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  1. supermax

    supermax Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Nel comune di Modugno ho un appartamento al quarto ed ultimo piano. Un inquilino, andando ad abitare circa 2 anni addietro ha fatto montare sul balcone che si affaccia sul cortile interno (di dimensioni mt 1x1,5 e chiuso su due lati), una veranda. Ho chiesto ad un geometra se è possibile regolarizzare questa situazione (nello stesso palazzo esistono altre due verande già condonate) ma la risposta è stata assolutamente negativa, il comune non concede autorizzazioni.
    La funzione di questa veranda ha il solo scopo di proteggere dall'azione degli agenti atmosferici e risparmio energetico.
    Potete darmi informazioni su
    - legge del 25 marzo 1982, n.94 che permette l'esecuzione di verande per opera di risanamento conservativo ed il cui mancato rilascio costituisce reato
    - Sentenza di Cass. 300 del 12/05/1983 - cosa dice?
    A seguito di alcune controversie interne, per dispetto, alcuni condomini mi hanno richiesto di far togliere la veranda o minacciano di denuciarmi alle autorità.
    Io proprietario cosa rischio, civile e penale (non ho mai dato autorizzazione a far installare la veranda)
     
  2. gianfranco mazzei

    gianfranco mazzei Nuovo Iscritto

    Di solito la chiusura di una veranda rappresenta dal punto di vista urbanistico un aumento di superficie utile. Questo aumento deve essere previsto dalle norme di Reg. Edilizio Comunale o di Piano Regolatore Generale (O RUE o PSC). Se il geometra ha dichiarato che la veranda non è ammessa, significa che siete in abuso edilizio (è per questo forse che altri condomini hanno condonato in vigenza di un Condono Edilizio). Il Decreto Nicolazzi che citate (Legge 94/1982) non autorizza la veranda se la norma comunale (sottordinata, ma restrittiva) la vieta. In più l'abuso diventa anche di carattere igienico, perché la veranda occlude l'aerazione diretta del vano su cui si affaccia (cucina, soggiorno o altro). Se permane lo stato di irregolarità ritengo che o aspettate una eventuale modifica dei Regolamenti Comunali per poi eventualmente "regolarizzare" l'abuso con un progetto a sanatoria, oppure si rischia l'ordinanza di rimessa in pristino del Comune, con eventuale denuncia in sede penale. Nello specifico, essendoci altre possibilità teoriche più costose, serebbe meglio affidarsi ad un professionisti che, conoscendo i regolamenti locali, le valuti tutte nel complesso
     
    A supermax piace questo elemento.
  3. supermax

    supermax Membro Attivo

    Proprietario di Casa
    Ti sarei grato se mi illustri, se esistono, le possibilità teoriche più costose.
    Denuncia in sede penale per una piccola veranda? quali possono essere le conseguenze
    Grazie in anticipo
     
  4. gianfranco mazzei

    gianfranco mazzei Nuovo Iscritto

    Io da qui posso solo parlare "in generale", ma è ovvio che la consulenza di un professionista del posto sarebbe molto più mirata ed efficace.
    Partendo dal presupposto che hai commesso un abuso edilizio per aumento di superficie utile e la normativa del luogo non ne prevede un ancorchè minimo aumento che con una semplice sanatoria potresti regolarizzare, occorre capire le interpretazioni della Legge, in questo caso la 47/1985 (Condono Edilizio), che a volte i singoli Comuni (ed in particolare il tuo) "tendono" ad interpretare ed ad "adeguare" ad una specifica linea politica che le Ammnistrazioni vogliono perseguire.
    Ti faccio un esempio. In tante realtà del Sud Italia permangono "scheletri" di fabbricati (telai in C.A.) abusivi in attesa di non so che cosa e tali rimangono per anni, fino ad una sorta di sanatoria temporale, chiaramente non prevista dalla legge.
    In altre realtà come quella dove vivo, leggasi Emilia Romagna, l'abusivismo è combattuto con grande fermezza dalle Amministrazioni e la percentuale di violazione è minima rispetto a realtà del Centro Sud. I grandi casi di abuso edilizio sono repressi con la demolizione o con la confisca del bene.
    Questo per farti capire che se le Leggi sono uguali per tutti in Italia, ogni Amministrazione se la interpreta un po' come crede.
    Vengo a bomba. La Legge 47/85 (e s.m.i.) stabilisce che a fronte di un abuso edilizio, se la demolizione o rimessa in pristino, comporta problemi o di carattere statico o di possibili danni a terzi, l'abuso stesso si può "risolvere" con il pagamento del doppio del costo di produzione delle opere abusive, oppure al doppio dell'incremento di valore che subisce l'immobile a fronte dell'abuso, rispetto al valore che l'UTE o le Regioni attribuiscono all'opera irregolare. Tante volte le stesse Amministrazioni adottano questa tipologia di soluzione, anche quando non sussistono nè pericoli strutturali, nè danni a terzi. Questo per non litigare "troppo" con il cittadine e permettergli di "pagare" una cifra più o meno alta e mantenere la costruzione irregolare, che in qualche maniera a quel punto viene regolarizzata. Per questo occorre capire l'ottica del Comune dove risiedi nel merito di quanto stiamo discutendo.
    Però ti ho consigliato e ti consiglio ancora di rivolgerti ad un tecnico del luogo e capire se veramente la veranda è abusiva, se comporta realmente un aumento di superficie e comunque come si inquadra urbanisticamente. Se non fosse ad esempio un abuso edilizio, si potrebbe sanare con pochi Euro. Io non posso darti in questa sede le indicazioni specifiche di cui hai bisogno.
    Per quello che concerne la condanna, io non sono un giudice, ma dalle mie parti per un reato di abuso edilizio come quello che potresti aver commesso, il Tribunale emette un decreto di condanna con qualche migliaio di Euro di sanzione (se ovviamente sei incensurato o è la prima volta che sei giudicato reo per quel reato). Questa sanzione penale, però è parallela, e non estingue la corresponsione della sanzione amministrativa (doppio del costo di produzione) di cui parlavo prima.
     

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