1. propit.it è il primo e unico forum italiano interamente dedicato ai Proprietari di Casa e agli Inquilini conduttori di proprietà immobiliari.

    Su propit.it puoi approfondire nuove leggi, leggere opinioni, recensioni e consigli, scoprire nuovi strumenti, confrontarti e trovare modulistica fiscale, legale e contabile per gestire la proprietà immobiliare.

    Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità

  1. nubu

    nubu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Buongiorno,
    mi rivolgo ancora alla vostra esperienza per un fatto che mi ha "almeno" infastidito.
    In questi giorni il mio vicino mi sta, ripetutamente e con prepotenza, intimando di "sistemare" le mie cose dislocate in giardino come garba a lui, minacciando altrimenti ritorsioni.
    Al di là del comportamento censurabile...il simpatico vicino ha, però, costruito la sua casa a circa 50 cm dal confine con la mia proprietà. A suo tempo costruito in modo abusivo e poi sanato nei primi anni 2000 con condono.
    Volevo chiederVi, nonostante il condono, c'è qualche possibilità di far rispettare la distanza del confine e far spostare la sua abitazione almeno ai 5 metri canonici?
    O, ormai, è troppo tardi?
    Vi ringrazio per l'aiuto che potrete darmi e vi auguro una buonissima settimana.
     
  2. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Gli articoli del Codice Civile che stabiliscono le distanze minime da rispettare e regolano in maniera precisa i confini tra le proprietà, sono quelli che vanno dal numero 873 al numero 907, con qualche eccezione.
    I piani regolatori, i vincoli ambientali, i Regolamenti edilizi locali, le norme di sicurezza sugli impianti e anche il codice della strada, possono aumentare le distanze minime imposte dalla Legge, ma non diminuirle.
    Se due costruzioni non sono aderenti, la distanza minima tra di esse in linea d'aria deve essere di almeno 3 metri.
    Esistono, però, delle eccezioni anche alle distanze minime fissate dal codice civile.
    Prima eccezione
    La Cassazione, con la sentenza numero 2331 del 1983 ha riconosciuto ai proprietari di terreni confinanti la possibilità di stabilire tra loro un accordo per ridurre la distanza minima.
    Questo vale solo però nel caso in cui il regolamento ediliziolocale non abbia fissato le distanze minime.
    Seconda eccezione
    Se due fabbricati costruiti da oltre venti anni, hanno una distanza inferiore a quella fissata dalla Legge e i proprietari non hanno mai opposto alcuna obiezione, può scattare il diritto all'usucapione cioè il diritto o il possesso protratto per un lungo periodo di tempo si trasforma in diritto o proprietà vera.
    Tale diritto è regolato dagli articoli 1158 e seguenti del codice civile e deve essere fatto valere in giudizio con una sentenza.

    Vale la pena osservare che il principio della prevenzione, nei rapporti tra privati, opera anche nel caso in cui la prima costruzione sia stata realizzata senza la prescritta concessione e quindi sia illegittima dal punto di vista urbanistico[14].

    Infatti la sanatoria o il condono degli illeciti urbanistici, inerendo al rapporto fra P.A. e privato costruttore, esplicano i loro effetti soltanto sul piano dei rapporti pubblicistici – amministrativi, penali e/o fiscali – e non hanno alcuna incidenza nei rapporti fra privati, lasciando impregiudicati i diritti dei privati confinanti derivanti dalla eventuale violazione delle distanze legali previste dal codice civile e dalla norme regolamentari di esse integratrici.

    In altre parole la concessione in sanatoria ha valore nei soli confronti della la pubblica amministrazione in quanto il rilascio della stessa, ai sensi degli artt. 31 e ss. della legge n. 47/85, non comporta alcuna deroga alla disciplina urbanistica limitandosi a disciplinare la regolarizzazione delle opere dal punto di vista amministrativo, penale e fiscale per fini di interesse pubblico, con la conseguenza che nelle controversie tra privati confinanti, in ipotesi di violazione delle norme di cui all’art. 873 c.c., non assume valenza scriminante[15].

    Principio riafferamato con ultima sentenza dalla medesima Cassazione

    Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 25 settembre 2013 n. 21947
    secondo la quale, appunto, in tema di distanze nelle costruzioni, ai sensi dell’art. 873 c.c., i provvedimenti amministrativi concessori o di sanatoria edilizia, esplicando i loro effetti sul piano dei rapporti pubblicistici tra P.A. e privato costruttore, non hanno incidenza nel rapporti tra privati, i quali hanno ugualmente facoltà di chiedere la tutela ripristinatoria apprestata dall’art. 872 c.c. per le violazioni delle distanze previste dal codice civile e dalle norme regolamentari integratrici.

