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  1. antoelisa

    antoelisa Membro Attivo

    circa 5 anni fa ho acquistato un villino a schiera accatastato A3, oggi una verifica dell'agenzia delle entrate vorrebbe accatastare lo stesso in A7, definendo un errore l'accatastamento precedente, a tal proposito a chi competono le spese, al costruttore che a suo tempo ha fatto l'accatastamento, al tecnico che ha presentato le carte al catasto o a noi oggi?
    grazie
    Elisabetta
     
  2. salves

    salves Membro Assiduo

    Professionista
    Da cosa scaturisce la verifica dell'agenzia delle entrate?
     
  3. antoelisa

    antoelisa Membro Attivo

    La verifica scaturisce da una serie di pratiche che stanno svolgendo tutti i condomini, per usufruire del piano casa per denunciare l'ampliamento del 20 per cento dei villini
     
  4. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    perchè spese? Se l'ADE ritiene di cambiare categoria ha i dati necessari e lo fa d'ufficio, la villa aschiera a quanto posso sapere non ha le caratteristiche di A/7
     
    A Daniele 78 piace questo elemento.
  5. antoelisa

    antoelisa Membro Attivo

    Per completezza di informazioni e chiarimenti sulla situazione invio in allegato quanto richiesto dal geometra
     

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  6. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    se c'è una piscina da accatastare il discorso cambia
     
  7. antoelisa

    antoelisa Membro Attivo

    si ma sull'atto d'acquisto le piscine risultano, quindi non capisco come possa esserci un errore al catasto, e non capisco perché le spese debbano ricadere su di noi
     
  8. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Se le piscine erano presenti al momento dell'acquisto Esse sarebbero dovute apparire sull'accatastamento originale. Il compito era dell'impresa e quindi del tecnico incaricato dell'accatastamento.
     
  9. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    può essere una "furbata" per tenere basse le rendite catastali che vi è anche servita fino ad oggi, se volete regolarizzare vedete voi
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  10. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    E se le piscine non erano autorizzate dovrete precedere alla loro sanatoria. Credo che il comune vi chiederà l'ICI arretrato e l'integrazione dell'IMU. A meno che non facciate il ravvedimento operoso.
     
  11. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    In effetti l'A/3 = abitazione di tipo economico, mal si confa con un villino a schiera.
    E a parer mio anche l'A/7 =abitazione in villino anche se c'è la piscina non va bene, di solito l'A/7 la si usa per ville mono familiari non a schiera che non rientrano nella categoria di lusso A/8= abitazione in villa
    La categoria corretta per un villetta a schiera è un A/2= abitazione di tipo civile
     
  12. antoelisa

    antoelisa Membro Attivo

    grazie ma secondo voi posso pretendere che le spese ricadano sul tecnico che ha effettuato l'accatastamento?
     
  13. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Non avrebbe potuto omettere l'accatastamento della piscina, ovviamente, se esistente.
     
    A alberto bianchi piace questo elemento.
  14. alberto bianchi

    alberto bianchi Membro Senior

    Proprietario di Casa
    L'Ade chiederà anche la differenza dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali, a meno che non si tratti di abitazione principale.
     
  15. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    A me sembra strano che l'Agenzia del Territorio abbia approvato 5 anni fa un accatastamento in A/3 senza fare una variazione d'ufficio in A/2, in quanto per i fabbricati nuovi (ed è da almeno 15 anni che funziona così) finiscono in tale categoria. Diciamo che l'errore è doppio: del Professionista e dell'Agenzia provinciale (ex Territorio) che ha approvato tali accatastamenti. Comunque c'è anche da dire (per dirla tutta), che anche voi proprietari ne avete beneficiato avendo fabbricati con rendite catastali sensibilmente inferiori a quelle risultanti da un accatastamento corretto già allora. Sicuramente non sono noccioline.
     
  16. antoelisa

    antoelisa Membro Attivo

    indubbiamente, ma oggi perché far ricadere su di noi il problema? e dover noi pagare ulteriori somme per sistemare il tutto?
     
  17. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Comunque come detto sopra la responsabilità è sia del Tecnico che ha firmato che del Catasto che ai tempi lo aveva approvato.
    Il nome del tecnico (se non sapete chi esso sia) lo trovate scritto sulle planimetrie catastali del vostro immobile nel riquadro in alto a destra (versioni docfa 3.0 in avanti) che comunque già 5 anni fa erano in voga.
     
  18. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Per colpa di una piscina ho perso un amico-cliente. Proprietario di una grossa azienda con casa padronale, abitazione del colono, fabbricati aziendali per allevamento bestiame, ricovero mezzi agricoli ed officina, oltre a tanti fabbricati cabine con quadri comandi per elettropompa su altrettanti pozzi trivellati, sparsi sul territorio di ha 80 circa destinati ad agrumeto, pascoli, vigna uliveto, aveva una grossa piscina con trampolino nel giardino attorno al fabbricato principale. Al momento di accatastamento mi ha chiesto di omettere la piscina. Per evitare di inserirla nell'accatastamento gli ho detto che avrei dovuto riconoscerla come vascone utilizzato per l'irrigazione. Evidentemente non avrei dovuto vedere il trampolino e sull'acqua avrei dovuto trovare un tappeto di ninfee tale che non potesse essere scambiata per quello che era originariamente. Evidentemente avrei fatto delle foto per tutelarmi davanti ad eventuali successive contestazioni. Dopo ripetuti, quanto inutili tentativi di convincermi ad omettere la denuncia della piscina, abbiamo rotto il nostro rapporto. Dopo qualche settimana, sono stato contattato da un collega che, visto il mio grosso lavoro precedentemente svolto, nel rispetto dell'etica professionale, mi ha chiesto il permesso a subentrarmi. Dopo avergli spiegato il motivo dello strappo, gli ho dato il mio nulla osta. Dopo alcune settimane mi ha ricontattato per farmi sapere che l'ha scartato per lo stesso motivo e per il preventivo superiore al mio prezzo di favore. Infine, il lavoro l'ha fatto un giovane iscritto, digiuno della deontologia professionale, senza dichiarare la piscina ed introdotto in mappa in modo approssimato. Anche in questo caso sarà il comune o l'AdE a richiedere l'adeguamento.
     
  19. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Era un intervento in cui vi era anche la richiesta di autorizzazione vero??
    Perchè comunque qualunque intervento (o adeguamento o sanatoria) non solo ne comporterebbe il catasto ma comporterebbe pure l'agibilità (concessa dal Tecnico comunale previo sopralluogo).
    Se i documenti (catasto, concessioni) non fossero corrispondenti alla realtà dell'intervento, sarebbe tutto diritto del tecnico comunale richiederne l'adeguamento (alis rifacimento catasto in questo caso) pena il NON riconoscimento dell'agibilità.
    Ma qui entriamo su un versante spinoso: la qualità dei controlli (i sopralluoghi con le carte in mano) dei tecnici comunali.
     
    Ultima modifica: 21 Gennaio 2015
  20. Gianco

    Gianco Membro Storico

    Professionista
    Al momento si trattava di denunciare i fabbricati fantasma, poi sarebbe seguita la regolarizzazione comunale.
     

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