carlo16352

Membro Attivo
salve a tutti coloro che vorranno agiungere il loro parere a questa discussione: ho un piccolo giardino pertinenziale (circa 100 mq) nel quale insiste da qualche decennio un massetto cementizio di circa 15 mq ( probabile inizio di una volontà di pavimentare). Ora voglio toglierlo e seminare tutto a prato.Il mio appartamento si trova in zona sottoposta a SIC . Pareri contrastanti dei due geometri a cui mi sono rivolto l'uno mi dice che per lavori di tal guisa non è necessario alcuna comunicazione di inizio lavori, idendificando tali lavori come edilizia libera e manutenzione ordinaria,l'altro invece mi invita a fare non solo CILA ma anche progetto di VINCA valutazone di .......(non ricordo di cosa) .Achi dare ascolto?
 
Salve, da quanto si riscontra dal quesito si evince che il giardino fa parte di un condominio e pertanto bene comune se non contemplato nel rogito (la mera area d'interesse), escluso la zona di passaggio obbligatoria. Passiamo alla domanda, per fare qualsiasi opera necessita innanzitutto l'autorizzazione dell'assemblea condominiale, poi si presenta una comunicazione in comune (CILA; SCIA; ecc.) a seconda della scelta del tecnico abilitato incaricato.
Trattandosi di area urbanistica sottoposta a SIC (Sito d'Importanza Comunitaria) sarà sicuramente probabile che necessiti presentare una VInCA (Valutazione di Incidenza Ambientale), perchè sicuramente è una zona protetta.
Se le valutazioni dei tecnici incaricati, non convincono e per capire bene cosa necessita presentare, sarebbe opportuno incontrare il tecnico comunale (insieme al professionita) affinchè si possano definire le modalità e documentazioni da presentare per i lavori da eseguire e solo così si potrà convincersi di cosa fare. Spero essere stato d'aiuto.
 
rattandosi di area urbanistica sottoposta a SIC (Sito d'Importanza Comunitaria) sarà sicuramente probabile che necessiti presentare una VInCA (Valutazione di Incidenza Ambientale), perchè sicuramente è una zona protetta.
La questio è tutta qui. Per qualsiasi azione edile compresa edilizia libera si deve fare il progetto di VINCA ?,anche per finitura e sistemazione spazi esterni pertinenziali senza impatto ambientale? A proposito "nessun condominio"........ è un giardino pertinenziale della mia abitazione principale. La disputa dei due geometri è li'-A quale affidarsi ? Tu dai per certo o probabile che sia necessario una VINCA? hai evidenze in tal senso? Il comune mi ha detto che non sono loro che valutano l'incidenza della zona SIC ,ma la regione attraverso la forestale......Mi sono perso .....
 
La questio è tutta qui. Per qualsiasi azione edile compresa edilizia libera si deve fare il progetto di VINCA ?,anche per finitura e sistemazione spazi esterni pertinenziali senza impatto ambientale? principale. Il comune mi ha detto che non sono loro che valutano l'incidenza della zona SIC ,ma la regione attraverso la forestale......Mi sono perso .....
Forse c'è un po' di confusione; andiamo per ordine:
« ...Per qualsiasi azione edile compresa edilizia libera si deve fare il progetto di VINCA ?,anche per finitura e sistemazione spazi esterni pertinenziali senza impatto ambientale?...»
Non è detto che per fare ogni qualsiasi opera necessita presentare le richieste di autorizzazioni ambientali, vi sono quelle "minori" che non necessitano, anche se presenti una comunicazione autorizzativa a fare i lavori. La questione è discutere con il tecnico comunale (il tuo professionista e se vuoi lo accompagni per assistere), sulle procedure da effettuare per effettuare i lavori; soltanto così ne esci senza problemi.

«... A proposito "nessun condominio"........ è un giardino pertinenziale della mia abitazione ...»
Se non è un condominio, allora è un terrono di proprietà, le parti pertinenziali si hanno in presenza di proprietà diverse e con suddivisioni (condominiali), e se parli di pertinenziale allora la proprietà non è la tua ... e se questa è la situazione, allora necessita avere la preventiva autorizzazione della proprietà dell'area su cui necessita fare l'intervento.

« ... La disputa dei due geometri è li'-A quale affidarsi ? Tu dai per certo o probabile che sia necessario una VINCA? hai evidenze in tal senso? ...»
Partiamo dal presupposto che l'incarico lo devi affidare tu ad un professionista e lo devi scegliere in base alle sue capacità e professionalità nel seguire queste ed altre pratiche. In secondol luogo io non do per certo nulla, perchè come più volte detto il professionista deve gestire la situazione (e se non riesce a determinare la pratica da fare, allora si intervaccia con il tecnico comunale); in alternativa, può anche presentare un tipo di istanza che ritiene idonea e sarà il comune a precisare se dovranno essere presentate integrazioni oppure se l'istanza è errata.