    Peraltro, su un piano più ampio, è stato statuito (cfr. Cass. n. 2658 del 1999 e Cass. n. 992 del 2008) che la sanatoria prevista dagli artt. 31 e seguenti della legge 28 febbraio 1985 n. 47 e 39 della legge 23 dicembre 1994 n. 724 (cosiddetto condono edilizio) e quella rilasciata ai sensi dell’art. 13 della medesima legge n. 47 del 1985, inerendo al rapporto fra P.A. e privato costruttore, non hanno alcuna incidenza nei rapporti fra privati, non valgono a mutare la normativa in concreto applicabile e non privano il proprietario del fondo contiguo leso dalla violazione delle norme urbanistiche edilizie, del diritto di chiedere ed ottenere l’abbattimento o l’arretramento dell’opera illegittima.

    Pertanto in base a quello che hai potuto leggere, la cresta al tuo vicino gliela puoi fare abbassare indubbiamente.
    E' chiaro che bisogna adire per vie legali. E prima che passino 20 anni.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 21 Ottobre 2013
    A Daniele 78, chiacchia, fiorello64 e 1 altro utente piace questo messaggio.
  3. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    trovo strano che il Comune abbia concesso una sanatoria, anche in seguito a condono, per una costruzione edificata a meno di m 1,50 dal confine, secondo me il tecnico rilevatore che ha redatto i grafici della sanatoria ha barato sulla misura
    vai a vedere la pratica edilizia e troverai delle sorprese
    secondo me c'è una palese violazione del diritto che nessun condono può sanare a meno che non si dimostri che una costruzione lì esista da sempre se però dici che è stata costruita nel 2000....
     
    A Daniele 78 piace questo elemento.
  4. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Jerri48 mi hai lasciato senza fiato per quello che hai elencato e avrei da sottoporre anche io un quesito simile a NUBU ma non vorrei che facessi una cosa vietata dal regolamento, pertanto chiedo posso esporre il mio caso qui? giusto per continuare con il tema.
    Grazie
     
  5. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    :ok:
    Prego chiacchia.
    Se posso, perchè io sono...in quarantena, purtroppo, i miei messaggi devono essere visionati prima dallo staff e approvati, poi messi nel topic.
    Ecco perchè le mie risposte arrivano in ritardo.
     
  6. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ma dài, non ti lamentare. Eventualmente chiedi di essere messo in trentena, così il ritardo di pubblicazione è inferiore.
     
  7. JERRY48

    JERRY48 Ospite

    Sempre col "cannonau", però.
     
  8. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    C
    Confermo i dubbi di Griz nonostante l'ottimo apporto normativo di Jerry (chapeu), in effetti è una situazione veramente inverosimile (ancor più perché si tratta di una costruzione del 2000), sono proprio curioso di capire come un Comune abbia potuto permettere un'edificazione a meno di 5 mt dal confine e condonarlo (i 3mt si usano solo per i vecchi fabbricati ed per i nuovi bassi fabbricati accessori, come cantine ed autorimesse...a quel punto però devono rispettare vincoli di altezza e cubatura differenti dalle case...mistero. Chiedo all'OP se ha verificato veramente la presenza di condono o sanatoria in Comune e se qualcuno del Comune si è presentato per sopralluogo.
     
  9. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Ok tra le varie schifezze che fanno i comuni vi descrivo: una proprietà affiancata ad un'altra costruite diciamo un centinaio di anni fa pertanto su due suoli differenti ecc. la cosa in comune è il muro maestro che le unisce, da premettere che il muro che li unisce se si togliesse la parte dell'uno o dell'altro non pregiudicherebbe l'esistenza della costruzione rimanente, pertanto l'accostamento non è per risparmiare una parte di muro ma solo per sfruttare lo spazio.
    Detto questo specifico che le due costruzioni sono ad un unico piano.
    Un giorno uno di essi monta una struttura in ferro e plastica tipo gazebo per usarlo come deposito, costruito abusivamente ma essendo un terzo, ossia su 150 mq di tetto il gazebo era di 50 mq, la cosa è passata in cavalleria fino al condono.
    Una volta condonata la struttura cambia il proprietario e questi il locale fabbrica sottostante lo trasforma in abitazione e al posto del gazebo sopra costruisce un'altra abitazione di 150 mq non solo invece di sopraelevare sulla sua parte di muro costruisce sul muro del vicino per guadagnare 20 cm.
    Tutto questo, permesso dal Comune che è rimasto silente alla trasformazione e all'ampliamento. Che fare senza invischiare un avvocato visto che il Comune anche se messo al corrente della costruzione abusiva non è intervenuto?
     
