Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
La Società Italiana è stata distrutta, la maggioranza della ricchezza e delle tutele sociali sono in mano ai 70enni, hanno pensioni, patrimonio immobiliare e soldi. I trentenni sono senza lavoro e senza tutele. I giovani sono nomadi, si spostano in base a dove trovano lavoro occasionale. La società non ha una crescita demografica e quindi, sulla carta, costruire case è una follia. Le seconde case non saranno proponibili, manca la capacità economica ad acquistare la I° casa, figuriamoci la II° e, comunque, avendo sviluppato la mobilità i giovani viaggiano e aborrono le vacanze stanziali.
L'unica buona notizia viene da organizzazioni tipo Airbnb, che permettono di mettere a reddito assets sino ad ora inespressi. (si va a dormire nella fattoria della Valle sconosciuta come una vacanza ristoratrice)
Verrebbe da commentare che ristrutturando il mercato immobiliare esistente si possa soddisfare qualunque richiesta, o al massimo costruire solo immobili di classe A?
Centri commerciali, forse la continua costruzione di nuovi è una corsa ad ammazzare il commercio tradizionale delle nostre belle città e a rendere superati i centri commerciali di qualche anno più vecchi?
Cosa pensate a questo proposito e che proposte riusciamo ad elaborare per il nostro mondo immobiliare?
 

merlo

Membro Attivo
Proprietario Casa
La quesito è interessante e difficile e periamo che qualche urbanista si esprima in merito.
Io volevo soffermarmi sulla necessità che hanno tutte le nostre città riguardo il patrimonio immobiliare edificato nel dopo guerra.
E' sotto gli occhi di chiunque attraversi una città, la visione dei blocchi di edilizia popolare, i famosi mega cubi che fanno schifo e sono orrendi, ma quello che è peggio è che non hanno niente di edilizia sostenibile e sono fuori da qualsiasi parametro di compatibilità ambientale. Se fosse una casetta si potrebbe demolire e ricostruire , ma questi mastodontici palazzi è difficile pensare ad una demolizione radicale perchè sono abitati da decine di famiglie.
Ma pensate. hanno tutti l'impiantistica da rifare, muri perimetrali di mattoni da 25 cm, isolamento termico inesistente,ponti termici da per tutto, serramenti senza vetrocamera, liti e contenziosi per muffe e rumori ecc.ecc.
Ciao.
 

griz

Membro Storico
Professionista
un impulso alla ristrutturazione del patrimonio esistente (che è tanto e parecchio dgradato) sarebbe un sistema di incentivo al mercato degli affitti che potrebbe essere interessante salvo che è sempre difficile la tutela della proprietà e la gestione dei locatari morosi
 

raffaelemaria

Membro Assiduo
Professionista
La visione catastrofica della società esposta da Giacomelli non è condivisibile, sembra che i 70enni detengono la ricchezza nazionale e condizionano la società. Se i 70enni hanno raggiunto una tranquillità economica, cosa che non mi sembra sia valida per tutti, è perchè nel periodo post bellico la povertà era più diffusa e la voglia di emergere spingeva a lavorare sodo senza risparmiarsi e badare alle festività. Ricordo benissimo il fiorire di piccole casette costruite in proprio senza avere finanziamenti statali tranne che le agevolazioni della famosa "Legge Tupini". Il fatto stesso che i centri storici ora sono prevalentemente abbandonati, salvo quelli di pregio ove si è mossa la speculazione, dimostra che i giovani, fortunatamente non tutti, non vogliono " faticare" , aspettano che la casa nuova e il lavoro glielo offrano sul vassoio in casa, eppure questi immobili sono svenduti a poco prezzo e con tanta buona volontà si possono ripristinare.
Molti 70enni come me, per mantenersi gli studi universitari hanno fatto i più disparati lavori, al termine degli studi ci aspettavano quasi due anni di servizio militare con il risultato che a 27 anni uno tornando a casa ci si doveva rimboccare le maniche per trovare lavoro. Il primo impiego, si fa per dire, fù un lavoro a ore in uno studio ove percepivo 100 lire all'ora, quando ovviamente servivo ed ero felice di fare esperienza. Ora chiedono di essere assunti inviando curricula che spaventano per quanto espongono di competenze, all'atto pratico non sanno progettare una fognatura domestica e chiedono quanto sarà la loro retribuzione precisando che il sabato non possono lavorare perchè c'è chi ha la ragazza e chi ha altri hobby da seguire che vengono elencati nei curricula, come se il ballo, il brevetto di sub e via discorrendo siano garanzie di preparazione professionale.
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Raffaelemaria, credo tu abbia frainteso diverse cose e comunque tu abbia una visione vera del mondo dei settantenni, ma tu abbia perso l'esatta visione del mondo giovanile dopo che fior di politici e ladri vari hanno ammazzato le loro prospettive.
Mi denuncio quale sessantenne, quindi ben poca differenza ci separa, come tu ti sei dichiarato, sei come me nella posizione di avere immobili, soldi, benessere e sicuramente, almeno tu, me lo auguro per te, una pensione. La mia analisi partiva da un esatto rapporto di una Banca che tracciava la ricchezza divisa per fasce d'età, quindi non era una mia "visione catastrofica". Ma analizziamo i fatti che tu ed io abbiamo sotto gli occhi.
I giovani che sono un po' come li descrivi tu, lo sono anche perché fior di politici hanno rubato loro il futuro, sicuramente la futura pensione, sicuramente la possibilità di far casa. Oggi solo possederla costa infinitamente di più, ma comunque, come dicevo, non essendoci più posti fissi, devono loro malgrado essere nomadi e lavorare dove si trova lavoro, facendo questa vita la casa è difficile averla in proprietà.
Ne risentirà la Famiglia e l'acquisto della casa! Ora sulle competenze sono d'accordo, spesso sono laureti ma cose pratiche non ne sanno fare, ma ci sono casi, e li ho in casa, che se non sanno aggiustare una tapparella, sono stati ricercati, ancora prima della prestigiosa laurea a lavorare in posti di primissima importanza.
Quindi converrai con me che la nostra Società è stata massacrata, aggiungi l'afflusso indiscriminato di immigrati che, in molti casi, non rispettano la donna per formazione religiosa e politica, che non hanno dimestichezza con l'ambizione e con la volontà di inserirsi attivamente nella nostra società, e cadono nelle facili tentazioni del delinquere, come evolverà la nostra Italia?
 

