laural11

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buonasera, sto cercando casa e mi e' capitato di visionare alloggi in edilizia convenzionata. il venditore ha accennato ad una parte da pagare in "nero" . cosa si intende ? gli immobili in edilizia convenzionata non hanno un prezzo gia' prefissato ? e in cosa si incorre ? quali sono i possibili problemi per una richiesta di mutuo per l'acquisto appunto di immobile in edilizia convenzionata ?
grazie mille per l'aiuto.
 

fpsoft

Nuovo Iscritto
Proprio perché gli immobili in edilizia convenzionata hanno un prezzo prestabilito dalla convenzione, inferiore a quello di mercato, ti viene richiesto di pagare in nero la differenza tra il prezzo prestabilito dal Comune e quello di mercato.

Es.
Prezzo convenzionato: 100
Prezzo di mercato 150

Vi accordate per 150: dichiarando correttamente 150 sul rogito, il venditore si esporrebbe a rivalsa da parte tua per la quota eccedente. Se invece si dichiara 100 sul rogito, pagando il resto in nero, tu non puoi fare causa per la restituzione della parte eccedente in quanto non è dimostrabile, proprio perché l'hai data in nero (in pratica ti autodenunceresti per frode al fisco).

Facendo nero, oltre la gravità morale dell'azione, vi esponete a rischi serissimi, anche penali. Quindi, personalmente, escluderei a priori questa soluzione e troncherei ogni rapporto con un venditore che chiede di fare nero, follia soprattutto di questi tempi dove i controlli sulle compravendite degli immobili sono stringenti. Ad esempio, un classico controllo da parte della finanza è la verifica dell'importo dichiarato sul rogito ed il mutuo richiesto: se quest'ultimo è decisamente superiore, scatta l'accertamento.

In generale, i prezzi dell'edilizia convenzionata sono nettamente inferiori ai prezzi di mercato, a causa della bolla immobiliare 2004-2008. Di conseguenza un proprietario non venderebbe mai a prezzo convenzionato (se non in casi di estrema necessità). Come si risolve?

1. Se l'immobile è in diritto di superficie, verificare "se" il comune consente la trasformazione in diritto di proprietà (secondo la Legge 448/98) e "se" tale trasformazione elimina i vincoli di prezzo (ed eventuali altri vincoli, es. reddito dell'acquirente).

2. Nel recente descreto sviluppo (Legge 106/2011) il legislatore, considerata l'ormai enorme differenza tra prezzo convenzionato e prezzo di mercato, ha previsto che il proprietario possa richiedere al comune la rimozione del vincolo del prezzo dietro pagamento di un corrispettivo (credo si sia in attesa di un decreto per la determinazione del corrispettivo). I dettagli li trovi in questo link.

Se la casa ti piace, procedi secondo la legge (mai nero), altrimenti cerca altri immobili.
 

fpsoft

Nuovo Iscritto
E' comprensibile lo stato d'animo di chi ha un immobile in edilizia convenzionata (che è un'ottima cosa) il cui prezzo imposto, normalmente dipendente dall'indice istat dell'inflazione, è stato nettamente superato dalla bolla immobiliare. In tempi normali, i prezzi dell'edilizia convenzionata sono di circa il 20-30% in meno rispetto a quelli di mercato: dato che i prezzi degli immobili sono aumentati dal 2003 al 2008 tra il 100 ed il 200% (con punte del 300% es. Roma) ecco che gli appartamenti in edilizia convenzionata sono diventati invendibili. Ed ecco perché il legislatore nella recente legge 106/2011 ha consentito la vendita "legale" a libero mercato previo pagamento al Comune di una somma (l'attuazione della legge comunque potrebbe non essere brevissima, dipende credo dai Comuni).

Quindi, indiscutibilmente, mai nero e guardarsi da chi lo propone, ma comprendere anche lo stato d'animo di chi si è trovato spiazzato dalla bolla immobiliare.
 

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