ragiona

Membro Ordinario
Proprietario Casa
Buongiorno, torno a proporre al forum il seguente quesito: un appartamento acquistato da costruttore otto anni fa – e quindi corredato da certificazione degli impianti tecnologici – ha subito nel tempo alcune “integrazioni” all’impianto elettrico (tipo aggiunta di qualche presa, creazione di un impianto esterno mediante canaline e scatole di derivazione per illuminare uno scantinato ecc.). Interventi di carattere abbastanza marginale, che hanno sicuramente migliorato la fruibilità di alcuni ambienti, eseguiti però in economia (pur rispettando in linea di massima i criteri tecnici)e quindi privi di certificazione. La mia domanda è: in caso di vendita dell’appartamento, è consigliabile togliere tutto l’impianto aggiunto e dichiarare la conformità dell’impianto, oppure si può lasciare lo stato di fatto – ovviamente previo accordo con il futuro acquirente – salvaguardando però il venditore dichiarando in atto (nella forma dovuta) che l’impianto era originariamente a norma ma ha subito alcune integrazioni non certificate. E’ legale inserire una clausola del genere, oppure non è consentito? Grazie a tutti per i Vs pareri
 

ragiona

Membro Ordinario
Proprietario Casa
Ringrazio per i due suggerimenti, ma io vorrei una risposta specifica ai suddetti quesiti, che riepilogo:
1. Posso chiedere di inserire nel rogito una clausola che certifica che il mio impianto elettrico era a norma all’atto dell’acquisto ma che ha subito alcune integrazioni di carattere marginale eseguite in economia e non certificate?
oppure, se non fosse possibile
2. Posso inserire nel rogito la dizione che l’impianto elettrico non è a norma (trattasi – ricordo – di appartamento costruito nel 2002)?
oppure
3. Posso fare a meno di dichiarare nel rogito lo stato dell’impianto?
Scusate la pignoleria della richiesta, ma ho necessità di valutare le tre ipotesi che potrebbero avere – come si può facilmente comprendere - qualche diversa conseguenza sul prezzo di vendita .Aggiungo che vorrei evitare la soluzione di far ricertificare l'impianto, perchè potrebbe richiedere qualche correzione delle modifiche eseguite e quindi un allungamento dei tempi di definizione del prezzo
Cordiali saluti
 

nuoviorizzonti

Membro Attivo
Professionista
francamente... non capisco quale "perversione" ti costringa a cercare queste strade per una cosa così semplice....
rispondo rispettivamente:

1) non troverai risposte da "notaio" ma il concetto riprende la risposta n.2

2) gli impianti devono essere certificati al fine di ottenere l'agibilità/abitabilità, ergo, se manca in tutto o in parte un certificato (elettrico, termico, idraulico, idrico, fognario, catastale ecc) l'immobile NON è agibile/abitabile, ergo, falsa dichiarazione atto nullo (e si ricollega alla domanda 1);

3) se proprio NON vuoi/puoi far certificare la parte di impianto "non a norma" fai "l'indiano" e sottoscrivi l'atto senza dire nulla.... consapevole delle conseguenze civili e penali a cui potresti andare incontro in caso di danni a cose o persone o più semplicemente se l'avquirente scopre (magari in seguito ad una ristrutturazione) che l'impianto era stato modificato.
 

ragiona

Membro Ordinario
Proprietario Casa
Ok, ringrazio per la risposta. Prendo quindi atto che – in difetto di certificazione di conformità dell’impianto – qualunque atto di vendita di un appartamento è nullo. Ho capito bene? Allora però non capisco il senso di questo intervento del 2009 (che ho individuato nelle more del mio intervento): è cambiata la normativa da allora?
Re: Posso vendere un immobile senza il certificato di conformità degli impianti elettrici?
Potrebbe esserti utile questa dicitura, che inserisco nelle proposte d'acquisto (e nei preliminari) da quando il D.M. del gennaio 2008 rese OBBLIGATORIA la presentazione dei certificati di conformità al rogito ... poi l'obbligo è stato tolto, ma la dicitura l'ho lasciata (non si sa mai .... ). Tieni conto che all'epoca fu predisposta dal Consiglio del Notariato di Roma (se si fosse dovuto rispettare l'obbligo della presentazione a Roma non si sarebbe venduto più nulla! )

"Il PROPONENTE solleva il VENDITORE dalla necessità di dover prestare eventuale garanzia in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza, e di dover fornire la dichiarazione di conformità ovvero la dichiarazione di rispondenza ai sensi dell’art.7, comma 6, del D.M. n. 37 del 22 gennaio 2008, in quanto si obbliga fin d’ora ad assumere in sede di rogito notarile l’impegno ad effettuare la messa in sicurezza degli impianti a tutte proprie cure e spese."

Saluti “perversi”
 

nuoviorizzonti

Membro Attivo
Professionista
come ti ho scritto non troverai risposte da notaio;

ogni casistica può essere affrontata in modo diverso (es. immobile costruito 30 anni fa), io ho risposto in base al primo questito a queste condizioni:

immobile recente (soggetto a certificazioni) che ha subito modifiche exnovo (senza certificazioni), in questo caso (secondo me che non sono notaio) la procedura corretta è:

- certificare
- rimuovere e ricertificare
- non certificare e non rimuovere (con le conseguenze del caso)

buon natale
 

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