raffaelemaria

Membro Assiduo
Professionista
Non sono uno che plaude alla immigrazione incontrollata, ma ho esempi di onesti immigrati (albanesi) che ho aiutato a inserirsi nella nostra società ed ora sono lavoratori artigiani, anche indipendenti, onesti. Non è questo che rende impossibile ai giovani italiani di accedere al lavoro. Se questi immigrati riescono ad inserirsi e anche ad acquistare casa con i loro soldi non vedo perchè non lo possano fare gli italiani; ritornando "agli albanesi" che ho citato, uno ha addirittura acquistato con mutuo un intero immobile di quattro U.I. e 5 box ,in centro storico, affittato a extracomunitari,e poco alla volta sta procedendo al risanamento compreso casa sua che ora è un gioiello! Certo che lui ha una piccola impresa artigiana edile e i lavori se li fa lui con costi ridotti, ma nessuno impedisce ai giovani italiani di fare altrettanto. Del resto chi è esperto in edilizia dopo anni di studi senza esperienza di cantiere? Nessuno, basta cominciare e faticare; nemmeno io da laureato sapevo come si impastava il calcestruzzo o si faceva l'intonaco, l'ho imparato a mie spese facendo lavori in casa. E' ora di finirla che si pretenda che tutti quelli che hanno un titolo di studio debbano per forza lavorare, anche senza motivazione, nel settore per il quale hanno studiato, occorre entrare nella logica che il titolo di studio serve solo a migliorare le cognizioni del singolo e il lavoro che più lo appassiona lo si inventa. Un giorno quando la nostra società sarà composta di soli medici,architetti,ingegneri,ecc come si potrà dare lavoro a queste persone solo nel settore degli studi fatti?
Non sono un privilegiato, ho lavorato sino a 73 anni per avere la pensione e quello che ho l'ho sudato.
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Il tuo post merita un plauso, tutto condivisibile e ti fa onore. L'immigrato che lavora e si inserisce è, si lui, un plus per la nostra società! Un figlio che si laurea e lavora e guadagna e si fa casa è un orgoglio per i genitori e per la Società! Il delinquente di qualunque razza è una scoria per questa Società!
 

rita dedè

Membro Attivo
Proprietario Casa
Io conosco a un marocchino che è arrivato in Italia a 17 anni, a Trento, 30 anni ha lavorato in una ditta, che poi ha chiuso, ed non avendo più lavoro è venuto in Germania, sta facendo il lavapiatti, ad una età abbastanza avanzata, sta pure imparando il tedesco, roba che mai avrei creduto, se non avessi toccato con mano, uno spirito di adattamento,e voglia di lavorare, davvero da esempio! Incredibile!!!!
 

Adriano Giacomelli

Membro dello Staff
Proprietario Casa
Il mercato immobiliare è il focus di questo Forum! Qui si rivolgono tutte quelle persone che hanno un patrimonio, piccolo o medio di immobili, che lavorano nel settore immobiliari e che ci devono aiutare a capire o a suggerire sviluppi di questo mercato.
In una situazione demografica in stallo, sarebbe logico attendersi una domanda contenuta di immobili.
Un mercato di rinnovo immobili, dovrebbe prevedere incentivi a edificare/ristrutturare immobili di classe energetica avanzata a sostituzione di edilizia obsoleta. (Lo Stato dovrebbe incentivare la rottamazione di immobili obsoleti)
Centri commerciali su nuovi territori, dovrebbero essere limitati a rispetto delle immense aree che vengono sottratte all'agricoltura e in rispetto ai centri commerciali autentici che sono le nostre cittadine, vera risorsa del tessuto abitativo urbano.
Il mercato richiederà case in locazione e case leggere in acquisto, ovvero edilizia prefabbricata.
 

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