«... Il comune mi ha detto che non sono loro che valutano l'incidenza della zona SIC ,ma la regione attraverso la forestale...»
Sicuramente sarà una commissione di altro ente che valuterà la pratica, ma in ogni caso l'istanza si presenta sempre (in formato digitale) allo Spertello Unico del comune e saranno loro a girare agli uffici ed enti competenti per i loro pareri ... questo è.

Percui, se vuoi fare una disamina della problematica da solo e non hai competenze, allora credo che più cerchi di addentrarti nel capire più si creerà confusione; pertanto meglio trovare un professionista abilitato (di fiducia) e stilare un contratto scritto su come e cosa fare per risolvere questa pratica da presentare ... questo si può risolvere soltanto con professionisti del luogo che hanno conoscenza del territorio e delle norme locali. tutto qui.
Spero averti chiarito un po' di dubbi e di esserti stato d'aiuto.
 
grazie sei stato perfetto- Hai chiarito bene tutto e mi sono convinto più di prima che nel mio comune non ci sono professionisti abilitati e neppure un ufficio tecnico adeguato. Il mio comune ha 1200 abitanti nelle campagne dell'avellinese con poche idee confuse-Ho deciso come comportarmi. grazie ancora e BUON FERRAGOSTO
 
Hai chiarito bene tutto …
Sarà: a me invece sono cadute le braccia.
La conclusione che ne avrei tratta sarebbe che
1) I professionisti abilitati non sono d’accordo su come procedere
2) Non “sembra” esserci un criterio nazionale a cui attenersi
3) nel 2000 e fischia siamo ancora al vecchio metodo: senti l’addetto del comune e fa cosa ti dice lui… e non cercare di capire,…. Che è inutile.
 
Sarà: a me invece sono cadute le braccia.
La conclusione che ne avrei tratta sarebbe che
1) I professionisti abilitati non sono d’accordo su come procedere
2) Non “sembra” esserci un criterio nazionale a cui attenersi
3) nel 2000 e fischia siamo ancora al vecchio metodo: senti l’addetto del comune e fa cosa ti dice lui… e non cercare di capire,…. Che è inutile.
Caro Basty, non so perchè mai sei ancora a meravigliarti di alcune risposte ...
Non voglio aprire un dibattito, ma come sai bene anche tu, in questo paese, cone nel mondo, esistono professionisti seri, capaci, inesperti, avventati, e tanto altro, e se alcuni si trovano in disaccordo non è necessariamente per incapacità o per inesperienza, ma perchè può essere possibile che alcune pratiche non rientrano nel loro settore di specializzazione ... e spero sia chiaro e non serva andare oltre ... per quanto riguarda il criterio unificato delle norme, a cui attenersi, anche questo sai bene (abbiamo avuto modo di discuterne) che ni possono avere norme unificate a livello locale, per via delle diversità e complicazioni territoriali che variano da regione a regione; in ogni caso le leggi unificate ci sono, (la Vinca, ad esempio, a Milano potrebbe essere la VIA, visto che la prima si applica in determinate zone speciali di conservazione (ZSC) e/o zona di protezione speciale (ZPS); o altro, che sono tutte norme per la tutela del territorio o per il suo impatto ambientale; ed è per questo motivo che bisogna conoscere molto bene le norme locali, oltre quelle nazionali. L'applicazione di queste norme li conosce (necessariamente) il tecnico comunale che (in base alla norma del SUAP) è tenuto a raccogliere tutte le richieste e pratiche di opere da eseguirsi per valutarne il contenuto ed eventualmente richiedere parere agli organi competenti. Pertanto consultare il tecnico comunale non è uno sminuire la professione, ma trovare una soluzione all'istanza da presentare per evitare di essere respinta per incompatibilità; anche se pur vero che il professionista decide l'istanza da presentare ... ma come possiamo constatare non tutti sanno e conoscono le norme (anche locali).
« ...3) nel 2000 e fischia siamo ancora al vecchio metodo: senti l’addetto del comune e fa cosa ti dice lui… e non cercare di capire,…. Che è inutile. ...»
Perdonami, ma non mi trovi per nulla daccordo, per alcuni dei motivi detti sopra ed in particolare alcune istanze sono soggette al parere di determinate commissioni (ambientali ed altro) e questo molti professionisti non sempre lo sanno ... così come (oggi) molti cittadini si sentono tuttologi e sanno bene cosa fare, per poi ricorrere al professionista affinchè gli salvino le idiozie che hanno combinato. Continuo a rimanere del parere che ognuno ha il suo compito e mansione; se sei capace di svolgere una pratica allora assumi l'incarico, altrimenti rinunci, ne salvi la tua immagine, così come se non sei del mestiere, meglio tacere che dire stupidate .... vuoi capire bene, ma non fare il medico se non hai studiato medicina ... spero sia chiara l'assimilazione, ed oggi sono sempre più i tuttologi, specialmente con l'arrivo di IA ...
Spero di essermi spiegato al meglio, e di non aver offeso nessuno.
 

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