1. propit.it è il primo e unico forum italiano interamente dedicato ai Proprietari di Casa e agli Inquilini conduttori di proprietà immobiliari.

    Su propit.it puoi approfondire nuove leggi, leggere opinioni, recensioni e consigli, scoprire nuovi strumenti, confrontarti e trovare modulistica fiscale, legale e contabile per gestire la proprietà immobiliare.

    Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità

Tag (etichette):
  1. ELENOTTA

    ELENOTTA Nuovo Iscritto

    Proprietario di Casa
    Vorrei svolgere nel mio apparmento, sotto alla mia abitazione, l'attivita di affittacamere, cosa devo fare? ho un appartamento in prov. di bologna di 70 mq vuoto vorrei adibirlo all'attivita di affittacamere come devo procedere cosa serve?
     
    Ultima modifica di un moderatore: 4 Marzo 2015
  2. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
  3. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    qualè la destinazione del tuo immobile attuale, cosa dice il regolamento condominiale se esiste, è possibile mettere agibile un locali residenziale ad affittacamere ci sono i presupposti? vedi un po se è fattibile
     
  4. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Concordo con Adimecasa. Se si tratta di un appartamento inserito in un condominio dotato di regolamento, per prima cosa è meglio controllare se l'attività di affittacamere è espressamente vietata dal regolamento condominiale.
     
  5. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    non è dello stesso parere la cassazione:
    da Emiliana Sabia www.cassazione.net

    È escluso che l’attività di affittacamere determini un mutamento della destinazione d’uso degli immobili utilizzati come «civile abitazione» e implichi conseguenze dannose per gli altri proprietari
    Il regolamento condominiale non può proibire ai proprietari degli appartamenti di esercitare l’attività di bed and breakfast. L’attività non comporta alcun cambiamento della destinazione d’uso delle unità immobiliari. A stabilirlo è la Cassazione con la sentenza 24707/14, depositata oggi dalla seconda sezione civile. Con la pronuncia, gli “ermellini” respingono il ricorso di un condominio che si opponeva alla decisione della Corte d’appello di Roma. La controversia nasce perché le proprietarie di alcuni appartamenti siti all’interno dell’edificio, esercitavano l’attività di bed & breakfast. Il condominio si appellava alla violazione del regolamento condominiale che stabiliva il divieto di destinare gli appartamenti a un uso diverso da quello di civile abitazione. La Corte territoriale, invece, chiariva che l’attività di affittacamere non aveva comportato una modifica della destinazione d’uso. Il condominio a quel punto impugnava la decisione e ricorreva per Cassazione, ma senza successo.

    La Corte d’appello ha ritenuto che la disposizione regolamentare, «tenuto conto che la destinazione a civile abitazione costituisce il presupposto per l’utilizzo di un’unità abitativa ai fini dell’attività di bed and breakfast non precludesse la destinazione delle unità di proprietà esclusiva alla detta attività». Argomentazioni, queste, non smentite dalla Corte di legittimità.

    Le censure mosse dai ricorrenti, «volte a dimostrare invece l’incompatibilità della destinazione alberghiera con quella prescritta dalla norma del regolamento condominiale, non appaiono del resto idonee a indurre a differenti conclusioni. Queste ultime «presuppongono che l’attività di bed and breakfast comporti necessariamente conseguenze pregiudizievoli per gli altri condomini; tuttavia, una simile allegazione non è stata supportata da alcun riferimento qualitativo e quantitativo al tipo di attività in concreto svolta dalle resistenti».

    In particolare, dal condominio non è stata offerta alcuna indicazione in merito alla «capacità ricettiva delle singole unità di proprietà esclusiva nelle quali si svolge la detta attività, né in ordine all’ubicazione nel condominio di tali unità abitative di proprietà esclusiva; non sono state riferite, cioè, circostanze decisive al fine di dimostrare l’erroneità dell’interpretazione complessivamente data dalla Corte d’appello alla clausola del regolamento condominiale». Il collegio di legittimità, pertanto, respinge il ricorso.
     
  6. uva

    uva Membro Assiduo

    Proprietario di Casa
    Se il regolamento di condominio è di natura "contrattuale" (e non "assembleare") e vieta espressamente determinati usi delle unità immobiliari, i condòmini devono rispettarlo.
    Regolamento più forte se "contrattuale"
    Ne avevamo già parlato qui sul forum in un'altra discussione.
     
  7. Luigi Criscuolo

    Luigi Criscuolo Membro Storico

    Proprietario di Casa
    Il regolamento contrattuale (cioè sottoscritto ed accettato al momento della creazione del condominio) è più vincolante rispetto a quello assembleare (approvato all'unanimità dai condomini successivamente alla creazione del condominio).
    Mi ricordo che questa distinzione era fondamentale per impedire di tenere in casa animali domestici in modo particolare cane e gatti. Se il divieto era contrattuale valeva sempre e su tutti, anche sui condomini subentrati successivamente, se il divieto era assembleare non valeva, sopratutto sui nuovi condomini perché era considerata una limitazione della libertà personale.
    Poi è stata approvata la legge ed ora non solo i cani ed i gatti si possono tenere negli appartamenti anche in presenza del divieto contrattuale, ma anche pitoni, ermellini, cracule ecc... ecc... .
     
  8. adimecasa

    adimecasa Membro Storico

    Professionista
    Di norma quando vige un regolamento assembleare, sopperisce quello mancante contrattuale
     

Per rispondere Entra o Registrati è Gratis…

Perchè dovresti Registrarti?

  • Partecipare e Creare Discussioni
  • Trovare Consigli e Suggerimenti
  • Condividere i tuoi Interessi
  • Informarti sulle Novità

Condividi questa Pagina