  10. nubu

    nubu Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Buongiorno a tutti, scusate il ritardo ma ho internet a singhiozzo in questi giorni.
    Vi ringrazio, special modo Jerry48 per la sua esauriente spiegazione ( che mi leggerò attentamente), e sinceramente in comune non sono ancora andato...volevo appunto chiedere prima un parere a voi per sapere se avevo possibilità di successo o meno.
    Adesso che mi avete rassicurato farò un giro in comune per chiedere e vedere tutta la documentazione disponibile.
    Chiacchia, poni pure il tuo quesito, informazioni utili a me o a te fanno sempre comodo :)
    Daniele78: non saprei dirti se all'epoca sia venuto qualcuno a fare il sopralluogo per rilasciare la documentazione, per prassi credo si siano fidati di un tecnico "amico" sia del vicino che del comune...senza visionare.
    Ma di sicuro adesso farò le pulci a questa situazione.
    Intanto vi ringrazio e vi terrò aggiornati....grazie ancora per le info ricevute e quante altre potrete/vorrete fornirci :)
     
  11. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    per chiacchia:
    i provvedimenti amministrativi come le Concessioni Edilizie sono rilasciati dai Comuni "salvo i diritti di terzi" questo perchè il Comune non può sapere in modo particolare quali sono i rapporti di vicinato e le discipline dei confini, trovo strano però che abbia permesso di sopralzare a confine, il che è sempre espressamente vietato, però se il confinante accampa dei diritti deve farlo presente, se tace.....
     
  12. chiacchia

    chiacchia Membro Senior

    Proprietario di Casa
    infatti facendo domande e cercando di fare quando più rumore era possibile sono riuscito a sapere che il nuovo proprietario era il cognato del capo dei vigili urbani del paese, ecco perché la mia domanda era: cosa si può fare senza avvocati? considerando che sono comunque tra il dire e fare passati cinque anni, la cosa che più mi rode e che per come è stato sopra elevato il vicino mi guarda direttamente in casa a una distanza di 7 metri questo perché il mio appartamento e composto di due unità abitative unite tra loro pertanto la seconda casa si trova sottoposta e in piena visione di spionaggio anche se non lo fanno ma comunque c'è la possibilità di farlo.:fiore:
     
  13. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    le norme esistono e vanno rispettate, se non vengono rispettate si può venire perseguiti anche se parente del presidente della repubblica, ovvio che chi subisce un torto non deve tacere
    7 metri è una misura strana, per quanto riguarda lo spionaggio si può fare anche dai canonici 10 metri sui quali non ci sarebbe nulla da dire, se il vicino ti spia, spialo anche tu
     
    A Daniele 78 piace questo elemento.
  14. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Il presidente pure può essere perseguito, oppure soffre dell'indennità presidenziale?
     
  15. griz

    griz Membro Senior

    Professionista
    non so ma, visto che si parlava di parenti, sono rimasto in argomento:)
     
  16. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Quando ti rilasciano una concessione alla prima pagina trovi di solito vista la legge... Del; vista la legge... Del; c'è un bel elenco di leggi che devono essere rispettate (distanze incluse) se così non fosse già la Concessione già parte con delle difformità autorizzative, poi al termine dei lavori ci deve essere anche il controllo del tecnico comunale. Se questo per un motivo o per l'altro ha dato il benestare ad una costruzione che non rispetta ne le norme comunali (che sono poi l'espressione particolare di quelle regionali) ne tantomeno le norme guida nazionali, dovrà assumersi l'errore (in quanto responsabile del servizio tecnico) e la Concessione può venire impugnata. Ovviamente bisogna avere certezza e sicurezza di ciò che si sta facendo.
     
  17. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Che significa: "dovrà assumersi l'errore"?
     
  18. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Significa che in caso di ricorso legale su Concessione e di vittoria dell'opponente, il tecnico essendo responsabile del servizio per conto del Comune dovrà sorbirsi eventuali oneri a suo carico, multe o ammonizioni.
     
  19. jac0

    jac0 Membro Senior

    Proprietario di Casa
    Quindi anche in caso di vittoria del contribuente gli oneri a carico del tecnico saranno EVENTUALI? Allora è proprio vero che alla giustizia civile hanno messo le ganasce!!!
     
  20. Daniele 78

    Daniele 78 Membro Storico

    Professionista
    Purtroppo Jac quando hai a che fare con un errore anche madornale di pubblico ufficiale (il tecnico comunale lo è), non sai mai come va a finire e quanto ci vuole chiaramente nel momento in cui sollevi il "polverone" devi avere dalla tua motivazioni più che valide (le mancate distanze ad esempio) oppure l'allagamento delle cantine interrate dovute al rigurgito della pubblica fognatura (succede non di rado duranti le forti piogge) sono imputabili ad errori di progettazione non individuati dall'amministrazione e lasciati passare. Questi sono 2 buoni motivi.
     

Per rispondere Entra o Registrati è Gratis…

Perchè dovresti Registrarti?

  • Partecipare e Creare Discussioni
  • Trovare Consigli e Suggerimenti
  • Condividere i tuoi Interessi
  • Informarti sulle Novità

Condividi questa Pagina