiedere a te a ai tuoi figli di risarcire danni,riparazioni, pagare tasse e soprattutto di accollarvi tu è i tuoi figli responsabilità ,l appartamento è vecchio! E non credo che mai lo venderete, uguale a quale prezzo lo vendete? Chi lo compra deve investire per risanarlo!! Non solo rinnovarlo! Mettiti l anima in pace! Fai finta che non c'è eredità, credimi, rinunciando non mollerai le armi! Farai solo una cosa intelligente!
     

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